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Le strategie di Cabria
Versione di greco di Polieno
TRADUZIONE
Cabria essendo sbarcato a Sparta e avendo preso molto bottino, essendo stati chiamati gli spartani che guidava Agesilao, avendo radunato i soldati presso un'alta collina, avendo condotto le bestie da soma e i prigionieri si accampò su quella più fortificata. Cabria anjnunciò che avrebbe acceso moltissimi fuochi nella notta e intorno al secondo turno di guardia. Annunciò da una parte di lasciare gli asini e i greci dall'altra (annunciò) a quelli di ritornare verso la parte dietro della collina. Quelli dunque essendo nascosti si ritirarono invece gli spartani sia vedendo il fuoco sia sentendo la voce degli asini. Usando restare dagli ateniesi all'alba essendosi preparati per la battaglia avendo preso il segnale, avanzarono verso la collina poi essendo andati vicino videro l'accampamento, Agesilao gridò: il migliore comandante certamente è Cabria. ".
Traduzione da altro libro testo diverso
Cabria, dopo aver navigato verso la città nemica, di notte fece sbarcare la fanteria leggera; all'alba egli si trovava nel porto, ancora lontano dalla città. Essi uscirono dalla città otacolandoli a scendere dalle navi; i fanti in seguito, per sfuggire all'imboscata, alcuni di essi li uccisero, altri invece, dopo averli catturati, li condussero via, una volta che quelli montarono sulle navi. Egli, approdato sull'isola Egina e fatti sbarcare trecento uomini, navigò verso un luogo favorevole.
Quelli, dopo aver fatto una sortita dalla città, si schieravano contro quelli che sbarcavano e ne uccidevano molti, ma egli velocemente entrò in città navigando. I cittadini, avendo temuto che sarebbero stati chiusi fuori dalla città, dopo aver abbandonato la battaglia contro i trecento, si ritirarono in città.
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Il tesoro della vigna
versione di greco di esopo e traduzione dal
Libro: Manuale del Greco Antico
un agricoltore stava per morire e decise che i suoi figli raccogliessero l'arte dell'agricoltura, cosi li chiamo e disse "figli miei ormai mi ritiro a poco a poco dalla vita(sto morendo), voi invece cercate nella vigna se volete trovare cio che ho nascosto". questi dunque poiche pensavano che il tesoro fosse li vicino, dopo la morte del padre smossero tutto il terreno della vigna. ma nn trovarono il tesoro, la vigna ben dissodata produsse una renditabmolte volte piu grande. il racconto mostra che la fatica è un tesoro per gli uomini
Libro: i greci la lingua e la cultura
Un contadino sta: lasciare la vita) e vuole mettere alla prova i suoi figli riguardo all'agricoltura. Dunque, dice ai figli che c'è un tesoro nella vigna. Questi, dopo la morte del padre, prendendo l'aratro e il forcone, durante tutto il giorno scavano la terra. Anche se non trovano il tesoro, durante la buona stagione, la vigna produce numerosissimi frutti. Così i giovani suppongono che il tesoro per gli uomini sia la fatica.
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Il pipistrello, il rovo e il gabbiano
Versione di greco di ESOPO
Un pipistrello, un rovo e un gabbiano avendo fatto un’associazione decisero di vivere una vita commerciale. Dunque il pipistrello dopo aver preso in prestito del denaro lo mise in società, il rovo prese con sé delle vesti, il gabbiano invece per terzo del bronzo: e salparono. Ma essendo fortissimo il gelo ed essendo stata sommersa la nave, essi dopo aver perso tutte le cose si trassero in salvo sulla terra. Da allora dunque il gabbiano sta sempre vicino ai litorali, che mai il mare non getti fuori il rame; il pipistrello fuggendo i creditori non appare di giorno ma esce per il cibo di notte, il rovo invece afferra la veste dei passanti, se mai cercando non riconosce la propria.
