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PIETA' DEGLI ATENIESI PER I CADUTI IN BATTAGLIA
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE
Avendo Adrasto e Polinice marciato contro Tebe ed essendo stati sconfitti in battaglia, non consentendo i Cadmei che si desse sepoltura ai morti, gli Ateniesi, inviati degli araldi, li pregarono di permettere il trasporto dei cadaveri: ritenevano infatti che fosse proprio di uomini valorosi vendicarsi dei nemici vivi, ma di uomini che non hanno fiducia in se stessi ostentare il coraggio sul corpo (lett. plur. ) dei morti. Non potendo ottenere ciò. mossero contro di loro, pur non essendovi alcuna inimicizia precedente (lett. prima) con i Cadmei, né per ingraziarsi i superstiti argivi: ritenendo giusto che i caduti in battaglia ottenessero i dovuti onori, avendo come alleata la giustizia combatterono vittoriosamente (lett. vincevano combattendo).
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LA GIUSTIZIA DIVINA VEDE TUTTO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Ianos
TRADUZIONE
Un topo di terra per sua disgrazia (lett. per cattiva sorte) aveva fatto amicizia con una rana. La rana, malintenzionata, legò il piede del topo al suo. E in un primo tempo se ne andarono nei campi per mangiar grano; poi, avvicinatisi al bordo di uno stagno, la rana trascinò dentro (lett. imperi. ) nel fondo il topo, mentre essa sguazzava nell'acqua e gracchiava i suoi "gra gra gra". . Il povero topo gonfiatosi d'acqua era affogato; galleggiava però legato al piede della rana. Avendolo visto un nibbio, se lo portò via tra gli artìgli. La rana, legata, gli tenne dietro (lett. imperf. ), divenuta anch'essa pasto per il nibbio. La favola dimostra che, anche qualora uno sia morto, ha la possibilità di vendicarsi: infatti la giustizia divina vede tutto.
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MENONE ESORTA I GRECI A SEGUIRE CIRO OLTRE L'EUFRATE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
Traduzione dal libro Ianos
TRADUZIONE
I generali riferirono (lett. imperf. ) queste cose a Ciro; egli promise che, non appena fossero arrivati a Babilonia, avrebbe dato a ciascuno cinque mine d'argento, e la paga intera fino a quando avesse riportato i Greci nella Ionia. La maggior parte del contingente greco dunque accettò queste condizioni (lett. fu persuasa così). Ma prima che fosse manifesto che cosa avrebbero fatto gli altri soldati, se (cioè) avrebbero seguito Ciro o no, Menone raccolse il proprio contingente in disparte dagli altri e tenne questo discorso (lett. disse queste cose): "O (miei) uomini, se mi darete ascol-suggerisco di fare? Ora Ciro desidera che i Greci (lo) seguano contro il re; io dunque vi dico che dovete attraversare il fiume Eufrate prima che sia noto ciò che gli altri Greci risponderanno a Ciro".
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ULTIME PAROLE DI CIRO AI FIGLI E AGLI AMICI
VERSIONE DI GRECO
"Figli Amici e voi tutti amici presenti, ormai per me la morte (teli, la fine della vita) è prossima: lo capisco chiaramente da molti indizi. Il mio corpo, quando sarò morto, non riponetelo né in oro né in argento né in alcuna altra cosa, ma rendetelo al più presto alla terra. Ma ecco che oramai» disse «mi pare che mi venga meno la vita là donde comincia a mancare a tutti. Se dunque qualcuno di voi o vuole toccare la mia destra o desidera vedere i miei occhi finché sono ancora vivo, si accosti. Invitate però alla mia tomba tutti i Persiani e gli alleati a rallegrarsi con me perché ormai sarò ceno (leu, nella certezza) che non avrò più a patire alcun male. E quanti verranno rimandateli dopo aver tatto loro tutti quei doni che si sogliono fare (leu. sono nell'uso) per onorare la memoria di un uomo felice (lett. per un uomo felice). Addio, cari figlioli, e salutate da parte mia la madre; e voi tutti amici presenti e assenti, addio". Pronunciate queste parole e stretta la destra a tutti, si coprì il capo e così spirò.
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IL GATTO CHE FA IL MORTO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
C'era una casa piena di topi. Lo venne a sapere un gatto, che andò a stabilirvisi e, prendendoli uno alla volta se li mangiava. I topi, oggetto di quella sistematica distruzione, si rimpiattavano nelle loro tane, finché il gatto, non arrivando più a prenderli, capì che bisognava farli uscire fuori con qualche tranello. Perciò salì sopra un piolo e lasciandosi penzolare giù fingeva di essere morto. Ma quando un topo facendo capolino lo scorse, esclamò : - Caro mio, puoi diventare anche un sacco, ma noi vicino a te non ci verremo! Questa favola mostra come gli uomini prudenti, una volta fatta esperienza della malvagità di qualcuno, non si lasciano più ingannare dalle sue finzioni.