- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
SCHIERAMENTO DELLA FALANGE
VERSIONE DI GRECO di ARRIANO
TRADUZIONE dal libro Triakonta versione n. 2 pagina 159
τάσσεται δὲ ἡ φάλαγξ ἐπὶ μῆκος μὲν ὅπου ἀραιοτέρα, εἰ ἥ τε χώρα παρέχοι καὶ ὠφελιμώτερον εἴη, κατὰ βάθος δὲ ὅπου πυκνοτέρα, εἰ αὐτῇ τῇ πυκνότητι καὶ τῇ ῥύμῃ τοὺς πολεμίους ἐξῶσαι δέοι — καθάπερ Ἐπαμεινώνδας ἔν τε Λεύκτροις αὐτοὺς Θηβαίους ἔταξε καὶ πρὸς Μαντινείας τοὺς πάντας Βοιωτούς, ὥσπερ ἔμβολον ποιήσας καὶ ἐπάγων τῇ τάξει τῶν Λακεδαιμονίων —, ἢ αὖ εἰ δέοι τοὺς ἐπελαύνοντας ἀποκρούσασθαι, καθάπερ πρὸς τοὺς Σαυρομάτας τε καὶ τοὺς Σκύθας, χρὴ τάσσειν.
TRADUZIONE LIBERA
La falange poi si dispone in lunghezza, bensì alcune volte con un certo agio, se il luogo lo conceda e funzioni bene, ed altre volte (si dispone) più strettamente, affinché per un tal rinserrarsi fatta più consistente con maggior impeto si spinga contro il temico. A questo scopo Epaminonda nella battaglia di Leuttra ordinò ai tebani e presso Mantinea a tutti quanti i beoti di formarne una come un cuneo e di lanciarsi così con furia in mezzo ai lacedemoni. Ciò si pratica allo scopo di respingere gli assalti dei nemici, e funziona bene combattento contro i Sarmati e contro gli Sciti
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
Un incontro inaspettato VERSIONE DI GRECO di Arriano TRADUZIONE dal libro Triakonta pag. 37 n°8
Ο χωρος Αρμòζεια εκαλειτο. Δαψιλη δέ ήδη καί πάνφορα τά ταύτη ην, πλήν ελαιαι ου πεφύκεσαν. Ενταυθα οι στρατιωται εκβαίνουσι τε εκ των νεων καί απò των πολλων πòνων άσμενοι ανεπαύοντο, μεμνημένοι όσα κακά κατά τήν θάλασσαν πεπονθότες ησαν καί πρός τη γη των Ιχθυοφάγων, τήν τε ερημίαν της χώρης καί τούς ανθρώπους όπως θηριώδεις καί τάς αυτων απορίας επιλεγόμενοι. Καί τινες αυτων απò θαλάσσης ες τò πρόσω ανηλθον κατά ζήτησιν άλλος άλλου. Ενταυθα άνθρωπος αυτοις ώφθη χλαμύδα τε φορων Ελληνικήν καί τά άλλα ως Έλλην εσκευασμένος, καί φωνήν Ελλάδα εφώνει. Τουτον οι πρωτοι ιδόντες δακρυσαι έλεγον. Επηρώτων τε οπòθεν ήκοι καί όστις ών· ο δέ απò του στρατοπέδου του Αλεξάνδρου αποσκεδασθηναι έλεγε, καί ειναι ου πόρρο τò στρατόπεδον καί αυτòν Αλέξανδρον. Τουτον τòν άνθρωπον βοωντές τε καί κροτουντες ανάγουσι παρά τòν στρατηγόν.
La regione si chiamava Arnoza. Questa aveva prodotti abbondanti e ricchi, tuttavia non crescevano ulivi. allora i soldati scenevano dalle navi e si riposavano contenti dalle loro molte fatiche, ricordando quanti mali avevano subìto in mare e presso la terra degli Ictofagi, ripensando al deserto della regione e agli uomini praticamente selvaggi e alle loro difficoltà. E alcuni di loro dal mare risalirono più in là alla ricerca l'uno dell'altro. Allora un uomo fu visto da loro indossando un mantello greco e quando al resto vestito come un greco e parlava la lingua greca. I primi che lo videro dicevano che scoppiasse a piangere. Gli chiedevano da dove arrivasse e chi fosse, questo rispose che si era disperso dall'accampamento di Alessandro, e che l'accampamento e lo stesso Alessandro non erano lontani. Essendo partiti e avendolo acclamato, lo condussero dal generale.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
ALESSANDRO SCHIERA L'ESERCITO AL GRANICO
VERSIONE DI GRECO di n. p.
TRADUZIONE dal libro gymnasion versionePag. 154 n’145
Προ της μαχης Αλεξανδρος μεν επι το ευωνυμον κερας Παρμενιωνα επεμπεν, αυτος δε επι το δεξιον ηπειγετο. Ετασσοντο δε υπ' Αλεξανδρου επι τη μεν δεξια Φιλωτας ο Παρμενιωνος, εχων τους εταιρους, τους Ιππεας και τους τοξοτας και τους Αγριανας τους ακοντιστας· Αμυντας δε ο Αρραβαιου, τους τε σαρισοφορους ιππεας εχων και τους Παιονας και την ιλην την Σωκρατους, Φιλωτα επετασσετο. Εχομενοι δε τουτων ετασσοντο οι υπασπισται των εταιρων, συν Νικανορι τω Παρμενιωνος στρατηγω. Του δε ευωνυμου πρωτοι μεν οι Θεσσαλοι ιππεις ετασσοντο, επειτα οι συμμαχοι ιππεις και οι Θρακες· εχομενοι δε των Θρακων πεζοι και η τε Κρατερου φαλαγξ και η Μελεαγρου και η Φιλιππου.
