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Έγὼ δὲ παντὸς ἀρχὰς μὲν εἶναί φημι τὰς πρώτας ἐπιβολὰς καὶ πράξεις τῶν ἤδη κεκριμένων, αἰτίας δὲ τὰς προκαθηγουμένας τῶν κρίσεων καὶ διαλήψεων· λέγω δ' ἐπινοίας καὶ διαθέσεις καὶ τοὺς περὶ ταῦτα συλλογισμοὺς καὶ δι' ὧν· ἐπὶ τὸ κρῖναί τι καὶ προθέσθαι παραγινόμεθα. δῆλον δ'οἷον τὸ προειρημένον ἐκ τῶν ἐπιφερομένων. τίνες γὰρ ἀληθῶς ἦσαν αἰτίαι, καὶ πόθεν φῦναι συνέβη τὸν πρὸς τοὺς Πέρσας πόλεμον, εὐμαρὲς καὶ τῷ τυχόντι συνιδεῖν. ἦν δὲ πρώτη μὲν ἡ τῶν μετὰ Ξενοφῶντος Ἑλλήνων ἐκ τῶν ἄνω σατραπειῶν ἐπάνοδος, ἐν ᾗ πᾶσαν τὴν Ἀσίαν διαπορευομένων αὐτῶν πολεμίαν ὑπάρχουσαν οὐδεὶς ἐτόλμα μένειν κατὰ πρόσωπον τῶν βαρβάρων· δευτέρα δ' ἡ τοῦ Λακεδαιμονίων βασιλέως Ἀγησιλάου διάβασις εἰς τὴν Ἀσίαν, ἐν ᾗ 'κεῖνος οὐδὲν ἀξιόχρεων οὐδ' ἀντίπαλον εὑρὼν ταῖς σφετέραις ἐπιβολαῖς ἄπρακτος ἠναγκάσθη μεταξὺ διὰ τὰς περὶ τὴν Ἑλλάδα ταραχὰς ἐπανελθεῖν...
Io affermo del tutto che ci sono gli inizi le prime imprese e le azioni di coloro che hanno già deciso, le cause anteriori dei giudizi e delle opinioni; dico le riflessioni e le disposizioni e i ragionamenti su questi fatti e dei quali ricorriamo per l'essere giudicati e l'essere corsi avanti. È chiaro come ciò che si è detto prima dai fatti imminenti. Alcune veramente erano cause, e come può essere che generò la guerra contro i Persiani, è facile anche a chi capita di guardare con attenzione. La prima causa era l'ascesa degli Elleni con Senofonte dalle satrapie dell'interno, in essa avendo attraversato tutta l'Asia che cominciava l'ostilità nessuno dei barbari osava restare di fronte; la seconda, la discesa del re dei Lacedemoni Agesilao in Asia, in essa quello benché non trovasse conveniente e contrario alle loro irruzioni fu costretto ad andarsene nel bel mezzo per i tumulti intorno alla Grecia.
(By Stuurm)
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ὅταν μὲν γάρ τις ἔξωθεν κοινὸς φόβος ἐπιστὰς ἀναγκάσῃ σφᾶς συμφρονεῖν καὶ συνεργεῖν ἀλλήλοις, τηλικαύτην καὶ τοιαύτην συμβαίνει γίνεσθαι τὴν δύναμιν τοῦ πολιτεύματος ὥστε μήτε παραλείπεσθαι τῶν δεόντων μηδέν, ἅτε περὶ τὸ προσπεσὸν ἀεὶ πάντων ὁμοῦ ταῖς ἐπινοίαις ἁμιλλωμένων, μήτε τὸ κριθὲν ὑστερεῖν τοῦ καιροῦ, κοινῇ καὶ κατ' ἰδίαν ἑκάστου συνεργοῦντος πρὸς τὴν τοῦ προκειμένου συντέλειαν. διόπερ ἀνυπόστατον συμβαίνει γίνεσθαι καὶ παντὸς ἐφικνεῖσθαι τοῦ κριθέντος τὴν ἰδιότητα τοῦ πολιτεύματος. ὅταν γε μὴν πάλιν ἀπολυθέντες τῶν ἐκτὸς φόβων ἐνδιατρίβωσι ταῖς εὐτυχίαις καὶ περιουσίαις ταῖς ἐκ τῶν κατορθωμάτων, ἀπολαύοντες τῆς εὐδαιμονίας, καὶ ὑποκολακευόμενοι καὶ ῥᾳθυμοῦντες τρέπωνται πρὸς ὕβριν καὶ πρὸς ὑπερηφανίαν, ὃ δὴ φιλεῖ γίνεσθαι, τότε καὶ μάλιστα συνιδεῖν ἔστιν αὐτὸ παρ' αὑτοῦ ποριζόμενον τὸ πολίτευμα τὴν βοήθειαν.
