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Non solum viri Lacedaemonii asperam vitam agunt, sed etiam pueri. Lacedaemonii enim severa disciplina liberos...
Non solo gli uomini di Sparta conducono una vita dura, ma anche i fanciulli. Gli spartani infatti, fin dalla prima infanzia educano i figli ad una disciplina severa. I fanciulli non sono mai sfaccendati: si dedicano poco agli studi della letteratura, molto alle gare ginniche e alle armi: e così imparano ad affrontare i pericoli e le scomodità. Per questa disciplina degli uomini e dei fanciulli le milizie di Sparta vincono gli avversari sempre.
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Sicilia pulchra Italiae insula est: nam in Sicilia amoenae miraeque orae sunt. Apud oras multae nautarum scaphae sunt et scaphis nautae mercaturam exercent.... poetae miram insulam celebrant.
La Sicilia è una bella isola dell'Italia. Presso le coste ci sono molte barche di marinai e i marinai con le barche praticano il commercio. Così la Sicilia è una terra non solo bella ma anche proprio ricca. I boschi fitti e ombrosi sono abitati dalle belve. Ma nei boschi ci sono anche merli, e allodole e usignoli cantano. Ci sono anche splendide e grandi ville dove vivono gli abitanti. I contadini vivono in piccole capanne e le figlie dei contadini spesso ascoltano la nonna, la quale racconta favole. Dalle fanciulle vengono fatte pascolare mule ed agnelle e matura una gran quantità di uva: l'uva è gradita agli agricoltori. Anche gli ulivi sono abbondanti in Sicilia, ed accrescono la ricchezza dell'isola. Gli stranieri amano la Sicilia e i poeti spesso celebrano la straordinaria isola.
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Magnam ianuam et multas fenestras habet; aqua in magna piscina colligitur. Etiam multae dearum statuae videntur. In villa vivit Tullia, non regina, sed Romana opulenta et pulchra domina....
A Roma, sulla via Cassia, c'è una villa, che viene detta "la reggia": infatti è straordinaria. Ha una grande porta e molte finestre; l'acqua viene raccolta in una grande vasca per i pesci. Vi si vedono anche molte statue di dee. Nella villa vive Tullia, non una regina, ma una matrona Romana ricca e bella. Grazie alla pazienza, Tullia amministra molte schiave ed ancelle, le quali, nella cucina preparano buoni cibi per la padrona, e nell'aia accudiscono caprette e galline. Da Tullia vengono elogiate la diligenza delle ancelle e la laboriosità delle schiave, e dalle schiave e dalle ancelle vengono offerte a Tullia rose bianche.
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Agricolae in villis habitant et in campis laborant. Enim terram arant, glebas scindunt, plantas serunt, adunca falcula spicas secant, vaccas et carpas mulgent,...
Gli agricoltori abitano nelle fattorie, e lavorano nei campi. La vita degli agricoltori è dura. Gli agricoltori, infatti, arano la terra, spaccano le zolle, seminano le piante, con la falce ricurva tagliano le spighe, mungono le vacche e le capre, raccolgono le uve o anche le olive e le castagne, nei boschi danno la caccia agli animali selvatici, accomodano le capanne, scavano dei fossati. A mezzogiorno risposano all'ombra, di sera, invece, siedono nell'aia, ed attendono l'ora di cena. I campi, talvolta, vengono allagati dalle piogge eccessive e persistenti, talvolta il calore secca le verdure e distrugge le spighe. Ma la violenza della Sorte viene sopportata dagli agricoltori. I poeti celebrano spesso la vita felice degli agricoltori, e la definiscono maestra di diligenza, di parsimonia e di giustizia. Ma i poeti non conoscono il lavoro operoso degli agricoltori.
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Horae nocturnae erant et insulae incolae saeva procella turbabantur. Nautae timebant vita,... et ridebat: Vesta patriam custodiebat et terra silebat.
Erano le ore notturne e gli abitanti dell'isola erano turbati da una violenta tempesta. I marinai temevano per la vita, i contadini per le caprette. Nelle piccole capanne le fanciulle erano terrorizzate e piangevano. Anche nella casa di campagna del poeta le fanciulle erano spaventate, ma la nonna, nota per la saggezza, raccontava una bella storia. Le fanciulle ascoltavano attentamente e non badavano alla tempesta. "Vesta, figlia di Rea, è una dea bella e buona, protettrice delle donne, della famiglia e della patria. Da Vesta sono custoditi gli altari, le case e le fattorie. Perciò, fanciulle, Vesta è con noi. Siamo fortunate!". Ma le fanciulle dormivano ormai serene: la tempesta si placava. La nonna osservava in silenzio le fanciulle e sorrideva: Vesta proteggeva la patria e la terra taceva.