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Damone e Finzia
versione di latino di VALERIO MASSIMO
esistono varie tipologie di versione con questo titolo ed autore Qui trovi la versione di cicerone i n questa pagina invece mettiamo tutto ciò che riguarda questa versione sia il passo originale sia quella presa da altri libri così quando qualcuno cerca e trova questa versione ha tutto sottomano
VERSIONE DAL LIBRO EXPEDITE
Damone e Finzia, filosofi Pitagorici e uomini di eccellente virtù, avevano stretto amicizia tra loro. Dioniso, tiranno Siracusano, avendo condannato una di queste persone e questo avesse ottenuto del tempo da lui affinché, prima che morisse, fosse ritornato a casa e che sistemasse le sue cose, l’altro non esitò a dare sé in qualità di garante per il ritorno dell’amico. Era liberato dal pericolo di morte colui che poco prima aveva la testa sottomessa; alla stessa spada aveva assoggettato la sua testa quello che poteva vivere sicuro. Allora tutti per primo Dioniso spiavano la novità e l’esito incerto della cosa. Poiché era prossimo il giorno stabilito né quello essendo ritornato, il tanto temerario garante condannava ognuno di stupidità, ma quello proclamava di non essere in apprensione per la fermezza dell’amico: infatti nello stesso momento e ora sopraggiunse da Dioniso l’altro con le leggi.
VERSIONE DA Versioni Latine per il Biennio sez. 8 N° 177
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La battuta intelligente di un filosofo
versione latino Valerio Massimo traduzione libro
Nuovo la versione latina nel biennio
Inizio : In suis scriptis Valerius Maximus narrat Alexandrum, Fine : ... prostrina nobilitate inclitum, a certo exitio subtraxit.
Nei suoi scritti Valerio Massimo narra di Alessandro, re dei Macedoni, che avrebbe deciso di distruggere la città di Lampsaco e che poi l'avrebbe risparmiata a causa dell'astuto filosofo Anassimene. Infatti quando Alessandro giunse per distruggere la grande devozione di Lampsaco, vide Anassimene, suo maestro, che avanzava fuori dalle mura. Poichè era chiaro che il filosofo con le sue orazione fosse contrario all'ira del re, il re annunciò che avrebbe ripudiato le orazioni di Anassimene. Allora Anassimene disse: "Chiedo che Lampsaco sia distrutta!" Così, poiché aveva preannunciato di non dar retta al filosofo, non distrusse la città: in tal modo la sagacità del filosofo, famoso per l'antica nobiltà, sottrasse la città da fine certa.
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Evandro
vesione latino e traduzione Nuovo tradurre dal latino
Pallanteo fu in Arcadia città vecchia e famosa. Evandro, figlio della ninfa Carmenta, teneva il principato della città, ma abbandonò la casa, odiato dai cittadini a causa dell'uccisione del padre, con l'incitamento della madre e con pochi compagni, navigò esule dall'Arcadia ll'Italia e giunse nel Lazio. A causa della singolare erudizione e della conoscenza della letteratura entrò in breve tempo in familiarità di fauno, re dei latini. Pertanto, il re con grandiosissima bontà donò all'ospite dell'Arcadia una piccola estensione di campi. Allora Evandro distribuì la terra ai suoi compagni ed edificò abitazioni nel vicino monte che chiamò Pallante(dopo i romani chiamarono il monte Palatino)e lì dedicò un tempio a Pani, dio grato dell'Arcadia. Evandro regnò con moderazione e umilmente molti anni e diede molti benefici agli abitanti del Lazio, infatti insegnò l'uso della semina e mostrò i frutti. Pose per primo in Italia il giogo ai buoi, addolcì le uanze degli uomini agresti poiché insegnò a leggere e scrivere. Il vecchio accolse gentilmente Enea e inviò in aiuto ai troiani contro i latini il figlio Palante con i soldati.
