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Il secondo cavallo di Troia
VERSIONE DI GRECO di Polieno
TRADUZIONE dal libro La lingua e la cultura vol. 2 n. 2 pagina 169
Inizio: χαριδημος, ιλιεων λεηλατουντων αθτοθ την πολιν, οικετην ιλιεα προελθοντα επι λειαν συλλαβων μεγαλοις δωροις επεισε προδουναι την πολιν
Fine...ωστε, ει χρη τι χαι παιξαι, δευτερον εαλω το ιλιον παλιν ιππω καταστρτηγομενον
Χαρίδημος Ἰλιέων λεηλατούντων αὐτοῦ τὴν πόλιν οἰκέτην Ἰλιέα προελθόντα ἐπὶ λείαν συλλαβὼν μεγάλοις δώροις ἔπεισε προδοῦναι τὴν πόλιν. ἵνα δὲ πιστὸς φανείη τοῖς φυλάττουσι τὰς πύλας, ἔδωκεν αὐτῷ πολλὰ πρόβατα καὶ ἀνδράποδα δίς που καὶ τρὶς ἀγαγεῖν. οἱ δὲ φύλακες ταῦτα νειμάμενοι συνεχώρουν αὐτῷ πολλάκις ἐξιέναι νύκτωρ καὶ σὺν αὐτῷ ἄνδρας πλείονας τὴν λείαν περιελαύνοντας. Χαρίδημος τοὺς μὲν σὺν αὐτῷ συλλαβὼν ἔδησε· τὰ δὲ τούτων ἱμάτια περιβαλὼν ἰδίοις ἀνδράσιν wπλισμένοις ἔδωκεν αὐτοῖς τά τε ἄλλα τῆς λείας καὶ ἵππον ὡς αἰχμάλωτον. οἱ φύλακες, ἵνα δέξαιντο τὸν ἵππον, πᾶσαν τὴν πύλην ἀνέῳξαν. οἱ στρατιῶται τῷ ἵππῳ συνεισπεσόντες τούς τε φύλακας ἀπέκτειναν καὶ τὴν λοιπὴν δύναμιν δεξάμενοι τῆς πόλεως ἐκράτησαν, ὥστε, εἰ χρή τι καὶ παῖξαι, δεύτερον ἑάλω τὸ Ἴλιον πάλιν ἵππῳ καταστρατηγούμενον.
TRADUZIONE
Caridemo, mentre i Troiani saccheggiavano il suo territorio82, catturò uno schiavo che si era avanzato a far bottino e lo convinse con grandi doni a tradire la città. Perché apparisse fidato agli occhi delle sentinelle che sorvegliavano le porte, Caridemo gli concesse due o tre volte di portarsi via una grande quantità di bestiame e di schiavi. Spartitesi questo bottino, le sentinelle gli accordarono più volte di uscire nottetempo e di farsi accompagnare da un maggior numero di uomini che andassero in giro a far bottino. Caridemo, allora, prima catturò gli uomini che lo accompagnavano e li mise in catene; poi fece indossare i loro mantelli ai suoi uomini armati e diede loro come bottino, oltre al resto, anche un cavallo come se fosse stato catturato. Quando le sentinelle aprirono tutta la porta per far entrare il cavallo, i soldati, fatta irruzione nella città al seguito del cavallo, le eliminarono; poi, fatto entrare il resto dell'esercito, si impadronirono della città, sicché, se è d'uopo fare una battuta, si potrebbe dire che Troia fu conquistata per la seconda volta, ricorrendo di nuovo allo stratagemma di un cavallo.
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Epaminonda e gli oracoli
VERSIONE DI GRECOTraduzione libro
i greci la lingua e la cultura numero 1 pagina 254
Οτε επεστρατευοντο οι Λεκεδαιμονιοι επι την Βοιωτιαν χρησμοι δυο ανεφεροντο τοις Θηβαιοις οι μεν ητταν εφραζον οι δε νικην. Ο δ'Επαμεινωνδας ουν κελευει τους μεν επι δεξια του β-ματος τιΘεναι τους δε επ'αριστερα. Επει δε τιΘενται οι χρησμοι ενισταται και λεγει "Ει ετἑλετε ω στρατιωται τοις στρατηγοις πειΘεσΘαι και ομοσε τοις πολεμιοις χωρειν ουτοι υμιν εισιν οι χρησμοι" και δεικνυσι τους χρηστους "ει δε αποδειλιατε προς τον κινδυνον εκεινοι" και πλεπει προς τους κακους
Quando gli Spartani conducevano una spedizione in Beozia, due oracoli vennero portati ai Tebani. Mentre alcuni indicarono la sconfitta, gli altri invece (indicarono) la vittoria. Epaminonda dunque ordinava che i primi venissero collocati nella parte destra della tribuna, gli altri nella parte sinistra. Dunque fece alzare gli oracoli e disse: "Se aveste voluto, o Stratiati, persuadere gli strateghi e permeare verso la stessa città, avreste dovuto avere questi oracoli", e lì mostrò agli indovini: "Se aveste tenuto per la vostra salvezza, quelli". E si girò verso quelli malauspichevoli.
