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L'idra di Lerna
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Climax
Inizio: Δευτερον δέ αθλον επεταξεν αυτῷτην Λερναιαν υδραν... fine: ...τας ανατολας των κεφαλων εκωλυεν ανιεναι.
TRADUZIONE n. 1
Di nuovo in cambio di un premio gli ordinò di uccidere l'Idra di Lerna, quella dopo essere stata allevata nella palude di Lerna giunse in pianura e distrusse le greggi e la regione. L'idra aveva un corpo grandissimo che aveva nove teste, otto immortali e quella in mezzo invece mortale. Salito quindi su un carro, tenendo le redini, Iolao arrivò a Lerna e fermò i cavalli avendo trovato l'Idra su una collina presso le fonti dell'Animone dove c'era la sua tana, la costrinse ad uscire colpendola con dei dardi infuocati. Avendo avuto la meglio l'afferrò mentre usciva essendosi attorcigliata (quella dall'alto veniva presa per i piedi). Sebbene col bastone colpisce le teste non riusciva ad ucciderla: infatti colpita una testa ne uscivano due. Gli venne in aiuto un granchio molto più grande dell'idra e questo soccorse Iolao, che avendo in parte arroventato legname di un bosco vicino incendiando i germogli delle teste impedì che ricrescessero.
traduzione n. 2
Ma durante il secondo combattimento ordinò a lui(Eracle) di uccidere l'Idra di Lerna. E questa che era cresciuta nella palude di Lerna usciva verso la pianura e distruggeva non solo le greggi, anche il territorio. L'idra aveva un corpo grandissimo, avendo nove teste otto mortali e quella al centro immortale. (Eracle) dunque essendo salito sul carro tenendo le redini fermò i cavalli poi avendo trovato l'Idra in una certa collina presso le acque di Amimone, là dove c'era la tana di lei, colpendola con dei dardi arroventati la costrinse ad uscire. E avendola vinta trattenne lei che usciva. Questa essendosi vincolata era trattenuta dai piedi in questa (posizione). (Eracle) pur colpendo le teste con una clava non era in grado di concludere nulla. Infatti quando colpiva una testa ne rinascevano due, e veniva in aiuto all'idra un granchio che gli pizzicava un piede. Perciò avendo ucciso questo egli stesso chiamò in aiuto Iolao come soccoritore il quale avendo bruciato una parte del bosco vicino impediva il rinascere delle teste bruciandole con dei tizzoni.
Traduzione n. 3 da altro libro
Come seconda fatica comandò ad Eracle di uccidere l'idra di Lerna: essa viveva nel bosco di Lerna e infestava il territorio e distruggeva il bestiame e la regione. L'idra aveva un corpo enorme, 9 teste, 8 mortali, immortale quella centrale. Eracle, quindi, salì su un carro - lo guidava Iolao - e si diresse verso Lerna; qui arrestò i cavalli per cercare l'idra; quando la trovò su un colle, gettò dardi infuocati e così la costrinse ad uscire. Successivamente, egli recise le teste con la clava, ma non concludeva nulla: infatti, quando una testa veniva tagliata, ne spuntavano due. Dunque, andò in aiuto ad Eracle Iolao che incendiò il bosco vicino e con i tizzoni bruciò le radici delle teste e così impedì all'idra di farle spuntare. Eracle alla fine tagliò la testa quella immortale e la seppellì e ci collocò sopra una pietra pesante; poi lacerò il corpo dell'idra e intinse le sue frecce nel suo fiele.
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Un giovane ambizioso
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
Inizio: Τη δε φιλοτιμια παντας uπερβαλεν...
fine: και φιλοτιμιαν τοu αγωνος εχοντος.
TRADUZIONE
In ambizione superò tutti cosicchè essendo ancora giovane e sconosciuto scongiurò il suonatore di cetra Epicle di Ermione chiamto dagli ateniesi a cantare presso di lui ambendo che molti cercassero la sua casa e si recassero presso di lui. Essendo giunto ad olimpia e contendendo con Cimone riguardo ai posti, ai banchetti e allo splendore e ogni altro ricevimento non era gradito ai greci. Ritenevano infatti che a quello che era giovane e di nobile stirpe tali cose dovessero essere lecite per Cimone e per la sua grande casa, ma Temistocle non essendo diventato conosciuto, ma sembrando esaltato senza avere i mezzi, fu accusato di superbia.
