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L'annuncio del disastro di egospotami
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro metis
Κόνων δὲ ταῖς ἐννέα ναυσὶ φεύγων, ἐπεὶ ἔγνω τῶν Ἀθηναίων τὰ πράγματα διεφθαρμένα, κατασχὼν ἐπὶ τὴν Ἀβαρνίδα τὴν Λαμψάκου ἄκραν ἔλαβεν αὐτόθεν τὰ μεγάλα τῶν Λυσάνδρου νεῶν ἱστία, καὶ αὐτὸς μὲν ὀκτὼ ναυσὶν ἀπέπλευσε παρ' Εὐαγόραν εἰς Κύπρον, ἡ δὲ Πάραλος εἰς τὰς Ἀθήνας ἀπαγγελοῦσα τὰ γεγονότα. Λύσανδρος δὲ τάς τε ναῦς καὶ τοὺς αἰχμαλώτους καὶ τἆλλα πάντα εἰς Λάμψακον ἀπήγαγεν, ἔλαβε δὲ καὶ τῶν στρατηγῶν ἄλλους τε καὶ Φιλοκλέα καὶ Ἀδείμαντον. ᾗ δ' ἡμέρᾳ ταῦτα κατειργάσατο, ἔπεμψε Θεόπομπον τὸν Μιλήσιον λῃστὴν εἰς Λακεδαίμονα ἀπαγγελοῦντα τὰ γεγονότα, ὃς ἀφικόμενος τριταῖος ἀπήγγειλε. μετὰ δὲ ταῦτα Λύσανδρος ἁθροίσας τοὺς συμμάχους ἐκέλευσε βουλεύεσθαι περὶ τῶν αἰχμαλώτων.
TRADUZIONE
Quando Conone, in fuga con le nove navi, capì che per gli Ateniesi tutto era perduto, approdò ad Abarnide, la rocca di Lampsaco, e vi trafugò le grandi vele delle navi di Lisandro, poi si diresse con otto navi a Cipro, presso Evagora, 16 mentre la Paralo andò ad Atene ad annunziare ciò che era accaduto. Lisandro portò a Lampsaco le navi, i prigionieri e tutto il resto, sorvegliando in particolare, fra gli strateghi, Filocle e Adimanto. Lo stesso giorno in cui portò a termine queste operazioni inviò a Sparta ad annunziare ciò che era accaduto Teopompo di Mileto, un corsaro, che vi arrivò due giorni dopo e riferì i fatti. In seguito Lisandro riunì gli alleati e li invitò a deliberare sulla sorte dei prigionieri
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IL VERO TESORO VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE
libro Metis - pagina 52 numero 41
Non accumulate tesori sulla Terra, dove i ladri scavano e rubano : accumulate invece i tesori nel cielo, dove i ladri né scavano, né rubano. Dove infatti ci sono, il tuo tesoro è là è il tuo cuore, perciò dico voi non vi angosciate riguardo al corpo ma cercate il regno e la giustizia di Dio.
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FRASI GRECO DA METIS PAGINA 98 NUMERO 4
1) L'India aveva vene d'oro e di bronzo. 2) Gli archi degli Etiopi e dei Persiani erano grandi. 3) Gli arabi hanno abbondanza di oro e di incenso. 4) Cambise faceva una spedizione militare contro l'Etiopia. 5) Gli avvoltoi mangiavano il cuore di Tizio nell'Ade. 6) Non i capelli quelli bianchi fanno essere saggi. 7) I Tebani mandano i banditori dopo la battaglia e chiedono ai nemici i morti secondo gli accordi. 8) Deucalione è portato nella cassa attraverso il mare e approda a Parnaso. 9) Le cicale cantano per tutto il giorno, invece le formiche faticano continuamente. 10) Oh banditori annunciate la vittoria dei soldati ai cittadini. 11) Gli Arabi non solo allevano cavalli, ma anche forti cammelli. 12) Le tempeste nel mare spaventano i marinai. 13) Gli avvoltoi rapaci afferrano i piccioni con gli artigli e verso il cielo le portano via. 14) Ascoltiamo le parole degli adulatori, ma amiamo il vero. 15) I poeti dicono che la donna è la salvezza della casa.
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LA MOSCA E LA LEONESSA
Versione greco Esopo Traduzione libro Metis - pag. 36
e da altro libro
In un bosco la leonessa dopo la caccia dorme all'ombra di un luogo selvoso, la mosca si avvicina e ammira la forza della leonessa e la teme. Poi a causa dell'immobilità della leonessa la mosca osa e si posa sulla testa della leonessa e dice con vanteria : "Le mosche regnano sulle leonesse e governano la Terra". Il grido della mosca sveglia la leonessa e la mosca fugge. La leonessa vede la fuga della mosca, scuote la testa e dice : "La regina della terra già fugge".
Altro libro
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ODISSEO E LE SIRENE
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Metis - pagina 164 numero 23
TRADUZIONE n. 1
Odisseo navigava lungo la costa dell'isola delle sirene. Una suonava la cedra, una cantava, l'altra suonava il flauto e persuasero i marinai a restare. Le sirene avevano le forme delle cosce d'uccello. Odisseo decide di non ascoltare il canto; decise di riempire le orecchie dei sui compagni con la cera ordinò di attaccarlo all'albero della nave. Le sirene cercano di convincerlo a rimanere con astute esche; ma i compagni piuttosto lo legavano e così navigavano. Secondo l'oracolo era necessario uccidere le sirene se la nave passava; quelle dunque morivano.
traduzione n. 2
Ulisse navigava presso l’isola delle Sirene. Di queste una suonava la cetra, una cantava, una suonava il flauto e per questo persuadevano i marinai a restare. Avevano le forme delle gambe di uccelli. Ulisse navigando presso queste, volendo stare in ascolto del canto, da una parte turava le orecchie dei compagni con la cera, dall’altra ordinava di essere legato all’albero della nave. Essendo persuaso dalle sirene a restare, credeva giusto essere sciolto dai compagni, che più lo legavano, e così navigava. Queste sirene avevano unun oracolo, quando giunge la nave, finisce la vita
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