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Cimon, Mitiadis filius, celeriter ad principatum pervenit. Habebat enim politam eloquentiam, summam liberalitatem, magnam prudentiam cum iuris civilis tum rei militaris, quod cum patre a puero in exercitibus diu manserat. Itaque et populum urbanum in sua potestate tenuit et apud exercitum plurimum valuit auctoritate. Primum imperator apud flumen Strimona magnas copias Thracum fugavit, oppidum Amphipolim constituit eoque decem milia Atheniensium in coloniam misit. Cimon iterum apud Mycalen Cypriorum et Phoenicum ducentarum navium classem devicit et cepit; statim ex classe copias suas eduxit barbarorumque maximam vim uno concursu prostravit
Cimone arrivò al potere rapidamente. Era dotato, infatti, di buona eloquenza, di grandissima generosità, di notevole perizia sia del diritto civile che dell'arte militare, perché fin da piccolo era stato col padre in mezzo agli eserciti. Così tenne in suo potere il popolo della città e godette presso l'esercito di un grandissimo prestigio. Dapprima come comandante mise in fuga presso il fiume Strírnone un grande esercito di Traci, fondò la piazzaforte di Anfipoli e inviò colà, per costituirvi una colonia, diecimila Ateniesi. Ancora presso Mícale vinse e catturò una flotta di duecento navi di Ciprioti e Fenici e nella stessa giornata conseguì un pari successo sulla terraferma. Infatti, catturate le navi dei nemici, fece subito sbarcare dalla flotta le sue truppe e in un solo assalto annientò una grandissima moltitudine di barbari.
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Augusto e i suoi successori
Autore: sconosciuto le ragioni del latino
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Libro le ragioni del latino
Augustus civium sententia deo similis erat. Nullus imperator in bellis ut augustus felix fiut aut in pace. Moderatus per multos annos solus gessit imperium civiliter vixit in cunctos liberalis in amicos fidus. nullo tempore res romana tam florens apparuit augustummrtuum cives divum appellaverunt, Ttiberius successor rem publicam beatam sumpsit vespasianus apud Palaestinam imperator princeps obscure natus optimus imperator fuit privata vita fiut illustris in imperio moderatus sub vespasiano iudeca romano accessit imperio et hiuerosolyma urbs nobilis palaestinae. marcus aurelius philosophiae deditus stoicae non solum vitae moribus sed etiam eruditione philosophus evasit is fortunatam rem publicam et fortitudine et mansuetudine reddidit
Augusto per sentenza dei cittadini era simile ad un dio. Nessun imperatore fu più felice di Augusto nelle guerre o più moderato nella pace per molti anni detenne da solo l'impero visse civilmente in armonia verso tutti e fedele verso gli amici. In nessun periodo la società romana sembrò tanto fiorente al punto che i cittadini denominarono Augusto "divino". Tiberio assunse come suo successore lo stato beato, Vespasiano fu un imperatore ottimo nato in Palestina moderato nell'impero e illustre nella vita privata sotto Vespasiano. Arrivò all'impero e la città di Gerusalemme nobile città della Palestina. Marco Aurelio dedito alla filosofia stoica non solo per usi di vita ma anche per erudizione riconsgnò allo stato forza e mansuetudine.
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Aristippo naufrago a Rodi versione latino di Vitruvio traduzione dal libro le ragioni del latino
Aristippus, philosophus Socratiscus, naufragio eiectus ad Rhidiensium litus, cum animadvertisset geometrica schemata descripta, exclamavisse ad comites ita dicitur: "Bene speremus!Hominium enim vestigia video". Statimque in oppidum Rhodum contendit et recta gymnasium devenit; ibi, de philosophia disputans, muneribus est donatus un non tantum se ornaret sed etiam praestaret comitibus quae opus essent ad victum. Cum autem eius comites in patriam reverti voluissent et eum interrogarent quidnam vellet donum renuntiari: "Liberi mei"-inquit-"parent possessiones et viatica quae etiam e naufragio possint una enatare. Nam ea vera praesidia sun viate, quibus neque fortunae tempestas iniqua neque publicarum reru mutatio neque belli vastatio potest nocere.
