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Eo tempore aberat Dionysius et in Italia classem opperiebatur adversariorum, ratus neminem sine magnis copiis ad se venturum(esse). Quae res eum fefellit. Nam Dion iis ipsis, qui sub adversarii fuerant potestate, regios spiritus repressit totiusque eius partis Siciliae potitus est, quae sub Dionysii fuerat potestate, parique modo urbis Syracusarum praeter arcem et insulam adiunctam oppido, eoque rem perduxit, ut talibus pactionibus pacem tyrannus facere vellet: Siciliam Dion obtineret, Italiam Dionysius, Syracusas Apollocrates, cui maximam fidem uni habebat.
Traduzione
In quel tempo Dionisio era lontano e attendeva in Italia la flotta dei nemici, credendo che nessuno senza forti milizie stava per arrivare (sarebbe arrivato) da lui. La qual cosa lo ingannò. Infatti Dione grazie a quelli, che erano stati sotto il potere del nemico, arrestò la tracotanza del re e si impadronì di tutta quella parte della Sicilia, la quale era stata sotto il potere di Dionisio, e in egual modo della città di Siracusa eccetto la fortezza e l'isola unita alla città, e portò la situazione al punto che il tiranno volle fare la pace a questi patti: Dione tenesse la Sicilia, Dionisio l'Italia, Apollocrate Siracusa, nel quale solo aveva grandissima fiducia.
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Tanti maleficii crimen, cui tam insigne supplicium est constitutum, probare (=dimostrare) te, Eruci, censes posse talibus viris, si ne causam quidem maleficii protuleris? Utrum quid agatur an apud quos agatur non vides? agitur de parricidio, quod sine multis causis suscipi non potest; apud homines autem prudentissimos agitur qui intelligunt neminem ne minimum quidem maleficium sine causa admittere. non quaero abs te quare patrem Sex. Roscius occiderit, quaero quo modo occiderit. Ita quaero abs te, C. Eruci: quo modo patrem occidit? ipse percussit an aliis (eum) occidendum dedit? si ipsum arguis, Romae non fuit (=era); si per alios fecisse dicis, quaero: quos? Servosne an liberos? si liberos, quos homines? Indidemme Ameria an ex urbe sicarios? Si Ameria, qui sunt hi? Cur non nominantur? Si Roma, unde eos noverat Roscius, qui Romam multis annis non venit neque umquam plus triduo fuit? Ubi eos convenit? Quo modo iis persuasit? "Pretium dedit"; cui dedit? per quem dedit? Unde aut quantum dedit? Nonne his vestigiis ad caput (=origine) maleficii perveniri solet?
TRADUZIONE
Erucio, devi dimostrare un crimine così grande a quegli uomini illustri, al quale è seguito un supplizio straziante, in modo da poter comprendere il movente del delitto? Forse non vedi chi è quello che si occupa di questa cusa? Si tratta di parricidio, che non può essere stato compiuto senza un bel pò di validi motivi; anche da parte di uomini molto prudenti, che sanno comunque che non si può compiere un delitto senza movente. Non ti chiedo in che modo S. Roscio abbia ucciso il padre, ma ti chiedo come tu abbia ucciso il padre. E così, C. Erucio, ti chiedo: in che modo l'hai ucciso? L'hai percosso tu stesso o qualcun'altro? Se dimostri, sbagliando, la stessa cosa, non era a Roma, se affermi che è stato un altro, ti chiedo? Chi? I servi od i figli? Se sono stati i figli, con l'aiuto di chi? Uomini di Ameria o di Roma? Se di Ameria, chi sono? Perché non si hanno i nomi? Se sono di Roma, dove Roscio ne ha fatto conoscenza? Non viene a Roma da molti anni, e ci è rimasto per tre giorni. Dove potrebbero essersi incontrati? In che modo potrebbe averli persuasi? Gli ha dato un compenso, ma a chi? Perché glielo avrebbe dovuto dare? Forse che voleva non farsi riconoscere come il mandante del delitto?
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Versione latino Eutropio la battaglia di Milazzo
versione dal libro versioni di latino
il latino di base numero 5 pagina 604 e
Nuovo comprendere e tradurre pagina 582 num. 7
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Eutropio il latino di base pagina 490 numero 3
e Nuovo comprendere e tradurre
inizio : Rerum scriptores narrant bello Punico primo M. Aemilium Paulum et ... fine : neque ullo tempore tanta maritima procella audita est
Gli storici narrano che nella prima guerra punica i consoli Marco Emilio Paolo e Servio Fulvio Nobilio sono stati mandati dall'Italia con una flotta di molte navi per combattere in Africa con i cartaginesi. avendoli vinti in una battaglia navale, il console Emilio affondò la maggior parte delle navi dei nemici, ne mise in fuga altre, catturò le rimanenti con i combattenti e arricchì i suoi soldati con un ingente bottino. Allora Cartagine sarebbe stata sottomessa senonchè c'era una tanto grande carestia, che l'esercito non potè fermarsi più a lungo nei territori dei nemici. i consoli, mentre tornavano con la flotta vincitrice, naufragarono vicino alla sicilia. infatti una tempesta tanto grande nacque all'improvviso, che la maggior parte delle navi venne distrutta, e per un pò nn si apprese della tanto grande tempesta marina
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Orgogliosa rivendicazione del primato civile e morale dei
Romani Cicerone Nuovo comprendere e tradurre
Io sono stato sempre convinto (il mio giudizio sempre fu) che i nostri connazionali nell'esplicare la loro attività inventrice furono più saggi dei Greci oppure nel desumere da quelli furono dei perfezionatori, e ciò in ogni campo di cui ritennero degno occuparsi. Effettivamente i costumi e le istituzioni civili l'amministrazione della casa e della famiglia da noi godono miglior cura e maggior decoro, e lo Stato per opera dei nostri antenati poggia senza dubbio su istituzioni e leggi migliori. E l'organizzazione militare? in essa i nostri compatrioti furono fortissimi, sia per il valore sia ancor più per la disciplina. In quanto poi ai risultati ottenuti con le doti di natura e non con la cultura letteraria, né la Grecia né alcuna altra nazione può reggere il confronto con noi. Chi infatti ebbe mai tanta dignità, fermezza, forza d'animo, probità, lealtà, chi una virtù che tanto eccellesse in ogni campo, da poter essere paragonato con i nostri antenati? Nella cultura e in ogni genere letterario la Grecia ci era superiore; ma era facile vincere chi non contrastava.