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Η γλαυκῶπις Ἀθηνᾶ ἐν φρεσὶ ποιεῖ τῇ Πηνελοπείᾳ διδόναι τοῖς μνηστῆρσι τὸ τόξον τοῦ Ὀδυσσέως ἵνα ἀγωνίζωνται ἐν τῷ μεγάρῳ. .... Ὁ δὲ Ὀδυσσεὺς ἄνευ σπουδῆς τανύει τὸ μέγα τόξον καὶ δεξιτερᾷ χειρὶ πειρᾷ νευρᾶς· μνηστῆρσι δ᾽ ἄχος γίγνεται μέγα.
1. Atena dagli occhi lucenti suscita nelle intenzioni (φρήν - φρενός) di Penelope di dare ai pretendenti l'arco di Ulisse per gareggiare nella grande sala.
2. Penelope va nel talamo in cui conserva l'arco: subito lo tira giù dal chiodo e, sedutasi (ἕζομαι) tenendo l'arma sulle ginocchia, piange tanto a piena voce.
3. Penelope dice ai pretendenti: "Concedetemi ascolto, pretendenti: vi dò l'arco di Ulisse; io sono disposta a sposarmi con colui che riesca a piegarne molto facilmente la resistenza e faccia passare una freccia per tutte le dodici accette".
4. Antinoo esorta i pretendenti a cominciare; tutti si mettono alla prova (πειράω), ma non riescono a tenderlo; i soli Antinoo ed Eurimaco, capi dei pretendenti, i migliori di tutti, ora provano.
5. Eurimaco prende (νωμάω) l'arco con le mani scaldandolo di qua e di là nel fuoco che brilla, ma neanche così riesce a tenderlo, si compiange moltissimo l'animo illustre.
6. Antinoo incita i pretendenti a tentare la prova nel giorno successivo e beve e mangia cose prelibate, l'ordine è gradito a tutti.
7. Ulisse chiede di tendere l'arco, ma Antinoo non lo permette e grida molto violentemente; Penelope e Telemaco esortano Eumeo a dare l'arco al Laertide.
8. Ulisse senza fretta tende i grande arco e con la mano destra Tita la corda (dell'arco): grande angoscia prende i pretendenti.
(By Geppetto)
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Τραϊανῷ δὲ ὄναρ τοιόνδε ἐγένετο, πρὶν αὐταρχῆσαι· ἐδόκει ἄνδρα πρεσβύτην ἐν ἱματίῳ καὶ ἐσθῆτι περιπορφύρῳ, δακτυλίῳ τινὶ σφραγῖδα αὐτῷ ἐς τὴν σφαγὴν ἐπιβαλεῖν. Μετὰ τοῦτο ὁ Τραϊανὸς αὐτοκράτωρ ἐγένετο, καίπερ συγγενῶν τοῦ Νέρουα ὄντων τινῶν. Ἐς δὲ τὴν Ῥώμην ἐσελθὼν πολλὰ ἐποίησε πρός τε διόρθωσιν τῶν πραγμάτων κοινῶν, καὶ τῶν γερόντων διαφερόντως ἐπιμελούμενος, ὡς προέσθαι εὐεργεσίαν καὶ πρὸς τὰς πόλεις τὰς ἐν Ἰταλίᾳ καὶ πρὸς τοὺς παῖδας πένητας. Πλωτῖνα δὲ ἡ γυνὴ αὐτοῦ ὅτε πρῶτον ἐς τὸ παλάτιον ἐσῄει, τῷ πλήθει εἶπε· «Τοιαύτη μέντοι ἐνταῦθα ἐσέρχομαι οἵα καὶ ἐξελθεῖν βούλομαι». Καὶ οὕτω γε διὰ πάσης τῆς ἀρχῆς ἑαυτὴν διήγαγεν ὥστε μηδεμίαν ἐπηγορίαν σχεῖν.
