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UN NOBILE GESTO DI ALESSANDRO
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro Euloghia
INIZIO: έργον καλόν εϊπερ τι άλλο των Αλεξάνδρου
TRADUZIONE
Non mi sembra giusto celare un'azione particolarmente bella di quelle di Alessandro, compiuta o in questa regione o ancora prima tra i Parapamisadi, come alcuni narrarono. Si dice che l'esercito avanzava attraverso sabbia e il caldo che era già ardente, poiché era necessario giungere all'acqua; il percorso era lungo; e lo stesso Alessandro pur essendo assetato, a stento e con fatica tuttavia guidava la fanteria; così anche gli altri soldati, come suole accadere in siffatte circostanze, sopportavano alquanto pazientemente le fatiche, nell'uguaglianza della sofferenza. Nel frattempo alcuni dei soldati con armatura leggera, che si erano allontanati dall'esercito alla ricerca di acqua, trovarono dell'acqua raccolta in un torrente non profondo, una sorgente piccola e trascurabile.
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Gli spartani contro Alessandro
VERSIONE DI GRECO d a Arriano
TRADUZIONE dal libro ELLENISTI ESERCIZI 1 2 ED. PAG. 287 num. 5
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Alessandro uccide Mitridate
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro n. p
TRADUZIONE
Allora anche ad Alessandro si frantuma la lancia in battaglia egli chiedeva ad Arete un’altra lancia, i mantelli regali; anche a lui stesso che si trovava in pericolo si era frantumata la lancia, egli essendosi spezzato il giavellotto a metà non combatteva segretamente, e avendo mostrato ciò ordinò di chiedere un altro per Alessandro; Demarato, un Corinzio, presso lui fra i compagni, gli dava la sua lancia. Ed egli avendo preso in mano e avendo visto Mitridate parente di Dario che cavalcava più avanti degli altri e marciava contro insieme quelli appena si lanciarono sui cavalli, avanza lui stesso davanti gli altri; e avendo colpito al volto con il giavellotto uccide Mitridate.
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LA PUNIZIONE DI TEBE
VERSIONE DI GRECO di ARRIANO
TRADUZIONE dal libro NP
Τοῖς Θηβαίοις δὲ τὰ τῆς ἀποστάσεως ὀξέα καὶ ξὺν οὐδενὶ λογισμῷ γενόμενα, καὶ ἡ ἅλωσις δι' ὀλίγου τε καὶ οὐ ξὺν πόνῳ τῶν ἑλόντων ξυνενεχθεῖσα, καὶ ὁ φόνος <ὁ> πολύς, οἷα δὴ ἐξ ὁμοφύλων τε καὶ παλαιὰς ἀπεχθείας ἐπεξιόντων, καὶ ὁ τῆς πόλεως παντελὴς ἀνδραποδισμός, δυνάμει τε καὶ δόξῃ ἐς τὰ πολέμια τῶν τότε προεχούσης ἐν τοῖς Ἕλλησιν, οὐκ ἔξω τοῦ εἰκότος ἐς μῆνιν τὴν ἀπὸ τοῦ θείου ἀνηνέχθη, ὡς τῆς τε ἐν τῷ Μηδικῷ πολέμῳ προδοσίας τῶν Ἑλλήνων διὰ μακροῦ ταύτην δίκην ἐκτίσαντας Θηβαίους, καὶ τῆς Πλαταιῶν ἔν τε ταῖς σπονδαῖς καταλήψεως καὶ τοῦ παντελοῦς ἀνδραποδισμοῦ τῆς πόλεως, καὶ τῆς τῶν παραδόντων σφᾶς Λακεδαιμονίοις οὐχ Ἑλληνικῆς γενομένης διὰ Θηβαίους σφαγῆς, καὶ τοῦ χωρίου τῆς ἐρημώσεως, ἐν ὅτῳ οἱ Ἕλληνες παραταξάμενοι Μήδοις ἀπώσαντο τῆς Ἑλλάδος τὸν κίνδυνον, καὶ ὅτι Ἀθηναίους αὐτοὶ τῇ ψήφῳ ἀπώλλυον, ὅτε ὑπὲρ ἀνδραποδισμοῦ τῆς πόλεως γνώμη προὐτέθη ἐν τοῖς Λακεδαιμονίων ξυμμάχοις.
