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Epaminonda sempre in guerra
VERSIONE GRECO TRADUZIONE
dal libro I greci la lingua e la cultura
Traduzione n. 1
Epaminonda, volendo tenere nelle armi i Beoti (abitanti della Beozia) che erano rilassati a causa del tempo libero, quando fu eletto beotarca (capo della confederazione beotica), diceva esortando: "Consultatevi ancora un po’, Tebani: poiché io sono uno stratega infatti, bisogna che noi facciamo una spedizione militare">. Anche la regione, essendo pianeggiante ed esposta, si chiamava “orchestra di guerra”: si diceva infatti che i Tebani potessero governarla avendo soltanto la mano come scudo.
Traduzione n. 2
Epaminonda, volendo tenere nelle armi i Beoti (abitanti della Beozia) che erano rilassati a causa del tempo libero, quando fu eletto beotarca (capo della confederazione beotica), diceva esortando: " Consultatevi ancora un po’, Tebani: poiché io sono uno stratega infatti, bisogna che noi facciamo una spedizione militare". Anche la regione, essendo pianeggiante ed esposta, si chiamava “orchestra di guerra”: si diceva infatti che i Tebani potessero governarla avendo soltanto la mano come scudo.
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Inizio: Δικαìας φιλìας έχετε• διά τάς δικαìας μέν γάρ φιλìας εις τήν αρετην βαìνετε, ταις δ' αισχραις Fine: ουτῶς μòνον ολβιαι έσονται αι υμέτεραι ημέραι.
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Un combattimento cruento
VERSIONE DI GRECO di np
TRADUZIONE dal libro i greci la lingua e la cultura
TRADUZIONE dal libro i greci la lingua e la cultura
Gli eserciti fanno violenti gridi e danno inizio alla battaglia. L'esercito degli Ateniesi corre ed è simile al mare tempestoso: ma l'esercito nemico aspetta e porta l'assalto. Subito le punte delle lance e delle spade sono insanguinate e mentre subito la regione è piena di morti. Al successivo giorno le anime vanno numerose nell ' Ade, mentre gli eserciti costruiscono molteplici tombe. traduzione dal libro parole e civiltà dei greci Gli eserciti causano le bellicose grida e cominciano la battaglia. Da una parte l'esercito degli Ateniesi si muove rapidamente ed è simile al mare tempestoso: dall'altra l'esercito nemico aspetta e porta l'assalto. Ma subito le punte delle lance e delle spade sono insanguinate e subito la regione è piena di morti. Al giorno seguente molte anime scendono nell'Ade, ma gli eserciti allestiscono molti funerali
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Una morte improbabile versione greco Esopo
libro i greci la lingua e la cultura
Μαντευομένης τινός περί τοϋ εαυτής παιδός νηπίου δντος, οί μάντεις προέλεγον ότι ύπό κόρακος άναιρεΦήσεται. Διόπερ φοβούμενη λάρνακα μεγίστην κατασκευάσασα έν ταΰτη αυτόν καθεΐρξε, φυλαττομένη μή ΰπό κόρακος όναιρεθή. Κα'ι διετέλει τεταγμέναις' ώραις άναπεταννϋσα και τάς επιτηδείους αϋτώ τροφάς παρεχομένη. Και ποτε άνοιξάσης αυτής και τό πόμα έπιθείση; . ό παις άπροφυλάκτως παρέκυψεν. Οϋτω τε συνέβη τής λάρνακος τόν κόρακα κατά τοϋ βρέγματος κατενεχθέντα άποκτεϊναι αυτόν
Un tale consultando un tale l'oracolo circa suo figlio, che era un fanciullo, gli indovini predicevano che sarebbe stato ucciso da un corvo. Perciò, essendo spaventato, dopo aver costruito un baule grandissimo, lo chiuse in esso, badando che non fosse ucciso da un corvo. E portava a termine le premure stabilite, mettendo anche, aprendolo, i nutrimenti necessari. Ma un giorno, dopo averlo aperto poiché aveva aggiunto un coperchio, il fanciullo fece capolino all'improvviso. Allora accadde che il corvo lo uccidesse, che aveva battuto la testa sul baule.
