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Le calunnie e l'odio rovineranno Socrate
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro kata logon
inizio: Θεμιστοκλής δὲ δόξας αἴτιος γενέσθαι
fine: προτερημάτων αἴτιος ἐγένετο τοις Ἓλλησι.
TRADUZIONE n. 1
Temistocle, artefice della vittoria, aveva in animo un'altro stratagemma non inferiore a quello. Infatti, poiché i Greci temevano di combattere a piedi una tanto grande miriade, in questo modo diminuì di molto la forza dell'esercito pedestre. Mandò il pedagogo dei propri figli presso Serse, affinché spiegasse perché i greci che navigarono presso il ponte erano in procinto di romperlo. Perciò il re, fidandosi della parola a causa della forza persuasiva di quello, diventava timoroso di perdere il ritorno verso l'Asia, perché i greci avevano il dominio del mare; appreso come passare al più presto dall'Europa all'Asia, dopo aver abbandonato Mardonio in grecia con i più valorosi cavalieri e fanti, dei quali il totale fu non meno di 40 miriadi, Temistocle essendosi servito di due stratagemmi, divenne motivo di grandi glorie per i greci.
traduzione n. 2
Temistocle essendo sembrato il responsabile per la vittoria, pensò ad un altro stratagemma non meno importante di questo. Infatti avendo i greci temuto di lottare a piedi contro una tanto grande moltitudine di nemici, diminuì di molto gli eserciti dei soldati pedestri a causa di un tale atteggiamento. Inviò da Serse il pedagogo dei propri figli perché gli rivelasse che i greci dopo essere partiti per mare erano sul punto di fare a pezzi il ponte presso la banchina. Perciò il re avendo prestato fede ai discorsi per la sua capacità di persuadere, diventò timoroso di essere privato del ritorno in Asia, avendo i greci il dominio sul mare capì di dover andare il prima possibile dall'Europa all'Asia, avendo lasciato indietro Mardonio in Grecia con i cavalieri migliori e quelli pedestri, il cui numero intero era realmente di non meno di 40 mila. Temistocle dunque essendosi servito di due stratagemmi divenne il responsabile di grandi successi militari per i greci.
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La mitologia e i suoi problemi
VERSIONE DI GRECO di Diodoro siculo
TRADUZIONE dal libro np
Ο ὐκ ἀγνοῶ μὲν ὅτι τοῖς τὰς παλαιὰς μυθολογίας συνταττομένοις συμβαίνει κατὰ τὴν γραφὴν ἐν πολλοῖς ἐλαττοῦσθαι. ἡ μὲν γὰρ τῶν ἀναγραφομένων ἀρχαιότης δυσεύρετος οὖσα πολλὴν ἀπορίαν παρέχεται τοῖς γράφουσιν, ἡ δὲ τῶν χρόνων ἀπαγγελία τὸν ἀκριβέστατον ἔλεγχον οὐ προσδεχομένη καταφρονεῖν ποιεῖ τῆς ἱστορίας τοὺς ἀναγινώσκοντας· πρὸς δὲ τούτοις ἡ ποικιλία καὶ τὸ πλῆθος τῶν γενεαλογουμένων ἡρώων τε καὶ ἡμιθέων καὶ τῶν ἄλλων ἀνδρῶν δυσέφικτον ἔχει τὴν ἀπαγγελίαν· τὸ δὲ μέγιστον καὶ πάντων ἀτοπώτατον, ὅτι συμβαίνει τοὺς ἀναγεγραφότας τὰς ἀρχαιοτάτας πράξεις τε καὶ μυθολογίας ἀσυμφώνους εἶναι πρὸς ἀλλήλους.
TRADUZIONE
Non ci è ignoto, che agli scrittori di cose antiche succede di tralasciarne molte nei loro racconti. Infatti l'anzianità dei fatti che si devono riferire, rendendo assai difficile il giungere a conoscerli, fa siche lo scrittore si debba ritrovare spesso esitante, e siccome le epoche dei fatti che riferisce, non possono fissarsi con esatti calcoli, chi legge disprezza la storia. Lo storico incontra anche un'altra difficoltà ed essa (tale difficoltà) deriva dalla varietà e dalla moltitudine degli eroi e semidei, dei quali si deve spiegare la generazione. Ma quella che è la maggiore (la maggior difficoltà) di tutte e che porta con se inconvenienti gravissimi, è la difficoltà che deriva da parte di coloro che lasciarono scritte le imprese degli antichi e le favole raccontate intorno ad esse che molto spesso discordano tra loro.