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Il pipistrello, il rovo e il gabbiano
traduzione libro i greci la lingua e la cultura
Νεκτερις και βατος και αιθυια εταιπειαν πισιησαμεναι εμπορικον διεγνωσαν βιον ζην. Η μεν ουν νυκττερις αγρυριον δαναισαμενη καθηκεν εις το μεσον η δε βατος εσΘητα μετ'αυτης ελαβεν η δε αιθυμια τριτη χαλκον και απεπλευσαν. Χειμωνος δε σφοδρου γενομενου και της νεως περιτραπεισης παντα απολεσασαι αυται επι την γην διεσωθησαν. Εξ' εκεινου τοινυν η μεν αιθυμια τοις αιγιαλοις δει παρεδρευει, μη που τον χαλκον εκβαλλη η θαλαττα. η δε νυκτερις τους δανειστας φοβουμενη της μεν ημερας ου φαινεται νυκτωρ δ'επι νομην εξεσιν. η δε βατος της των παριοντων εσθητος επιλαμβανεται, ει που την οικιαν επιγνοιη ζητουσα. Ο μυθος δηλοι οτι περι α σπουνδαζομεν τουτοις δε υστερον περιπιπτομεν.
Clicca qui per stesso titolo traduzione diversa da altro libro
Un pipistrello, un rovo e un gabbiano avendo fatto un’associazione decisero di vivere una vita commerciale. Dunque il pipistrello dopo aver preso in prestito del denaro lo mise in società, il rovo prese con sé delle stoffe, il terzo socio, il gabbiano ci mise del rame e si imbarcarono. Si scatenò una violenta tempesta e lan ave colò a picco. I tre riuscirono a porsi in salvo sulla terra, ma perdettero tutto il carico. Da allora il gabbiano è sempre in agguato sugli scogli per vedere se da una parte o dall'altra il mare gli restituisce il suo rame, il pipistrello per paura dei suoi creditori di giorno non si fa vedere, ed esce di notte a cercarsi da mangiare, il rovo poi si aggrappa ai vestiti dei passanti per vedere se riconosce la sua stoffa. La favola dimostra che noi finiamo sempre con il ritornare a quello che ci preme.
, il gabbiano invece per terzo del bronzo: e salparono. Ma essendo fortissimo il gelo ed essendo stata sommersa la nave, essi dopo aver perso tutte le cose si trassero in salvo sulla terra. Da allora dunque il gabbiano sta sempre vicino ai litorali, che mai il mare non getti fuori il rame; il pipistrello fuggendo i creditori non appare di giorno ma esce per il cibo di notte, il rovo invece afferra la veste dei passanti, se mai cercando non riconosce la propria.
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Alessandro dopo la battaglia presso il Granico
versione di greco di Arriano
Ο δε και των Περσων τους ἡγμονας εθαψεν; εθαψε δε και τους μισθοφορους Ελληνας, οι ξυν τοις πολεμιοις στρατευοντες απεθανον; οσους δε αυτων αιχμαλωτους ελαβε, τουτους δήσας εν πεδαις ες Μακεδονιαν απεπεμψεν εργαζεσθαι, οτι παρα τα κοινῇ δοξαντα τοις Ελληνες οντες εναντια τῇ Ελλαδι υπερ των βαρβαρων εμαχοντο. Αποπεμπει δε και ες Αθήνας τριακοσιας πανοπλιας Περσικας αναθημα ειναι τῇ Αθηνᾷ εν πολει; και επιγραμμα επιγραφῆναι εκελευσε τοδε; Αλεξανδρος Φιλιππου και οι Ελληνες τλὴν Λακεδαιμονιων απο των βαρβαρων των τὴν Ασιαν κατοικουντων.
Alessandro seppellì anche i capi persiani; (seppellì) anche i mercenari greci, quelli dunque che combattevano con i nemici, perirono; Alessandro (prese anche) quanti prigionieri di guerra fra di loro, tanti, dopo averli imprigionati in catene, (li) inviò in Macedonia per lavorare, poiché contro le decisioni (prese) in comune accordo con i Greci, i quali erano contro la Grecia combattevano per i barbari. Inviò ad Atene anche 300 armature persiane affinché fossero un'offerta ad Atena nella città; e comandò che fosse inciso questa iscrizione: Alessandro, figlio di Filippo e i Greci, salvarono (salvò) gli Spartani dai barbari che abitano l'Asia