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ROMOLO UCCIDE REMO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca

TRADUZIONE
Romolo, che fondò Roma, collocò attorno al Palatino un fossato in fretta, affinché nessuno dei vicini ostacolasse la sua scelta. Ma Remo, essendo geloso del fratello per il (suo) successo, avvicinandosi a coloro che lavoravano li rimproverava dicendo che il fossato era stretto e che era facile per i nemici passarci sopra. E Romolo disse: "Comanderò a tutti i cittadini di evitare che gli assalitori (lo) attraversino. " Remo invece diceva sparlando ai lavoranti che loro facevano il fossato stretto, e dicendo egli stesso che (quelli) lo superavano con un salto. Il primo allora gridò: "Io respingerò chi lo supererà, secondo il comando del re" contemporaneamente dicendo le seguenti cose alzava la vanga e avendo colpito la testa (del fratello) uccise Remo.
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SERSE TENTA INVANO DI CORROMPERE I DIFENSORI DELLE TERMOPILI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
Των Περσων καταστρατοπεδευοντων παρα τον Σπερχειον ποταμον, ο μεν Ξερξης αποστελλει αγγελους εις τας Θερμοπυλας κατασκεψομενους τινα διανοιαν εχουσι περι του προς αυτον πολεμου; προστασσει δ'αυτοις παραγγελλειν. οτι βασιλευς Ξερξης κελευει τα μεν οπλα παντας αποθεσθαι, αυτους δε ακινδυνους εις τας πατριδας απιεναι και συμμαχους ειναι Περσων; αυτοις γαρ επαγγελλεται δωσειν χωραν τοις Ελλησι πλειω και βελτιω της νυν υπ'αυτων κατεχομενης. Οι δε περι τον Λεωνιδην ακουουσι των αγγελων και αποκρινονται, οτι και συμμαχουντες τω βασιλει χρησιμωτεροι μετα των οπλων εσονται και πολεμειν ανγκαζομενοι μετα τουτων ηενναιοτερον υπερ της ελευθριας αγωνιουνται; περι δε της χωρας ην υπισχνειται δωσειν, οτι πατριον εστι τοις Ελλησι μη δια κακιαν, αλλα δι ' αρετην κτασθαι χωραν.
TRADUZIONE
Poichè i Persiani si accampano presso il fiume Spercheo, Serse invia dei messaggeri alle Termopili per scoprire quale intenzione hanno a proposito della guerra contro di lui; ordina a loro di riferire che il re Serse impone che tutti depongano le armi, che essi se ne vadano alle loro patrie senza correre pericoli e che siano alleati dei Persiani; a loro promette che darà ai Greci una terra più grande e migliore di quella da loro ora abitata. Quelli del seguito di Leonida ascoltano i messaggeri e rispondono che anche combattendo col re sarebbero stati più utili con le armi e che, essendo costretti a combattere, avrebbero lottato per la libertà in maniera più nobile con esse; e a proposito della terra, che promette di dare (che darà), rispondono che è usanza (legge) patria per i Greci conquistarsi una terra, non per mezzo della viltà, ma grazie al valore.
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Versione greco Diodoro Siculo
traduzione libro Verso Itaca
Συνεβη δε τον Γελωνα, τον Συρακουσων τυραννον, νικησαι τους Καρχηδονιουϛ προϛ τη πολει των Ιμεραιων. Οι δε Καρχηδονιοι παῤ ελπιδαϛ μεγαλη συμφορα περιπεσοντες επι τοσουτο κατεπλαγεσαν, ωστε τας νυκτας διαγρυπνειν απαντας φυλαττοντας την πολιν. Δια δε το πληθος των αποτεθνηκοτων η τε πολις επενθησε κοινη και κατ' ιδιαν αι των ιδιωτων οικιαι κλαυθμου και πενθους επληρουντο. Οι μεν γαρ υιους, οι δε αδελφους επεζητουν, πλειστοι δε παιδες ορφανοι πατερων γεγονοτες ερημοι ωδυροντο τον τε των γεγεννηκοτων θανατον και την ιδιαν ερημιαν των βοηθουντων. Οι δε Καρχηδονιοι φοβουμενοι μη φθαση διαβας εις Λιβυην Γελων, ευθυς εξεπεμψαν προς αυτον πρεσβευτας αυτοκρατορας τους δυνατωτατους ειπειν τε και βουλευσασθαι
TRADUZIONE n. 1
Accadde che Gelone, il tiranno di Siracusa, vincesse i Cartaginesi presso la città di Imera. I Cartaginesi, al di là delle aspettative, caduti in questo grande evento, furono colpiti al punto tale da rimanere svegli durante tutte le notti tutti quanti a custodire la città. Per il gran numero di morti dopo che furono a lutto collettivamente anche lungo la propria terra, le case dei cittadini si riempivanodi pianto e di lutto. Moltissimi orfani abbandonati, infatti, da una parte cercavano, generati i bambini, i figli dei padri dall'altra i fratelli piangevano la morta dei generati e soccorrevano in aiuto alla patria terra (solitaria) deserta. I Cartaginesi temendo che oltrepassando Gelone presso la Libia la distruggesse, subito mandarono presso quello ambasciatori per dire e per pretendere le guide più autorevoli.
