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Pausania diventa amante del lusso
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro askesis
Τὶς οὐκ ἄν θαυμάσειε Παυσανίου τὴν ἄνοιαν, ὅς εὐεργέτης γενόμενος τῆς Ἑλλάδος καὶ νικήσας τὴν ἐν Πλαταιαῖς μάχην καὶ πολλὰς ἄλλας ἐπαινουμένας πράξεις ἐπιτελεσάμενος, οὐχ ὅπως τὸ παρὸν ἀξίωμα διεφύλαξεν, ἀλλ᾿ἀγαπήσας τῶν Περσῶν τὸν πλοῦτον καὶ τὴν τρυφὴν, ἅπασαν τὴν προϋπάρχουσαν εὐδοξίαν κατῄσχυνεν; Ἐπαρθεὶς γὰρ ταῖς εὐτυχίαις τὴν μὲν Λακωνικὴν ἀγωγὴν ἐστύγησε, τὴν δὲ τῶν Περσῶν ἀκολασίαν καὶ τρυφὴν ἐμιμήσατο, ὅν ἥκιστα ἐχρῆ ζηλῶσαι τὰ τῶν βαρβάρων ἐπιτηδεύματα. Αλλ αύτος εργω πειραν ειληφως εγιγνώσκε πόσω της των Περσων τρυφης η πατριος διαιτα προς αρετην διεφερεν
TRADUZIONE
Chi dunque non si stupirebbe della stoltezza di quello che, divenuto benefattore della Grecia e vincitore della battaglia di Platea e ringraziato (ἐπαινέω) per portare a termine (ἐπιτελέω) molte altre imprese, invece poi non si curò (διαφῠλάσσω) della reputazione acquisita, ma, ammirando la ricchezza e la lussuria dei Persiani, disonorò (καταισχύνω) tutta la precedente (προϋπάρχω) reputazione? Esaltato infatti dai successi, aborrì (στῠγέω) l'educazione spartana, imitò (μιμεομαι) la licenza e la mollezza dei Persiani, mentre per nulla al mondo doveva emulare il modo di vivere dei Persiani; in fatti non essendo informato (πυνθάνομαι) da altri, ma egli stesso, facendolo con impegno, prese esperienza in misura della lussuria dei Persiani o assunse l'ereditario modo di vivere. (By Geppetto)
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I soprusi dei trenta
Versione greco Diodoro Siculo traduzione libro gymnasion
Μετα τον Θηραμενους θανατον οι τριακοντα, τους πλουσιους επιλεγομενοι, τουτοις ψευδεις αιτιας απερριπτουν και φονευοντες τας ουσιας διηρπαζον. Ανειλον δε και Νικηρατον τον Νικιου του στρατηγησαντος επι Συρακοσιους υιον, ανδρα προς απαντας επιεικη και φιλανθρωπον, πλουτω δε και δοξη σχεδον πρωτον παντων Αθηναιων. Ου μην εληγον γε της παρανομιας οι τυραννοι, πολυ δε μαλλον επιτασιν λαμβανουσης της απονοιας των μεν ξενων τους πλουσιοτατους εξηκοντα κατεσφαξαν, οπως των χρηματων κυριευσωσι, των δε πολιτων καθ' ημεραν αναιρουμενων, οι τοις βιοις ευπορουμενοι σχεδον απαντες εφυγον εκ της πολεως. Ανειλον δε και Αυτολυκον, ανδρα παρρησιαστην, και καθολου τους χαριεστατους επελεγον. Επι τοσουτο δε κατεφθειραν την πολιν, ωστε φυγειν τους Αθηναιους πλειους των ημισεων.
i trenta dopo la morte di Teramene, scegliendosi i ricchi, lasciavano cadere con così grande sbaglio le cause e trucidando saccheggiavano le ricchezze. Uccisero anche Nicerato figlio di Nice il comandante dell'esercito per il figlio di Siracusa, uomo contro tutto ciò che è equo ed umano, per ricchezza e fama quasi il primo tra tutti gli ateniesi. Ma tuttavia i tiranni non ... il mercante d'olio già nell' illegalità, prendendo il comando la follia sgozzarono molto più di sessanta ricchissimi tra gli stranieri, per impadronirsi delle ricchezze, poiché i cittadini uccidevano durante il giorno, i ricchi per vivere quasi tutti fuggirono dalla città. Uccisero anche Autolico, uomo franco, e in generale scelsero i più graditi. Distrussero così tanto la città, che fuggirono più della metà degli ateniesi.
