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Et luctuosa et iucunda Vergilius poeta in Aeneide narrant: qui dolo Troia, magnum oppidum Asiae, a Graecis...deorum decreto Latium nostrum regno erit, in Latio aeternam urbem condemus.
Il poeta Virgilio narra nell'eneide fatti luttuosi e piacevoli: come con l'inganno Troia, l'importante città dell'Asia, venne sconfitta dai Greci e fu distrutta completamente, ma per gli ordini degli dèi il pio Enea, figlio di Anchise e della dea Venere fuggì verso terre ignote; con Enea anchise, infermo e malato, il figlio piccolo Ascanio e molti salparono sui navigli dei Troiani e lasciarono tristi la terra degli avi. Dopo violente tempeste, dopo innumerevoli pericoli giunsero a Cuma, dove Enea con la Sibilla discese nell'Averno: qui visitò la regina degli inferi, salutò con molte lacrime le grandi ombre degli uomini illustri e trepido e tacito conobbe, grazie al grande dono degli dèi, gli avvenimenti futuri. Enea con il suo popolo giunse da Cuma alle spiagge del Lazio: alcuni Troiani si spaventarono, incerti per gli oracoli dubbiosi, ma Enea rinfrancò con parole divine gli animi dei fuggiaschi "aspiriamo non a cose ignote ed arcane, ma a cose belle per gli onori: per decisione degli dèi il nostro Lazio avrà un regno, nel Lazio fonderemo una città eterna.
(By Maria D. )
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Canis calumniosus dicebat ad capellam: "Heri panem mutuum tibi dabam, hodie redde, ut promittebas". Diu contendebant, capella autem continuo dicebat: "Panem non reddam, quia numquam canis a te panem accipiebam". Cum ante iudices veniunt canis clamat: "Veritatis bonos testes habeo". Primus leo introducitur: "Sine ullo dubio - inquit - panis mutuus a cane capellae comodabatur." Introducebatur...
Un cane calunnioso diceva ad una capretta: "ieri ti prestavo il pane, oggi rendimelo, come promettevi". Si scontravano a lungo, la capretta invece diceva immediatamente dopo: "non ti renderò il pane, perché, cane, non ho mai accettato il pane da te." Quando giunsero dinanzi ai giudici il cane gridava: "ho onesti testimoni della verità". come primo fu introdotto il leone disse: "senza alcun dubbio è stato prestato il pane dal cane alla capretta."...(By Maria D.)
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Mari, amice mi, in aperto ac celso loco tuam villam aedificabis, Innumeros laterculos et multa ligna praefecto ...
Mario, amico mio, costruirai la tua villa in un luogo alto e accessibile, fornirai al sovrintendente dei fabbri innumerevoli mattoni e molto legname. I fabbri poi costruiranno mura di mattoni ampie porte alte finestre e splendidi soffitti. Nella villa ci saranno i triclini per i banchetti, le stanze che si affacciano al sorger e al tramontar del sole. i bagni nei pressi delle stanze, le celle dei servi, la cantina e la cella dell'olio, ampie cucine. In cucina in verità porrai con giusta prudenza di fronte al fuoco il bancone degli utensili da cucina e le cassette delle pentole... (by Maria D.)
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Andronicus Graecus vates, per multa lustra Romae veridica oracula edebat. Annis dictaturae divi Iulii, imperium Augustus sic praedicebat: ...Arma denique sub regno Octaviani Augusti silebunt: tandem aliquando bella seu externa seu intestina exstinguentur."
Il profeta Greco Andronico, per molti lustri dava responsi veritieri (della città) di Roma. Negli anni prediceva così la dittatura del divo Giulio, l'impero di Augusto: "Ottaviano, ora giovinetto, un giorno sarà signore dei Romani. Navigherà per tredici anni tra le tribolazioni, ma sarà sempre pio verso gli amici, duro contro i sicari del padre, invincibile in guerra. Dopo importanti vittorie celebrerà un trionfo: caccerà infatti dall'Italia la regina Egiziana e punirà gli avversari Romani. poi, durante i giochi Romani, verrà proclamato in curia; da quel momento comanderà sui cittadini con ammirevole clemenza: conserverà il ruolo principale nella curia, mentre nelle province, sarà adorato ogni giorno all'incirca per otto lustri come una divinità propizia. Per i suoi benefici il (suo) aspetto sarà onorato anche con statue ed altari. Rinnoverà infatti lo studio dell'agricoltura, richiamerà le antiche cerimonie degli dèi, o costruirà o restaurerà gli edifici sacri. Infine sotto il regno di Ottaviano Augusto le armi passeranno sotto silenzio: alla fine una buona volta si estingueranno le guerre sia esterne che interne.
(By Maria D. )
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Porsenna, Etruscorum rex, Cloeliam, patriciam virginem, inter obsides accipit Impavida virgo, quia libertatem et patrium... Aequitati quoque consulum et clementiae regis Porsennae magnas laudes tribuebant.
Porsenna, re degli Etruschi, accolse tra gli ostaggi Clelia, una fanciulla patrizia. L'impavida fanciulla, visto che desiderava la libertà il domicilio paterno, di notte montò a cavallo e fuggì dall'accampamento del re fino alla riva vicina del Tevere. Attraversò il fiume senza alcun timore e giunse sana e salva nel suolo paterno; si stabilì al sicuro tra i soldati Romani, ma i consoli per la lealtà del trattato restarono fedeli ai patti con Porsenna: infatti dopo che dal re venne reclamato tramite gli ambasciatori l'ostaggio, restituirono immediatamente la fanciulla. Tuttavia Porsenna fu colpito da una così ammirazione per la virtù di Clelia, che di propria iniziativa lasciò andare la fanciulla A Roma con altri ostaggi. I Romani felici posero una statua nel foro per l'onore e per il ricordo della virtù di Clelia. Attribuirono anche grandi lodi all'equità dei consoli e alla clemenza del re Porsenna.
(By Maria D. )