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versione latino Il Nuovo latina Lectio
Alexander quarto die ad Tigrim flumen pervenit et paucos equites ...
Il quarto giorno, Alessandro giunse al fiume Tigri ed inviò avanti pochi soldati per testare un guado, la cui altezza uguagliava gli sterni dei cavalli e, quando arrivarono al centro dell'alveo, anche i (loro) colli. Nessun fiume in Oriente infatti scorre così rapido, poiché porta con sé non solo le acque di molti torrenti, ma anche i sassi. Ha il nome di Tigri poiché i Persiani nella loro lingua chiamano la freccia «tigri». I fanti sollevarono le armi sulla testa e penetrarono nell'alveo non senza difficoltà. Il re tra i fanti giunse per primo sull'altra riva e mostrò con la mano il guado ai suoi soldati. L'attraversamento tuttavia non fu facile, poiché i sassi nell'alveo erano scivolosi e l'acqua impetuosa spingeva gli uomini in basso. Era gravosa la fatica di quegli uomini che portavano pesi sulle spalle: infatti spesso erano trascinati in gorghi impetuosi poiché non potevano resistere alla violenza delle acque.
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Vegezio il nuovo latina lectio
Nella scelta dei preposti bisogna prestare la massima attenzione. Come centurione deve essere scelto un uomo che abbia grande forza fisica, alta statura, attento, moderato nel bere, più pronto ad obbedire che a parlare. In modo simile si deve scegliere il decurione da mettere al comando di una squadra di cavalleria, che sia capace di montare a cavallo con agilità, cavalcare con la massima energia, combattere cavalcando, curare l'addestramento dei suoi cavalieri.
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Per prima cosa dunque, si dovrà eliminare la supremazia del denaro. E riguardo alle cariche militari e a quelle pubbliche nessuno si pronuncerà sulla base della maggiore o minore consistenza patrimoniale, così come un pretore o un console non sarà eletto in base alla ricchezza, ma al merito. In ogni caso nella elezione dei magistrati pubblici il giudizio del popolo risulta affidabile. È dispotico che i giudici vengano designati da parte di pochi, ed è illegale farlo basandosi sulle loro ricchezze. Perciò sembra opportuno designare tutti i cittadini della prima classe alla carica di giudici, ma in numero maggiore di quello attuale. Nè i Rodiesi, né gli abitanti di altre città ebbero mai a lamentarsi dei loro giudici, dove ricchi e poveri indistintamente, e a ciascuno secondo la legge del destino, decidevano sulle questioni più importanti come su quelle di poco conto. Ma per quanto riguarda l'elezione dei magistrati, mi è gradita certamente, e a ragion veduta, la legge che Caio Gracco aveva promulgato quando era tribuno della plebe, secondo la quale le centurie erano tirate a sorte dalle cinque classi indistintamente. Così avendo pari importanza i poteri e la proprietà, ognuno si darà da fare per superare l'avversario basandosi sui propri meriti. Queste norme propongo come grandi rimedi contro la ricchezza. Infatti allo stesso modo tutte le cose vengono apprezzate e ricercate, quando esse risultano vantaggiose. E questo è riprovevole perché da esse si ricava sempre un tornaconto: quando eliminerai questo, nessuno ti recherà danno senza motivo. Del resto l'avidità è una belva feroce e disumana che non è possibile tollerare: dovunque vada distrugge città, campagne, templi e case, sconvolge il divino e l'umano, e non le sono di ostacolo né armate, né muraglie, dove penetra con la forza; priva ogni mortale della reputazione, dell'onestà, dei figli, della casa e della famiglia. Ma se si abolisse l'eccessiva importanza che si ha verso il denaro, questo grande potere che ha l'ingordigia sarebbe facilmente vinto da un onesto modo di vivere.
In primis auctoritatem pecuniae demito ....
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Cicerone Il nuovo latina lectio
Nello stesso periodo ad Atene ero solito erudirmi con impegno presso Demetrio Siro, vecchio e non sconosciuto maestro del dire. In seguito l'Asia fu tutta percorsa da me assieme ai più grandi oratori, con i quali mi esercitavo nell'eloquenza. Il più illustre tra questi era solito essere considerato Menippo Stratonicense, a quei tempi molto eloquente e molto esperto nell'arte del parlare. Infine ogni giorno mi esercitavo, seguivo i più eloquenti oratori, udivo espertissimi maestri e non perdevo nessuna occasione per apprendere qualcosa di nuovo.
Eodem tempore Athenis, apud Demetrius Syrum, veterem et non ignobilem ...
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traduzione Il nuovo latina lectio
A cosa vi giova investigare ed inquisire chi abbia creato l'uomo, quale sia l'origine degli animali, chi abbia escogitato la causa dei mali, se il sole sia più grande o più piccolo del mondo, se la luna risplenda di luce altrui o di splendori propri? Non comprendo né quale sia il vantaggio di saperlo né il danno di non saperlo. Rimettete queste cose a Dio e concedete che egli stesso sappia perché o da dove egli esista.
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