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Bonus adulescens pietatem erga deos colat, parentes et observet et amet, summam in senes reverentiam adhibeat, castitatem servet, ne modestiam temperantiamque spernat, civium proborum laudem et amicitiam appetat, vituperationem vitet, praesertim verecundiam diligat: Ut enim senibus gravitas et iuvenibus alacritas, ita adulesentibus verecundia, velut (=come) naturae dos, commendatur. Nam verecundia pulchra et suavis virtus est, quae probatur non solum in rebus, sed atiam in sermonibus: ideoque adulesentis verba ne modum excedent neu indecora sint. In verbis enim speculum mentis refulget. Sonum quoque vocis submissum sit, ne aures eorum (=di coloro) qui audiunt offendat.
Come deve comportarsi un giovane virtuoso
versione latino versione latina nel biennio
Un buon giovane purifica la pietà verso gli dei, onora e ama i genitori, ha grande riverenza verso i vecchi, mantiene la castità, affinché non disprezzi la discrezione e la moderazione, cerca la lode e l'amicizia dei buoni, evita il biasimo, inoltre sceglie il riserbo. Infatti come ai vecchi è raccomandata l'autorevolezza ancheai giovani è raccomandata la prontezza (la vivacità), così come agli adolescenti(è raccomandato) il riserbo come dote di natura. Infatti il riserbo è una piccola e soave virtù, che è dimostrata non solo nelle cose ma anche nei discorsi: e così le parole del'adolescente non devono superare il limite o essere disdicevoli. Nelle parole si rifletto lo specchio della mente. Anche il suono della voce sia calmo, cosichhè le orecchie di quelli che (lo) ascoltano non si offendano.
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Solent mendaces luere poenas malefeci. Calumniator ab ove cum peteret canis, quem commendasse panem se contenderet, lupus, citatus testis, non unum modo deberi dixit, verum adfirmavit decem. Ovis, damnata falso testimonio, quod non debeat, solvit. Post paucos dies bidens iecentem in fovea prospexit lupum. "heac" inquit "merces fraudis a superis datur".
Traduzione
I mentitori di solito pagano. Un cane reclamava in mala fede alla pecora un pane sdostenendo d'averlo dato a titolo di prestito; un lupo, che era teste, dichiarò che il prestito ammontava a dieci pani. La pecora perdette e pagò un debito inesistente, a causa d'una falsa testimonianza. Dopo pochi giornivide il lupo accucciato nella trappola: "Gli Dei t'hanno pagato la menzogna".
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Cartagine deve essere distrutta
Versione di latino di Autore sconosciuto
LIBRO da nuovo la versione latina nel biennio pagina 168 numero 178
Testo latino
Inizio: Cum in senatu de tertio punico bello ageretur, Cato iam senex...
Fine: movit ea res patrum animos, et bellum Carthaginiensibus indictum es t
Traduzione
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Sentio neminem esse in oratorum numero habendum, qui non sit omnibus eis artibus, quae sunt libero dignae, perpolitus; quibus ipsis si in dicendo non utimur, tamen apparet atque exstat, utrum simus earum rudes an didicerimus: ut qui pila ludunt, non utuntur in ipsa lusione artificio proprio palaestrae, sed indicat ipse motus, didicerintne palaestram an nesciant, et qui aliquid fingunt, etsi tum pictura nihil utuntur, tamen utrum sciant pingere an nesciant, non obscurum est; sic in orationibus hisce ipsis iudiciorum, contionum, senatus, etiam si proprie ceterare non adhibeantur artes, tamen facile declaratur, utrum is, qui dicat, tantum modo in hoc declamatorio sit opere iactatus an ad dicendum omnibus ingenuis artibus instructus accesserit
così io penso che non sia da inserire nel numero degli oratori nessuno, che non sia perfettamente preparato in tutte le sue arti, che sono degne di un uomo libero; se non facciamo uso di queste stesse nel parlare, tuttavia è chiaro ed appare evidente che o siamo inesperti di queste o impariamo: come quelli che giocano con la palla non usano nello stesso gioco la tecnica tipica della palestra, ma lo stesso movimento rivela che o imparano in palestra o lo ignorano, e quelli che fingono qualcosa, anche se allora non si servono di nessuna pittura, è chiaro tuttavia che o sanno dipingere o non lo sanno; così proprio in queste orazioni che si tengono in occasione dei processi, assemblee pubbliche, riunioni del senato, anche se non si applicano specificamente le arti degli altri tuttavia facilmente si evince che o colui che parla sia scosso in questo modo dalle opere declamatorie o si avvicina nel parlare, fornito di tutte le arti ingenue.
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Imperator Marcus Aurelius omnibus orientalibus provinciis carus fuit et apud multas etiam clementiae et philosophiae studii vestigia reliquit. Apud Aegyptos magna cum diligenzia principia antiquae eorum sapientiae quaesivit. Fuit diu Alexandriae et Antiochiae, clementer cum civibus agens. Pacem cum multis Asiae regibus et Persarum legatis, ad se(da lui)venientibus, fecit. Faustinam uxorem sub radicibus montis Tauris, in parvo vico, exanimatam vi subi morbi, amisit. Postea Faustinae, divae a senatum appellatae, aedem exstruxit. Rediens ad Italiam navi gravem tempestatem Romanorum classe quassantem fortiter tulit. Brundisio Romam pergens, et ipse(lui stesso)et milites, eius iussus, sagum deposuerunt et togam sumpserunt. Postquam Urbem venit, triumphum egit, congiarium et spectacula mirifica populo dedit; deinde civitatis mores corruptos correxit atque sumptus et publicos et privatos minuit. Sententia Platonis semper in eius ore fuit: "Florent civitates, si aut philosophi imperant aut imperates pro philosophis agunt. "
L’imperatore Marco Aurelio (lett. fu caro) costò caro a tutte le province orientali e sulle multe lasciò le orme (impronte) della cura della clemenza e della filosofia. Cercò presso gli Egiziani con grande diligenza i principi elementari del loro sapere. Stette a lungo ad Alessandria e ad Antiochia comportandosi bonariamente con i cittadini. Trattò la pace con molti re dell’Asia e ambasciatori dei Persiani, andati da lui. Perse la moglie Faustina sotto le pendicii del monte Tauro in una piccola strada, uccisa con la forza di una tempestiva malattia. Poi edificò un tempio a Faustina, dea chiamata dal senato. Andando in Italia in nave sopportò una violenta tempesta che sconquassò energicamente la flotta dei Romani. Proseguendo da Brindisi a Roma, sia lui stesso sia i soldati con il suo comando, deposero il mantello militare e indossarono la toga. Dopo essere arrivati a Roma, condusse il trionfo, diede una donazione e spettacoli meravigliosi al popolo; poi corresse le tradizioni corrotte dei cittadini e diminuì le spese sia pubbliche sia private. Il pensiero di Platone fu sempre nella sua bocca: ”Cittadini fiorenti, se o comandando o comandati i filosofi agiscono in favore dei filosofi”.
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