da la versione latina nel biennio numero 40 pagina 43
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Iovis, cum Thetis Peleo nuberent, ad epulum dicitur omnis deos convocasse excepta Eride, id est Discordia, quae cum postea supervenisset nec admitteretur ad epulum, ad ianua misit in medium malum, dicit quae esset formosissima, attolleret. Iuno, Venus, Minerva formam sibi vindicare coeperunt, inter quas magna discordia orta, Iovis imperat Mercurio ut deducat eas in Ida monte ad Alexandrum Paridem eumque iubeat iudicare. Cui Iuno, si secundum se iudicavisset, pollicita est in omnibus terris eum regnaturum, divitem praeter ceteros praestaturum; Minerva, si inde victrix discederet, fortissimum iter mortales futurum et omni artificio scium; Venus, autem Helenam Tyndarei filiam formosissimam omnium mulierum se in coniugium dare promisit. Paris donum posterius prioribus anteposuit Veneremque pulcherrimam esse iudicavit; ob id Iuno et Minerva Troianis fuerunt infestae. Alexander Veneris impulsu Helenam a Lacedaemone ab hospite Menelao Troiam abduxit eamque in coniugio habuit cum ancillis duabus Aethra et Thisadie, quas Castor et Pollux captivas ei assignarant, aliquando reginas.
Giove, sposandosi Teti con Peleo, si dice che abbia convocato al banchetto tutti gli dei eccetto Eride, cioè la dea Discordia, la quale essendo sopraggiunta dopo non veniva ammessa al banchetto, lanciò all'entrata nel mezzo una mela, dice chi fosse la più bella, prenderebbe. Giunone, Venere, Minerva cominciarono a rivendicare a sé la bellezza, sorta una grande discordia tra esse, Giove ordina a Mercurio di condurle sul monte Ida presso Alessandro Paride e lo comandi di giudicare. E Giunone, se avesse giudicato a suo favore, gli promise che lo avrebbe fatto regnare su tutto il mondo, avrebbe offerto ricchezza più di tutti gli altri; Minerva, se quindi risultasse vincitrice, sarebbe stato il più forte tra i mortali ed esperto in ogni artificio; Venere, invece promise, di dare in sposa Elena la figlia di Tindaro la più graziosa di tutte le donne. Paride preferì l’ultimo dono ai precedenti e giudicò che Venere fosse la più bella; per questo Giunone e Minerva furono avverse ai Troiani. Alessandro per istigazione di Venere condusse da Sparta dall’ospitale Menelao a Troia Elena e la ebbe in moglie assieme a due ancelle Etra e Tisadia, quelle che Castore e Polluce le avevano assegnato come prigioniere, una volta regine.
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Doveri dei giovani e dei vecchi versione latino Cicerone
Quoniam non eadem officia omnibus aetatibus tribuenda sunt, sed alia sunt officia iuvenum, alia seniorum, ...
Poichè non gli stessi compiti sono da attribuirsi a tutte le età, ma alcuni sono compiti dei giovani, altri dei vecchi, dobbiamo dire poche cose su questa distinzione. I vecchi devono essere rispettati dagli adolescenti e fra questi sono da scegliere i migliori, di cui i giovani seguano il consiglio e l'autorità; infatti l'inesperienza dei giovani dovrà essere guidata dai vecchi i quali per la lunga vita hanno conseguito una grande pratica di ogni cosa. Inoltre questa giovane età deve essere tenuta lontana dalle passioni e deve essere esercitata nelle fatiche della mente e del corpo. E anche quando rilasseranno gli animi e si scateneranno in allegria i giovani dovranno ricorrere alla massima moderazione affinché si mantenga intatto il ritegno. Si eviteranno ai vecchi le fatiche fisiche, al contrario si aumenteranno le esercitazioni dell' animo, infatti, non solo gli amici, ma i giovani e soprattutto lo stato dovranno a costoro portare aiuto