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Olim cervus ad fontem aestu aestivi diei pulsus est. Quod sitiebat, ad planitiem descendit …
Un giorno un cervo fu spinto a una fonte dalla calura di una giornata estiva. Poiché aveva sete, scese in pianura, e scoprì un fresco lago sotto antiche querce. Dopo che ebbe bevuto, si fermò, e nel limpido specchio delle acque vide la propria immagine. Qui, mentre lodava le corna ramificate e biasimava l’eccessiva magrezza delle zampe, udì le voci dei cacciatori coi cani e fu preso dalla paura: cominciò a scappare attraverso la pianura e con la rapida corsa evitò l’aggressione dei cani. Ma il bosco frenò la bestia, poiché i rami degli alberi ostacolavano le corna, e il cervo fu dilaniato dai crudeli morsi dei cani. Allora il poveretto esclamò: “Ora soltanto capisco: io, sciocco, ho disprezzato le mie zampe, che mi sono state spesso molto utili. Le corna, che invece avevo elogiato, sono per me causa di morte”.
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Tertio bello Punico Romani in Africa bellum gesserunt et Carthaginem ingentibus …
Nella terza guerra punica i Romani fecero guerra in Africa e assediarono Cartagine con truppe innumerevoli. P. Scipione Emiliano, nipote dell’Africano, uomo coraggioso ed espero di arte militare, ebbe il supremo comando dell’esercito. Emiliano impedì ai Cartaginesi gli approvvigionamenti, poi, dopo un breve assedio, conquistò e saccheggiò la città. I Cartaginesi non ebbero nessuno scampo. Quasi tutti persero la vita nella difesa della città. Per ordine di Scipione, i soldati romani depredarono l’intera città e incendiarono tutti gli edifici, sacri e profani. Dopo pochi giorni, Scipione partì da Cartagine, marciò verso la Grecia e in breve tempo raggiunse Corinto. L’esercito dei Romani espugnò anche Corinto: così Roma giunse al culmine della potenza.
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Sanus homo, si et bene valet et suae spontis est, nullis obligare se legibus debet, ac …
L’uomo sano, se è in buona salute ed è autosufficiente, non deve attenersi a nessuna regola, e (non deve) ricorrere né al medico né al massaggiatore. Abbia invece uno stile di vita vario: ora stia in campagna, ora in città, e più spesso nel campo; viaggi per mare, si dia alla caccia, di tanto in tanto si riposi, ma si eserciti di frequente: se è vero che la pigrizia indebolisce il corpo, la fatica lo fortifica; la pigrizia fornisce una prematura vecchiaia, la fatica una lunga giovinezza. A volte si avvalga di un bagno caldo, altre volte delle acque fredde; non eviti nessun tipo di cibo; a volte partecipi a un banchetto, altre si astenga da esso; mangi due volte al giorno. Ma, come i cibi e gli esercizi di questo genere sono necessari, così sono superflui quelli dell’atleta: infatti, da un lato, la regolarità dell’esercizio interrotta a causa di incombenze civili prostra il fisico, dall’altro, i corpi che sono stati sovraccaricati, sia invecchiano rapidamente, sia si ammalano.
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In monte silvestri ferox et vorax leo multa animalia …
Su un monte boscoso un leone feroce e vorace divorava molti animali con le fauci spietate; ma, dopo che l’assemblea degli animali cominciò ad offrire ogni giorno una dolce preda al re dei boschi, il re interruppe la crudele strage. La lepre paurosa cercò di liberare i compagni dal pesante tributo. Quando si fu recata dal leone, disse: Mentre camminavo per il bosco, un enorme leone mi bloccò il tragitto. Il re dei boschi, adirato, gridò: Verrò e punirò con duri castighi lo sfacciato usurpatore! La lepre fece la strada insieme al leone e quando giunsero presso un pozzo profondo, la lepre esclamò: Qui abita l’altro leone. Il leone guardò immediatamente dentro: vide nelle acque limpide la sua immagine e la credette dell’usurpatore; senza indugio si scagliò contro il rivale, e perse la vita nello specchio d’acque.
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Ut narrant antiqui scriptores, Athenis Pisistratus tyrannus primus libros publice praebuit …
Così come raccontano gli scrittori antichi, ad Atene, il tiranno Pisistrato offrì per primo ai suoi concittadini dei libri in forma pubblica; i cittadini Ateniesi entravano nella biblioteca pubblica di Pisistrato, e leggevano i libri del tiranno. Da allora in poi, gli Ateniesi stessi accrebbero i libri in maniera appassionata e accurata; nel giro di breve il numero dei libri fu cospicuo. Poi, però, Serse, il re dei Persiani, dopo che aveva preso Atene e aveva dato alle fiamme la città con la sola eccezione della rocca, portò tra i Persiani tutta la quantità dei libri di Atene. In seguito, dopo molte vicissitudini, il re Seleuco, che ebbe il soprannome di Nicatore, riportò tutti i libri ad Atene. Successivamente un notevole numero di libri venne in parte acquisito e in parte confezionato in Egitto, dai re Tolomei. Nella biblioteca di Alessandria, una città dell’Egitto, venivano custoditi mille e settecento volumi; ma, durante la guerra Alessandrina, mentre i nemici danneggiavano la città, essi vennero tutti dati alle fiamme dai soldati ausiliari, per caso, non di proposito.