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Inizio: Die Thetis nuptiarum cum Peleo, Iuppiter omnes deos praeter Discordiam …
Nel giorno delle nozze di Teti con Peleo, Giove aveva invitato per il banchetto tutte le dee fuorché la Discordia. Dopo che la Discordia fu sopraggiunta e non fu stata fatta entrare, dalla porta lanciò sul tavolo una mela e disse: Che venga presa dalla più bella! Giunone, Venere e Minerva, cominciarono a rivendicare per sé la bellezza e così ne uscì un grande litigio. Giove ordinò a Mercurio di portare le dee sul monte Ida presso Alessandro Paride, affinché giudicasse. Giunone promise a Paride il dominio del mondo e una smisurata ricchezza; Minerva promise al giovane la saggezza e la conoscenza di tutte le cose; Venere invece offrì a Paride Elena, figlia di Tindaro e moglie di Menelao. Dato che Elena superava tutte le donne in fatto di bellezza, Paride considerò il dono di Venere superiore agli altri, e la giudicò vincitrice; a causa del giudizio di Paride Giunone e Minerva furono ostili ai Troiani. Alessandro, su istigazione di Venere, portò Elena a Troia e la ebbe in matrimonio.
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Solus vivebat Diogenes...
Il filosofo Diogene viveva da solo, poiché, ad Atene, egli trascorreva la vita nell'estrema povertà: non invitata nessun uomo, e nessun cittadino inviata il filosofo per cena, perché Diogene biasimava con parole dure i cattivi costumi dei cittadini. E quindi conduceva tristemente una vita solitaria. Un giorno egli cenava triste, e vide un topo: scorrazzava qua e là, e raccoglieva le molliche di pane che cadevano a terra dalla tavola. Diogene osservò l'animaletto, poi sorrise ed esclamò: Un sorcio non desidera né le conversazioni, né le cene degli Ateniesi; e invece tu, o Diogene ti rammarichi perché ceni da solo in un tugurio miserabile! Immediatamente risollevò lo spirito, e condusse una vita lieta, libero dalle preoccupazioni.
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
vivebat indicativo imperfetto terza persona singolare (vivo) Paradigma: vivo, vivis, vixi, victum, vivĕre - verbo intransitivo III coniugazione
agebat indicativo imperfetto terza persona singolare (ago) Paradigma: ago, agis, egi, actum, agĕre - verbo transitivo III coniugazione
recipiebat indicativo imperfetto terza persona singolare (recipio) Paradigma: recipio, recipis, recepi, receptum, recipĕre - verbo transitivo III coniugazione
invitabat indicativo imperfetto terza persona singolare (invito) Paradigma: invito, invitas, invitavi, invitatum, invitāre - verbo transitivo I coniugazione
vituperabat indicativo imperfetto terza persona singolare (vitupero) Paradigma: vitupero, vituperas, vituperavi, vituperatum, vituperāre - verbo transitivo I coniugazione
gerebat indicativo imperfetto terza persona singolare (gero) Paradigma: gero, geris, gessi, gestum, gerĕre - verbo transitivo III coniugazione
cenabat indicativo imperfetto terza persona singolare (ceno) Paradigma: ceno, cenas, cenavi, cenatum, cenāre - verbo intransitivo I coniugazione
vidit indicativo perfetto terza persona singolare (video) Paradigma: video, vides, vidi, visum, vidēre - verbo transitivo II coniugazione
cursitabat indicativo imperfetto terza persona singolare (cursito) Paradigma: cursito, cursitas, cursitavi, cursitatum, cursitāre - verbo intransitivo I coniugazione
cadebant indicativo imperfetto terza persona plurale (cado) Paradigma: cado, cadis, cecidi, casum, cadĕre - verbo intransitivo III coniugazione
colligebat indicativo imperfetto terza persona singolare (colligo) Paradigma: colligo, colligis, collegi, collectum, colligĕre - verbo transitivo III coniugazione
consideravit indicativo perfetto terza persona singolare (considero) Paradigma: considero, consideras, consideravi, consideratum, considerāre - verbo transitivo I coniugazione
subrisit indicativo perfetto terza persona singolare (subrideo) Paradigma: subrideo, subrides, subrisi, subrisum, subridēre - verbo intransitivo II coniugazione
exclamavit indicativo perfetto terza persona singolare (exclamo) Paradigma: exclamo, exclamas, exclamavi, exclamāre - verbo intransitivo I coniugazione
desiderat indicativo presente terza persona singolare (desidero) Paradigma: desidero, desideras, desideravi, desideratum, desiderāre - verbo transitivo I coniugazione
doles indicativo presente seconda persona singolare (doleo) Paradigma: doleo, doles, dolui, dolitum, dolēre - verbo intransitivo II coniugazione