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L'esperienza rende prudenti versione greco e traduzione libro i greci la lingua e la cultura
Εν οικία πολλών μυών όντων, αίλουρος ενταύθα ηκε και αυτός καθ' έκαστον συλλαμβανών κατησθιεν. Οι δε μύες αναλισκομένοι κατά των οπών εδυνον, και ο αίλουρος, μηκετι αυτών εφικνεισθαι δυνάμενος, δειν ωιετο δι' επινοίας αυτούς εκκαλεισθαι. Διόπερ επί πασσαλόν ανειβαινε και εμθενδε αποκρεμαμένος προσεποιείτο τον νεκρών. Των δε μυών τις παρεκυπτε και έλεγεν: "Αλλ', ω αιλουρε, σοι γε, καν θυλαξ γενηι, ου τροσερχομαι". Ο λόγος δηλοι ότι οι φρόνιμοι των ανθρώπων, όταν της ενίων μοχτήερίας πειραθωσιν, ουκέτι αυτών ταις υποκρισεσιν εξαπατώνται.
In una casa essendoci molti topi, giunse un gatto e impadronendosi di ciascuno li mangiava. I topi essendo divorati frequentemente entrarono nelle tane, e il gatto, non potendo più raggiungerli, pensava che bisognasse che loro venissero tirati fuori con astuzia. Perciò salì su un ramoscello e sospeso ( da lì) faceva il morto. Uno dei topi si sporgeva e diceva: Ma, oh gatto, almeno verso te, anche se tu diventassi un sacco, non mi avvicinerei. Il racconto insegna che i prudenti tra gli uomini, una volta che hanno fatto prova della malvagità di alcuni, non sono più ingannati dalle loro ipocrisie.
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Gli spartani combattono sul serio (e non si imboscano ...)
VERSIONE DI GRECO di Polieno
TRADUZIONE dal libro I greci la lingua e la culturaPag: 168 n 2
Inizio: οι συμμαχοι Λακεδαιμονιους ητιωνο.
Fine: ουτως αρ εδιδαχθησαν οι συμμακοι πλειονας αυτων ειαι στρατιωτας τους Λακωνας
TRADUZIONE
Gli alleati accusavano i Lacedemoni: << Noi combattiamo in molti, i Laconi invece in pochi. >> Agesilao ordinò che i Laconi si schierassero per proprio conto nella pianura e dall'altra parte si schierassero per proprio conto gli alleati. Gli uni e gli altri se ne stavano separati. L'araldo proclamava: << Si alzino i ceramisti. >> Si alzarono dalla parte degli alleati non pochi. << Si alzino per secondi i fabbri. >> Si alzarono in molti. << Si alzino per terzi i falegnami. >> Si alzarono alquanto numerosi; e di seguito passò in rassegna anche gli altri artigiani e artefici, così che non mancò poco che gli alleati si alzassero tutti e dei Lacedemoni nessuno. Era proibito loro, infatti, di praticare il mestiere di artigiano. Così, dunque, gli alleati scoprirono che i soldati spartani erano molto più numerosi di loro.
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Imprese di Ercole
VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE
dal libro i greci la lingua e la cultura
Μετα δε την της Ελιδος αλωσιν εστρατευεν ο Eρακλης επι Πυλον και την πολιν ῃρει και Περικλυμενον, αλκμον Νηλεως παιδα, εκτεινε. Και δε του Νηλεα τε και τους παιδας αυτου χορις Νεστορος, απεκτεινεν· ο δε υεος ων παρα Γερηνιοις ετρεφετο. Κατα δε την μαχεν και Αιδην ετιτρωσκε Πυλιοις βοηθουντα. Μετα δε την της Πυλου αλωσιν εστρατευεν επι Λακεδαιμουα, ινα τους Ιπποκοωντος παιδας μετερχοιτο· ωριζετο μεν γαρ αυτοις και διοτι Νηλει συυεμαχησαν, μαλλον δε οτι του Λικυμνιου παιδα απεκτειναν. Ερακλες δε του μεν Ιπποκοωντα και τους παιδας αουτυ εκτεινε, την δε πολιν εχειπουτο και Τυνδαρεῳ την βασιλειαν παρεδιδου.
Traduzione
Dopo la conquista dell’Elide Eracle faceva una spedizione militare a Pilo: conquistava la città e uccideva Periclimeno, forte figlio di Neleo. E uccideva non solo Neleo ma anche i suoi figli eccetto Nestore: questo essendo giovane veniva allevato presso gli abitanti di Gereno (in Messenia). Durante la battaglia poi feriva Ade che aiutava gli abitanti di Pilo. Dopo la conquista di Pilo poi faceva una spedizione militare a Sparta, per inseguire i figli di Ippocoonte: infatti era adirato con loro sia poiché avevano combattuto al fianco di Neleo, ma soprattutto perché avevano ucciso il figlio di Licimnio. Eracle quindi uccideva Ippocoonte e i suoi figli mentre la città veniva sottomessa e consegnava il re a Tindaro.