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Ritrosia di Pericle per la politica
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Klimax
TRADUZIONE
Pericle, essendo giovane, temeva fortemente il popolo. E infatti sembrava che fosse simile d’aspetto al tiranno Pisistrato, i più vecchi rimasero sbalorditi per la somiglianza della sua voce che era dolce e della lingua abile nel parlare e veloce. Avendo chiare origini e ricchezze e avendo amici che avevano grandi possibilità, temendo d’essere ostracizzato non si occupò delle cose politiche, nelle spedizioni militari era valoroso e amante dei pericoli. Dal momento che Aristide era morto e Temistocle era caduto, le spedizioni tenevano Cimone per molto tempo fuori dalla Grecia, così certamente Pericle si pose dalla parte del popolo, avendo preferito le parti dei molti e poveri invece dei ricchi e pochi in contrasto con la sua natura che era pochissimo democratica. Ma come sembra, temendo di cadere nel sospetto della tirannide, cercò di ingraziarsi gli animi di molti, preparandosi l’incolumità per sé e una forza contro quello.
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Saggezza del giovane Alessandro
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
TRADUZIONE
Quando Filippo era assente, essendo giunti i messi del re dei Persiani, intrattenendoli ed essendo solito, li conquista a tal punto per la sua amabilità, e non ponendo loro nessuna domanda sciocca o banale, ma chiedendo informazioni sulla lunghezza della strada e il modo di viaggiare, chiedendo anche dello stesso re come si comportasse in guerra, e quale fosse la potenza dei Persiani, in questo modo quelli rimasero stupiti e ritennero che la celeberrima abilità di Filippo non guidasse nulla della magnificenza e dell’indole del figlio. Ogni volta che veniva annunciato che Filippo avesse conquistato una famosa città o che avesse vinto una celebre battaglia, non era gioioso ad udirla, ma diceva ai coetanei: “Amici, mio padre si prenderà tutto e non mi lascerà nulla per compiere con voi qualche grande e celebrata impresa”. Infatti ne invidiando piacere e ricchezza, ma virtù e fama, egli pensava che quanto più avesse ricevuto dal padre, tanto meno avrebbe conquistato da solo.
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Mantineo cittadino irreprensibile
versione greco Lisia traduzione libro Klimax
INIZIO: εγω γαρ πρωτον μεν ουσιας μοι ου πολλης καταλειφθεις δια τας συμφορα ς ...
FINE: ουκ αν τοιαυτην γνωμην ειχον περι εμου.
TRADUZIONE n. 1
Io infatti prima di tutto, non essendomi stato lasciato molto in eredità a causa delle sciagura di mio padre e di quelle della città, ho dato in matrimonio due sorelle dando in dote a ciascuna 30 mine, ho diviso i beni con mio fratello così che lui stesso ammette di avere una parte dei beni paterni più grande della mia, e ho vissuto con tutti gli altri così che non ho mai avuto nessuna discussione con nessuno. Ho amministrato così i miei interessi privati; riguardo alla vita pubblica mi sembra che la più grande prova della mia moralità sia questa, che tutti quei giovani che perdono tempo tra i dadi, il vino e intemperanze di questo genere, troverete che sono tutti in disaccordo con me e che loro per la massima parte mettono in giro voci su di me e mi calunniano. Certo è chiaro che, se desiderassimo le stesse cose, non avrebbero un'opinione di questo genere su di me.
traduzione n. 2
Io infatti, in primo luogo, poiché la ricchezza non mi ha abbandonato completamente per le circostanze, anche quelle del padre e della città, ho dato a ciascuna delle mie sorelle trenta mine come dono, ai fratelli ho distribuito così le ricchezze, come quello che si accorda completamente, dei miei padri, e verso tutti gli altri così ho vissuto per non essere mai sotto accusa ne verso di me ne verso qualcun altro. Ho così amministrato personalmente le mie cose: amministrato per me la cosa più importante che è la prova della mia bontà, così quanti dei giovani, per farsi un passatempo, si trovano nei dadi, nel bere, ed in altre intemperanze: vedi che tutti questi mi sono ostili: e che soprattutto raccontano cose false e inventano storie sul mio conto. Ed è evidente, che se desidero altre cose, non se avevo questa sentenza riguardo a me.