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Roma, olim terrarum domina, Latinam linguam divulgabat ubi Romanorum militiae incolaeque colonias constituebant. Latina lingua Romanorum scientiam peritiamque docebat, adhuc Romanorum sapientia prudentiaque vitam nostram alit. Non solum Italiae, sed etiam Europae incolae olim Latina lingua dicebant et dicunt. Italica lingua Latinae linguae filia est; si Latinam linguam curamus, Italicam linguam melius discimus et disciemus. In schola multas horas in Romanorum litteris historia grammaticaque discipuli consumunt. Nam Latinam linguam discere est antiqua experientia vivere et bonam laetitiam impetrare.
Traduzione
Roma, una volta padrona delle terre, divulgava la lingua latina quando le milizie dei romani e gli abitanti fondarono colonie. La lingua latina insegnava la scienza e la perizia, dinchè la sapienza e la prudenza dei romani alimentò la nostra vita. Non solo in Italia ma anche gli abitanti di Europa parlavano e parlano latino. L a lingua italica è figlia della lingua latina, se curiamo la lingua latina, apprenderemo meglio la lingua italica. Nella scuola gli alunni passano molte ore allo studio della storia romana e grammatica. Infatt i apprendere la lingua latina è antica esperienza di vivere e ottenere buona gioia
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Antiquissimis temporibus primi in Asia Assyrii regnum condidisse feruntur. Quorum rex Ninus, primum finitimis, tum aliis populis perdomitis, totius Orientis populos subegit. Postremoilli bellum cum Zoroastre, rege Bactrianorum, fuit, qui primus dicitur artes magicas invenisse siderumque motus diligentissime spectasse. Hoc occiso etiam ipse decessit, relicto impubere filio Ninya et uxore Semiramide. Semiramis, nec filio immaturo ausa tradere imperium, nec ipsa palam capessere, sexum dissimulans, brachia et crura velamentis, caput tiara tegit; et, ne novo habitu aliquid occultare videretur, eodem modo etiam populum vestiri iussit; sic Semiramis primis regni initiis Ninyas esse credita est. Magnas deinde res gessit, ita ut mulier etiam viros virtute superare videretur. Babyloniam condidit muroque urbem cocto latere circumdedit, Aethiopiam imperio adiecit et Indis bellum intulit. Ad postremum a filio interfecta est, cum duo et quadraginta annos post Ninum regnavisset.
Si dice che nei tempi più antichi gli Assiri abbiano fondato per primi un regno in Asia. Il loro re Nino, soggiogati prima i confinanti, in seguito gli altri popoli, sottomise i popoli di tutto l’Oriente. Infine egli combatté una guerra con Zoroastro, re degli abitanti della Battriana, che si dice che abbia ventato le arti magiche e che abbia osservato scrupolosamente i moti delle stelle. Ucciso questo egli stesso morì, dopo aver lasciato giovane il figlio Ninia e la moglie Semiramide. Semiramide, . Semiramide, non osando affidare il potere al figlio immatura, né volendo ella stessa tendere apertamente al potere, nascondendo il sesso, copre le braccia con veli e la testa con un turbante; e, affinché non sembrasse che nascondesse qualcosa con il nuovo abito, ordinò che anche il popolo si vestisse nello stesso modo sembrò che Semiramide fosse Ninia. In seguito portò grandi benefici, così che la donna sembrava superare anche gli uomini per virtù. .. Fondò Babilonia, e circondò la città con una solida muraglia, annetté al regno l’Etiopia e dichiarò guerra agli Indi. Alla fine, dopo aver regnato 42 anni dopo Nino, venne uccisa dal figlio.
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Proelio Cannensi, Romanorum exercitus profligatus est et ipse Paulus Aemilius consul, graviter vulneratus, vitam amisit. Cn Cornelius Lentulus, tribunus militum, cum Paulum Aemilium in saxo sedentem et cruore oppletum vidisset, descendit ex equo et consulem incitavit ut statim illo equo salutem peteret. At consul: “Fuge, Corneli, et patres admone ut Roma praesidiis muniatur, ante Hannibalis victoris adventum”. Interea turba hostium oppressit eos: consulem Carthaginienses obruerunt telis; Lentulum inter tumultum abripuit equus.
Nella battaglia di Canne, l’esercito dei Romani fu sconfitto e lo stesso console Emilio Paolo, ferito gravemente, perse la vita. Gneo Cornelio Lentulo, tribuno militare, poiché aveva visto Emilio Paolo seduto su un sasso e ricoperto di sangue, scese dal cavallo e incitò il console a cercare subito la salvezza con quel cavallo. Ma il console: "Fuggi, Cornelio, ed esorta i senatori affinché Roma sia fortificata con presidi, prima dell’arrivo del vittorioso Annibale”. Intanto una moltitudine di nemici li assalì: i Cartaginesi ricoprirono il console di frecce; il cavallo trascinò via Lentulo fra il tumulto.
