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ORIGINE DELLE PIENE DEL NILO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Sapheneia
Ἐπειδὴ δὲ περὶ τῶν πηγῶν καὶ τῆς ῥύσεως αὐτοῦ διεληλύθαμεν, πειρασόμεθα τὰς αἰτίας ἀποδιδόναι τῆς πληρώσεως. Θαλῆς μὲν οὖν, εἷς τῶν ἑπτὰ σοφῶν ὀνομαζόμενος, φησὶ τοὺς ἐτησίας ἀντιπνέοντας ταῖς ἐκβολαῖς τοῦ ποταμοῦ κωλύειν εἰς θάλατταν προχεῖσθαι τὸ ῥεῦμα, καὶ διὰ τοῦτ´ αὐτὸν πληρούμενον ἐπικλύζειν ταπεινὴν οὖσαν καὶ πεδιάδα τὴν Αἴγυπτον. τοῦ δὲ λόγου τούτου, καίπερ εἶναι δοκοῦντος πιθανοῦ, ῥᾴδιον ἐξελέγξαι τὸ ψεῦδος. εἰ γὰρ ἦν ἀληθὲς τὸ προειρημένον, οἱ ποταμοὶ πάντες ἂν οἱ τοῖς ἐτησίαις ἐναντίας τὰς ἐκβολὰς ἔχοντες ἐποιοῦντο τὴν ὁμοίαν ἀνάβασιν· οὗ μηδαμοῦ τῆς οἰκουμένης συμβαίνοντος ζητητέον ἑτέραν αἰτίαν ἀληθινὴν τῆς πληρώσεως. Ἀναξαγόρας δ´ ὁ φυσικὸς ἀπεφήνατο τῆς ἀναβάσεως αἰτίαν εἶναι τὴν τηκομένην χιόνα κατὰ τὴν Αἰθιοπίαν, ᾧ καὶ ὁ ποιητὴς Εὐριπίδης μαθητὴς ὢν ἠκολούθηκε·
Traduzione n. 1
Dopo che passammo presso le sorgenti a lungo il corso del nilo, tenteremo di spiegare le origini della piena. Talete dunque, essendo nominato uno dei sette savi, dice che i venti etesii soffiando in senso contrario alle foci del fiume, impediscono che la corrente si riversi in mare, e che perciò esso essendosi riempito inonda l'Egitto che è basso e pianeggiante. Di questo discorso, sebbene fosse creduto verosimile, dimostrasi l'errore facile. Se infatti fosse vero che viene spiegato prima, tutti i fiumi allora che hanno le foci opposte ai venti etesii originavano uguali inondazioni; non corrispondendo a nessuna terra abitata cercai di conoscere un'altra causa vera della piena. Anassagora, il fisico, dichiarò che l'origine del'inondazione era la neve sull'Etiopia che si scioglieva, seguì il quale anche il poeta Euripide che era discepolo.
TRADUZIONE n. 2
Dopo che abbiamo compreso cio che riguarda le acque e la sorgente del Nilo, proveremo a dire le cause della piena. ""Dunque Talete, Chiamato uno dei 7 saggi, dice che che i venti che soffiano contro le foci del Nilo, impedivano al fiume di riversarsi in mare e per questo inondavano l'Egitto. Invece Erodoto diceva che il Nilo per natura diventa tanto grande in base alla piena, in inverno il sole assorbe molta umidità dal fiume e per questo diventa minore per natura.
Agatarchide diceva che ogni anno sui monti presso l'Etiopia vi erano piogge continue a partire dal solstizio d'estate fino all'equinozio d'autunno. Dunque è palese che in inverno il Nilo si riduce, invece in estate aumenta. Invece Anassagora diceva che la causa dell'inondazione era la neve che si scioglie in Etiopia. Ma ciò non ha bisogno di confutazione, infatti è noto a tutti che a causa dell'eccesso di calore è impossibile che la neve cada in Etiopia.