cenas indicativo presente seconda persona singolare (ceno) Paradigma: ceno, cenas, cenavi, cenatum, cenāre - verbo intransitivo I coniugazione
erexit indicativo perfetto terza persona singolare (erigo) Paradigma: erigo, erigis, erexi, erectum, erigĕre - verbo transitivo III coniugazione
egit indicativo perfetto terza persona singolare (ago) Paradigma: ago, agis, egi, actum, agĕre - verbo transitivo III coniugazione
Sostantivi
Diogenes nominativo maschile singolare (Diogenes, Diogenis) III declinazione
philosophus nominativo maschile singolare (philosophus, philosophi) II declinazione
Athenis ablativo plurale (Athenae, Athenarum) I declinazione (pluralia tantum)
paupertate ablativo femminile singolare (paupertas, paupertatis) III declinazione
vitam accusativo femminile singolare (vita, vitae) I declinazione
hominem accusativo maschile singolare (homo, hominis) III declinazione
incola nominativo maschile singolare (incola, incolae) I declinazione
cenam accusativo femminile singolare (cena, cenae) I declinazione
mores accusativo maschile plurale (mos, moris) III declinazione
incolarum genitivo maschile plurale (incola, incolae) I declinazione
verbis ablativo neutro plurale (verbum, verbi) II declinazione
vitam accusativo femminile singolare (vita, vitae) I declinazione
murem accusativo maschile singolare (mus, muris) III declinazione
mus nominativo maschile singolare (mus, muris) III declinazione
panis genitivo maschile singolare (panis, panis) III declinazione
micas accusativo femminile plurale (mica, micae) I declinazione
humum accusativo femminile singolare (humus, humi) II declinazione (eccezione I declinazione, sing.)
mensa ablativo femminile singolare (mensa, mensae) I declinazione
bestiolam accusativo femminile singolare (bestiola, bestiolae) I declinazione
Sorex nominativo maschile singolare (sorex, soricis) III declinazione
Atheniensium genitivo maschile plurale (Atheniensis, Atheniensis) III declinazione
conversationes accusativo femminile plurale (conversatio, conversationis) III declinazione
cenas accusativo femminile plurale (cena, cenae) I declinazione
tugurio ablativo neutro singolare (tugurium, tugurii) II declinazione
animu (non presente nel testo, forse un errore di battitura per "animum")
animum accusativo maschile singolare (animus, animi) II declinazione
curis ablativo femminile plurale (cura, curae) I declinazione
vitam accusativo femminile singolare (vita, vitae) I declinazione
Aggettivi
Solus nominativo maschile singolare (solus, sola, solum - aggettivo I classe)
summa ablativo femminile singolare (summus, summa, summum - aggettivo I classe)
nullum accusativo maschile singolare (nullus, nulla, nullum - aggettivo I classe)
ullus nominativo maschile singolare (ullus, ulla, ullum - aggettivo I classe)
malos accusativo maschile plurale (malus, mala, malum - aggettivo I classe)
asperis ablativo maschile plurale (asper, aspera, asperum - aggettivo I classe)
solitariam accusativo femminile singolare (solitarius, solitaria, solitarium - aggettivo I classe)
aegre avverbio (dall'aggettivo aeger, aegra, aegrum - aggettivo I classe)
maestus nominativo maschile singolare (maestus, maesta, maestum - aggettivo I classe)
misero ablativo neutro singolare (miser, misera, miserum - aggettivo I classe)
solus nominativo maschile singolare (solus, sola, solum - aggettivo I classe)
liber nominativo maschile singolare (liber, libera, liberum - aggettivo I classe)
laetam accusativo femminile singolare (laetus, laeta, laetum - aggettivo I classe)
Altre forme grammaticali
quia congiunzione subordinante causale
in preposizione ablativo
neque congiunzione coordinante negativa
Itatque (non presente nel testo, forse un errore di battitura per "itaque")
Itaque congiunzione conclusiva
olim avverbio di tempo
et congiunzione coordinante
quae pronome relativo nominativo femminile plurale (qui, quae, quod)
de preposizione ablativo
deinde avverbio di tempo
quod congiunzione subordinante causale
Statim avverbio di tempo
ALTRE VERSIONI CON QUESTO TITOLO
Diogene e il topo - Versione Grammatica Picta 1 pagina 154 numero 21
Diogene e il topo - Versione Donum lingua e cultura latina
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Habebat quidam filiam turpissimam, idemque insignem pulchra facie filium. Hi speculum, quod in cathedra mater posuerat,...tu faciem ut istam moribus vincas bonis».