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Cum autem pulchritudinis duo genera sint, quorum in altero venustas sit, in altero dignitas, venustatem muliebrem ducere debemus, dignitatem virilem. Ergo et a forma removeatur omnis viro non dignus ornatus, et huic simile vitium in gestu motuque caveatur. Nam et palaestrici motus sunt saepe odiosiores et histrionum nonnulli gestus ineptiis non vacant, et in utroque genere quae sunt recta et simplicia laudantur. Formae autem dignitas coloris bonitate tuenda est, color exercitationibus corporis. Adhibenda praeterea munditia est non odiosa neque exquisita nimis, tantum quae fugiat agrestem et inhumanam neglegentiam. Eadem ratio est habenda vestitus, in quo, sicut in plerisque rebus, mediocritas optima est. Cavendum autem est, ne aut tarditatibus utamur ingressu mollioribus, ut pomparum ferculis similes esse videamur, aut in festinationibus suscipiamus nimias celeritates, quae cum fiunt, anhelitus moventur, vultus mutantur, ora torquentur; ex quibus magna significatio fit non adesse constantiam.
Vi sono due specie di bellezza: l'una ha in sé la grazia, l'altra la dignità. Dobbiamo perciò apprezzare la grazia propria della donna e la dignità propria dell'uomo. Si tenga dunque lontano dalla nostra persona ogni ornamento non degno dell'uomo; si rifugga da un simile difetto anche nel gesto e nel moto. Invero, come certe movenze da ginnasti sono spesso alquanto affettate, così alcuni gesti di attori peccano di leziosaggine; nell'uno e nell'altro caso si lodano invece la semplicità e la naturalezza. La nobiltà dell'aspetto si manterrà con la freschezza del colorito, e questo con gli esercizi del corpo. Si ami inoltre la pulizia, non affettata né ricercata, ma quanto basta per schivare la rustica e incivile trascuratezza. La stessa cura dobbiamo avere anche nel vestire; in questo come nella maggior parte delle cose, la via di mezzo è la migliore. Anche nel camminare ci vuole misura: quando si è in cammino, non si tenga un passo troppo lento e molle, come chi va in processione, e quando si ha fretta, non si prenda la corsa, perché il respiro diventa affannoso, il volto si altera e la bocca si storce: segni evidenti che non c'è in noi fermezza di carattere.
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Legiones Romanae deinde ductae sunt ad diruendam urbem Albam. Quae ubi intravere portas, non quidem fuit tumultus ille nec pavor qualis captarum esse urbium solet: sed silentium triste ac tacita maestitia ita deficit omnium animos ut rogitantes alii alioc nunc in liminibus starent, nunc errabundi domos suas pervagarentur. Ita fragor tectorum quae diruebantur audiebatur pulvisque omnia impleverat, cum Albani, larem ac penates tectaque relinquentes, exirent; iam continens agmen migrantium impleverat vias et conspectus aliorum integrabat lacrimas. Egressis urbe Albanis, Romanus passim publica privataque omnia tecta adaequat solo, unaque hora quadringentorum annorum opus ruinis dedit.
Le legioni Romane furono condotte ad Alba Longa per distruggere la città. Quando varcarono le porte non vi fu davvero quel disordine né quel terrore, quale è solito essere delle città che sono state conquistate; ma un triste silenzio ed una tacita mestizia agghiacciò così gli animi di tutti che, dimentichi per la paura di che cosa abbandonare e di che cosa portare con sè, incapaci di prendere una decisione ed interrogandosi l'un l'altro, ora rimanevano sulla soglia di casa, ora vagavano erranti per le loro case per vederle per l'ultima volta. Non appena le urla dei cavalieri che ordinavano di uscire si facevano incalzanti, già si sentiva nelle ultime parti della città il fragore delle case, che erano demolite e la polvere sollevatasi dai luoghi lontani aveva riempito ogni cosa come se vi si fosse stesa sopra una nube(lett. "essendo stata stesa sopra una nube"), prese ciascuno in fretta le cose che poteva, mentre uscivano abbandonando il focolare domestico ed i Penati e le case nelle quali ciascuno era nato ed era cresciuto, già una colonna ininterrotta di emigranti aveva riempito le strade lo sguardo degli altri rinnovava le lacrime con reciproca compassione. Usciti gli Albani dalla città, il Romano (inteso come "i Romani") spianano al suolo tutti gli edifici pubblici e tutti gli edifici privati(cioè le case). e in un'ora soltanto azzerano 400 anni di storia