traduzione n. 2
Accadde che Gelone, il tiranno di Siracusa, vincesse i Cartaginesi dopo essere caduti in una grande sconfitta senza ogni aspettativa, si spaventarono a tal punto che tutti quelli che sorvegliavano la città(le guardie) vegliavano di notte(tutte le notti). A causa del gran numero dei morti, la città era in lutto comune(insieme era in lutto) e le case dei soldati si riempivano (erano colme) di pianto e di lutto. Chi cercava i figli, chi i fratelli, la maggior parte dei fanciulli che erano rimasti soli e orfani di padri piangevano la morte dei genitori e in privato la personale solitudine di coloro che erano accordi in aiuto. I Cartaginesi, temendo che Gelone sarebbe giunto dopo aver valicato la Libia, subito inviarono verso di lui ambasciatori dotati di pieni poteri e molto abili a parlare e a tenere un consiglio.
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Ostracismo una misura precauzionale
VERSIONE DI GRECO d i Diodoro siculo
TRADUZIONE dal libro n. p.
Παλαιός τις παραδέδοται λόγος ὅτι τάς δημοκρατίας οὐχ οἱ τυχόντες τῶν ἀνθρώπων, ἀλλ'οἱ ταῖς ὑπεροχαῖς προέχοντες καταλύουσι. Διό καί τῶν πόλεων ἔνιαι τούς ἰσχύοντας μάλιστα τῶν πολιτευομένων ὑποπτεύουσαι καθαιροῦσιν αὐτῶν τάς ἐπιφανείας. Σύνεγγυς γάρ ἡ μετάβασις εἶναι δοκεῖ τοῖς ἐν ἐξουσίᾳ μένουσιν ἐπί τήν τῆς πατρίδος καταδούλωσιν καί δυσχερές ἀποσχέσθαι μοναρχίας τοῖς δι ' ὑπεροχήν τάς τοῦ χρατήσειν ἐλπίδας περιπεποιημένοις: ἔμφυτον γάρ εἶναι τό πλεονεκτεῖν τοῖς μειζόνων ὀρεγομένοις καί τάς ἐπιθυμίας ἔχειν ἀτερματίστους. Τοιγαροῦν Ἀθηναῖοι μέν διά ταύτας τάς αἰτίας τούς πρωτεύοντας τῶν πολιτῶν ἐφυγάδευσαν, τόν λεγόμενον παρ ' αὐτοῖς ἐξοστρακισμόν νομοθετήσαντες. Καί τοῦτ ' ἔπραττον οὐχ ἵνα τῶν προγεγενημένων ἀδικημάτων λάβωσι τιμωρίαν, ἀλλ ' ὅπως τοῖς δυναμένοις παρανομεῖν ἐξουσία μή γένηται κατά τῆς πατρίδος ἐξαμαρτεῖν.
TRADUZIONE
Si tramanda un discorso antico, che non quelli che toccano in sorte (il senso è: non chiunque fra gli uomini ma...) fra gli uomini sovvertano le democrazie, ma quelli che si trovano in posizioni di rilievo. Perciò anche alcune fra le città (gen. partitivo) sospettando soprattutto dei potenti tra i cittadini rovinano la loro gloria. Il cambiamento infatti sembra essere vicino per coloro che si trovano in una posizione di autorità verso l'asservimento della patria ed è difficile tenere lontano la tirannide per coloro che per la supremazia sono stati alimentati nelle loro speranze di governare: infatti è naturale per coloro che aspirano a cose più grandi avere desideri illimitati. Dunque gli Ateniesi per queste ragioni esiliavano quelli che primeggiavano tra i cittadini, disponendo quello che da loro era chiamato ostracismo. E facevano questo non per ottenere vendetta delle colpe passate ma affinché quelli che potevano andare contro le leggi non avessero la possibilità di andare contro la patria.
Siracusa dopo la fallita spedizione ateniese - versione greco Diodoro Siculo da Greco nuova edizione
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SIRACUSA DOPO LA FALLITA SPEDIZIONE ATENIESE
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione
TRADUZIONE
I Siracusani onorarono con i bottini della guerra gli Spartani alleati, tra i quali primeggiava Gilippo, spedirono a essi per la battaglia di Sparta alla guerra contro gli Ateniesi trecentocinque triremi, tra i quali primeggiava Ermocrate, il primo tra i cittadini. Essi vedendo i soccorsi della guerra, ornarono le navi con ornamenti e bottini (di guerra), onorarono i migliori tra i soldati con i doni giunti. Dopo queste cose, Diocle, il più grande dei capi persuase il popolo a cambiare la costituzione, tramite il sorteggio, amministrare le magistrature, eliminare i legislatori contro la costituzione, ordinare e scrivere privatamente nuove leggi. Perciò i Siracusani con giudizio eliminarono i legislatori differenti tra i cittadini, tra i quali era illustrissimo Diocle. Non solo i Siracusani onorarono questo uomo vivente, ma anche onorarono che moriva con dimostrazioni eroiche.
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