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CORAGGIO DI SOLONE VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
Ο Σολων προς τη του βιου καταστροφη ορων Πεισιστρατον προς χαριν τα πληθη δημαγωγουντα και προς τυραννιδα παρορμωντα, το μεν πρωτον λογοις επεχειρησεν αποτρεπειν ταυτης της επιβολης; επειτα δε προηλθεν εις την αγοραν μετα της πανοπλιας παντελως γερων ηδη ων. Συνδραμοντος δε του πληθους προς αυτον δια το παραδοξον, παρεκαλει τους πολιτας αναλαβειν τα οπλα και παραχρηματα καταλυειν τον τυραννον; ουδενος δε αυτω προσεχοντος, και παντων αυτου μανιαν καταγινωσκοντων, τινων δε παραγηραν αυτον αποφαινομενων, ο μεν Πεισιστρατος ηδη τινας δορυφορους περιαγομενος προσηλθε τω Σολωνι και επυθετο τινι θαρρων την τυραννιδα καταλυειν αυτου βουλεται, του δε ειποντος οτι τω γηρα, θαυμασας την φρονησιν αυτου ουδεν αυτον ηδικησεν.
TRADUZIONE n. 1
Solone, verso la fine della vita, vedendo che Pisistrato tendeva alla tirannide, dapprima con le parole tentò di distoglierlo da questo proposito; successivamente, poiché quegli non gli prestava ascolto, si recava in piazza con l'intera armatura, nonostante fosse ormai diventato vecchio e invitava i cittadini a prendere le armi contro il tiranno. Poichè nessuno gli dava ascolto, accusandolo tutti di follia, mentrealcuni dichiaravano che si era rimbambito, Pisistrato, circondato da alcune guardie del corpo, chiese a Solone, in che cosa confidasse per abbattere la sua tirannide, ; poiché quegli rispose che confidava nella vecchiaia, Pisistrato, meravigliato per il suo coraggio non le fece alcun torto.
Traduzione n. 2
Solone, alla fine della vita, vedendo che Pisistrato parlava alle masse popolari per sedurle e che spingeva alla tirannide, dapprima cercò di distoglierlo da questo progetto con le parole, ma poi andò in piazza armato di tutto punto pur essendo ormai troppo vecchio. Sopraggiungendo la folla verso di lui per lo straordinario evento, esortò i cittadini a prendere le armi e a deporre il tiranno. Ma nessuno badando a lui e tutti riconoscendo la sua pazzia, alcuni di loro addirittura dichiarando che lui sragionava per la vecchiaia. Pisistrato, che ormai si era circondato di guardie del corpo, si avvicinò a Solone e gli chiese in che cosa confidando, voleva abbattere la sua tirannide. Avendo quest’ultimo risposto che, confidando nella sua vecchiaia voleva abbattere la tirannia di Pisistrato, avendo ammirato la sua intelligenza politica, non gli fece alcun male
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OSIRIDE E I SATIRI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Lezioni greco
TRADUZIONE
Dal fatto di Osiride nacque la religiosa usanza osservata dagli EgizI sino a recenti tempi, che, chi si pone a viaggiare, finché non ritorni lascia crescer la chioma. Mentre egli era in Etiopia, gli fu condotta innanzi la razza deI Satiri, che SI dice abbiano i lombi coperti di peli. E siccome Osiride, amando ridere, e dilettandosi di musica e di ballo, conduceva seco una brigata di cantori, tra quali- erano nove vergini, valenti nella scienza del canto, ed in altre cose erudite, che i Greci chiamano Muse, alle quali presiede Apollo, detto Musagete, cioè condottiere delle Muse; perciò i Satiri, che abbiamo nominati, come atti a tripudii, al canto, e ad ogni genere di allegria, e di giucchi, si misero coli' esercito, e ne fecero parte. Imperciocché altronde Osiride non era belligero, né andava a dar battaglie, e perciò ad esporsi a pericoli di guerra : che anzi ógni popolo pe' suoi meriti lo accoglieva festosamente come un Dio. Insegnata poi eh' ebbe l'agricoltura agli uomini della Etiopia, ed ivi costrutte nobili città, lasciò nelle pro- vincie prefetti a governare, ed altri a riscuotere i tributi.