Quando infatti un timore comune nato dall'esterno li costringa ad essere uniti e a collaborare fra di loro, succede che la forza del sistema politico sia tale e tanta che non viene omesso nulla di ciò che è necessario, poiché sempre tutti insieme si adoperano con le energie (comuni) per (attuare) ciò che è accaduto, e ciò che è stato stabilito non arriva in ritardo rispetto alla circostanza, poiché ciascuno in pubblico e in privato collabora per l'attuazione di ciò che sta (loro) davanti. Perciò accade che la peculiarità del sistema politico (romano) sia (di essere) insuperabile e (di) attuare tutto ciò che si è deciso.
Quando, nuovamente liberati dalle paure esterne, godono delle (loro) fortune e del benessere (derivato) dai (loro) successi, godendo della (loro) felicità, e, corrotti con l´adulazione e abbandonati all'ozio, si volgono all´arroganza e alla superbia, cosa che suole accadere, proprio allora è soprattutto possibile vedere che la stessa costituzione fornisce da sé il rimedio. Quando infatti una delle parti (che la costituiscono) entra in competizione (con le altre) diventando (troppo) potente e domina più del dovuto, (è) chiaro che, non essendo nessuno (dei tre poteri) autosufficiente, secondo il discorso di poc'anzi, dal momento che il proposito di ciascuno può essere ostacolato e impedito reciprocamente, nessuna delle parti si gonfia né insuperbisce.
Tutte (le parti) infatti rimangono nello stato presente, da un lato perché viene loro impedito di attuare il (loro) desiderio, dall'altro perché temono fin dal principio il controllo del vicino.
Ulteriore proposta di traduzione
Infatti, quando qualche comune pericolo che incombe dall'esterno le costringe a trovarsi d'accordo e cooperare le une con le altre, allora la forza della costituzione diventa tale e tanta che non viene tralasciato nulla di quanto è necessario, poiché tutti insieme fanno continuamente a gara nell'escogitare un rimedio per quello che è successo, né si tarda a mettere in atto quanto stabilito dal momento che ciascuno coopera, sia collettivamente che singolarmente, a realizzarlo. Perciò questo sistema politico, grazie alla sua particolarità, risulta irresistibile e capace di raggiungere qualsiasi obiettivo. Quando poi i cittadini, liberatisi dal timore di pericoli esterni, si trovano a vivere nella prosperità a e nell'abbondanza conseguente ai loro successi, godendo del benessere, e in preda all'adulazione e all'indolenza si volgono all'arroganza e alla superbia (cosa che avviene spesso), allora, soprattutto, è possibile vedere che il sistema romano trova al suo interno il mezzo per superare la crisi.
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Τῶν ἀνακεκλημένων ἐκπεμπομένων ἐπὶ τὰς πόλεις, διέσπευσαν ὅ τε Φάβιος καὶ ὁ Σκιπίων οἱ τοῦ Λευκίου νεανίσκοι πρὸς τὸν στρατηγὸν μεῖναι τὸν Πολύβιον ἐν τῇ Ῥώμῃ. Γενομένου δὲ τούτου, καὶ τῆς συμπεριφορᾶς ἐπὶ πολὺ προκοπτούσης, ἐγένετο συγκύρημά τι τοιοῦτον. Έκπορευομένων γάρ ποτε κατ' αὐτὸ πάντων ἐκ τῆς οἰκίας τῆς τοῦ Φαβίου, συνέβη τὸν μὲν Φάβιον ἐπὶ τὴν ἀγορὰν ἀπονεῦσαι, τὸν δὲ Πολύβιον ἐπὶ θάτερα μετὰ τοῦ Σκιπίωνος. Προαγόντων δ' αὐτῶν ὁ Πόπλιος ἡσυχῇ καὶ πρᾴως τῇ φωνῇ φθεγξάμενος καὶ τῷ χρώματι γενόμενος ἐνερευθής, "Τί δαί" φησίν "ὦ Πολύβιε, δύο τρώγομεν ἀδελφοί, καὶ διαλέγει συνεχῶς καὶ πάσας τὰς ἐρωτήσεις καὶ τὰς ἀποφάσεις ποιεῖ πρὸς ἐκεῖνον, ἐμὲ δὲ παραπέμπεις; ἢ δῆλον ὅτι καὶ σὺ περὶ ἐμοῦ τὴν αὐτὴν ἔχεις διάληψιν, ἣν καὶ τοὺς ἄλλους πολίτας ἔχειν πυνθάνομαι; δοκῶ γὰρ εἶναι πᾶσιν ἡσύχιός τις καὶ νωθρός, ὡς ἀκούω, καὶ πολὺ κεχωρισμένος τῆς Ῥωμαϊκῆς αἱρέσεως καὶ πράξεως, ὅτι κρίσεις οὐχ αἱροῦμαι λέγειν. Τὴν δ' οἰκίαν οὔ φασι τοιοῦτον ζητεῖν προστάτην ἐξ ἧς ὁρμῶμαι, τὸ δ' ἐναντίον· ὃ καὶ μάλιστά με λυπεῖ."
