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Solone ospite di Creso
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Klimax
Inizio: Τῆς θεωρίης ἐκδημήσας ὁ Σόλων εἵνεκεν ἐς Αἴγυπτον ἀπίκετο παρὰ Ἄμασιν καὶ δὴ καὶ ἐς Σάρδις παρὰ Κροῖσον.
fine: Σόλων δὲ οὐδὲν ὑποθωπεύσας, ἀλλὰ τῷ ἐόντι χρησάμενος, λέγει: " Ὦ βασιλεῦ, Τέλλον Ἀθηναῖον.
TRADUZIONE
viaggiando per vedere il mondo Solone arrivò in Egitto da Amasi e poi anche a Sardi da Creso. qui giunto veniva ospitato nella reggia di Creso; poi al terzo o al quarto giorno, per ordine di CReso dei servi condusero in giro Solone per i tesori e gli mostrarono tutto quello che vi era di grande e di magnifico. dopo che Solone ebbe visto ed esaminato ogni cosa, come fu per lui il momento giusto, Creso gli chieso questo : "ospite ateniese, poiché presso di noi è giunta di te una grande fama e per la tua saggezza e per i tuoi viaggi, come cioè per amorew di sapere e per conoscenza tu hai percorso molte terre, ordunque è subentrato in me il desiderio di chiederti se hai già visto uno il più felice di tutti. " quello faceva tale domanda ritenendo di essere il più felice di tutti gli uomini, ma solone senza alcuna adulazione, bensì attenendosi alla verità, rispose : " o re, Tello ateniese".
altra traduzione stesso passo
Partito per questi motivi e per vedere il mondo, Solone andò in Egitto presso Amasi e poi anche a Sardi presso Creso. Giunto venne ospitato da Creso nella reggia; e poi al terzo o quarto giorno, per ordine di Creso alcuni servi condussero Solone in giro a vedere i tesori e gli mostrarono tutto quello che c’era di grande e di magnifico. Dopo che ebbe osservato ed esaminato tutto come gli fu possibile, Creso così gli chiese: “Ospite ateniese a noi è giunta grande fama di te, e per la tua saggezza e per i tuoi viaggi e come per brama di sapere e vedere giungesti a molte terre; or dunque mi venne il desiderio di chiederti se tu vedesti già qualcuno più felice di tutti. Egli gli fece questa domanda ritenendo di essere il più felice tra gli uomini, ma Solone senza alcuna adulazione, bensì attenendosi al vero, gli disse: “O re, Tello d Atene.
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Intervento armato nella Ionia
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Klimax
Inizio: Ἐν τούτῷ δὴ τῷ καιρῷ ὁ Μιλήσιος Ἀρισταγόρης ἀπίκετο ἐς τὰς Ἀθήυας...
fine: Αὗται δὲ αἱ νέες ἀρχὴ κακῶν ἐγένοντο Ἓλλησί τε καὶ βαρβάροισι.
TRADUZIONE
Mentre facevano queste considerazioni ed erano ormai in cattiva luce agli occhi dei Persiani, giunse ad Atene Aristagora di Mileto, mandato via da Sparta dal Lacedemone Cleomene; Atene in effetti fra le rimanenti città era la più potente. Presentatosi davanti al popolo, Aristagora ripeté lo stesso discorso pronunciato a Sparta sulle ricchezze dell’Asia e sulla guerra contro la Persia, come cioè fosse facile sconfiggerli dato che non usavano né scudo né lancia. Ripeté tutto questo e aggiunse che i Milesi erano coloni di Atene e quindi logicamente si attendevano una difesa dagli Ateniesi, tanto potenti. Non tralasciò promessa, da uomo stretto nella morsa della necessità, finché non li convinse. Evidentemente è più facile abbindolarne molti che uno solo, se Aristagora non fu capace di ingannare lo spartano Cleomene, un solo individuo, e ci riuscì invece con trentamila Ateniesi. Gli Ateniesi, persuasi, decretarono di mandare venti navi in soccorso degli Ioni, nominandone comandante Melantio, un cittadino eminente da ogni punto di vista. Queste navi furono origine di sventura per i Greci e per i barbari.
