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Moralità di Socrate
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Metis numero 12 pagina 132
ἐμοὶ μὲν δή, τοιοῦτος ὢν οἷον ἐγὼ διήγημαι, εὐσεβὴς μὲν οὕτως ὥστε μηδὲν ἄνευ τῆς τῶν θεῶν γνώμης ποιεῖν, δίκαιος δὲ ὥστε βλάπτειν μὲν μηδὲ μικρὸν μηδένα, ὠφελεῖν δὲ τὰ μέγιστα τοὺς χρωμένους αὐτῷ, ἐγκρατὴς δὲ ὥστε μηδέποτε προαιρεῖσθαι τὸ ἥδιον ἀντὶ τοῦ βελτίονος, φρόνιμος δὲ ὥστε μὴ διαμαρτάνειν κρίνων τὰ βελτίω καὶ τὰ χείρω μηδὲ ἄλλου προσδεῖσθαι, ἀλλ' αὐτάρκης εἶναι πρὸς τὴν τούτων γνῶσιν, ἱκανὸς δὲ καὶ λόγῳ εἰπεῖν τε καὶ διορίσασθαι τὰ τοιαῦτα, ἱκανὸς δὲ καὶ ἄλλως δοκιμάσαι τε καὶ ἁμαρτάνοντα ἐλέγξαι καὶ προτρέψασθαι ἐπ' ἀρετὴν καὶ καλοκαγαθίαν, ἐδόκει τοιοῦτος εἶναι οἷος ἂν εἴη ἄριστός τε ἀνὴρ καὶ εὐδαιμονέστατος. εἰ δέ τῳ μὴ ἀρέσκει ταῦτα, παραβάλλων τὸ ἄλλων ἦθος πρὸς ταῦτα οὕτω κρινέτω.
TRADUZIONE
Quanto a me, io l'ho descritto qua! era, pio al punto da non fare niente senza il consiglio divino, giusto fino a non danneggiare nessuno neanche in una piccola cosa e da essere utile il più possibile a chi aveva a che fare con lui, padrone di sé al punto da non preferire mai qualcosa di più piacevole a qualcosa di più buono, intelligente al punto da non sbagliare mai nel giudicare il meglio e il peggio, né da avere bisogno del giudizio altrui, ma capace da sé di capire le cose, e abile a esprimerle e definirle con le parole, abile anche a sottoporre a giudizio gli altri e a confutarli quando sbagliavano e a indirizzarli alla virtù e alla rettitudine; mi pareva che fosse come dovrebbe essere l'uomo più buono e il più felice. E se per qualcuno tale giudizio non è soddisfacente, gli metta a confronto il carattere degli altri uomini e giudichi da questo.
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Abbigliamento degli Assiri
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro metis 1
TRADUZIONE
Gli Assiri si servono di tale veste, una tunica di lino che arriva sino ai piedi e su questa ognuno indossa una tunica di lana ed è avvolto da una mantella bianca, avendo dei sandali tipici del posto, simili alle ciabatte della Beozia. Avendo lunghi capelli cingono la testa di bende, profumate di ungento in tutto il corpo. Ogniuno ha un sigillo e uno scettro lavorato a mano; su ciascuno scettro c'è chi ha una mela di legno, chi ha una rosa, chi ha un giglio, chi ha un'aquila o qualkche altra cosa. Senza emblema la legge degli Assiri prevede non avere il bastone.
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Risolutezza di Silla nel momento del pericolo
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Metis 1
TRADUZIONE
Silla si schierò contro Archelao, stratega di Mitridate, presso Orcomeno. Vedendo i Romani sconfitti e in fuga, egli stesso scese da cavallo, lanciiò un segnale e si slanciò attraverso i fuggitivi verso i nemici gridando: "o romani per me ora è bello morire, voi invece risponderete presso orcomeno a coloro cho lo richiedono dove avete abbandonato Silla". I Romani provando rispetto per questo discorso, tornarono indietro e slanciandosi prontamente misero in fuga i nemici.
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Religiosità di Agesilao
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Metis
Αγησιλαος ιερα μεν και τα εν τοις πολεμιοις εσεβετο ηγουμενος τους Θεους και εν τη πολεμια ...Ησκει δε εξομιλειν μεν παντοδαποις χησθαι δε τοις αγαθοις

TRADUZIONE
Agesilao venerava i templi anche tra i nemici, credendo che gli dei fossero necessari anche in terra nemica ed essere considerati alleati nell'alleanza. Non respingeva con la forza dei supplici degli dei neppure nemici, ritenendo essi che fosse molto insensato chiamare sacrileghi coloro che rubavano dai templi, mentre (ritenere) pii coloro che cacciavano i supplici dagli altari. Non odiava se uno si vendicava soffrendo malvagiamente, ma se qualcuno si mostrasse ingrato pur essendo beneficato. Si rallegrava nel vedere poveri gli avidi di guadagno, di fare giusti i più ricchi di quelli, volendo che la giustizia apparisse più vantaggiosa dell'ingiustizia. Cercava di essere in relazione con persone di ogni paese, di avere familiarità con gli onesti.
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Temistocle e i galli combattenti
versione greco Eliano traduzione libro Metis
Μετα την κατα Περσων νικην οι Αθηναιοι νομον εθεντο αλεκτρυονας αγωvιζεσθαι δημοσία έν τω βεάτρω μιας ήμερος τοΰ έτους πόθεν όε την αρχήν έλαβεν οδβ ό νόμος έρ«. Ότε Θεμιστοκλής έκι τους βαρβάρους έςηγε την χολιτικην Βύναμιν. άλεντουόνος έ&εάσατο μαχόμενους· ονδέ όργΑς αυτούς εϊδο·. επέστησε δε την στρσπάν. ναι έί|η χρός αντους «"Αλλ'ούτοι μεν ούτε υπέρ πατρίδος ουτε ΰκερ πατρώων θεών ούτε μήν υπέρ προγονικών ήρίων κακοπαθούσιν, ουδέ υπέρ δόξης ουδέ υπέρ ελευθερίας ουδέ υπέρ παίδων, αλλ1 υπέρ τοΰ μή ηττηθηναι έκάτερος. μηδέ είξαι θατερω τον έτερον». "Απερ ούν ειπών έπερρωσε τους "Αθηναίους. ο τοινυν γενομενον αυτοις συνθημα τοτε εις αρετην εβουληθη διαφυλαττειν και εις τα ομοια εργα υπομνησιν.
Dopo la vittoria sui Persiani, gli ateniesi imposero una legge che i galletti gareggiassero nel teatro un solo giorno dell'anno. Dirò da dove questa legge (ebbe) prese l'inizio. Quando Temistocle faceva marciare contro i Barbari la forza cittadina vide i galletti che combattevano; non li osservò con non curanza, ma arrestò l'esercito e disse loro: "ma loro non soffrono ne per la patria, ne gli dei della patria, ne e neppure per le tombe degli antenati, ne per la fama, ne per la libertà, ne per i figli, ma per non essere ciascuno di essi sconfitto e per non cedere l'uno all'altro"