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Alexander a pueritia studuerat omnibus corporis et armorum exercitationibus...
Alessandro si era dedicato sin dall’infanzia a tutte le esercitazioni del corpo e delle armi; e così, da giovinetto, egli spiccava su tutti i coetanei, sia quanto a forze, sia quanto a temerarietà. Una volta, un mercante vendeva un cavallo grande e bello, e Filippo, il padre di Alessandro, lo acquistò. Il cavallo aveva nome Bufecalo. Poiché gli addetti del re non erano capaci di domare l’animale, Alessandro disse: Se tu non lo avrai vietato, o padre, io monterò sul cavallo e nel giro di breve tempo esso sarà domato. Il padre acconsentì, ed il giovinetto si avvicinò al cavallo, quindi, dopo che ebbe accarezzato con grande delicatezza il dorso e la criniera, montò sul dorso, e riportò al padre il cavallo domato.
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Aliena et vetus mulier ad Tarquinium Superbum regem pervenit; novem libros regi …
Una donna sconosciuta e anziana giunse presso il re Tarquinio il Superbo; offrì al re nove libri, e chiese un prezzo cospicuo, poiché essi contenevano delle profezie. Il re non giudicava i libri così di valore, e dunque non concesse il denaro. Anche quando la donna prese tre libri, appiccò ad essi il fuoco, e chiese il medesimo prezzo, il re non li comprò. Perciò la donna immediatamente mise fuoco ad altri tre libri e chiese il medesimo prezzo. A quel punto il re venne sconfitto da una insistenza tanto grande, ed obbedì alla donna: aveva compreso l’utilità delle profezie, e dunque comprò i tre libri rimanenti a tanto (prezzo) quanto la donna aveva desiderato vendergliene nove.
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Aegyptiis haruspicina ars nota erat; variis enim rationibus sacerdotes viscera …
L’arte dell’aruspicina era nota agli Egizi; secondo varie procedure, infatti, i sacerdoti estraevano le interiora agli animali e prevedevano le cose future. Erodoto, uno scrittore Greco, aveva illustrato l’estrazione delle interiora prima degli spettacoli in onore della dea Iside: dapprima tenevano delle suppliche rituali, poi strappavano al bue la pelle e dal ventre estraevano le viscere. Però lasciavano nel corpo tutte le altre interiora e il grasso; tagliavano le zampe, l’ultima parte del femore, le spalle e il collo. A quel punto riempivano il corpo con farina, miele, uve secche, carici, incenso, mirra ed altri profumi; quindi mettevano il corpo sopra al fuoco, e dentro versavano dell’olio a gocce. La vittima cuoceva, e tutti si battevano i petti. Alla fine mangiavano il corpo dell’animale.
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Agricola asinum iam emerat, sed etiam canem comparavit. Canis vitam in otio …
Un agricoltore aveva già acquistato un asino, ma si procurò anche un cane. Il cane trascorreva la vita nell’inattività, ed era amato dal padrone. L’asino, invece, trascorreva il tempo nella fatica, e non riceveva la gratitudine del padrone; l’asino sventurato pensava: Il padrone e i servitori amano un animale sporco e svogliato, dunque anch’io sarò gradito al padrone, se mi sarò comportato così come il cane e, per mezzo delle lusinghe, mi sarò guadagnato l’affetto di tutta la servitù; io, infatti, merito un grande rispetto, e non il cane; sono un animale diligente (trasporto grossi pesi, nei campi trascino l’aratro insieme al cavallo, giro la mola nel mulino), bevo l’acqua dalle sorgenti sacre, e a me viene dato cibo pulito. Il giorno seguente il padrone si avvicinò, e l’asino agitò la coda, appoggiò le zampe sulle spalle del padrone, ne leccò il viso, ne impiastricciò di macchie l’abito. Ma, per le grida del padrone, si era messa in agitazione tutta la servitù: i servitori afferrarono bastoni e sassi, e gettarono l’animale stremato e mezzo morto presso le mangiatoie.
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In Romae scholis pueri magna cum scrupulositate in ceris litteras sculpebant: puer stilum …
Nelle scuole di Roma i fanciulli incidevano le lettere dell’alfabeto sulle tavolette cerate con grande accuratezza: il fanciullo muoveva lo stilo attraverso le tavolette, così come l’agricoltore traccia i solchi a terra per mezzo dell’aratro. Egli non sbaglierà (sarà delimitato da entrambi i lati da margini e spazi) e calcherà le lettere con tratti sicuri; e il fanciullo non avrà bisogno di aiuto. I fanciulli hanno una precisa preoccupazione: scrivere correttamente e rapidamente, infatti uno stilo lento ostacola il pensiero, invece uno stilo confuso non viene compreso dalla mente.