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Marcus, Publii filius, pulchram albam capellam possidebat et in stabulo tenebat. Capella familiae caseum parabat et gaudium domino donabat....
Marco, il figlio di Publio, possedeva una bella capretta bianca, e la teneva nella stalla. La capretta procurava il formaggio alla famiglia, e dava gioia al padrone. Un giorno, una capretta libera e nera vede la bestiola nella stalla, si avvicina e dice: Sei prigioniera, e nella stalla trascorri una vita triste. Perché non scappi? La capretta nella stalla risponde: Io non ho una vita triste! Marco mi fornisce molti cibi e acqua limpida. Al contrario tu ricerchi il cibo nei campi e nei boschi: sei sempre preda delle bestie feroci, e vivi nel pericolo: molte caprette, infatti, vengono uccise dai lupi. Risponde la capretta libera: Tuttavia io non ho un padrone, e trascorro una vita serena: percorro i boschi e i campi, lodo la natura, vivo felice.
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Romae multae viae sunt. In Romae viis magna turba semper est et raedarum copia. Dominorum filii et servi in foro deambulant...
A Roma ci sono (si trovano) molte strade. Nelle strade di Roma c'è sempre grande folla e abbondanza di carrozze I figli dei signori ed i servi camminano nel foro. Anche le padrone, le servitrici e le fanciulle percorrono volentieri le strade di Roma. Talvolta prigionieri in catene sono condotti dal tribuno: infatti i Romani in tempo di pace come in tempo di guerra hanno molti schiavi. Le locande sono sempre piene e, nelle strade, le prime tenebre accrescono le preoccupazioni degli abitanti. A Roma, sono importanti e sicure la Via Sacra e la Via Nuova. L'Appia, la Flaminia, l'Aurelia, la Salaria e l'Emilia, invece, sono strade grandi e lunghe, note anche ai fanciulli e alle fanciulle. L'Appia viene definita dai Romani "la regina delle strade".
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Minerva dea sapientiae erat, patrona scholarum et poetarum, scientiarum et artium. Minervae sacrae erant olea et noctua. A Graeciae et Italiae incolis ....
Minerva era la dea della sapienza, e la protettrice delle scuole e dei poeti, delle scienze e delle arti. La civetta e l'ulivo erano sacri a Minerva. Minerva era ritenuta anche dea delle battaglie dagli abitanti della Grecia e dell'Italia: infatti le statue di Minerva avevano un'asta ed uno scudo. A Roma la dea aveva altari e statue: le statue della dea sempre erano ornate volentieri dalle fanciulle virtuose. Quando le battaglie erano minacciose, le matrone ornavano il tempio di Minerva con ghirlande di rose e venivano consacrate dagli abitanti di Roma delle vittime sacrificali.
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Orpheus poeta erat et musicus: lyrae sono etiam beluas molliebat, commovebat saxa...statim Euridica evanescit et Orpheus frustra sponsam retinere temptat.
Orfeo era un poeta ed un musicista: con il suono della lira ammansiva anche le belve, smuoveva i sassi. Da Orfeo era amata la bella ninfa Euridice. Nel giorno delle nozze la sposa di Orfeo viene morsa da una vipera e perde la vita; abbandona il marito e scende agli Inferi, residenza dei morti. Orfeo piange a lungo, rifiuta il cibo, erra per i boschi. Infine, poiché desidera riprendere la sposa, scende agli Inferi, vede Proserpina, regina degli inferi, e suona dolcemente la lira: accorrono le anime dei morti. Cerbero, il mostro degli Inferi, tace. Alla fine anche l'animo di Proserpina viene commosso e dalla dea vengono esaudite le preghiere del poeta: Euridice è restituita ad Orfeo ma il marito non deve guardare verso la sposa. Orfeo però, a causa della felicità, non da ascolto agli ordini di Proserpina e, in modo incauto, volge gli occhi: Euridice svanisce subito ed Orfeo cerca di trattenere la sposa invano.
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Graecia praeclarorum poetarum patria erat: Homerus, Tyrtaeus, ALcaeus et multi alii. Homerus primus poeta notus est....
La Grecia era la patria di poeti molto famosi: Omero, Tirteo, Alceo e molti altri. Omero è il primo poeta conosciuto. Anche oggi, nelle scuole, i libri di Omero vengono letti dai maestri, e amati dagli alunni: nell'uno dei due viene narrata non tutta la guerra di Troia, bensì l'ultimo anno; nell'altro dei due commuovono gli animi le preoccupazioni di un uomo bello, ma sventurato. Anche Tirteo e Alceo erano conosciuti in Grecia: l'uno dei due celebrava la gratitudine della patria agli uomini che combattevano nelle guerre; l'altro dei due dimostrava i benefici delle cene e del vino. Anticamente la presenza dei poeti era motivo di gloria per gli abitanti, e dai poeti veniva data alla patria una straordinaria fama.