(Versione da Cassio Dione. )
A Traiano accadde un sogno tale, prima di essere il signore assoluto: (gli) sembrava che un uomo anziano con un vestito di porpora, gli mettesse con un anello un sigillo sul collo. Dopo questo fatto Traiano divenne imperatore, sebbene ci fossero molti consanguinei di Nerva. Giunto a Roma fece molte cose per il miglioramento degli affari di interesse pubblico avendo soprattutto cura degli gli anziani così come (προίημι) dare nel dare utile servigio a favore delle città in Italia e a favore dei fanciulli poveri. Sua moglie Plotina quando entrava (ἐσῄει, imperf εἴσειμι) per la prima volta nel palazzo disse al volgo: "Così certamente io entro qui anche come voglio uscire". E così per tutto il suo governo si comportò in modo da non avere nessun rimprovero. Τραϊανῷ δὲ ὄναρ τοιόνδε ἐγένετο: puoi tradurre anche con il dativo di possesso: Traiano ebbe/fece tale sogno). (Traduzione by Vogue)
ULTERIORE TENTATIVO DI TRADUZIONE
Traiano fece questo sogno, prima di essere dittatore; sembrava che un uomo anziano vestito in un mantello di porpora, gli pose con un anello un sigillo nel collo. Dopo ciò Traiano divenne dittatore, sebbene ci fossero alcuni parenti di Nerva. Recatosi a Roma fece molte cose per il miglioramento degli affari pubblici e dei senatori prendendosi cura specialmente affinché rendessero servizio sia alle città quelle in Italia sia ai fanciulli poveri. Sua moglie Plotina quando all'inizio entrerà a corte disse alla folla: "Come dunque entrerò qui così anche voglio uscire". E cosi anche per tutta la magistratura si mantenne da non avere alcuna accusa.
(By Stuurm)
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Τὸ φάσμα, ὃ Βροῦτος εἶδε, ἐδήλωσε τὴν Καίσαρος σφαγὴν οὐ γενομένην θεοῖς ἀρεστήν. Ὁ Βροῦτος, μέλλων τὸ στράτευμα ἐξ Ἀβύδου διαβιβάζειν εἰς τὴν ἑτέραν ἤπειρον, ἀνεπαύετο νυκτὸς κατὰ σκηνήν, οὐ καθεύδων, ἀλλὰ φροντίζων περὶ τοῦ μέλλοντος. Λέγεται γὰρ οὗτος ἀνὴρ ἥκιστα δὴ τῶν στρατηγῶν ὑπνώδης γενέσθαι. Βρούτῳ ἔδοξεν αἰσθέσθαι ψόφου δέ τινος περὶ τὴν θύραν, καὶ σκεψάμενος πρὸς τὸ τοῦ λύχνου φῶς, ὄψιν εἶδε φοβερὰν ἀνδρὸς ἐκφύλου τὸ μέγεθος, σιγῇ παρὰ τὴν κλίνην. Ὁ Βροῦτος ἠρώτα ὅστις ἐστίν, ἀποκρίνεται δ᾽ αὐτῷ τὸ φάσμα· «Ὁ σός, ὦ Βροῦτε, δαίμων κακός· ὄψει δέ με περὶ Φιλίππους». Τότε μὲν οὖν ὁ Βροῦτος εὐθαρσῶς εἶπε· «Ὄψομαι», καὶ τὸ δαιμόνιον εὐθὺς ἐκποδὼν ἀπῄει. (Versione di greco da Plutarco)
Bruto vide il fantasma, [gli] rese noto che l'uccisione di Cesare non era gradita agli dei. Bruto, mentre si apprestava a condurre l'esercito da Abido in un'altra terra, si fermava di notte sotto la tenda non dormendo, ma riflettendo sul futuro. Si dice infatti che questo era l'uomo meno sonnolento fra i comandanti. Sembrò a Bruto di percepire un certo rumore vicino alla porta e guardando alla luce della lanterna, vide la terribile presenza di un uomo, strano per la grandezza, in silenzio vicino al letto. Bruto chiedeva chi era, il fantasma gli rispondeva: "O Bruto, il tuo spirito maligno, mi vedrai a Filippi". Allora dunque Bruto diceva coraggiosamente: "Ti vedrò" e lo spirito maligno se ne andava subito via.
