- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
Callistene rifiuta la προσκνησις (Proscinesi)
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro Euloghia
ἀναγέγραπται δὲ δὴ καὶ τοῖόσδε λόγος. προπίνειν φιάλην χρυσῆν ἐν κύκλῳ Ἀλέξανδρον πρώτοις μὲν τούτοις πρὸς οὕστινας ξυνέκειτο αὐτῷ τὰ τῆς προσκυνήσεως, τὸν δὲ πρῶτον ἐκπιόντα τὴν φιάλην προσκυνῆσαί τε ἀναστάντα καὶ φιληθῆναι πρὸς αὐτοῦ, καὶ τοῦτο ἐφεξῆς διὰ πάντων χωρῆσαι. ὡς δὲ ἐς Καλλισθένην ἧκεν ἡ πρόποσις, ἀναστῆναι μὲν Καλλισθένην καὶ ἐκπιεῖν τὴν φιάλην, καὶ προσελθόντα ἐθέλειν φιλῆσαι οὐ προσκυνήσαντα. τὸν δὲ τυχεῖν μὲν τότε διαλεγόμενον Ἡφαιστίωνι· οὔκουν προσέχειν τὸν νοῦν, εἰ καὶ τὰ τῆς προσκυνήσεως ἐπιτελῆ τῷ Καλλισθένει ἐγένετο. ἀλλὰ Δημήτριον γὰρ τὸν Πυθώνακτος, ἕνα τῶν ἑταίρων, ὡς προσῄει αὐτῷ ὁ Καλλισθένης φιλήσων, φάναι ὅτι οὐ προσκυνήσας πρόσεισιν. καὶ τὸν Ἀλέξανδρον οὐ παρασχεῖν φιλῆσαι ἑαυτόν· τὸν δὲ Καλλισθένην, φιλήματι, φάναι, ἔλαττον ἔχων ἄπειμι. Καὶ τούτων ἐγὼ, ὅσα ἐς ὕβριν τε τὴν Ἀλεξάνδρου τὴν ἐν τῷ παραυτίκα καὶ ἐς σκαιότητα τὴν Καλλισθένους φέροντα, οὐδὲν οὐδαμῇ ἐπαινῶ, ἀλλὰ τὸ καθ´ αὑτὸν γὰρ κοσμίως τίθεσθαι ἐξαρκεῖν φημί, αὔξοντα ὡς ἀνυστὸν τὰ βασιλέως πράγματα ὅτῳ τις ξυνεῖναι οὐκ ἀπηξίωσεν. οὔκουν ἀπεικότως δι´ ἀπεχθείας γενέσθαι Ἀλεξάνδρῳ Καλλισθένην τίθεμαι ἐπὶ τῇ ἀκαίρῳ τε παῤῥησίᾳ καὶ ὑπερόγκῳ ἀβελτερίᾳ. ἐφ´ ὅτῳ τεκμαίρομαι μὴ χαλεπῶς πιστευθῆναι τοὺς κατειπόντας Καλλισθένους, ὅτι μετέσχε τῆς ἐπιβουλῆς τῆς γενομένης Ἀλεξάνδρῳ ἐκ τῶν παίδων, τοὺς δέ, ὅτι καὶ ἐπῆρεν αὐτὸς ἐς τὸ ἐπιβουλεῦσαι.