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Alessandro Magno ordina il rientro degli esuli in patria
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo TRADUZIONE dal libro Sapheneia pagina 40 numero 22
Ὁ μεν Ἀλέξανδρος ἐξέπεμψεν εἰς τὴν Ἑλλάδα Νικάνορα τὸν Σταγειρίτην, δοὺς ἐπιστολὴν περὶ τῆς καθόδου: ταύτην δὲ προσέταξεν ἐν τῇ πανηγύρει διὰ τοῦ νικήσαντος κήρυκος ἀναγνωσθῆναι τοῖς πλήθεσιν. τούτου δὲ ποιήσαντος τὸ προσταχθὲν λαβὼν ὁ κῆρυξ ἀνέγνω τὴν ἐπιστολὴν τήνδε. ‘βασιλεὺς Ἀλέξανδρος τοῖς ἐκ τῶν Ἐλληνίδων πόλεων φυγάσι. τοῦ μὲν φεύγειν ὑμᾶς οὐχ ἡμεῖς αἴτιοι γεγόναμεν, τοῦ δὲ κατελθεῖν εἰς τὰς ἰδίας πατρίδας ἡμεῖς ἐσόμεθα πλὴν τῶν ἐναγῶν. γεγράφαμεν δὲ Ἀντιπάτρῳ περὶ τούτων, ὅπως τὰς μὴν βουλομένας τῶν πόλεων κατάγειν ἀναγκάσῃ. ’ κηρυχθέντων δὲ τούτων μεγάλῳ κρότῳ ἐπεσήμηνε τὸ πλῆθος: ἀποδεξάμενοι γὰρ οἱ κατὰ τὴν πανήγυριν τὴν χάριν τοῦ βασιλέως διὰ τὴν χαρὰν ἠμείβοντο τὴν εὐεργεσίαν τοῖς ἐπαίνοις. ἦσαν δ᾽ οἱ φυγάδες ἀπηντηκότες ἅπαντες ἐπὶ τὴν πανήγυριν, ὄντες πλείους τῶν δισμυρίων. οἱ μὲν οὖν πολλοὶ τὴν κάθοδον τῶν φυγάδων ὡς ἐπ᾽ ἀγαθῷ γινομένην ἀπεδέχοντο, Αἰτωλοὶ δὲ καὶ Ἀθηναῖοι δυσχεραίνοντες τῇ πράξει χαλεπῶς ἔφερον. Αἰτωλοὶ μὲν γὰρ τοὺς Οἰνιάδας ἐκβεβληκότες ἐκ τῆς πατρίδος προσεδόκων τὴν ἐπὶ τοῖς παρανομήμασιν ἐπακολουθοῦσαν κόλασιν: καὶ γὰρ ὁ βασιλεὺς ἠπειληκὼς ἦν ὡς οὐκ Οἰνιαδῶν παῖδες, ἀλλ᾽ αὐτὸς ἐπιθήσει τὴν δίκην αὐτοῖς: ὁμοίως δὲ τούτοις Ἀθηναῖοι τὴν Σάμον κατακεκληρουχηκότες οὐδαμῶς τὴν νῆσον ταύτην προΐεντο.
Alessandro aveva inviato Nicanore stagirita con una lettera tendente a richiamare in Grecia gli esuli ed aveva ordinato che venisse in pubblica adunaza promulgata alla moltitudine per bocca del vincitore dei Giochi. Ed avendo Nicanore eseguito l'ordine avuto il banditore aveva recitata la lettera secritta nel seguente modo "Il re Alessandro ali esuli delle città greche. Non fummo noi gli autori del vostro esilio bensì noi lo saremo del ritorno vostro in patria, escludendo da tale beneficio soltanto gli scellerati. Su queste cose scrivemmo già ad Antipatro, in modo che con la forza costringa le città che si opponessero al ritorno dei Loro. La moltitudine udito il tenore di questo editto ne manifestò la sua approvazione con un grande applauso. e quanti erano in quel grande concorso di genti, tutti giulivi della bella disposizione del re, contentissimi ne ricordavano la beneficenza con lodi. E bisogna sapere che di questi esuli, arrivati allora ai giochi, ve ne erano più di ventimila. La maggior parte della gente approvava ) come atto suggerito da buoni principi questo ristabilimento degli esuli alla condizione iniziale. Ma gli etoli e gli ateniesi se ne offesero e lo sopportarono di mal animo. Gli Etoli avevano cacciato dalla patria gli eniadi e s'aspettavano di vederli condannati a pene degne: tanto più che il re aveva minacciato di punire non i figli degli Eniadi ma essi stessi. Quanto agli ateniesi, avendo loro divisa a sorte tra i loro coloni l'isola di Samo non volevano cederla.
