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Fioritura artistica e culturale di Atene dopo le guerre persiane
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro N P
ἐν τούτοις γὰρ τοῖς χρόνοις αἵ τε τέχναι διὰ τὴν εὐπορίαν ηὐξήθησαν, καὶ τότε μέγιστοι μνημονεύονται τεχνῖται γεγονέναι, ὧν ἐστι Φειδίας ὁ ἀγαλματοποιός· ὁμοίως δὲ καὶ τὰ κατὰ τὴν παιδείαν ἐπὶ πολὺ προέβη, καὶ φιλοσοφία προετιμήθη καὶ ῥητορικὴ παρὰ πᾶσι μὲν Ἕλλησι, μάλιστα δὲ Ἀθηναίοις. φιλόσοφοι μὲν γὰρ οἱ περὶ τὸν Σωκράτη καὶ Πλάτωνα καὶ Ἀριστοτέλην, ῥήτορες δὲ Περικλῆς καὶ Ἰσοκράτης καὶ οἱ τούτου μαθηταί· ὁμοίως δὲ καὶ ἄνδρες ἐπὶ στρατηγίᾳ διαβεβοημένοι, Μιλτιάδης, Θεμιστοκλῆς, Ἀριστείδης, Κίμων, Μυρωνίδης καὶ ἕτεροι πλείονες, περὶ ὧν μακρὸν ἂν εἴη γράφειν. μάλιστα δὲ Ἀθηναῖοι τῇ τε δόξῃ καὶ ἀνδρείᾳ προκόψαντες διωνομάσθησαν καθ´ ὅλην σχεδὸν τὴν οἰκουμένην· ἐπὶ τοσοῦτο γὰρ τὴν ἡγεμονίαν ηὔξησαν, ὥστε ἄνευ Λακεδαιμονίων καὶ Πελοποννησίων ἰδίᾳ μεγάλας δυνάμεις Περσικὰς καὶ κατὰ γῆν καὶ κατὰ θάλατταν κατηγωνίσαντο, καὶ τὴν περιβόητον Περσῶν ἡγεμονίαν ἐπὶ τοσοῦτον ἐταπείνωσαν, ὥστε ἀναγκάσαι πάσας τὰς κατὰ τὴν Ἀσίαν πόλεις ἐλευθερῶσαι κατὰ συνθήκας.
TRADUZIONE
Fiorirono artefici eccellentissimi per tutto quel secolo lasciando alta memoria di se tra i quali vi fu l'egregio statuario Fidia. Ed anche gli studi delle altre dottrine fecero grandi progressi tra le quali ebbero onor principale la filosofia e l'eloquenza presso tutti i popoli greci, ma in modo particolare presso gli ateniesi Tra i filosofi furono famosi Socrate, Platone, Aristotele e fra gli oratori Pericle isocrate e i suoi (loro) discepoli. Ne meno famosi furono ancora per la disciplina militae e per il reggimento di eserciti, Milziade, Temistocle, Aristide, Cimone, Mironide e parecchi altri dei quali si dovrebbe fare un discorso troppo lungo discutendone. Massimamente poi gli ateniesi si procurarono per quasi tutto il mondo celeberrima rinomanza per virtù e gloria, tanto aumentarono e consolidarono le loro forze che senza gli aiuti dei Lacedemoni e dei Peloponnesiaci, con i soli loro uomini poterono per terra e per mare combattere i grandi eserciti dei persiani e scossero in tal maniera il dominio celebratissimo di quelli che li obbligarono infine a lasciare per trattato libere le città dei greci sparse per l'Asia
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Il sonno di Epimenide cretese Versione greco Diodoro Siculo Traduzione libro Ellenisti pag. 210 n°1
Si narra che Epimenide, il Cretese, eseendo stato inviato dal padre e dai fratelli del padre in un campo conducesse una pecora nella città; sopraggiunta la notte si dice che quello si sia allontanato dalla strada battuta e si sia addormentato per cinquantasette anni. Poi (si dice) che accadesse che nel frattempo morissero i parenti di Epimenede, (si dice) che quello svegliato dal sonno cercasse il bestiame per il quale era stato inviato, (si dice che) non avendolo trovato si dirigesse al campo-pensava di essersi svegliato in quel giorno nel quale credeva di essersi addormentato- e ( si dice che) avendo trovato il campo bruciato e l’abbigliamento mutato ritornasse nella città. E essendo ritornato a casa lì apprese tutte le cose, di quella e riguardo al tempo, e per la quale era scomparso.
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Alessandro e la mensa di Dario
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Euloghia
Inizio: Ιδιον δε τι συνεβη γενεσθαι τῳ βασιλει κατα την παραληψιν των χρηματων.
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Credo interroga Solone
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro n. p
Κροίσος ό Λυδῶν βασιλεύς μεγάλας κεκτημένος δυνάμεις και πολύν έκ παραοχευης σεσωρευκώς άργυρόν τε και χρυσόν, μετεπέμπετο τῶν Ελλήνων τούς σοφωτατούς καί συνδιατρίβων αυτοῖς μετά πολλῶν δώρων έξέπεμψε και αυτός πρός άρετήν ωφέλείτό πολλά. Ποτέ δε τούτον μεταπεμψάμενος κάι τάς δυνάμεις και τόν πλοΰτον έπιδειξάμενος, ήρώτησεν εἳ τις έτερος αύτώ δοκεῖ μακαριωτερος εῖναι. Ο δέ Σόλων τῇ συνήθει τοῖς φιλοσόφοις χρησάμενος παρρησιᾳ ἒφη μηδένα τῶν ζώντων εῖναι μακάριον• τόν γαρ έπ'ευδαιμονία πεφρονηματισμενον και δοκοΰντα τήν τύχην έχειν συνεργόν' μή γινώσκειν έἳ διαμένεῖ μετ' αυτού μέχρι τῆς εσχάτης. Σκοπείν οὗν έφησε δεῖν τήν τού βίου τελευτήν και τό διευτυχήσαντα τότε προσηκόντως λέγειν μακάριον. Ό δε Κροίσος ύστερον γενόμενος αιχμάλωτος ύπό Κύρου και μέλλων έπί μεγάλῇ πυρᾷ κατακαίεσθαι, τῆς Σόλωνος αποφάσεως εμνημόνευσεν.