TRADUZIONE
E' riferito anche questo racconto. Brindava Alessandro, facendo girare tutt'intorno una coppa d'oro: dapprima verso coloro con i quali era d'accordo sulla questione della proscinesi. Il primo che aveva bevuto alla coppa, alzatosi, si prostrava, e riceveva un bacio da lui: così la coppa in ordine faceva il giro di tutti. Quando il turno di bere giunse a Callistene, egli si alzò e bevve dalla coppa e, avvicinatosi, desiderava ricevere il bacio, senza essersi prostrato. In quel momento, Alessandro stava parlando con Efestione e non prestava attenzione se Callistene avesse compiuto o no la proscinesi. . Quando Callistene però si avvicinò per baciare Alessandro, Demetrio figlio di Pitonatte, uno degli eteri, fece osservare che Callistene si accostava al re senza essersi prostrato. Alessandro allora non si lasciò baciare; e Callistene disse: «Me ne vado, dunque, in credito di un bacio». Di questi incidenti, che denotano l'arroganza di Alessandro nella circostanza e nello stesso tempo la rozzezza di Callistene, io non approvo nulla, ma dico che è sufficiente dar prova di moderazione riguardo a sé stessi ed esaltare quanto possibile la gloria del re, se non si è considerato indegno frequentarlo. Non era certo immotivata l'ostilità che Alessandro concepì verso Callistene per la sua intempestiva libertà di parola e la sciocca arroganza. E ne deduco che si prestò facilmente fede ai suoi detrattori, secondo i quali Callistene partecipò alla congiura dei paggi contro Alessandro, o ne fu addirittura, secondo alcuni, l'ispiratore.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
Il nodo di Gordio
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro da Mithos Mytos
Ἀλέξανδρος δὲ ὡς ἐς Γόρδιον παρῆλθε, πόθος λαμβάνει αὐτὸν ἀνελθόντα ἐς τὴν ἄκραν, ἵνα καὶ τὰ βασίλεια ἦν τὰ Γορδίου καὶ τοῦ παιδὸς αὐτοῦ Μίδου, τὴν ἅμαξαν ἰδεῖν τὴν Γορδίου καὶ τοῦ ζυγοῦ τῆς ἁμάξης τὸν δεσμόν. λόγος δὲ περὶ τῆς ἁμάξης ἐκείνης παρὰ τοῖς προσχώροις πολὺς κατεῖχε, Γόρδιον εἶναι τῶν πάλαι Φρυγῶν ἄνδρα πένητα καὶ ὀλίγην εἶναι αὐτῷ γῆν ἐργάζεσθαι καὶ ζεύγη βοῶν δύο. καὶ τῷ μὲν ἀροτριᾶν, τῷ δὲ ἁμαξεύειν τὸν Γόρδιον. καί ποτε ἀροῦντος αὐτοῦ ἐπιστῆναι ἐπὶ τὸν ζυγὸν ἀετὸν καὶ ἐπιμεῖναι ἔστε ἐπὶ βουλυτὸν καθήμενον. τὸν δὲ ἐκπλαγέντα τῇ ὄψει ἰέναι κοινώσοντα ὑπὲρ τοῦ θείου παρὰ τοὺς Τελμισσέας τοὺς μάντεις. εἶναι γὰρ τοὺς Τελμισσέας σοφοὺς τὰ θεῖα ἐξηγεῖσθαι καί σφισιν ἀπὸ γένους δεδόσθαι αὐτοῖς καὶ γυναιξὶν καὶ παισὶ τὴν μαντείαν. προσάγοντα δὲ κώμῃ τινὶ τῶν Τελμισσέων ἐντυχεῖν παρθένῳ ὑδρευομένῃ καὶ πρὸς ταύτην εἰπεῖν ὅπως οἱ τὸ τοῦ ἀετοῦ ἔσχε. τὴν δέ, εἶναι γὰρ καὶ αὐτὴν τοῦ μαντικοῦ γένους, θύειν κελεῦσαι τῷ Διὶ τῷ βασιλεῖ, ἐπανελθόντα ἐς τὸν τόπον αὐτόν. καὶ, δεηθῆναι γὰρ αὐτῆς Γόρδιον τὴν θυσίαν ξυνεπισπομένην οἱ αὐτὴν ἐξηγήσασθαι, θῦσαί τε ὅπως ἐκείνη ὑπετίθετο τὸν Γόρδιον καὶ ξυγγενέσθαι ἐπὶ γάμῳ τῇ παιδὶ καὶ γενέσθαι αὐτοῖν παῖδα Μίδαν ὄνομα. ἤδη τε ἄνδρα εἶναι τὸν Μίδαν καλὸν καὶ γενναῖον καὶ ἐν τούτῳ στάσει πιέζεσθαι ἐν σφίσι τοὺς Φρύγας, καὶ γενέσθαι αὐτοῖς χρησμὸν, ὅτι ἅμαξα ἄξει αὐτοῖς βασιλέα καὶ ὅτι οὗτος αὐτοῖς καταπαύσει τὴν στάσιν. ἔτι δὲ περὶ αὐτῶν τούτων βουλευομένοις ἐλθεῖν τὸν Μίδαν ὁμοῦ τῷ πατρὶ καὶ τῇ μητρὶ καὶ ἐπιστῆναι τῇ ἐκκλησίᾳ αὐτῇ ἁμάξῃ. τοὺς δὲ ξυμβαλόντας τὸ μαντεῖον τοῦτον ἐκεῖνον γνῶναι ὄντα, ὅντινα ὁ θεὸς αὐτοῖς ἔφραζεν, ὅτι ἄξει ἡ ἅμαξα. καὶ καταστῆσαι μὲν αὐτοὺς βασιλέα τὸν Μίδαν, Μίδαν δὲ αὐτοῖς τὴν στάσιν καταπαῦσαι, καὶ τὴν ἅμαξαν τοῦ πατρὸς ἐν τῇ ἄκρᾳ ἀναθεῖναι χαριστήρια τῷ Διὶ τῷ βασιλεῖ ἐπὶ τοῦ ἀετοῦ τῇ πομπῇ. πρὸς δὲ δὴ τούτοις καὶ τόδε περὶ τῆς ἁμάξης ἐμυθεύετο, ὅστις λύσειε τοῦ ζυγοῦ τῆς ἁμάξης τὸν δεσμόν, τοῦτον χρῆναι ἄρξαι τῆς Ἀσίας. ἦν δὲ ὁ δεσμὸς ἐκ φλοιοῦ κρανίας καὶ τούτου οὔτε τέλος οὔτε ἀρχὴ ἐφαίνετο. Ἀλέξανδρος δὲ ὡς ἀπόρως μὲν εἶχεν ἐξευρεῖν λύσιν τοῦ δεσμοῦ
