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Οι δε συνελθοντες επι την του καρπου θηραν ησαν οιδε· Μελεαγρος Οινεως, Αμφιαραος... και ο Μελεαγρος εξαιφνης απεθανεν.
Quelli che giunsero per la caccia al cinghiale, questi: Meleagro figlio di Oineo, Anfiarao figlio di Oicleo da Argo. Fra tutti i considerati non ammessi ad uscire a caccia insieme ad una donna, Meleagro, che aveva per moglie Cleopatra di Ida e come figlia Marpesse, volendo generare figli anche con Atalanta, li costrinse (συνᾰναγκάζω) ad uscire in caccia con lei. Giunti questi presso il cinghiale, Ileo ed Anceo in campagna lo uccisero. Atalanta per prima aveva colpito nella schiena il cinghiale, poi Anfiarao in un occhio: Meleagro gli inferse colpi nel ventre e decise di lasciane la pelle ad Atalanta. I figli di Testio, sebbene non tenuti in considerazione, pur essendo uomini (la donna si prenderà (λήψεται futuro di λαμβάνω) i premi di valore), portarono via a lei la pelle dicendo che per casato toccava a loro, malgrado Meleagro non lo avesse deliberato. Adirato, Meleagro uccise o figli di Cestio, ridette la pelle ad Atalanta. Altea, addolorata per la perdita dei fratelli, accese (ἅπτω) un braciere e Meleagro all'improvviso morì.
(By Geppetto)
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Παραγίγνεται καί Πέλοψ έπί τήν μνηστείαν οὗ τό κάλλος ιδοῦσα ή Ίπποδάμεια ἒρωτα ἒσχεν αυτοῦ, καί πείθει Μυρτίλον, τόν Έρμου παῖδα, συλλαβέσθαι αύτῷ· ἧν δέ Μυρτίλος ἠνίοχος Οίνομάου. Μυρτίλος οὗν έρῶν αύτῆς καί βουλόμενος αυτῇ χαρίσασθαι, ταῖς χοινικίσι τῶν τροχῶν τούς ἢλους ούκ έμβαλών έποίησε τόν Οίνόμαον έν τῷ τρέχειν ήττηθῆναι καί ταῖς ήνίαις συμπλακέντα συρόμενον άποθανεῖν, κατά δέ τινας άναιρεθῆναι υπό τοῦ Πέλοπος· ὂς έν τῷ άποθνήσκειν κατηράσατο τῷ Μυρτίλῳ, γνούς τήν επιβουλήν, ίνα ύπό Πέλοπος άπόληται. Λαβών οΰν Πέλοψ τήν Ιπποδάμειαν καί διερχόμενος έν τόπῳ τινί, τόν Μυρτίλον ἒχων μεθ’ αυτοῦ, μικρόν αναχωρεί κομίσων ὒδωρ διψώσῃ τῇ γυναικί. Μυρτίλος δέ έν τούτῳ βιάζειν αυτήν έπεχείρει. Μαθών δέ τοῦτο παρ’ αυτῆς ό Πέλοψ ρίτπει τόν Μυρτίλον περί Γεραιστόν άκρωτήριον είς τό άπ’ εκείνου κληθέν Μυρτῷον πέλαγος· ό δέ ριπτούμενος άράς ἒθετο κατά τοῦ Πέλοπος γένους.
Arriva anche per il corteggiamento Pelope del quale Ippodamia avendo visto la bellezza si innamorava di lui, e convince Mirtilo, il figlio di Ermes, ad aiutarlo; Mirtilo era il cocchiere di Enomao. Mirtilo innamorato di lei e volendo ingraziarsela, non mettendo ai mozzi delle ruote le borchie provocò che Enomao fosse sconfitto nel correre ed intrecciandosi con le briglie trascinato a morire, mentre secondo alcuni invece sia stato ucciso da Pelope; egli nel morire dopo aver conosciuto il complotto maledisse Mirtilo, per essere stato ucciso per opera di Pelope. Pelope, dunque, dopo aver preso in moglie Ippodamia e passando in un luogo, con Mirtilo insieme a lui, dopo un pò torna indietro per portare acqua alla moglie assetata. Mirtilo frattanto tenta di violentarla. Avendo saputo ciò da lei Pelope getta Mirtilo vicino la sporgenza Geresto nel mare chiamato da quello Mirtoo; egli precipitando lanciò maledizioni contro la discendenza di Pelope.
(By Stuurm)
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Ανδρειου σημεια τριχωμα σκληρον, το σχημα του σωματος ορθον, οστα και πλευραι και τα ακρωτηρια... ουτε πανταπασι ρυτιδωδες.
La capigliatura crespa è segno di coraggio, il portamento diritto del fisico, ossa e fianchi e le estremità del corpo robuste e grandi, e stomaco largo e posto avanti; scapole larghe e distinte, né troppo attaccate né assolutamente separate; collo robusto, poco carnoso; petto carnoso e largo, giuntura dell'anca coperta, polpacci in basso tirati avanti; occhio lucente, né troppo aperto né assolutamente chiuso; la pelle troppo scura quella sul corpo; faccia viva, schietta, non grande, magra, né troppo né assolutamente raggrinzita. (by Stuurm)
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Διογένης ό κύων όδοιπορῶν πρός ποταμόν προσέρχεται πλημυροῦντα. Έπεί δέ διαβαίνειν ού δύναται, ἃνθρωπός τις τῶν αεί διαβιβαζόντων.... Καί ό Διογένης «άλλ’ ἒγωγε ούκέτι τούτῳ τῷ άνθρώπῳ χάριν ἒχω όρῶ γάρ ὂτι ού κρίσει άλλα νόσῳ τοῦτο ποιεί».
Diogene il cinico mentre viaggia si avvicina ad un fiume che è in piena. Poiché non può attraversare, un uomo tra quelli che sempre traghettano guardandolo mentre attraversa accorre e lo trasporta. Egli, mentre ammira la sua saggezza, rimprovera la sua povertà a causa della quale non può ricompensare il benefattore. Inoltre riflettendo egli queste cose, quello guardando un altro viaggiatore che non può attraversare si avvicina e lo trasporta. E Diogene: "ma io non trovo neppure favore in quest'uomo; vedo infatti che non compie ciò con giudizio ma per vizio".
(By Stuurm)
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Αριων ο αοιδος, επει πολυν χρονον εν Κορινθω διετριψεν επι Περιανδρω τω Κορινθου δεσποτη...
L'aedo Arione dopo che ebbe vissuto molto tempo presso Periando, signore di Corinto va per nave in Italia ed in Sicilia per far guadagni là. Ma dopo del tempo voleva andare a Corinto e partiva da Taranto su una baraca di marinai Corinzi. Ma i marinai in mare volevano gettare in mare Arione dalla barca nel mare e prendere il suo oro.
Ma Arione chiedeva ai marinai di salvargli la vita, invece i marinai non volevano e ordinavano ad Arione di gettarsi in mare dalla barca. L'aedo dunque chiedeva ai marinai di permettergli di cantare e li pregava di buttarlo in mare dopo aver cantato ed i marinai (εἴων impf. ind. Ἐάω. ) gli permisero di cantare.