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Εν πολλοις γαρ η φυσις υπεναντιον προς το χρησιμον ημιν ποιει· η μεν γαρ φυσις αει τον αυτον εχει τροπον και απλως... οσα των βροβληματων μηχανικα προσαγορευομεν. (Pseudo Aristotele)
In molti casi, la natura opera contro ciò che è utile per noi: la natura infatti mantiene sempre lo stesso modo e la stessa semplicità, mentre ciò che è utile cambia in molti modi. Quando quindi è necessario fare qualcosa contro natura, a causa della difficoltà che comporta, provoca perplessità e ha bisogno dell'arte. Per questo motivo chiamiamo "macchina" la parte dell'arte che aiuta in tali perplessità. Infatti, come ha detto il poeta Antiftone, così è: con l'arte dominiamo ciò che per natura ci sconfigge. Tali sono i casi in cui le cose più piccole prevalgono su quelle più grandi, e le piccole forze in movimento muovono grandi pesi, e quasi tutto ciò che chiamiamo "problemi meccanici"
(By Starinthesky).
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Πυρρος δε, επει ευ ηπιστατο ως ουκ αξιομαχος ειη προς Ρωμαιους, παρεσκευαζετο επαφιεναι σφισιν ελεφαντας·...ου γαρ ενομιζον ζωα ειναι.
Ma Pirro sapeva bene che non sarebbe stato in grado di combattere contro i Romani e si preparava a lanciare contro di loro degli elefanti. Alessandro per primo li aveva acquistati dall'Europa e per la prima volta aveva distrutto l'esercito degli Indi. Dopo la morte di Alessandro anche altri re ne possedettero e più di tutti Antigono. Pirro prendeva le bestie dalla battaglia contro Demetrio come bottino di guerra. Una volta che apparvero gli elefanti una terribile paura prendeva i Romani; infatti non sapevano che fossero animali.
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Λεων και ονος και αλωπηξ κοινωνιαν ει αλληλλους σπεισαμενοι εξηρχοντο εις αγραν... τα των πελας δυστυχηματα.
Un leone, un asino ed una volpe fanno una società fra loro e poi vanno a caccia. Avendo essi messo insieme molta preda, il leone ordina all'asino di fare le parti per loro. Dopo aver fatto tre parti ed esortato il leone a scegliere, il leone si adira e avventandosi (ἅλλομαι) contro lo divora: in seguito ordina alla volpe di fare le parti. Questa, dopo aver raccolto tutto in un'unica parte e lasciata per sé una piccola, lo esorta a prendere. Richiesta (εἴρω) dal leone chi le insegnava a spartire così bene, la volpe disse (aor. forte di λέγω): "La disavventura dell'asino". Il racconto insegna che per gli uomini un avvertimento evita ( è vicino a) una disgrazia.
(By Geppetto)
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Αλωπηξ φραγμον ανεβαινε· επειδη ωλισθανε και καταπιπτειν εμελλε... ητις των αλλων αει επιλαμανομαι".
Una volpe saliva su una palizzata/parapetto; quando scivolava e stava per cadere tentò di aggrapparsi ad un rovo. Poichè i piedi sanguinavano per gli aculei del rovo e provava dolore diceva al rovo: "ohimè, io trovavo scampo presso di te per un aiuto, ma tu mi hai conciato peggio la zampa."Ma ti traevi in errore" diceva il rovo alla volpe " infatti volevi aggrapparti a me che sempre afferro gli altri."
Ulteriore proposta di traduzione
Una volpe si arrampicava su una siepe; poiché scivolava e stava sul punto di cadere, provava (πειράω) ad aggrapparsi ad un rovo. E, poiché si feriva (αἱμάσσω) i piedi con le spine del rovo e sentiva dolore, diceva verso il rovo: "Ahimé, io cercavo da te un aiuto per un sollievo, ma tu mi hai conciato peggio". "Ma tu ti sbagliavi" rispondeva il rovo alla volpe: "tu volevi afferrare me che invece afferro sempre degli altri.(By Geppetto)
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Η των εν Περσαις μαγων σοφια τε αλλα οιδεν οποσα αυτοις ειδεναι θεμις και ουν και μαντευεσθαι. ... Και ου διεψευσαντο. (Eliano)
La saggezza dei Magi persiani appare (εἴδω) in tutte quante le cose che per loro sono un'abitudine e ne danno anche un responso. Certo anche allora predissero (προλέγω) la ferocia di Oco verso i sudditi e la sua indole sanguinaria, essendo risaliti a questo tramite alcuni segni arcani. Quando infatti Oco nel regno dei Persiani succedette (παρέρχομαι) a suo padre Artaserse che era morto, i Magi ordinarono a qualcuno degli eunuchi che gli stavano (παρίστημι) vicino per proteggere Oco di mettere davanti (παρατίθημι) una tavola imbandita, a un altro di fare attenzione a ciò che prendesse come prima cosa. E quello delle guardie (disse) che si era comportato (ἵστημι) così, che Oco, allungate le mani, con la destra prendeva delle forbici a portata di mano, con l'altra tirò a sé (προσέλκω) il più grosso dei pani e pose su di essi questi da delle carni (κρεας) recise, poi mangiò le parti tagliate senza risparmio. Informati di queste cose i Magi vaticinarono queste due cose, una buona annata fra le stagioni e la produttività del suo comando e molte uccisioni. E no. Si non sbagliavano.
(By Geppetto)
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
La sapienza dei Magi in Persia conosciute le altre cose, quanto numerose potevano conoscere gli oracoli, realmente, le indovinavano. Predissero senza dubbio la crudeltà di Oco verso i propri sudditi e l'indole sua sanguinaria, avendo ciò conosciuto da certi lor segni arcani; Quando infatti dopo la morte di Artaserse suo padre, Oco giunse al potere regio di Persia, i Magi ordinarono ad uno degli eunuchi che gli stavano vicino, di vigilare, imbandita la mensa, (παρατίθημι ) su quale fra le vivande che gli erano poste davanti metteva mano Orco per prima. Quello dei guardiani (osservò) ciò (ovvero) che Oco dopo aver steso le mani con la destra e dopo aver preso uno dei coltelli con l'altra tirò a se (προσέλκω) il più grande dei pani (che c'erano) e che poste su questo le carni e tagliatele, mangiò avidamente. I magi udendo il fatto ne dedussero queste due predizioni: che sarebbe annua fertilità ed abbondanza per tutto il tempo del suo impero, ma insieme molte uccisioni e non si sbagliarono.
(By Vogue)