Quando raggiunse Gordio, Alessandro fu preso dal desiderio di salire sull'acropoli dover era situata la reggia di gordio e del figlio di lui Mida, e di vedere il carro di Gordio e il nodo che univa il giogo al carro. . Su quel carro era molto diffusa tra le genti del luogo una leggenda, secondo la quale Gordio era uno ael Frigi di un tempo, povero con poca terra da lavorare e due copPle di buoi: con una arava, dell'altra Gordio si serviva per trainare il carro. . Una volta, mentra arava, un'aquila volando si era posata sul giogo e vi era rimasta appollaiata fino all'ora di sciogliere i buoi. Turbato da quella vista, Gordio si era recato a consultare sul prodigio gli indovini di Telmesso. Gli abitanti di questa città, infatti, erano abili nell'interpretare i segni divini, e l'arte profetica era a loro donata fin dalla nascita, anche alle donne e ai bambini. 4-Mentre si avvicinava a un villaggio dei Telmessi, Gordio aveva incontrato una fanciulla che andava a prendere dell'acqua, e a lei aveva raccontato la storia dell'aquila; e la fanciulla - anche lei di stirpe profetica - gli aveva consigliato di tornare nel medesimo posto e di sacrificare a Zeus re. Gordio l'aveva pregata di seguirlo per chiarirgli il modo del sacrificio; e fatto il sacrificio secondo i suoi suggerimenti, Gordio aveva sposato la fanciulla e da lei gli era nato un tiglio che fu chiamato Mida. . Mida era già divenuto un uomo, bello e nobile, quando i Frigi erano stati afflitti da una guerra civile; e avevano ricevuto un oracolo per il quale un carro avrebbe condotto a loro un re che avrebbe posto fine alle contese civili. Mentre ancora stavano discutendo su queste cose, era sopraggiunto Mida insieme al padre e alla madre, e proprio sul carro si era fermato davanti all'assemblea. Interpretando l'oracolo, i Frigi avevano ritenuto che Mida fosse colui del quale il dio aveva detto che sarebbe venuto portato da un carro; ed avevano eletto re Mida, e Mida aveva posto fine alle loro discordie e fatto collocare il carro del Padre sull'acropoli come ringraziamento a Zeus re per aver inviato l'aquila, Oltre a questa storia, c'era un'altra leggenda intorno al lenirò: colui che avesse sciolto il nodo che legava il giogo al carro I doveva regnare sull'Asia. . Il nodo era fatto di corteccia di corniola e non si vedeva né la fine né il principio. Poiché non gli era possibile sciogliere il nodo né, d'altra parte, Alessandro voleva la-iciarlo insoluto, temendo che il fatto provocasse turbamento tra la moltitudine, narrano alcuni che tagliò di netto il nodo con la spada e disse di averlo sciolto. Aristobulo, invece, riferisce che Alessandro tolse la caviglia del timone - era un chiodo di legno infitto nel i linone che teneva insieme il nodo -, e così tirò via il giogo dal timone. 8. Io non so dire con certezza come Alessandro si comportò riguardo al nodo: è certo però che lui e il suo seguito si allontanarono dal carro con la convinzione che l'oracolo sullo scioglimento del nodo si era compiuto, Quella notte, tuoni e fulmini mandarono segni dal ciclo; e il giorno dopo, Alessandro offrì sacrifici agli dèi per aver mostrato i segni e il modo di sciogliere il nodo.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