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Ancora tre aneddoti su Demonatte Luciano versione greco traduzione da vari libri e dal libro
i greci la lingua e la cultura
Da vari libri
Ο Δημονακτης ανθρωπω υιον πενθουντι και εν σκοτω εαυτον καθειρζαντι προσελθων ελεγε μαγος τε ειναι και δυνασθαι άναγαγεϊν τοϋ παιδός τό εΐόϋλον, ει μόνον αύτφ τρεις τινας ανθρώπους όνομάσειε μηδένα πώποτε πεπενθηκότας· επί πολύ δέ εκείνου ένόοιάσαντος και άποροϋντος - ού γάρ είχε τινα, οϊμαι, ειπείν τοιούτον - «Είτ'», εφη, "ώ γελοίε, μόνος αφόρητα πάσχειν νομίζεις μηδένα όρων πένθους άμοιρον. " Λδμήτω δέ τινι ποιητή φαύλω λέγοντι γεγραφέναι μονόστιχον επίγραμμα, δπερ έν τΐς διαΟήκαις κεκέλευκεν έπιγραφήναι αύτοϋ τη στήλη· «Γαία, λάβ' Αδμήτου έλυτρον, βή! δ' είς Οεόν αυτός», γελάσας είπεν «Οϋτω καλόν έστιν, ώ Άδμητε. τό επίγραμμα, ώστε έβουλόμην αυτό ήδη έπιγεγράφΟαι». Έπεί δέ είς Όλυμπίαν ποτέ έλΟόντι αύτφ Ήλεΐοι εικόνα χαλκήν έψηφίσαντο, "Μηδαμώς τοϋτο", έφη, "ώ άνδρες Ήλεΐοι, μή δόξητε όνειδίζειν τοις προγόνοις υμών, Οτι μήτε Σωκράτους μήτε Διογένους εικόνα άνατεθείκασιν".
Accostatosi ad un uomo che piangeva il (proprio) figlio e che stava rinchiuso (in casa) al buio, Demonatte affermava di essere un mago e di poter resuscitare il fantasma del figlio se solo gli avesse menzionato 3 uomini che non avessero mai sofferto. Dopo che per molto tempo quello restò esitante e imbarazzato (infatti non era in grado, ritengo, di dire questa cosa) (Demonatte gli) disse: "Allora, o stolto, ritieni di essere l'unico a soffrire dolori insopportabili pur non vedendo nessuno libero dalla sofferenza?". (Poi) Ad un modesto poeta che affermava di aver composto un epigramma di un verso solo, che nel testamento aveva commissionato (agli eredi) di scrivere sulla sua tomba, "O terra, accogli il corpo di Admeto, gridava costui al Dio" disse ridendo: "O Admeto (questo epitafio funebre) è così bello, che vorrei fosse già inciso!". Quando gli abitanti dell’ Elide fecero una statua di bronzo, per lui che si recava ad Olimpia disse: "Non pensiate in alcun modo, o Elei, di schernire i vostri antenati, poiché non hanno dedicato una statua né a Socrate, né a Diogene. "
Ancora tre aneddoti su Demonatte Luciano
versione 3 pagina 261-262 del libro
I greci la lingua e la cultura 2
Demonatte, essendosi avvicinato a un uomo che era in lutto per il figlio e che era rinchiuso nel buio, diceva di essere un mago e di poter resuscitare (ricondurre) il fantasma del figlio, solo se gli avesse nominato tre certi uomini che non hanno mai sofferto; avendo esitato molto per ciò ed essendo imbarazzato -infatti non era in grado di dire, ritengo, tale cosa- “Allora”, diceva, “O stolto, credi di soffrire solo (tu) dolori pur non vedendo nessuno esente dal dolore?”. Ad Admeto, un certo poeta, che diceva di aver scritto un epigramma di un solo verso, che ha ordinato nel suo testamento di scrivere sulla stele “O Terra, libera il corpo di Admeto, gridò costui al dio”, disse ridendo: “O Admeto, l'epigramma è così bello, che vorrei fosse già inciso”. Quando gli abitanti dell'Elide fecero una statua di bronzo per lui, che si recava ad Olimpia, disse: “Non pensiate in alcun modo, o uomini dell'Elide, di rimproverare i vostri antenati, poiché non hanno dedicato una statua né a Socrate né a Diogene”.