TRADUZIONE
Alessandro prima della battaglia mandava Parmenione verso l’ala sinistra, invece egli si dirigeva verso la destra. Sulla destra dalla parte di Alessandro si schieravano (erano schierati da Alessandro) Filota, figlio di Parmenione, con i compagni, gli arcieri e i saettatori Agriani; Aminta figlio di Arrabeo invece, con i cavalieri armati di sarissa e i Feoni e la schiera di Socrate, era schierato vicino Felota. Vicini a questi si schieravano gli scudati tra i compagni (i compagni scudati), con Nicanore comandante di Parmenione. Tra i primi di sinistra erano schierati i cavalieri Tessali, poi i cavalieri alleati e i Traci; vicini ai Traci c’erano i fanti e la falange di Cratero e (quella)di Meleagro e (quella)di Filippo.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 6
Fulminea azione di guerra
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro verso Itaca
Αλεξανδρος δε τὴν νύκτα διελθὼν πολλὴν ὁδὸν ἅμα ἡμέρᾳ ἀφίκετο πρὸς τὸν Ὑδραώτην ποταμόν. ἔνθα δὴ τῶν Μαλλῶν τοὺς μὲν πολλοὺς διαβεβηκότας ἤδη ἔμαθεν, τοῖς δὲ καὶ διαβαίνουσιν ἐπιγενόμενος περὶ αὐτὸν τὸν πόρον πολλοὺς αὐτῶν διέφθειρε. καὶ αὐτὸς ὡς εἶχε ξυνδιαβὰς κατὰ τὸν αὐτὸν πόρον διώκων εἴχετο τῶν φθασάντων ἐς τὴν ἀποχώρησιν. καὶ πολλοὺς μὲν ἀπέκτεινεν αὐτῶν, τοὺς δὲ καὶ ζῶντας ἔλαβεν, οἱ πλείους δὲ κατέφυγον ἔς τι χωρίον ὀχυρὸν καὶ τετειχισμένον. Ἀλέξανδρος δέ, ὡς οἱ πεζοὶ ἀφίκοντο αὐτῷ, ἀποστέλλει ἐπὶ τούτους Πείθωνα τήν τε αὑτοῦ τάξιν ἔχοντα καὶ τῶν ἱππέων δύο ἱππαρχίας. καὶ οὗτοι δὴ ἐξ ἐφόδου προσβαλόντες λαμβάνουσι τὸ χωρίον καὶ τοὺς καταπεφευγότας ἐς αὐτὸ ἠνδραπόδισαν, ὅσοι γε μὴ ἐν τῇ προσβολῇ διεφθάρησαν
TRADUZIONE
Alessandro percorsa molta strada di notte, all'alba giunse al fiume Idraote. Lì apprese che molti Malli avevano già guadato il fiume; piombando allora alle spalle di coloro che stavano ancora traversando, ne uccise molti durante il guado. Egli stesso, come si trovava, compì la traversata del fiume insieme ai nemici nello stesso punto di guado e, continuando l'inseguimento, incalzava quelli che lo avevano preceduto nella ritirata. Molti ne uccise, alcuni ne catturò vivi, ma la maggior parte riuscì a sfuggire in un luogo sicuro e ben fortificato. Come giunsero i fanti, Alessandro inviò contro costoro Pitone con la sua schiera e due squadroni di cavalleria. Questi attaccarono, e al primo assalto conquistarono la postazione, e fecero schiavi tutti quelli che si erano lì rifugiati, se non erano stati uccisi nell'attacco.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni greco - Arriano
- Visite: 5
Alessandro visita la tomba di Ciro il Grande
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro Manuale del greco antico
Inizio: Ελυπησε Αλεξανδρον η παρανομια η ες τον Κυρου του Καμβισου ταφον
Fine: (all'interno di un discorso diretto) "Μη ουν φθονησης μοι του μνηματος".
TRADUZIONE
La profanazione nei confronti della tomba di Ciro figlio di Cambise addolorò Alessandro, poiché trovò che era stata scassinata e saccheggiata. Aristobulo disse che la tomba di quell'illustre Ciro si trovava a Pasargada nel giardino reale e intorno a quello c'era un bosco piantato di (ad) alberi di ogni genere ed era irrigato d'acqua e erba lussureggiante cresceva nel prato; e ('disse che' sempre sottinteso) quella tomba era stata costruita sotto a una pietra di quattro piedi di aspetto quadrato; inoltre sopra si trovava un edificio che era stato ricoperto di pietra con dentro un'angusta apertura comunicante. E nell'edificio si trovava un sarcofago d'oro, dove era stato sepolto il corpo di Ciro, e un letto vicino al sarcofago. Si trovava dentro alla recinzione presso al passaggio che portava davanti alla tomba un piccolo edificio costruito per i Magi, che appunto custodirono la tomba di Ciro. La tomba è stata iscritta con caratteri persiani e rivela questo in lingua persiana: "Uomo, io sono Ciro figlio di Cambise e sono quello che ha guidato i persiani e che ha regnato sull'Asia. Dunque non rifiutarmi il ricordo".