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L. Cornelio Lentulo et Fulvio Flacco consulibus, Hiero, tyrannus Siciliensis... Numa Pompilio regnante, contigerat.
Sotto il consolato di Lucio Cornelio Lentulo e di Fulvio Fiacco, Gerone, tiranno della Sicilia, era andato a Roma; fu anche combattuta una guerra all'interno dell'Italia contro i Liguri e su di essi si trionfò. Tuttavia i Cartaginesi cercavano di rinnovare la guerra in Sardegna: infatti i Sardi dovevano obbedire ai Romani secondo l'accordo di pace, ma i Cartaginesi li spingevano alla rivolta contro i Romani. Tuttavia giunse a Roma un'ambasceria dei Cartaginesi e ottenne la pace. Durante il consolato di T. Manlio Torquato e G. Attilio Bulco, si trionfò sui Sardi e, fatta la pace in tutti i luoghi, i Romani non ebbero nessuna guerra, cosa che dopo la fondazione di Roma li aveva riguardati soltanto una volta, quando regnava Numa Pompilio.
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Phaedra, Hyppoliti filia, Thesei uxor, Hippolytum privignum ...
Fedra, figlia di Ippolito e moglie di Teseo, s'innamorò del figliastro Ippolito; ma, poiché Ippolito aveva rifiutato l'amore non solo della matrigna, ma di tutte le donne, Fedra non riusciva a piegare alla sua volontà il figliastro e non sopportava l'ingiuria fatta con disprezzo della sua bellezza. Quindi, scritte le tavolette a Teseo assente, calunniò così Ippolito: "Tuo figlio, ignorando le leggi degli uomini e degli dei, ha violato il mio corpo incestuosamente con uno stupro". Lasciate queste parole false, Fedra si uccise impiccandosi. Ma quando Teseo, fece ritorno alla reggia, trovò Fedra morta e, lette le tavolette, prestò fede alla calunnia; quindi esiliò dalla patria Ippolito, chiedendo al padre Nettuno la morte di suo figlio. Tuttavia Ippolito, legati i cavalli, abbandonava il suolo patrio, ma presto apparve dal mare un toro: i cavalli spaventati disarcionarono Ippolito e dilaniarono orribilmente il suo corpo.
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Telegonus, Ulixis et Circes filius ...
Telegono, figlio di Ulisse e Circe, viene mandato dalla madre, a cercare il padre; fu trasportato ad Itaca da una tempesta e lì rubava nei campi per la fame, secondo il costume dei ladri, una volta Ulisse e Telemaco, ignari del nome e della discendenza del giovane, combatterono contro Telegono. Ulisse fu ucciso dal figlio Telegono, come era stato predetto molto tempo prima dall'oracolo di Apollo. Dopo che Telegono seppe dal fratello Telemaco della morte paterna, fece ritorno in patria, sull'isola di Eea, triste con Telemaco e Penelope, su consiglio della dea Minerva. Trasportarono il morto Ulisse da Circe e lì seppellirono il cadavere. Poi, come Minerva consigliava, Telegono sposò Penelope e Telemaco sposò Circe. Da Circe e Telemaco nacque Latino, che dal suo nome diede il nome alla lingua latina; da Penelope e Telegono nacque Italo, che dal suo nome denominò l'Italia.
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Negli antichi tempi i marinai portavano le navi lontane dalla spiaggia di rado, perché consideravano i mari infidi e pericolosi non solo durante l'inverno e durante l'autunno, ma anche in Primavera e in Estate; anche i pescatori navigavano sempre vicino alle spiagge e gettavano le reti in vista della spiaggia: molti attendevano fermi la preda durante le ore notturne fino alla prima luce. Anche i Romani, un popolo di contadini, all'inizio evitavano volentieri i mari, perché temevano le tempeste ed i naufragi. I Romani per lungo tempo non possedevano navi grandi, ma solo barche e piccole navi, con le quali navigavano il Tevere, il fiume patrio, fino a Ostia. Tuttavia nella prima Guerra Punica i Romani in un primo momento costruirono navi lunghe, per le necessità della guerra. Prepararono con i dazi grandi flotte di civili e di alleati, che si trovavano ferme ad Ostia. Quindi le legioni romane venivano trasportate o da navi lunghe oppure dalle navi da carico.
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Latini Romanorum socii erant sed romanis copias vel divitias recusabant...
I Latini erano alleati dei Romani, ma respingevano le truppe e le ricchezze romane. Inoltre spesso i Latini inviavano degli ambasciatori a Roma e dicevano così: "Perché, Romani, esigete continuamente aiuti, ma eleggete sempre i consoli del vostro popolo? Perché qualche volta non eleggete anche consoli Latini?". Questo tuttavia era sempre negato dai Romani. Quindi i Latini dichiaravano guerra contro i Romani, ponevano un accampamento davanti alle porte di Roma, ma venivano sconfitti in una grande e cruenta battaglia e poi non recuperavano l'antica potenza: infatti erano sottomessi dai Romani. Dopo la vittoria anche le statue degli dei dei templi latini venivano spostate a Roma.