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Nox supervenit terroremque auxit. Milites in armis vigilabant. Babylonii, alius e muris, alius e culmine tecti sui prospectabant, certiora visuri. Nec quisquam lumina audebat accendere; et, quia oculorum usus cessabat, fremitus vocesque auribus captabant; ac plerumque, vano metu territi, per obscuras semitas alius alii occursantes invicem suspecti ac solleciti ferebantur. persae suo more comas detonderant et in lugubri veste cum coniugibus ac liberis. Alexandrum, non ut victorem et hostem sed ut gentis suae iustissimum regem, lugebant. Ac sueti sub rege vivere, non alium qui imperaret ipsis, digniorem fuisse confitebantur. Nec muris urbis luctus continebatur, sud proximam regionem, deinde magnam partem Asiae cis Euphratem tanti mali fame pervaserat.
Traduzione
Sopraggiunse la notte e accrebbe la paura. I soldati vigilavano armati (lett: con le armi). I Babilonesi, uno dalle mura, un altro dal culmine dei loro tetti osservavano (certiora visur [prop. finale). E nessuno osava accendere fuochi e poiché l' uso degli occhi cessava, (essi) percepivano con le orecchie e il più delle volte, spaventati da inutile paura, andandosi incontro l’un l’altro si muovevano inquieti e sospettosi per oscuri sentieri. I Persiani, come loro uso, tagliando i capelli e in veste da lutto, con i coniugi e i figli piangevano Alessandro non come vincitore e nemico ma come giustissimo re del suo popolo. E abituati a vivere sotto un re, non riceveranno nessun altro che fosse più degno di lui di comandare. E il lutto non era contenuto tra le mura della città, ma la fama di tanti mali aveva pervaso la regione vicina, poi gran parte dell'Asia al di qua dell'Eufrate.
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Marcello, cum Syracusas, praeclaram urbem opibus atque ornatu, cepisset, visum est non ad laudem populi Romani pertinere hanc pulchritudinem delere et exstinguere, ex qua praesertim nihil periculi Romae esse venturum videretur. Itaque milites eius iussi sunt parcere aedificiis omnibus, publicis ac privatis, sacris ac profanis ita ut videretur ventum esse cum exercitu non ad ea oppugnanda, sed defendenda. Ei videbatur in victoria opportunum esse solum Romam deportare ea, quae ornamento Urbi esse possent, nec plane expoliare urbem victam, ut viderentur non plane expoliare voluisse Romani. In hac partitione ornatus victoria Marcelli non plura populo Romano adportavit quam humanitas eius Syracusis reservavit. Romam quae adportata sun, apud aedem Honoris et Virtutis in extremo foro etiam hodie visuntur, nec quicquam in aedibus suis Marcellus posuisse fertur.
A Marcello, avendo preso siracusa, città illustre per opere e decorazione, sembrò non riguardare la lode del popolo romano distruggere e estinguere questa bellezza, da cui specialmente non sembrava sarebbe venuto a roma alcun pericolo. E così i suoi soldati vennero ordinati di risparmiare tutti gli edifici, pubblici e privati, sacri e profani così che sembrasse che fosse venuto con l'esercito non per assediarla ma per difenderla. Gli sembrava opportuno nella vittoria essere il solo a portare a roma quelle cose che potessero essere di ornamento alla città, né di depredare completamente una città vinta, affinché sembrasse che i romani non volessero depredarla completamente. In questa partizione la vittoria di Marcello non portò molte cose al popolo romano che la sua umanità risparmiò siracusa. Le cose che vennero portate a roma, si possono vedere oggi presso il tempio di onore e virtù nell'estremo foro, né qualcosa si dice che Marcello abbia posto nei suoi templi.
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Nasica, cum ad poetam Ennium venisset eique ab ostio quaerenti Ennium ancilla dixisset domi non esse, sensit illam domini iussu dixisse et illum intus esse; paucis post diebus cum ad Nasicam venisset Ennius et eum ad ianuam quaereret, exclamat Nasica domi non esse, tum Ennius dixit Quid? Ego non cognosco vocem tuam?