TRADUZIONE
Ma la defezione improvvisa e sconsiderata, la conquista della città avvenuta in breve tempo e senza grande fatica dei vincitori l'ampiezza della strage come suole avvenire tra genti della medesima stirpe che appagano vecchie inimicizie, l'asservimento completo di una città che per potenza e prestigio militare eccelleva allora tra i greci tutto questo lo si attribuiva non inverosimilmente all'ira divina come se i tebani pagassero questa pena per molto tempo per aver tradito i greci durante la guerra contro i persiani per aver conquistato e asservito totalmente la città di Platea durante la tregua, per essere stati responsabili del massacro non conforme al costume greco di gente che si consegnava ai lacedemoni per la devastazione del luogo dove i greci schierati fianco a fianco contro i medi avevano allontanato dalla grecia il pericolo estremo e infine per aver votato la distruzione di atene quando tra gli alleati dei lacedemonii fu avanzata la proposta di asservire la città
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Μετά τήν μαχήν Αλέξανδρος, περασας τόν Υδασπην ποταμον, δυο πολεις εκτισεν και τήν μέν Νικαιαν ωνομασε, τήν δε Βουκεφαλαν, ες τοῦ ιπποῦ τοῦ Βουκεφαλα τήν μνήμην, ος απεθανεν αυτοῦ, ού βλήθεις υπ' ούδενός, άλλ' υπό καματοῦ τε και ηλικιας• ἦν γάρ αμφι τά τριακοντα ετη, καματηρος γενομενος, πολλά δέ πρόσθεν ξυγκαμων τε και συγκινδυ-νευσας τῴ Αλέξανδρῳ. Σημειον δε αυτῷ ἦν βοος κεφαλη• οί δέ λεγουσιν οτι λευκον σῆμα ειχεν επί τῆς κεφαλῆς, μελας ῶν αυτος, ες βοος κεφαλήν μαλιστα εικασμενον. Οὗτός ό ιππός έν τῇ τῶν Οὒξιων χωρᾳ ηφανισατο ποτε και ό Αλέξανδρος προεκηρυξεν ανα τήν χωραν παντας τους Ουξιους αποκτενειν, ει μή απαξουσιν αυτῷ τόν ιππόν και ευθυς απήχθη επί τῷ κηρυγματι. Τοσηδε μεν γάρ σπουδή τῴ Αλεξανδρῳ αμφ' αυτόν ἦν, τοσοσδε δε τοῦ Αλεξανδρου φοβος τοῖς βαρβαροις.
Amore di Alessandro per il cavallo Bucefalo
traduzione
Dopo la battaglia Alessandro, oltrepassato il fiume Idaspe, fondò due città una chiamò Nicea, l’altra Bucefalo, in ricordo del cavallo Bucefalo, che lì stesso morì, non colpito da niente, ma dalla stanchezza e anche dalla vecchiaia: infatti era circa di trent’anni, divenuto più affaticato, soffrendo insieme prima molte cose e anche affrontando il pericolo insieme ad Alessandro. Come segno aveva una testa di bue; alcuni dicono che aveva una macchia bianca sulla testa, uno di loro scura, soprattutto è rappresentato per la testa di bue. Proprio questo cavallo nella regione degli Ussi una volta sparì ed Alessandro rese noto tramite l’araldo pubblicamente di uccidere tutti gli Ussi per la regione, se non gli avessero riportato il cavallo e subito fu portato durante l’intimazione per mezzo dell’araldo. Difatti Alessandro ebbe per lo stesso tanta sollecitudine, tale paura ebbero i barbari di Alessandro.