- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
la lunga notte d'amore di zeus ed alcmena
VERSIONE DI GRECO di diodoro Siculo
.
TRADUZIONE
Dicono che di Danae, figlia di Acrisio e di Zeus, fosse figlio Perseo; con lui si unì Andromeda figlia di Cefeo, e nacque Elettrione; a lui si sposò Euridice, figlia di Pelope, e procreò Alcmena; con lei si unì Zeus con l'inganno, e generò Eracle. Tutta la radice della stirpe si dice che risalga da entrambi i genitori, nel modo che abbiamo detto, al più grande degli dèi. La sua virtù la si può vedere non solo nelle imprese, ma si riconosce anche prima della nascita. Zeus, quando si unì con Alcmena, triplicò la notte, e con la lunghezza del tempo consumato per procrearlo preannunziò la forza eccezionale del figlio che sarebbe nato. Insomma egli non ebbe questa relazione per desiderio erotico, come per le altre donne, ma soprattutto con lo scopo di avere un figlio. Perciò, anche perché voleva dar legalità all'unione, non volle far violenza ad Alcmena, ma non sperava affatto di persuaderla a causa della sua costumatezza. Decise di ingannarla, e la trasse in errore assumendo in ogni cosa l'aspetto di Anfitrione. Quando il tempo naturale per le donne gravide fu trascorso, Zeus, portato con la mente al pensiero della nascita di Eracle, alla presenza di tutti gli dèi preannunziò che avrebbe fatto re, dei discendenti di Perseo, colui che fosse nato in quel giorno. Era, piena di gelosia, con la collaborazione di sua figlia Ilitia; frenò le doglie del parto di Alcmena, e portò alla luce Euristeo prima del giusto tempo. Zeus, pur vinto da questo stratagemma, volle mantenere la promessa e preoccuparsi della fama di Eracle. Dicono perciò che egli persuadesse Era ad un accordo: Euristeo sarebbe stato re, secondo la propria promessa, ed Eracle, sottoposto ad Euristeo, avrebbe compiuto dodici imprese, di cui Euristeo avrebbe dato gli ordini, e, cosi facendo, avrebbe ottenuto l'immortalità. Alcmena partorì, e temendo la gelosia di Era espose il neonato nel luogo che ora da lui si chiama «campo di Eracle ». Proprio a quel tempo Atena gli si avvicinò in compagnia di Era, e presa da ammirazione per la figura del bambino, persuase Era a porgergli il seno. Il fanciullo tirò la mammella con troppa violenza per la sua età, ed Era colpita dal dolore scagliò via il neonato; ma Atena lo portò da sua madre, e le ordinò di allevarlo. Ci si potrebbe giustamente meravigliare dell'aspetto paradossale dello strano fatto: la madre che doveva amarlo teneramente stava per rovinare il proprio figlio, mentre colei che nutriva contro di lui un odio da matrigna salvò il suo naturale nemico.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
LA MORTE DI SOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE
E appena dette queste cose, portatosi la coppa alle labbra con grande calma e di buon animo bevve fino in fondo. Fra noi i più fino ad allora erano stati in grado di trattenersi convenientemente dal piangere, quando però lo vedemmo che stava bevendo e poi che aveva terminato di bere, non fu più possibile trattenersi, ma anche contro la mia volontà le lacrime scorrevano abbondantemente, così che nascosto il volto nel mantello piangevo su me stesso - non certo su di lui, infatti, ma sulla mia sorte, considerando di quale amico io fossi rimasto privo. Critone, ancora prima di me, poiché non riusciva a trattenere le lacrime, balzò in piedi allontanandosi. Apollodoro poi anche nel tempo precedente non smetteva di piangere, ma in particolare in quel momento, scoppiato in singhiozzi, versando lacrime e gemendo gettò nello sconforto tutti i presenti, nessuno escluso, eccetto lo stesso Socrate. E quello disse: "Che cosa fate mai, miei curiosi amici! Invero soprattutto per questo io congedai le donne, perché non compissero tali atti sconvenienti; infatti ho sentito dire che bisogna terminare la vita con parole di buon augurio. Su, state calmi e fatevi forza