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Decisivo ruolo di Atene contro i barbari
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Klimax
Inizio: Ένθαῦτα ἀναγκαίῃ ἐξέργομαι γνώμην
fine: μεγάλα ἀπέθανον γενναίως.
TRADUZIONE
E a questo punto sono spinto dalla necessità a dichiarare un’opinione odiosa per i più, ma non mi tirerò indietro di fronte ad una cosa che mi sembra vera. Se gli Ateniesi, avendo temuto molto il pericolo imminente, avessero lasciato la loro terra, o anche se, senza lasciarla, ma essendosi trattenuti, si fossero consegnati a Serse, nessuno avrebbe provato ad opporsi al re per mare. E se nessuno avesse contrastato Serse sul mare, per mare. E se nessuno avesse contrastato Serse sul mare, per terra sarebbe successo qualcosa del genere. Se anche i Peloponnesiaci avessero costruito per tutto l’Istmo molti brandelli di mura, gli Spartani, traditi dagli alleati, non per loro volontà, ma per necessità, conquistati città per città dalla flotta barbara, sarebbero stati isolati e, isolati, sarebbero morti nobilmente, anche se avessero portato a termine grandi azioni.
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Dario presso il fiume Istro
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Klimax
Δαρεῖος δὲ ὡς ἀπίκετο καὶ ὁ πεζὸς ἅμ’ αὐτῷ στρατὸς ἐπὶ τὸν Ἴστρον, ἐνθαῦτα διαβάντων πάντων Δαρεῖος ἐκέλευσε τούς τε Ἴωνας τὴν σχεδίην λύσαντας ἕπεσθαι κατ’ ἤπειρον ἑωυτῷ καὶ τὸν ἐκ τῶν νεῶν στρατόν. μελλόντων δὲ τῶν Ἰώνων λύειν καὶ ποιέειν τὰ κελευόμενα, Κώης ὁ Ἐρξάνδρου στρατηγὸς ἐὼν Μυτιληναίων ἔλεξε Δαρείῳ τάδε, πυθόμενος πρότερον εἰ οἱ φίλον εἴη γνώμην ἀποδέκεσθαι παρὰ τοῦ βουλομένου ἀποδείκνυσθαι· “ὦ βασιλεῦ, ἐπὶ γῆν γὰρ μέλλεις στρατεύεσθαι τῆς οὔτε ἀρηρομένον φανήσεται οὐδὲν οὔτε πόλις οἰκεομένη· σύ νυν γέφυραν ταύτὴν ἔα κατὰ χώρην ἑστάναι, φυλάκους αὐτῆς λιπὼν τούτους οἵπερ μιν ἔζευξαν. Kαὶ ἤν τε κατὰ νόον πρήξωμεν εὑρόντες Σκύθας, ἔστι ἄποδος ἡμῖν, ἤν τε καὶ μή σφεας εὑρεῖν δυνώμεθα, ἥ γε ἄποδος ἡμῖν ἀσφαλής· οὐ γὰρ ἔδεισά κω μὴ ἑσσωθέωμεν ὑπὸ Σκυθέων μάχῃ, ἁλλὰ μᾶλλον μὴ οὐ δυνάμενοι σφέας εὑρεῖν πάθωμεν τι ἀλώμενοι. Kαὶ τάδε λέγειν φαίη τις ἄν με ἐμεωυτοῦ εἵνεκεν, ὡς καταμένω· ἐγὼ δὲ γνώμην μὲν τὴν εὕρισκον ἀρίστην σοί.