(By Vogue)
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Δύο ἐχθροὶ ἐν μιᾷ νηΐ ἔπλεον. Βουλόμενοι δὲ πολὺ ἀλλήλων διαζεύγνυσθαι, ὥρμησαν ὁ μὲν ἐπὶ τὴν πρώραν, ὁ δὲ ἐπὶ τὴν πρύμναν καὶ ἐνταῦθα ἔμενον. Χειμῶνος δὲ σφοδροῦ καταλαβόντος καὶ τῆς νηὸς περιτρεπομένης ὁ ἐν τῇ πρύμνῃ ἐπυνθάνετο παρὰ τοῦ κυβερνήτου, περὶ ποῖον μέρος καταδύεσθαι τὸ σκάφος πρῶτον κινδυνεύει. Τοῦ δὲ εἰπόντος· «Κατὰ τὴν πρώραν», ἔφη, «ἀλλ᾿ ἔμοιγε οὐκέτι λυπηρὸς ὁ θάνατός ἐστιν, εἴγε ὁρᾶν μέλλω τὸν ἐχθρόν μου προαποπνιγόμενον». Οὕτως ἔνιοι τῶν ἀνθρώπων διὰ τὴν πρὸς τοὺς πέλας δυσμένειαν αἱροῦνται καὶ αὐτοί τι δεινὸν πάσχειν ὑπὲρ τοῦ κἀκείνους ὁρᾶν δυστυχοῦντας. (Versione di greco da Esopo)
Due nemici navigavano nella stessa (in un'unica) nave. Poiché volevano rimanere molto separati l'uno dall'altro, uno se ne andò a prora, l'altro a poppa e qui si fermavano. Sopraggiunta una violenta tempesta e naufragando la nave, quello a poppa domandava al timoniere da quale parte lo scafo correva il pericolo di immergersi prima. Rispondendogli quello: "La prua", diceva: "Ma allora la morte non è più angosciosa per me perché sto per vedere il nemico che annega prima di me". Così pure alcuni degli uomini, per ostilità verso il prossimo (quelli vicino), scelgono di subire qualcosa di grave pur di vedere che anche gli altri sono infelici.
(By Geppetto)
Ulteriore tentativo di traduzione
Due nemici navigavano in un'unica nave. E volendo stare molto separati l'uno dall'altro, si spinsero l'uno sulla prua, l'altro invece sulla poppa e lì restavano. Ma essendo sopraggiunta una violenta tempesta ed essendo la nave agitata quello (che stava) sulla poppa chiese al timoniere da quale parte l'imbarcazione rischiasse di affondare prima. Ed avendo quello detto: "Verso la prua", disse: "Ma per me la morte non è più dolorosa, se sto per vedere il mio nemico annegare prima". Così alcuni tra gli uomini per l'ostilità verso il prossimo scelgono di subire pure loro qualcosa di grave in cambio del (fatto di) vedere che anche quello si trova nella sventura.
(By Stuurm)
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Καὶ πρῶτον μὲν Θησεὺς ἰδὼν Ἑλένην οὔπω μὲν ἀκμάζουσαν...βίᾳ λαβὼν αὐτὴν εἰς Ἄφιδναν τῆς Ἀττικῆς κατέθετο. (Versione greco da Isocrate)
E in un primo tempo Teseo, vedendo che Elena, sebbene non fosse ancora nel fiore dell'età, già si distingueva fra le altre, fu sottomesso dalla sua bellezza. Egli che pur avendo regnato sugli altri, benché avesse a disposizione risorse economiche e una patria molto grande e un regno molto saldo, ritenne che non fosse degno vivere per i beni che aveva a disposizione senza essere molto in intimità [familiare] con lei (quella). Poichè presso i genitori [signori] non era possibile che questa fosse presa ma questi attendevano la maggiore età della ragazza e il responso dalla Pizia, non tenendo in conto il potere di Tindaro, avendo disprezzato la forza di Castore e Polluce e non dandosi cura di tutti i potenti a Sparta, dopo averla presa con la forza (κατέθετο, aor κατατίθημι ) la mise al sicuro ad Afidna dell'Attica.
(By Vogue)