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
LA VITA DEGLI UOMINI PRIMITIVI
VERSIONE DI GRECO di DIODORO SICULO
TRADUZIONE dal libro GYMNASION
qui trovi quella del libro FRASIS (che è diversa)
Qui trovi quella del libro verso itaca
TRADUZIONE
gli uomini primitivi, non conoscendo le cose utili per la vita, vivevano faticosamente; quando ancora erano senza vesti, privi di case, costretti a dormire sugli alberi, completamente inconsapevoli del cibo quotidiano. Poichè non si procuravano i frutti per i loro bisogni, non conoscendo l'arte della caccia, innumerevoli uomini morivano durante gli inverni per il freddo e per la mancanza di cibo, molti tra l'altro erano sbranati da animali selvaggi. Dopo poco invece, imparando dall'esperienza, si rifugiavano nelle grotte d'inverno, cacciando via bestie selvatiche e raccoglinedo i frutti. Dopo la scoperta del fuoco e di altre cose necessarie alla vita, a poco a poco scoprivano anche le arti e altre cose che giovavano alla vita sociale.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
Gli uomini primitivi, non conoscendo le cose utili per la vita, vivevano faticosamente; quando ancora erano senza vesti, privi di case, costretti a dormire sugli alberi, completamente inconsapevoli del cibo quotidiano. Poichè non si procuravano i frutti per i loro bisogni, non conoscendo l'arte della caccia, innumerevoli uomini morivano durante gli inverni per il freddo e per la mancanza di cibo, molti tra l'altro erano sbranati da animali selvaggi. Dopo poco invece, imparando dall'esperienza, si rifugiavano nelle grotte d'inverno, cacciando via bestie selvatiche e raccoglinedo i frutti. Dopo la scoperta del fuoco e di altre cose necessarie alla vita, a poco a poco scoprivano anche le arti e altre cose che giovavano alla vita sociale.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
PERIPEZIE DEI MESSENI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Sapheneia - pag. 44 n. 24
Inizio: ακεδαμονοι δε καταλελυκοντες...
fine: πολιν κατῳκησαν
TRADUZIONE
I lacedemoni dopo aver terminato i combattimenti ed avendo una tregua mossero una spedizione militare contro i Messeni, dei quali, alcuni occupavano a Cefalonia una roccaforte, gli altri a Naupatto tra gli occidentali chiamati Locri. I Messeni anticamente sucscitando per vari motivi odio negli spartani, si allontanarono con le armi dall'Ellade, ed alcuni di quelli avendo navigato verso la sicilia diventavano mercenari di Dionisio, alcuni navigarono verso Cirene, essendo circa tremila e li insieme ai fuggiaschi furono collocati in ordine di schieramento. Infatti i Cirenei si erano ritrovatinello scompiglio in quel tempo opportuno, avendo Aristone e alcuni altri lasciato la città. Da poco erano stati eletti i cinquecento piu forti tra i Cirenei, i piu pacati tra gli altri erano fuggiti. Ma, certamente non i fuggiaschi, avendo preso i Messeni, si erano schierati in ordine di battaglia contro quelli che avevano lasciato la città e molti dei Cirenei caddero da entrambe le parti, i Messeni quasi tutti furono catturati. Dopo lo scontro i Cirenei avendo inviato ambasciatori gli uni con gli altri si riappacificarono e nello stesso momento avendo giurato di non vendicarsi tra loro, insieme colonizzarono la città.
- Agatocle doma una rivolta dei suoi durante una guerra con cartagine - Diodoro siculo versione greco
- Dionisio e Filosseno - versione greco Diodoro Siculo da Frasis
- La scelta di Leonida - versione greco Diodoro Siculo da Antropon odoi
- Il tiranno Pisistrato e il povero contadino - versione greco Diodoro Siculo da Ellenisti