TRADUZIONE
Come Dario giunse all'Istro, e con lui l'esercito di terra, e quando tutti lo ebbero attraversato, Dario ordinò agli Ioni di smontare il ponte di barche e di seguirlo sulla terra ferma con tutti gli uomini della flotta. Quando già gli Ioni stavano per obbedire e smontare il ponte, Coe figlio di Erxandro, stratego dei Mitilenesi, chiese a Dario se gli faceva piacere ascoltare un parere da parte di chi volesse esporlo e gli disse: "Ora tu ti appresti a marciare attraverso un paese in cui non si vedrà terreno coltivato o città abitata; lascia dunque in piedi questo ponte e lascia a presidiarlo quelli che l'hanno costruito. Se troviamo gli Sciti e le cose vanno nel modo voluto, avremo una via di ritorno, se invece non riusciamo a trovarli, avremo per lo meno una via di ritorno sicura: io non temo affatto che noi saremo sconfitti in battaglia, ma ho paura piuttosto, se non riusciamo a trovarli, di dover patire assai vagando senza costrutto. Qualcuno potrebbe obiettare che ti parlo nel mio interesse, per restare qui; ma io voglio semplicemente esporre in pubblico la proposta più vantaggiosa per te che ho saputo trovare; quanto a me ti seguirò e davvero non vorrei essere lasciato qui". Dario fu assai contento di questo suggerimento e così rispose a Coe: "Straniero di Lesbo, quando sarò tornato sano e salvo nel mio palazzo, presentati da me, assolutamente, perché io possa ricambiare il tuo eccellente consiglio in modo eccellente e concreto".
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Arione vittima dei pirati
VERSIONE DI GRECO di Erododoto
TRADUZIONE dal libro Klimax
Inizio: τουτον τον Αριονα
fine: αεισας δε υπεδεκετο εωυτον κατεργασεσται.
TRADUZIONE
Dicono che quest'Arione, dopo aver passato la maggior parte del suo tempo alla corte di Periandro, desiderò far vela verso l'Italia e la Sicilia, e poi, essendosi procacciate colà grandi ricchezze, volle tornare di nuovo a Corinto. Orbene egli parti da Taranto e, non fidandosi di nessuno più che dei Corinzi, prese a nolo una nave appunto di Corinzi; ma costoro, giunti in alto mare, macchinarono di buttar giù Arione e di impadronirsi delle sue ricchezze; ed egli, accortosi di ciò, li supplicò, offrendo a loro i denari, di poter avere salva la vita. Egli però non riuscí a persuaderli, ma i naviganti gli ordinarono o di uccidersi, affinché potesse ottenere una sepoltura sulla terra, o di buttarsi in mare al più presto possibile. Ridotto alle strette, Arione li supplicò, dal momento ch'essi avevano cosi deliberato, di permettere ch'egli con tutto il suo abbiglia-mento, stando ritto sui banchi dei rematori, cantasse: e promise di togliersi la vita subito dopo aver cantato. E poiché in quelli si insinuò il desiderio di poter ascoltare il più eccellente aedo che vi fosse tra gli uomini, si ritrassero dalla poppa verso il mezzo della nave. Allora egli, indossato il completo suo abbigliamento e presa la cetra, stando ritto sui banchi dei rema-tori, esegui la melodia órtia, e terminata quella melodia si buttò in mare cosi com'era, con tutto il suo abbigliamento. E dicono che quelli navigarono alla volta di Corinto, e un delfino prese Arione in groppa e lo trasportò al Tenaro. Orbene egli, sbarcato, si recò a Corinto nel suo abbigliamento e, giunto colà, narrò tutto ciò che gli era capitato. Ma Periandro per diffidenza tenne sotto custodia Arione, senza lasciarlo andare in nessun luogo, e si prese cura dei navalestri; e quando essi giunsero, chiamatili, domandò loro se sapessero dire qualcosa su Arione. E poiché essi risposero che era sano e salvo in Italia e che lo avevano lasciato in buone condizioni a Taranto, egli fece comparire davanti a loro Arione, cosl com'era quando si buttò in mare; e quelli, sbalorditi, non seppero più negare, essendo convinti di menzogna. Orbene tali cose narrano i Corinzi e i Lesbi: e di Arione si vede un monumento bronzeo non grande, sul Tenaro, rappresentante un uomo in groppa a un delfino.