TRADUZIONE
Creso il re dei Lidi poiché si era procurato grandi eserciti e aveva accumulato intenzionalmente molto argento ed oro mandava a chiamare i più saggi fra i Greci trascorrendo il tempo insieme a loro fece partire con molti doni egli stesso era assai obligato per benemerenza. Una volta mandatolo a chiamare e mostrato gli eserciti e la ricchezza chiese se qualcun altro gli sembra essere più felice. Solone poiché esercitò la piena libertà di parlare all’intimo amico tra i sapienti disse che nessuno dei viventi è beato: che infatti chi presume per prosperità e pensa di avere dalla sua la buona fortuna di non sapere se rimanga per questo fino all’ultimo. Qundi disse che bisogna vedere la fine della vita e che allora convenientemente fortunato dice beato. Creso poi divenuto prigioniero di guerra da parte di Ciro ed essendo sul punto di essere bruciato su una grande pira, si ricordò della risposta di Solone.
Durante i Giochi Olimpici il pubblico disprezza il poeta Dionigi di Siracusa - Diodoro Siculo versio
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Durante i Giochi Olimpici il pubblico disprezza il poeta Dionigi di Siracusa
VERSIONE DI GRECO di Diodoro siculo
Τῶν δ' Ὀλυμπίων ἐγγὺς ὄντων, Διονύσιος ἀπέστειλεν εἰς τὸν ἀγῶνα τέθριππα πλείω, διαφέροντα πολὺ τῶν ἄλλων τοῖς τάχεσι, καὶ σκηνὰς εἰς τὴν πανήγυριν διαχρύσους καὶ πολυτελέσι ποικίλοις ἱματίοις κεκοσμημένας. Ἔπεμψε δὲ καὶ ῥαψῳδοὺς τοὺς κρατίστους, ὅπως ἐν τῇ πανηγύρει τὰ ποιήματα αὐτοῦ προφερόμενοι ποιήσωσιν ἔνδοξον τὸν Διονύσιον: σφόδρα γὰρ εἰς τὴν ποιητικὴν ὑπῆρχε μεμηνώς. Τούτων δ' ἐπιμελητὴν συνεξέπεμψε Θεαρίδην τὸν ἀδελφόν: ὃς ἐπεὶ παρεγένετο εἰς τὴν πανήγυριν, ἐπὶ μὲν τῷ κάλλει τῶν σκηνῶν καὶ τῷ πλήθει τῶν τεθρίππων ἦν περίβλεπτος: ὡς δ' ἐπεβάλονθ' οἱ ῥαψῳδοὶ προφέρεσθαι τοῦ Διονυσίου τὰ ποιήματα, κατ' ἀρχὰς μὲν διὰ τὴν εὐφωνίαν τῶν ὑποκριτῶν συνέδραμε τὰ πλήθη καὶ πάντες ἐθαύμαζον: μετὰ δὲ ταῦτα ἀναθεωροῦντες τὴν κακίαν τῶν ποιημάτων, διεγέλων τὸν Διονύσιον καὶ κατεγίνωσκον ἐπὶ τοσοῦτον, ὥστε τινὰς τολμῆσαι διαρπάζειν τὰς σκηνάς. Καὶ γὰρ Λυσίας ὁ ῥήτωρ τότε διατρίβων ἐν Ὀλυμπίᾳ προετρέπετο τὰ πλήθη μὴ προσδέχεσθαι τοῖς ἱεροῖς ἀγῶσι τοὺς ἐξ ἀσεβεστάτης τυραννίδος ἀπεσταλμένους θεωρούς: ὅτε καὶ τὸν Ὀλυμπιακὸν λόγον ἐπιγραφόμενον ἀνέγνω.
TRADUZIONE
Quando le Olimpiadi erano vicine (gen ass), Dionigi inviò ai giochi numerose quadrighe, differenti di molto rispetto alle altre per velocità, e tendaggi ricamati d'oro per l'adunanza, e ornati con lussuosi mantelli variopinti. Egli inviò anche i migliori rapsodi, affinché, recitando ad alta voce i suoi componimenti poetici durante l'adunanza, rendessero illustre Dionigi; egli amava infatti come un pazzo la poesia. Inoltre inviò, quale curatore di questi beni, il fratello Tearide; quando costui, giunse all'adunata, era notato per la magnificenza dei tendaggi e per il gran numero delle quadrighe; non appena i rapsodi iniziarono a declamare le poesie di Dionigi, in un primo momento, per l'intonazione dei cantori, la folla li circondava e tutti li ammiravano; dopo queste cose, invece, rendendosi conto della bassezza delle poesie, deridevano Dionigi e giunsero a tal punto che taluni osarono fare a pezzi i tendaggi. Infatti anche l'oratore Lisia, che allora si trovava ad Olimpia, esortò le masse a non accettare più ai giochi sacri rappresentanti inviati dalla più empia delle tirannidi. Ho conosciuto ora l'orazione olimpica mentre è stata scritta.
(by Vogue)