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Temistocle e Serse VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo TRADUZIONE dal libro Kata Logon numero 52 pagina 137
INIZIO : Θεμιστοκλεῆς δέ δόξας αἴτιος γενέσθαι τῆς νίκης FINE: χρησάμενος μεγάλων προτερημάτων αἴτιος ἐγένετο τοῖς Ἕλλησι
Temistocle, artefice della vittoria, aveva in animo un'altro stratagemma non inferiore a quello. Infatti, poiché i Greci temevano di combattere a piedi una tanto grande miriade, in questo modo diminuì di molto la forza dell'esercito pedestre. Mandò il pedagogo dei propri figli presso Serse, affinché spiegasse perché i greci che navigarono presso il ponte erano in procinto di romperlo. Perciò il re, fidandosi della parola a causa della forza persuasiva di quello, diventava timoroso di perdere il ritorno verso l'Asia, perché i greci avevano il dominio del mare; appreso come passare al più presto dall'Europa all'Asia, dopo aver abbandonato Mardonio in grecia con i più valorosi cavalieri e fanti, dei quali il totale fu non meno di 40 miriadi, Temistocle essendosi servito di due stratagemmi, divenne motivo di grandi glorie per i greci.
altro tentativo di traduzione:
Temistocle essendo sembrato il responsabile per la vittoria, pensò ad un altro stratagemma non meno importante di questo. Infatti avendo i greci temuto di lottare a piedi contro una tanto grande moltitudine di nemici, diminuì di molto gli eserciti dei soldati pedestri a causa di un tale atteggiamento. Inviò da Serse il pedagogo dei propri figli perché gli rivelasse che i greci dopo essere partiti per mare erano sul punto di fare a pezzi il ponte presso la banchina. Perciò il re avendo prestato fede ai discorsi per la sua capacità di persuadere, diventò timoroso di essere privato del ritorno in Asia, avendo i greci il dominio sul mare capì di dover andare il prima possibile dall'Europa all'Asia, avendo lasciato indietro Mardonio in Grecia con i cavalieri migliori e quelli pedestri, il cui numero intero era realmente di non meno di 40 mila. Temistocle dunque essendosi servito di due stratagemmi divenne il responsabile di grandi successi militari per i greci.
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Portatemi nelle latomie
VERSIONE DI GRECO di Diodoro siculo
Ἀπάγετέ με εἰς τὰς λατομίας "
TRADUZIONE
In Sicilia tiranno di Siracusa, liberatosi dalla guerra cartaginese, viveva in quel tempo in profonda pace e impiegava il suo ozio nello scrivere poemi chiamando presso di se quanti erano più rinomati nell'arte di verseggiare, onorandoli e conversando con essi famigliarmente e sottoponendo i suoi componimenti alla loro censura ed approfittando delle loro lezioni. E per le grazie che loro ne ricevevano, li magnificavano altamente, affermando che si stimava ormai di più per i suoi versi che per le sue insigni imprese di guerra. Fra i poeti a lui familiari c'era Filosseno, scrittore di ditirambi, nel qual genere si era guadagnato eminente reputazione. Ora costui interrogato su cosa gli paresse dei versi gonfi di Dionigi, che erano stati recitati nel banchetto, avendo risposto con grandissima libertà ne incontrò lo sdegno, Così Dionigi persuaso che avesse parlato così per invidia, chiamate le sue guardie lo fece condurre nelle latomie. Il giorno dopo però (Dionigi) pregato dagli amici di perdonare a Filosseno il trascorso. lo riprese in grazia, e tenute a tavola le stesse persone, avendo bevuto a lungo, Dionigi tornò di nuovo a far pompa dei suoi versi e dettone alcuni nei quali pareva aver posto grande studio domandò a Filosseno cosa egli ne pensasse. Alla domanda filosseno non disse una parola ma alzatosi e chiamate le guardie di Dionigi disse "riportatemi nelle latomie"
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Uccisione di Remo
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro n. p.
TRADUZIONE
Romolo, mentre attendeva alla fondazione di Roma, faceva scavare in fretta un fossato intorno al Palatino, per impedire che qualcuna delle popolazioni confinanti venisse a ostacolare il suo progetto. Remo, che era invidioso del successo del fratello, appressandosi a coloro che lavoravano li ingiuriava: dichiarò infatti che il fossato era stretto e che la città sarebbe stata poco sicura, poiché i nemici potevano facilmente oltrepassarlo. Romolo, accendendosi d' ira, disse: " Ordinerò a tutti i cittadini di punire colui che tentasse di oltrepassare il fossato". E nuovamente Remo, insultando coloro che lavoravano, diceva che essi stavano facendo il fossato troppo strette, mentre ripeteva queste cose, saltò egli stesso al di là. Vi era lì un tale Celero, uno di coloro che lavorano, il quale disse. "Lo punirò, secondo l' ordine del re, colui che ha oltrepassato il fossato" e pronunciando queste parole sollevava la vanga, colpito Remo al capo, lo uccise
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