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Sardinia, Romana provincia, mira Italiae insula est. In Sardiniae oris nautarum non magnae casae sunt, ... Incolarum parsimonia et diligentia gratae sunt advenis, qui in insula libenter consistunt.
La Sardegna, provincia Romana, è una straordinaria isola dell'Italia. Sulle coste della Sardegna le case dei marinai non sono le grandi, ma sull'isola ci sono anche le fattorie degli agricoltori. La terra della Sardegna offre agli abitanti vigne e ulivi, ma anche foreste. Nei boschi ci sono bestie e molti altari sacri a Diana. Le fanciulle spesso visitano gli altari di Diana, dea dei boschi. Gli agricoltori sacrificano vittime alla dea. Le fanciulle dell'isola vengono esaltate dai poeti. In Sardegna è famoso non solo il coraggio dei marinai, ma anche l'operosità dei contadini. La frugalità e la diligenza degli abitanti sono gradite ai forestieri, i quali si trattengono volentieri sull'isola.
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Athenis Solon in magna veneratione apud cives erat ... Ita a viro arx occupatur et Pisistratus Tyrannidem Athenis instituit.
Ad Atene Solone era in grande considerazione presso i cittadini: infatti amministrava la città con accortezza, sistemava le discordie dei cittadini con animo sereno, praticava la giustizia con sentimento lieto. Invece Pisistrato, uomo ricco ed astuto, desiderava il potere assoluto ed esigeva a guardie del corpo. Solone comprendeva l'astuto piano di Pisistrato e avvertiva il popolo con serie parole : "Pisistrato otterrà la tirannide attraverso le guardie del corpo e priverà gli Ateniesi della libertà." Ma gli Ateniesi non prestarono (lett. presente storico) ascolto [lett. non prestano orecchie] alle parole di Solone ed accettarono (adnuo dativo) le decisioni di Pisistrato. E così la rocca fu occupata (presente storico) dall'uomo e Pisistrato istituì la tirannide ad Atene.
(By Vogue)
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Ad Atene Solone era in grande venerazione presso i cittadini; infatti amministrava la città con prudenza, componeva con animo sereno le discordie dei cittadini, coltivava con mente lieta la giustizia. Intanto Pisistrato, uomo ricco e furbo desiderava il comando e chiedeva le guardie del corpo. Solone comprendeva la furba intenzione di Pisistrato ed ammoniva il popolo con parole severe e diceva: "Pisistrato otterrà mediante le guardie del corpo la tirannide e priverà gli Ateniesi della libertà". Ma gli Ateniesi non prestano ascolto alle parole di Solone e acconsentono alle proposte di Pisistrato. Così da un uomo la cittadella viene occupata e Pisistrato istituisce ad Atene la tirannide.
(By Stuurm)
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Olim vulpecula per agros cibum quaerebat et incaute in puteum ex petra incidit... hircus stultus remansit in puteo.
Una volta una volpicella cercava del cibo per i campi ed incautamente cadde da una roccia in un pozzo. Mentre era nel pozzo e biasimava la sua mancanza di ritegno, un caprone assetato raggiunse il pozzo e con prudenza guardò in basso (despĭcĭo, is, spexi, spectum, ĕre). Allora la volpe, quando si avvide del caprone: "Amico, ascoltami - disse - qui l'acqua è veramente gradevole e godibile! Perciò scendi senza indugio anche tu con me: ti divertirai". Il caprone diede ascolto con grande letizia alle parole della volpicella e scioccamente vi credette e discese subito nel pozzo. Allora la volpe balzò (insĭlĭo, is, sĭlŭi, sultum, īre) sul dorso del caprone e si allontanò; lo stolto caprone rimase nel pozzo. (by Geppetto)
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Primus deus quem Romani coluerunt, Ianus fuit. Romae in pompis, eum invocabant "deus deorum". In fabula Ianus navigio a Thessalia. .itaque Iano sacrum erat etiam anni initium, quod appellamus "Ianuarius."
Il primo dio che i Romani venerarono fu Giano. A Roma durante le processioni lo invocavano come "dio degli dei." In una favola, Giano giunse a Roma dalla Tessalia con una nave e visse sul Gianicolo. L'immagine/la statua del dio era bifronte, indicava con una verga la via e teneva una chiave nella (mano) destra, infatti era il protettore dei passaggi. Giano fu anche chiamato dai Romani "Patulcio" o "Clusio" poiché apriva e chiudeva le porte del cielo. Le porte dell'antico tempio di Giano, che era sotto il Campidoglio, erano aperte, quando i Romani conducevano una guerra, chiuse, quando regnava la concordia. Giano proteggeva anche tutti gli inizi e così a Giano era sacro anche l'inizio dell'anno, che noi chiamiamo "Gennaio".
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Mercurius, Maiae filius, in caelo cum aliis dis et deabus vivebat sed interdum de caelo in terram advolabat et mundi incolis dearum..., ideo deus somnia quoque custodiebat.
Mercurio, figlio di Maia viveva in cielo con gli altri dei e con le dee ma talvolta volava dal cielo sulla terra ed annunziava agli abitanti del mondo gli ordini degli dei; percorreva senza indugio, con i calzari alati il mare e la terra e portava a termine il compito di messaggero. Mercurio era anche il dio dell'inganno e dell'astuzia, infatti da piccolo privò il Dio Febo della mandria, della faretra e delle saette ma al posto dei giovenchi e delle armi donò a Febo una lira. Era il dio protettore dell'abilità del commercio, degli affari e delle ricchezze. Mercurio indossava il petaso teneva nella mano destra un caduceo, (ovvero) una verga d'oro. Con il caduceo donava il sonno e conduceva le anime agli Inferi. Per questo motivo il dio proteggeva anche i sogni.