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Antiqui Germani oppida non instruebant, sed per silvas et agros tuguria aedificabant. ..sagittasque tractabant, impavidae pericula petebant.
Gli antichi Germani non edificavano le città, ma edificavano tuguri lungo le selve e i campi. Le donne avevano cura della famiglia e erudivano i fanciulli, gli uomini invece trascorrevano la vita in armi nelle cacce. Molto spesso i Germani facevano guerre contro i confinanti: combattevano valorosamente con le spade e lance, proteggevano i corpi con gli elmi e gli scudi. le donne non abbandonavano i mariti in battaglia: gli offrivano infatti cibo e armi da getto o, durante battaglie incerte, sollecitavano con parole gli animi degli uomini. I germani avevano le chiome rossicce o bionde, gli occhi o verdi o azzurri, stature sempre alte. Anche le donne erano alte e spesso eguagliavano la potenza degli uomini (erano pari alla potenza degli uomini): montavano infatti sui cavalli, maneggiavano le armi e le frecce, affrontavano impavide i pericoli.(by Maria D.)
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Autumno rura et silvae vocibus venatorum resonant. Mane venatores cum canibus agros et colles peragrant,..."Nullam carnem carni leporis antepono."
In autunno le campagne e le selve risuonano delle voci dei cacciatori. Al mattino i cacciatori percorrono i campi ed i colli con i cani, avanzano per i ruscelli, attendono taciti le fiere tra le fronde. Quando l'astuta lepre si nasconde nei campi, i cani scovano la lepre e la mettono in fuga. Allora il povero animale cerca la salvezza con la velocità delle gambe, si nasconde velocemente nella selva. Tuttavia i cani giungono anche qui e conducono i cacciatori in prossimità della trepida bestiola: la lepre inerme viene crudelmente uccisa ed il suo timore non sensibilizza gli animi dei cacciatori, perché come ricordano bene, la lepre con i denti acuti devastò le messi, rosicchiò le radici dei campi, fu spesso dannosa per i terreni. l'indomani la moglie del cacciatore organizzerà felice la mensa ed il cacciatore narrerà ai figli piccoli molte avventure in merito alla caccia. Forse qualcuno tra i convitati dirà: "non antepongo alcuna carne alla carne di lepre". (by Maria D. )
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Non Alexander ipse sed qui Alexandro successerant Eumeni Cappadociam dederunt ... Quem ad se nulla raione perduxit, quod Eumenes Perdiccam non prodidit.
Non Alessandro stesso ma coloro che erano succeduti ad Alessandro diedero la Cappadocia ad Eumene. Perdicca l'aveva legato a sé con grande energia, perchè in lui vedeva grande industriosità e lealtà: "Tutte le cose che desidero e preparo - spesso pensava tra sé Perdicca -le otterrò facilmente con l'aiuto di Eumene". Perdicca infatti nell'animo suo calcolava, ciò che quasi tutti desiderano nei grandi imperi, di impadronirsi e di unire le fazioni di tutti i comandanti di Alessandro. Ma non aveva solo lui in animo ciò, ma anche tutti gli altri che erano stati comandanti di Alessandro. Per primo desiderò la Macedonia Leonnato, che con molte e grandi promesse chiese un'alleanza con Eumene contro Perdicca. In nessun modo riuscì ad attirarlo a sé, perchè Eumene non tradì Perdicca.
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Quibus cognitis rebus eruptionisque iam ante capto consilio, ille omnia parat. ...Huic, quod erat infirmae valetudinis, Fulvium Postumum adiutorem submiserat.
Sapute tali cose e dato che era stata già presa in precedenza la decisione di un'irruzione, egli prepara ogni cosa. I soldati, per ordine di Pompeo, costruivano i rivestimenti di vimini per gli elmi ed ammassavano il materiale per colmare i fossati. Preparate queste cose, Pompeo carica di notte sulle barche e sulle scialuppe un gran numero di soldati armati alla leggera e di arcieri e tutto il materiale; a mezzanotte conduce 60 coorti fatte discendere dall'accampamento e dai presidi verso quel lato delle munizioni, che si estendevano fino al mare e si trovavano lontano dall'accampamento di Cesare. invia invece le navi, che già abbiamo indicato, complete di materiale e di soldati dall'armatura leggera, e le navi lunghe, che aveva a Durazzo; riuniti i legati ed i tribuni, ordina cosa volesse che fosse realizzato da ognuno. Cesare pose presso quelle munizioni il questore Lentulo Marcellino con la nona legione. A costui, dato che era di salute malferma, aveva sostituito come soccorritore Fulvio Postumio.
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Octavianus, cum ad Actio Samum in hiberna se recepisset, ... ad mortem adegit.
Ottaviano, da Azio essendosi rifugiato nei quartieri invernali a Samo, all'improvviso fu turbato dalle notizie sulla sedizione dei soldati che, di ogni ruolo, ottenuta la vittoria, era portata avanti a Brindisi. Infatti i soldati lo assillavano perché desse loro una ricompensa della missione (svolta). E così velocemente si diresse in Italia; durante la traversata fu afflitto due volte dalla tempesta: in un primo tempo tra i promontori del Peloponneso e dell'Etolia, per la seconda volta (rursus) intorno ai monti Cerauni. E in entrambi i luoghi una parte delle liburne fu affondata e in quella in cui lo stesso Ottaviano veniva trasportato, fuse tutte le attrezzature, si spezzò il timone. Ottaviano si trattenne a Brindisi non più di ventisette giorni fino a che non sistemò ogni cosa secondo i desideri dei soldati. In seguito girando intorno all'Asia e alla Siria si diresse in Egitto ed in breve tempo assoggettò la florida Alessandria nella quale Antonio si era rifugiato con Cleopatra. E pur non essendogli nascosto (nulla) sulle richieste di pace nelle quali Antonio chiedeva la salvezza per se e per Cleopatra, tuttavia spinse alla morte lui (Antonio) e la regina Egizia. (da Svetonio) (By Vogue)