Qui trovi - Fratello e sorella - Grammatica Picta 1 pagina 267 numero 33
Un tale aveva una figlia molto brutta, e anche un figlio notevole per il bel volto. Quando giocavano come bambini, per caso loro si guardarono in questo specchio, che la madre aveva posato su una sedia. Lui si vantò di essere bello; quella va in collera né tollera gli scherzi del fratello che si gloria, come quella che riceveva ogni cosa in oltraggio.
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Poetae narrant aesculapium...et viro reddidit.
I poeti narrano che Esculapio, figlio di Apollo, eccellente medico, abbia ridato vita ad Ippolito, figlio di Teseo, e per questo egli fu trafitto con un fulmine da Giove. Allora Apollo, poiché non poteva vendicare la morte del figlio contro Giove, uccise i Ciclopi: infatti i Ciclopi realizzavano i fulmini a Giove. E così Giove costrinse Apollo a dimorare per un anno da Admeto, re della Tessaglia. Admeto tuttavia accolse come nobile ospite Apollo e lo trattò con grandissimo riguardo: per cui, dopo che cadde ammalato, ricevette da Apollo il dono di poter evitare il pericolo, se qualcuno al posto suo si fosse offerto di morire. Poichè ne il padre ormai troppo vecchio, ne la madre accettarono di morire al posto suo, si offrì di morire Alcesti, moglie di Admeto. Ma per caso giunse Ercole che richiamò dalla morte Alceste e la ridiede al marito.
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Ut antiqui scriptores narrant, apud flumen Alliam cornua Romani exercitus profligata erant a Gallis legionesque fugatae erant. Milites sinistri cornus Veios perterriti fugerunt, pauci dexteri cornus Romam contenderunt ut arcem defenderent. Post pugnam, solis occasu, Galli apud urbem pervenerunt et castra posuerunt inter Romam et Anienem. Postquam cladis nuntiata est, magna trepidatio Romanorum animos invasit. Cives timebant imminentem impetum hostium; audiebant e Gallorum castris ululatus et cantus feros, et mens effingebat eorum aspectus terrificos. Romanis exercitus iam non erat; ideo urbem non defenderunt. Senatus iussu et magistratuum hortatu omnes homines ad arma idonei in Capitolii arcem concesserunt, mulieres et senes in vicinis urbi civitatibus salutem invenerunt. Mulieres domos cum fletibus et ploratibus reliquerunt. Prima luce Galli urbem occupaverunt domosque incenderunt.
Come raccontano gli antichi scrittori, le ali dell'esercito Romano erano state sbaragliate dai Galli presso il Fiume Allia e le legioni erano state messe in fuga. I soldati dell'ala sinistra, impauriti, scapparono a Veio, pochi dell'ala destra andarono a Roma a difendere la rocca. Dopo la battaglia, al tramonto del sole, i Galli arrivarono alle la città e fissarono l'accampamento tra Roma e l'Aniene. Dopo che la sconfitta fu annunciata, una grande ansia pervase gli animi dei Romani. I cittadini temevano un imminente assalto dei nemici; dall'accampamento dei Galli sentivano urla e canti disumani, e la mente dipingeva i loro aspetti terrificanti. I Romani non avevano più un esercito; perciò non difesero la città. Su ordine del Senato e su esortazione dei magistrati tutti gli uomini adatti alle armi andarono sulla rocca del Campidoglio, le donne e i vecchi cercarono la salvezza nelle città vicine a Roma. Le donne abbandonarono le (loro) case con pianti e gemiti. Al levar del sole i Galli occuparono la città e incendiarono le case.