Nasica, essendo andato dal poeta Ennio e l'ancella avendogli detto che chiedeva stando sulla porta che Ennio non era in casa, si accorse che quella disse ciò per ordine del padrone e che quello era dentro, pochi giorni dopo, dopochè Ennio andò da Nasica e chiese alla porta di lui, Nasica esclamò che non era a casa. Allora Ennio: "Che cosa? -disse io - non conosco la tua voce?" Allora Nasica: "Un uomo sfrontato sei: io credendo di te, io credetti alla tua ancella che non eri a casa, tu non mi credi lo stesso?"
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Phocaeenses graeci, exiguitate terrae coacti, magis navigandi quam terrae excolendae studiosi fuerunt: piscando, mercando, maritimis latrociniis exercendis vitam tolerabant. Itaque in ultimam oceani oram procedere ausi, in sinum Gallicum ad hostium Rhodani amnis devenerant et, loci amoenitate capti, domum reversi, referendo quae viderant, plures cives suos ad emigrandum sollicitavere. Duces classis Simos et Protis fuere. Itaque Nannum, Galliarum regem, in cuius finibus urbis condendae consilium ceperant, ad amicitiam petendam convenerunt. forte eo tempore occupatus rex erat in apparandis gyptiae filiae nuptiis quam more gentis suae, genero inter epulas electo in matrimonium tradendam curabat. itaque cum ad nuptias invitati essent omnes proci, rogantur etiam graeci ad convivium. cum ergo virgini eligendo esset iuvenis, cui nubere, Gyptia Proti aquam porrigendo, eum sibi sponsum elegit. Sic protis, factus ex ospite gener, locum condendae urbi a socero accepit. condendi locus prope ostia Rhodani in remoto sinu fuit.
i greci focesi, spinti dalla scarsezza della terra, preferirono la navigazione alla coltivazione della terra: sostenevano la vita pescando, commerciando e commerciando rapine marittime. E così osando spingersi fino all'ultima estremità dell'Oceano erano giunti nel golfo gallico presso la foce del fiume Rodano e, conquistati dalla bellezza del luogo, ritornati in patria, riferendo le cose che avevano visto, sollecitarono parecchi loro cittadini ad emigrare. Comandanti della flotta furono Simos e Protis. Quindi incontrarono Nanno, re delle Gallie nel territorio del quale avevano deciso di fondare una città per chiedere l'amicizia. Per caso in quel tempo il re era occupato nei preparativi del matrimonio della figlia Gipzia che in base alla tradizione del suo popolo si preoccupava che venisse data in matrimonio a un genere scelto durante un banchetto. Perciò essendo stati invitati tutti i pretendenti alle nozze, anche i Greci vengono invitati al banchetto. Dunque la giovane dovendo scegliere un giovane con cui desiderava sposarsi Gipzia offrendo l'acqua a Protis lo scelse come suo sposo. Così Protis reso genero dall'ospite ricevette dal suocero un luogo per fondare la città. Il luogo della fondazione fu vicino alla foce del Rodano in un lontano golfo
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Audio Valerium Martialem decessisse et moleste fero. Erat homo ingeniosus acutus acer, et qui plurimum in scribendo et salis haberet et fellis nec candoris minus. Prosecutus eram viatico secedentem; dederam hoc amicitiae, dederam etiam versiculis, quos de me composuit. Fuit moris antiqui eos, qui vel singulorum laudes vel urbium scripserant, aut honoribus aut pecunia honorare; nostris vero temporibus ut alia speciosa et egregia ita hoc in primis exolevit. Nam postquam desiimus facere laudanda, laudari quoque ineptum putamus.
Vengo a sapere che è morto Valerio Marziale e ne sono rattristato. Era scrittore pieno d'ingegno, acuto, pungente, nei cui scritti si riunivano molto sale, molto pepe, ma non minor schiettezza. Quando partì da Roma l'avevo aiutato fornendogli il denaro per il viaggio; lo dovevo all'amicizia e lo dovevo anche per quei versetti che mi consacrò. In altri tempi vi era l'abitudine, quando qualcuno aveva tessuto le lodi di una persona o di una citt?, di ricompensarlo con degli onori o del denaro; ma ai nostri giorni fra le altre belle e nobili usanze anche questa, e fra le prime, è caduta in disuso. Giacchè avendo cessato di compiere cose degne di lode riteniamo anche inutile esser lodati.