Aristippo, che era reputato il migliore fra i filosofi Cirenaici, scagliato da un naufragio sulla spiaggia di Rodi, avendo visto figure geometriche scritte sulla sabbia, si dice che abbia esclamato ai suoi compagni: "Speriamo bene, o amici! Vedo qui infatti delle tracce di uomini". E subito si diresse alla città di Rodi e giunse al ginnasio, e qui trattando di filosofia ricevette in dono dai cittadini dei regali, per adornare non solo sé, ma anche per poter garantire anche a coloro che furono con lui sia il vestiario sia tutte le altre cose, le quali erano necessarie al sostentamento. Poiché invece i suoi compagni avevano deciso di ritornare in patria e gli chiedevano cosa mai volesse che fosse riportato in patria ai parenti, allora si dice che abbia risposto così: "Ad ogni modo bisogna destinare ai figli i possedimenti e i beni, che anche in un naufragio possano trarsi in salvo". Infatti si dicono veri sostegni della vita quelli ai quali né uno sfavorevole andamento della sorte né le rivoluzioni politiche né le devastazioni della guerra o le incursioni dei pirati e dei predoni possano nuocere.
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Caloris ac frigoris patientia par; cibi potionisque desiderio naturali, non uoluptate modus finitus; uigiliarum somnique nec die nec nocte discriminata tempora; id quod gerendis rebus superesset quieti datum; ea neque molli strato neque silentio accersita; multi saepe militari sagulo opertum humi iacentem inter custodias stationesque militum conspexerunt. Uestitus nihil inter aequales excellens: arma atque equi conspiciebantur. Equitum peditumque idem longe primus erat; princeps in proelium ibat, ultimus conserto proelio excedebat. Has tantas uiri uirtutes ingentia uitia aequabant, inhumana crudelitas, perfidia plus quam Punica, nihil ueri, nihil sancti, nullus deum metus, nullum ius iurandum, nulla religio.
Uguale la resistenza al caldo e al freddo; la misura del mangiare e del bere limitata al desiderio naturale, non al piacere; i momenti della veglia e del sonno non erano scelti né di notte né di giorno; veniva concesso al riposo ciò che avanzava dalle occupazioni da svolgere: il riposo non era ricercato né in un morbido letto né nel silenzio; spesso molti soldati lo videro avvolto in un mantello militare, sdraiato per terra, tra i corpi di guardia e i distaccamenti dei soldati. Il suo vestito non si distingueva da quello dei suoi coetanei; si notavano le armi e i cavalli. Era di gran lunga il più forte allo stesso tempo dei cavalieri e dei fanti, era il primo ad entrare in battaglia, l'ultimo ad uscirne (usciva per ultimo, attaccata battaglia). Enormi vizi eguagliavano queste virtù tanto grandi dell'eroe: una crudeltà inumana, una slealtà superiore a quella tipica dei Cartaginesi, non credeva ad alcunché di vero o di sacro, non aveva alcun timore degli dei, alcun rispetto per i giuramenti, alcuno scrupolo.
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Un antico elogio della Campania
Autore: sconosciuto
Il testo latino tradotto è stato preso dal'autore della traduzione dal libro Le ragioni del latino di calamaro/cardinale Ferraro editori
Titolo: Un antico elogio della Campania
Inizio: Omnium regionum non modo Italiae sed etiam totius
Fine: quondam non minius clara quam Roma et Carthago
Traduzione
La Campania è la più bella non solo fra tutte le regioni italiane (genitivo partitivo) ma anche fra le terre di tutto il mondo (sempre genitivo partitivo). nessun cielo è più mite (mollis, mollis) quanto il cielo della Campano, nessun sole è più rigoglioso del sole campano. In Campania ci sono dei porti rinomati: Gaeta, Miseno, Baia; dei Laghi Ameni: Lucrino e Averno: monti rigogliosi con viti: Gauro, Falerno, Massico e, più bello di tutti, il Vesuvio, simulatore del fuoco dell'Etna. famosissime e ricche sono le città marittime: Formia, Cuma, Pozzuoli, Napoli, Ercolano e Pompei. ma la più grande di tutte le città Campane è Capua, un tempo non meno famosa di Roma e Cartagine.
Questa versioneè stata tradotta dall'autore Anna Maria Di Leo che concede la sua traduzione solo ed esclusivamente al sito skuolasprint. it