Alessandro incorona la tomba di Achille
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro Agon
Inizio: οι δε οτι και τον Αχιλλεως ορα ταφου εδτεφανωσεν Ηφαιστιωνα δε λεγουσιν fine: γιγνωσκεται τα Αλεξανδρου η τα φαυλοτατα των παλαι εργων
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
Alessandro marcia verso il Granico
Versione greco Arriano traduzione libro Gymnasion
Ο Αλεξανδρος ετυγχανε πορευομενος επι τον Γρανικον ποταμον μετα του στρατου συντασσομενου, διπλην μεν την φαλαγγα των οπλιτων εχων, τους δε ιππεας κατα τα κερατα αγων, τα σκευοφορα κτηνη δε κατοπιν επομενα· τους δε κατασκοπους των πολεμιων ηγεν Ηγελοχος, ιππεας μεν εχων τους σαρισοφορους και μερος των ψιλων. Και Αλεξανδρος τε ετυγχανεν ολιγον απεχων απο του ποταμου του Γρανικου και οι απο των σκοπιων σπουδη ελαυνοντες απηγγελλον επι τω Γρανικω περαν τους Περσας ειναι, τασσομενους ως ες μαχην. Ενθα δη και Αλεξανδρος μεν την ολην στρατιαν συνετασσεν ως μαχομενος· Παρμενιων δε ενομιζεν αγαθον ειναι καταστρατοπεδευειν επι τη του ποταμου οχθη, ως ειχον ου γαρ ενομιζε τους πολεμιους πλησιον των Μακεδονων προσερχες
TRADUZIONE n. 1
Alessandro marciava verso il fiume Granico con l’esercito schierato, avendo con sé la falange doppia degli opliti, tenendo i cavalieri sulle ali e le bestie da soma dietro a seguire; gli esploratori dei nemici li conduceva Egeloco, insieme ai cavalieri armati di sarissa e parte dei soldati leggeri. E Alessandro per caso distava poco dal fiume Granico e quelli che muovevano in fretta dai punti di osservazione/guardia annunciavano che dall’altra parte del Granico c’erano i Persiani, schierati come per combattere. Allora anche Alessandro schierava l’intero esercito con l’intenzione di combattere; Parmenione invece riteneva che fosse bene accamparsi sulla riva del fiume così come si trovavano. Non pensava infatti che i nemici si avvicinassero ai Macedoni.
TRADUZIONE N. 2
Alessandro si trovava marciando sul fiume Granico con l'esercito schierato, da una parte possedendo la duplice falange di opliti, dall'altra conducendo i cavalieri sui fianchi, (e) il bestiame da soma che seguiva dietro; Egeloco guidava gli osservatori dei nemici, possedendo i cavalieri armati di sarissa e una parte senz'armi. Anche Alessandro per caso distava di poco dal fiume Granico e coloro che avanzavano di fretta dai luoghi di osservazione annunciavano che i Persiani erano al di là del Granico, schierati come per combattere. Lì in verità Alessandro schierava tutto l'esercito con l'intenzione di combattere. Parmenione riteneva che fosse conveniente accamparsi sulla sponda del fiume, come si trovavano: non credeva infatti che i nemici dei Macedoni avanzassero lì vicino.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 6
Gli elefanti ammaestrati
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro Taxis
INIZIO Ειδον δε εγωγε και κυμβαλιζοντα εδε ελαφαντα
FINE καθοτι ο κυμβαλιζων σφισιν υφηγεετο
TRADUZIONE
Io stesso ho visto un elefante suonare i cembali altri danzare; due cembali verano attaccati alle zampe anteriori dell'animale che suonava e un altro alla cosidetta proboscite: mentre questo con la proboscite batteva ritmicamnte il cembalo ora sull'una, ora sull'altra zampa, gli elefanti danzatori si muovevano in cerchio e, sollevando e pigando le zampe anteriori una dopo l'altra, anch'essi andavano a ritmo segundo il tempo del suonatore di cembali.