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Vicende della dea Sira Derceto
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Sapheneia
Κατά τήν Συρίαν τοίνυν ἒστι πόλις Άσκάλων, και ταύτης ούκ ἃπωθεν λίμνη μεγάλη και βαθεῖα πλήρης ιχθύων. Παρά δέ ταύτην υπάρχει τέμενος θεᾶς επιφανοῦς, ἢν όνομάζουσιν οί Σύροι Δερκετοῦν αὒτη δέ τό μέν πρόσωπον ἒχει γυναικός, τό δ' ἃλλο σῶμα πᾶν ιχθύος διά τινας τοιαύτας αιτίας. Μυθολογοῦσιν οι λογιώτατοι τῶν εγχωρίων τήν Άφροδίτην προσκόψασαν τῇ προειρημένῇ θεᾷ δεινόν έμβαλεῖν ἒρωτα νεανίσκου τινός τῶν θυόντων ούκ άειδοῦς• τήν δέ Δερκετοῦν μιγεῖσαν τῷ
Σύρῳ γεννῆσαι μέν θυγατέρα, καταισχυνθεῖσαν δ' έπι τοῖς ήμαρτημε-νοις τόν μέν νεανίσκον άφανίσαι, τό δέ παιδίον εις τινας έρημους καί πετρώδεις τόπους έκθεῖναι• έαυτην δέ δια τήν αίσχύνην και λύπην ρίψασαν εις τήν λίμνην μετασχηματισθῆναι τόν τοῦ σώματος τύπον είς ίχθῦν διό και τούς Σύρους μέχρι τοῦ νῦν άπέχεσθαι τούτου τοῦ ζῴου και τιμᾶν τούς ίχθῦς ώς θεούς.
TRADUZIONE
Ascalona dunque è una città presso la Siria, e non lontano da essa c’è un grande braccio di mare anche profondo pieno di pesci. Presso di essa c’è un tempio sacro di una dea famosa i Siri la chiamano Derceto questa ha il volto di donna tutto il resto del corpo invece di pesce per siffati alcuni motivi. I più versatili nelle cose antiche tra quelli del luogo raccontano che Afrodite adirata con la predetta dea abbia messo dentro un’ardente passione amorosa di un giovinetto ributtante tra quelli che non sacrificavano. Che Derceto unitasi a Siro abbia generato una figlia, che disonorata per gli errori commessi abbia fatto sparire il giovane, che il fanciullo sia caduto come morto in luoghi deserti e sassosi; che essa stessa prostrata per la vergogna ed il dolore abbia trasformato in un luogo paludoso, la parte del corpo in pesce che perciò i Siri fino ad ora si astengono da questo animale e onorano i pesci come dei.
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Il rapimento di Persefone
VERSIONE GRECO Diodoro Siculo
TRADUZIONE libro chelidones
TRADUZIONE
Plutone ama Persefone, figlia di Demetra. . Allora il Dio di nascosto rapisce la fanciulla. Come raccontano i poeti, il rapimento ha luogo in Sicilia, presso Enna. Plutone porta la fanciulla nell'Ade e la sposa. Demetra non trova Persefone in nessun luogo e piange amaramente: allora abbandona la casa degli dei e va alla ricerca della figlia per mare e per terra, ma invano. Anche gli uomini piangono per il rapimento di Persefone e la terra diviene (è) priva di frutti. Infine la Dea giunge nell'Attica, ad Eleusi. Là gli abitanti accolgono con onore la dea, la venerano molto e celebrano feste in suo onore. Zeus ordina a Plutone di liberare Persefone. Plutone rimanda sulla terra la fanciulla, ma solo in primavera e in estate. In queste stagioni, infatti, ha fine l'improduttività di frutti.