- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LA VERSIONE LATINA NEL BIENNIO - versioni latino
- Visite: 1
Sicilia magna insula est, finitima Italiae paenisulae atque multis pulchrisque oris plena. Terra fecunda et amoena magnam incolis copiam commodat....Insula est deis deabusque sacra: incolae Proserpinam, agriculturae deam, Vestam, familiae patronam, Minervam, cui olea et noctua sacrae sunt, colunt.
La Sicilia è una grande isola, vicina alla Penisola d'Italia e piena di molte e belle coste. La terra feconda e ridente offre agli abitanti una grande abbondanza. Infatti l'isola abbonda di uva rossa/gialla, alti ulivi, di piene spighe, feconda di varie piante. Soffiano sempre venti benevoli, le acque sono limpide e fredde. Leonesse, pantere, vipere non infestano i boschi. La Sicilia è abitata non solo dai contadini ma anche dai marinai: l'isola infatti è circondata da ogni parte dall'acqua. Gli abitanti spesso accumulano grandi ricchezze con il commercio e con i lavori della terra. Giustamente i poeti celebrano l'operosità e l'abilità dei contadini, l'audacia dei marinai, la parsimonia degli abitanti. L'isola è sacra agli dei e alle dee: gli abitanti venerano Proserpina, dea dell'agricoltura, Vesta protettrice della famiglia e Minerva alla quale sono sacri gli olivi e le civette.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LA VERSIONE LATINA NEL BIENNIO - versioni latino
- Visite: 1
Caesar flamen Dialis destinatus dimisit e matrimonio Cossutiam, quae ei nupserat iustis nupis paulo ante. ... Cum Pompeia deinde divortium fecit, quia putabat Pompeiam adulteram. (da Svetonio)
Cesare destinato come sacerdote di Giove lasciò libera dal matrimonio Cossuzia, che si era sposata con lui poco prima con legittime nozze. Poi sposò Cornelia, figlia del console Cinna, da cui subito gli nacque Giulia e il dittatore Silla non potè in alcun modo costringerlo a ripudiarla. Poi sposò Calpurnia figlia, di L. Pisone, che era destinato a succedergli nel consolato e promise in sposa sua figlia Giulia a Gneo Pompeo e gliela diede in matrimonio, dopo aver ripudiato il precedente fidanzato Servilio Cepione. Quando era questore, elogiò la zia Giulia e la moglie Cornelia defunte. Ed in verità nell'elogio della zia Giulia disse così in merito alla sua origine e di suo padre: "la stirpe materna di mia zia Giulia discende dai re, la stirpe paterna è unita con gli dèi immortali. Infatti da Anco Marzio vi sono i re Marzi, dal cui nome discende la madre; da Venere i giuli, della cui stirpe è la nostra famiglia". Poi al posto di Cornelia sposò Pompea, figlia di Quinto Pompeo, nipote di L. Silla. Poi stipulò il divorzio con Pompea, dato che riteneva Pompea un'adultera.(By Maria D.)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LA VERSIONE LATINA NEL BIENNIO - versioni latino
- Visite: 1
Dal libro la versione latina nel biennio
Alexander urbe Phryum Gordio in dicionem sua redacta, Iovis templum intrat .....
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LA VERSIONE LATINA NEL BIENNIO - versioni latino
- Visite: 1
Gli indi e le loro mogli versione latino Valerio Massimo traduzione libro La versione latina nel biennio
Verum Quid ego fortissimos hoc in genere prudentiae viros laudem?... Pietas in modum genialis tori propinquae mortis secura conscendit.
Ma perché in vero io loderò in questa generazione di saggezza gli uomini fortissimi? Siano guardate le donne degli indiani, che, essendo solite secondo il costume del paese essere molte spose al medesimo, morto il marito vengono in giudizio a gara, quanto più possibile sia stata amata da lui. La vincitrice esultante di gioia, condotta dai parenti che le vanno dinanzi con il volto lieto si getta sulle fiamme del marito e con lui arde per così dire felicissima: le superate(vinte) rimangono in vita con tristezza e dolore. Svela il coraggio in mezzo ai Cimbri, aggiungi la fede dei Celti, unisci l'animosa sapienza del popolo di Tracia congiungi il raro calcolo razionale dei Lidi nello scacciare abilmente i lutti, e, tuttavia, con nessuna di quelle cose supererai il rogo indiano, sul quale la devozione delle mogli sale, senza preoccupazione della morte imminente, come nel letto nuziale.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LA VERSIONE LATINA NEL BIENNIO - versioni latino
- Visite: 1
Inizio del testo latino: C. Claudius proconsul, audita rebellione Ligurum, praeter eas copias, quas secum Parmae habebat, subitariis collectis militibus, exercitum ad ...
Il proconsole C. Claudio, venuto a sapere della ribellione dei Liguri, escludendo quelle truppe che aveva con sé a Parma, riunito in tutta fretta un contingente di soldati, si spostò con l'esercito verso i territori dei Liguri. I nemici, all'arrivo di C. Claudio, comandante dal quale si erano ricordati di essere stati vinti e messi in fuga poco tempo prima presso il fiume Scultenna e ritenendo che si sarebbero difesi più agevolmente con i ripari naturali che con le armi, occuparono i due monti Leto e Ballista e si circondarono con un'ulteriore muraglia. Quelli che più in ritardo si allontanarono dalla pianura vennero sopraffatti e ne morirono circa millecinquecento; i rimanenti si difendevano sui monti e, non scordandosi, seppure intimoriti, della naturale crudeltà, infierirono sulla preda di guerra che si erano procurati a Modena. Uccidono i prigionieri, dopo averli orribilmente mutilati; trucidano le greggi nei templi. Saziati dalla strage degli animali, voltisi contro le cose inanimate, appendono alle pareti utensili di ogni genere adatti più ad essere usati che come ornamento. Il console Q. Petilio, affinché non si terminasse la guerra in sua assenza, inviò a C. Claudio un dispaccio, perché andasse da lui in Gallia con l'esercito: egli lo avrebbe aspettato ai Campi Magri. Ricevuto il dispaccio Claudio rimosse l'accampamento dal territorio ligure ed ai Campi Magri consegnò l'esercito al console. Nello stesso luogo pochi giorni dopo arrivò l'altro console C. Valerio.
- Cesare sbarca in Britannia - Nuovo la versione latina nel biennio versione latino Cesare
- Il tempio di Cerere a Enna - Cicerone versione versione latina nel biennio
- Archia è degno della cittadinanza romana - Cicerone versione latino la versione latina nel biennio
- Giugurta è convocato a Roma - Sallustio