Quando quelli che furono richiamati vennero inviati nelle città, incitarono ciò che Fabio e Scipione, figli di Lucio, presso lo stratega Polibio a rimanere a Roma. Avvenuto ciò, e andando avanti per molto la compiacenza, si verificò un simile fatto. Una volta mentre uscivano nello stesso momento tutti dalla casa di Fabio, accade che Fabio si volgeva al Foro e Publio insieme a Scipione dall’altra parte. Mentre li accompagnava Polibio parlando con voce calma e in modo mite e diventando rossiccio di colorito, “Perché mai”, dice, “o Polibio, noi due fratelli mangiamo, e parli di continuo e fai tutte le domande e risposte a quello, mi trascuri? Oppure è chiaro che anche tu hai la stessa opinione sul mio conto, quella che tutti gli altri cittadini hanno io lo so? Sembro essere a tutti uno quieto e pigro, come sento dire, ed essendomi differito dal progetto e prassi romana, perché non scelgo di pronunciare giudizi. Non dice che la casa da cui sono spinto cerchi un siffatto amministratore, ma il contrario; ciò che anche soprattutto mi affligge”. (by Stuurm)
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Οὕτως εἷς λόγος εὐκαίρως ῥηθεὶς ὑπ' ἀνδρὸς ἀξιοπίστου πολλάκις οὐ μόνον ἀποτρέπει τῶν χειρίστων, ἀλλὰ καὶ παρορμᾷ πρὸς τὰ κάλλιστα τοὺς ἀνθρώπους. ὅταν δὲ καὶ τὸν ἴδιον βίον ἀκόλουθον εἰσφέρηται τοῖς εἰρημένοις ὁ παρακαλῶν, ἀνάγκη λαμβάνειν τὴν πρώτην πίστιν τὴν παραίνεσιν. ὃ δὴ περὶ ἐκεῖνον τὸν ἄνδρα μάλιστ' ἄν τις ἴδοι γινόμενον. κατά τε γὰρ τὴν ἐσθῆτα καὶ τὴν σίτησιν ἀφελὴς καὶ λιτὸς ἦν, ὁμοίως δὲ καὶ περὶ τὰς τοῦ σώματος θεραπείας, ἔτι δὲ καὶ τὰς ἐντεύξεις, εὐπερίκοπτος καὶ ἀνεπίφθονος· περί γε μὴν τοῦ παρ' ὅλον τὸν βίον ἀληθεύειν μεγίστην ἐποιήσατο σπουδήν. τοιγάρτοι βραχέα καὶ τὰ τυχόντ' ἀποφαινόμενος μεγάλην ἐγκατέλειπε πίστιν τοῖς ἀκούουσι· παράδειγμα γὰρ ἐν πᾶσι τὸν ἴδιον βίον εἰσφερόμενος οὐ πολλῶν ἐποίει προσδεῖσθαι λόγων τοὺς ἀκούοντας.
TRADUZIONE LETTERALE
Come opportunamente riportato nella tradizione da un uomo degno di fede (1), spesso non solo allontana dalle cose più deleterie, ma anche spinge gli uomini a quelle più nobili.
Poiché, lo esige (esigendolo), trascorre anche la propria vita conforme alle cose dette, ha (gli è) necessità di ottenere per prima cosa il consenso. Egli (quello citato al punto 1) alla fine dice molto su Filopemene. Infatti era semplice e modesto nel vestire e nel nutrimento, ugualmente anche nella cura del corpo, come pure nelle relazioni, semplice e irreprensibile, fece questo per tutta quanta la sua lunga vita dicendo (nel dire) la verità. Perciò, dicendo i cose semplici e coglienti nel segno, dà grande fiducia a coloro che ascoltano: seguendo infatti un sistema per tutta la vita, faceva sì che gli ascoltatori fossero obbedienti alle leggi. (by Geppetto)
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Ουτως εις λογος ευκαιρως λεγομενος υπ'ανδρος εξιοπιστου πολλακις ου μονον αποτρεπει των χειριστων... προσδεισθαι λογων τους ακουοντας. (Polibio)
Come opportunamente riportato nella tradizione da un uomo degno di fede (1), spesso non solo allontana dalle cose più deleterie, ma anche spinge gli uomini a quelle più nobili.
Poiché, lo esige (esigendolo), trascorre anche la propria vita conforme alle cose dette, ha (gli è) necessità di ottenere per prima cosa il consenso. Egli (quello citato al punto 1) alla fine dice molto su Filopemene. Infatti era semplice e modesto nel vestire e nel nutrimento, ugualmente anche nella cura del corpo, come pure nelle relazioni, semplice e irreprensibile, fece questo per tutta quanta la sua lunga vita dicendo (nel dire) la verità. Perciò, dicendo i cose semplici e coglienti nel segno, dà grande fiducia a coloro che ascoltano: seguendo infatti un sistema per tutta la vita, faceva sì che gli ascoltatori fossero obbedienti alle leggi. (by Geppetto)