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Supersunt senes, ex quibus audire soleo hunc ordinem comitiorum. Citato nomine candidati; silentium summum...Multi famam, conscientiam pauci verentur.
Sono in ancora in vita i vecchi, dai quali sono solito ascoltare questa disposizione dei comizi. Convocato il nome del candidato, il completo silenzio. Parlava egli stesso in suo favore, illustrava la sua vita, elencava testimoni ed estimatori, o colui sotto il quale aveva prestato servizio militare, o colui al quale era stato questore, o ambedue, se poteva; aggiungeva alcuni dei sostenitori: essi parlavano con forza e con poche parole. Ciò era più utile delle preghiere. Talvolta il candidato accusava o la famiglia d'origine del competitore o l'età o anche i costumi. Il senato ascoltava con severa gravità. Così più speso prevalevano i degni piuttosto che gli influenti. Le quali cose ora, corrotte da una smodata ambizione, sono arrivate fino al voto sottinteso, quasi fosse un rimedio. La qual cosa è stata completamente un rimedio: era infatti (un sistema) nuovo e inatteso. Ma temo che, con il procedere del tempo, scaturiscano difetti proprio dal rimedio stesso. C'è infatti il pericolo, con i voti non formalmente espressi, che si insinui la sfrontatezza. Molti si preoccupano della fama, pochi della coscienza.
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Postero die profectus adversa ripa Rhodani, mediterranea Galliae petit, non quia rectior ad Alpes via esset, ...ad hoc saxa glareosa volvens, nihil stabile nec tutum ingredienti praebet
L'indomani partendo dalla riva opposta del Rodano, si diresse verso l'interno della Gallia, non perché la via fosse più spianata verso le Alpi, ma per quanto si fosse allontanato dal mare, credendo che il Romano sarebbe stato meno d'ostacolo, non aveva intenzione di combattere con costui, prima di giungere in Italia. Dal quarto accampamento giunse all'isola. Scorrendo lì dalle diverse Alpi i fiumi Isara ed il Rodano, abbracciando una discreta quantità di campo, defluivano in uno solo in mezzo ai campi; fu imposto il nome all'isola. nelle vicinanze abitavano gli Allobrogi, la popolazione fin dall'inizio non inferiore per risorse o per fama rispetto ad alcuna popolazione Gallica. Sedate le contese degli Allobrogi quando ormai si era diretto verso le Alpi, dato che la regione non era regolare intraprese il percorso, ma ripiegò a sinistra verso i Tricastini; da lì per l'estrema costa del campo dei Voconzi si diresse in direzione dei Trigori, il percorso non fu ostacolato in nessun punto prima di giungere al fiume Druenzia. Questo, e questo stesso fiume alpino, è di gran lunga nel transito il più difficile di tutti i fiumi della Gallia. Infatti, anche se l'acqua trascina un'ingente massa, tuttavia non è resistente alle navi, perchè, non essendo chiuso da alcune sponde, scorrendo contemporaneamente con parecchie correnti e non nei medesimi alvei, sempre attraverso nuovi guadi e nuovi vortici - e per questi stessi incerti anche nell'attraversamento a piedi. (by Maria D.)
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Ex oppido Alesia cum legati ad Caesarem venissent ...qui agmen Vercingetorigis antecesserat.
Dalla città di Alesia poichè da Cesare erano arrivati ambasciatori per pregarlo di essere con loro indulgente e di risparmiare le loro vite, Cesare gli ordinò di radunare le armi, di portare fuori i cavalli, di restituire gli ostaggi. Quando già una parte degli ostaggi era stata consegnata, mentre si stava eseguendo le rimanenti cose, dopo che i centurioni erano stati inviati in città per radunare le armi e gli animali, da lontano fu avvistata la cavalleria dei nemici, che precedeva l'esercito di Vercingetorige.
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Paucis diebus priusquam Heraclea ab Acilio consule caperetur, Aetoli, concilio coacto, legatos ad Antiochum miserunt...., vacuos omni cura omnibus copiis in Asiam traicere.
Pochi giorni prima che Eraclea fosse conquistata dal console Acilio, gli Etoli, dopo aver convocato un'assemblea, mandarono ambasciatori da Antioco. Gli incarichi degli ambasciatori erano di chiedere al re: per prima cosa che egli stesso, radunate nuovamente truppe terrestri e navali, venisse in Grecia, in seguito, se qualche ostacolo lo frenava, di mandare denaro e aiuti. Dicevano infatti che era importante, anche per la sicurezza del suo regno. che non lasciasse che i Romani, dopo aver distrutto il popolo degli Etoli, liberi da ogni preoccupazione, si recassero in Asia con tutte le truppe.
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Queruntur quidam quod non magnitudine corporum aequamus elephantos, velocitate cervos, levitate aves, impetu tauros...
Alcuni si lagnano perché non siamo per grandezza fisica uguali agli elefanti, ai cervi in velocità, agli uccelli per leggerezza, ai tori nell'impeto; si lamentano perché la pelle non è più dura delle belve, più folta degli orsi; si lamentano perché i cani ci superano per la sagacità dell'olfatto, le aquile nell'acutezza della vista, i corvi nella lunghezza della vita, molti animali per l'agilità di nuotare. e per di più pensano che gli déi ci trascurino, perché non ci hanno dato una buona salute ed un'inespugnabile virtù, perché ci è stata negata la conoscenza del futuro.
(By Maria D. )