- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A SCUOLA LATINO A CASA versioni tradotte
- Visite: 1
Anco Marzio, nipote del re Numa, dichiarò guerra ai Volsci e ad altri popoli confinanti ostili, aggiunse all'antica città i monti Aventino e Gianicolo, e fondò una colonia marittima presso la foce del Tevere. Grazie alle sue opere straordinarie è dunque celebre ancora oggi. Dopo Anco assunse il regno Tarquinio Prisco. Costui raddoppiò il numero dei senatori, istituì gli spettacoli Romani, prosciugò i luoghi paludosi; regnò con sollecita assennatezza. Dopo costui, Servio Tullio ampliò la città con i monti Quirinale, Viminale ed Esquilino, e con enormi mura, cinse tutti i colli della città. Tarquinio il superbo alla fine sconfisse i Volsci; con la forza sottomise Gabi, ricca città degli Albani, e stipulò una pace duratura con i Tusci. Sul Campidoglio costruì un tempio solenne di Giove. Poi perse il regno durante l'assedio di Ardea; infatti, a causa del torto di suo figlio nei confronti di Lucrezia, donna nobile, L. Giunio Bruto fece insorgere il popolo e strappò il potere a Tarquinio.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A SCUOLA LATINO A CASA versioni tradotte
- Visite: 1
Proprio quell'Alcibiade del quale non so se furono più pericolose per la patria le virtù o i vizi – infatti con quelli illuse i suoi cittadini, con questi li tormentò – dopo che, ancora fanciullo, era giunto da suo zio Pericle e dopo che lo aveva visto che sedeva triste, gli domandò che cosa portasse un così grande turbamento nel (suo) volto. Quello rispose che, su incarico della cittadinanza, aveva costruito i pilastri di Minerva, che sono gli ingressi della città e ora, dopo aver speso molto denaro in questo lavoro, non trovava in che modo poteva restituire la somma del servizio. Allora Alcibiade disse "Dunque cerca meglio in quale modo puoi non restituire la somma". Pertanto l'uomo estremamente autorevole ed estremamente prudente, venuto meno al proprio buon senso, fece in modo che gli Ateniesi, coinvolti in una guerra vicina, non riscuotessero le somme. Ma è in dubbio se ad Atene debbano sopprimere il ricordo di Alcibiade o celebrare la sua gloria, dal momento che ancora oscillano nel giudizio, con un dubbio della mente, tra l'avversione di quell'uomo e ammirazione.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A SCUOLA LATINO A CASA versioni tradotte
- Visite: 1
Ricevuti auspici favorevoli, C. Ponzio, dopo aver fatto uscire l'esercito, di nascosto colloca l'accampamento vicino a Caudio. Da qui invia verso Calazia, dove sentiva che c'erano ormai i consoli Romani e l'accampamento, dieci soldati vestiti in abito da pastori vicino alle guarnigioni Romane e ordina che, pascendo le pecore, chi in un luogo, chi in un altro, cadano intenzionalmente nelle mani dei nemici. Infatti raccomanda loro che, interrogati dai Romani circa i piani dei Sanniti, rispondano tutti la stessa cosa: che le legioni dei Sanniti si trovano in Apulia, che assediano Luceria con tutte le truppe, e che la resa non è lontana. Lo scaltro piano di Ponzio riuscì con successo: sebbene la diceria dell'assedio diffusa intenzionalmente in precedenza, era giunta ai Romani, i prigionieri nondimeno ne aumentarono la credibilità, poiché la versione di tutti corrispondeva. La grande apprensione che tutta l'Apulia non venisse sconvolta, indusse i Romani a fornire subito aiuto ai Lucerini, giusti e fedeli alleati: quindi ci fu una consultazione circa la strada attraverso cui giungere a Luceria.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A SCUOLA LATINO A CASA versioni tradotte
- Visite: 1
Ma un desiderio inappropriato di Lucrezia, per via della bellezza e della castità osservata, si impadronì di Sesto Tarquinio: così il giovane, poco dopo, si recò di nuovo a Collazia durante la notte, con un solo compagno, aggredì Lucrezia con la spada, e manifestò alla donna il suo amore. Poiché né con le parole, né con la forza riuscì a piegare l'ostinato animo di Lucrezia, alla paura aggiunse il disonore: Io ti ucciderò, e poi, vicino al tuo corpo, porrò il cadavere nudo di uno schiavo: tutti penseranno ad un turpe adulterio. Così, grazie alla paura del disonore, la depravazione vinse l'ostinata pudicizia. Lucrezia, triste per una sventura così grande, inviò un messaggero al padre a Roma, e ad Ardea al marito: Venite rapidamente insieme ad amici fidati: è capitato un episodio tremendo. Quando il marito e il padre furono presenti, trovarono Lucrezia malata nel letto. Allora la donna disse: O Collatino, le tracce di un uomo estraneo sono nel tuo letto; ma solo il corpo è stato violato, l'animo è innocente; la morte ne sarà testimone.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A SCUOLA LATINO A CASA versioni tradotte
- Visite: 1
Che il fattore non sia un girovago, sia sempre sobrio, diriga la famiglia: rispetti gli ordini del padrone, non creda di sapere più che il padrone. Non faccia sacrificio; se non nei Compitali, nella cappella o nel fuoco. Non conceda mai semenza, viveri, farro, vino, olio in prestito e non creda agli altri senza l'ordine del padrone. Amministri due o tre famiglie, faccia spesso il punto (della situazione) con il padrone. Amministri con grande cura i buoi, riservi delle ricompense per i bovari che trattano i buoi. Curi con ogni premura gli aratri e i vomeri e ogni cosa utile all'agricoltura, non ari la terra rovinata a causa delle piogge, non spinga su di essa (la terra) né il carro, né il gregge: infatti perderà (perderebbe così) il guadagno di tre anni. Vengano curati attentamente gli zoccoli del gregge e dei buoi; farà attenzione alla scabbia del gregge e delle giumente, alla fame e ai freddi che insistono. Esegua tutte le attività tempestivamente. Infatti la vita di campagna è così: se avrai fatto una cosa troppo tardi, farai tardi tutte le cose.