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OSTRACISMO E PETALISMO VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo TRADUZIONE dal libro Gymnasion
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Παρά τοις Άθηναίοις έδει έκαστον των πολιτών γράφειν εις όστρακον τούνομα του δοκοΰντος των πολιτών μάλιστα δυνατού όντος τυραννειν, παρά δε τος Συρακοσίοις εις πέταλον έλαίας γράφεσθαι τον δυνατώτατον των πολιτών και έπειτα, διαριθμηθέντων των πετάλων ή των οστράκων, τον πλείστα πέταλα ή όστρακα λαβόντα έδει φεύγειν1 πενταετή χρόνον. Οι μεν ούν Αθηναίοι τούτο το γένος της νομοθεσίας ώνόμασαν όστρακισμόν, οι δε Συρακόσιοι πεταλισμόν. Ούτος δε ό νόμος διέμεινε παρά μεν τοις'Αθηναίοις έπι πολύν χρόνον, παρά δε τοις Συρακοσίοις κατελύθη ταχύ δια τοιαύτας τινάς αιτίας. Των μεγίστων ανδρών φυγαδευο-μένων, οι μεν χαριέστατοι των πολιτών άπετρέποντο των δημοσίων πράξεων, οι δε πονηρότατοι έφρόντιζον των δημοσίων, και το πλήθος προς νεωτερισμόν και ταραχήν έτράπη. Διόπερ οι Συρακόσιοι, την γνώμην μεταλλάξαντες, τον περί του πεταλισμοΰ νόμον κατέλυσαν.
Presso gli Ateniesi era conveniente che ciascuno dei cittadini scrivesse su un frammento di terracotta il nome di colui che riteneva tra i cittadini maggiormente tirannico, poiché era potente, presso i Siracusani invece che si scrivesse sulle foglie dell’ulivo il più potente dei cittadini e poi, contati i cocci o le foglie, chi aveva riscosso la maggior quantità di foglie o di cocci, era necessario che andasse in esilio per un periodo di cinquant’anni. Dunque gli Ateniesi chiamarono questo tipo di legislazione Ostracismo, mentre i Siracusani Petalismo. Questa legge durò presso gli Ateniesi per molto tempo, presso i Siracusani fu abolita velocemente a causa di un tale motivo. Poiché gli uomini più potenti (grandi) erano mandati in esilio, i più colti tra i cittadini erano allontanati dalle faccende pubbliche, mentre i più malvagi (incapaci) badavano agli affari pubblici e la maggior parte (dei cittadini) mutò (ciò) in un movimento rivoluzionario e scompiglio. Per questo i Siracusani, cambiata l’opinione, abolirono la legge sul Petalismo.
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PERCHè GLI EGIZI ADORANO GLI ANIMALI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Il nuovo lingua greca
TRADUZIONE
Gli Egizi adorano gli animali per l'utilità, infatti ritengono che siano utili agli uomini. Infatti la mucca genera buoi laboriosi; le pecore si riproducono due volte all'anno e con la lana procurano insieme riparo e decoro agli uomini, e poi con il latte e con il formaggio offrono cibi per gli uomini. Il cane è utile per la caccia e per la guardia. L'Ibis è utile contro i serpenti e le cavallette, mentre il falco contro gli scorpioni. Venerano anche i lupi per la somiglianza di natura con i cani (adorano) i falchi perché gli indovini si servono dei falchi come auspici e così prevedono il futuro agli Egizi, (adorano) i coccodrilli poiché procurano la sicurezza della regione; infatti ipredoni dell'Arabia per paura delle belve non osano attraversare a nuoto il Nilo.
- Perchè gli egizi adorano gli animali - versione greco Diodoro Siculo da Gymnasion
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