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Ανθρωπος, επειδη ηγοραζε ψιττακον, αφιει επι της οικιας νεμεσθαι... και αει αιτιας προσαποτομενω.
Un uomo, dopo aver comprato (che comprava) un pappagallo, lo lascia libero di stare in casa. Esso, divenuto domestico, saltellava (ἀναπηδάω) e si stabiliva in casa per cui gracchiava piacevolmente. Una gatta che stava a guardare domandava chi fosse. Quello diceva: "Il padrone mi comprò (πρίαμαι ) poco fa". "Sei appena arrivato - rispose la gatta - e strepiti così, a me, che sono cresciuta in casa, i padroni non permettono mai ciò, anzi qualora facessi questo, forse si adirerebbero e mi scaccerebbero". Il disapprovante disse: "Padrona di casa, vattene via: i padroni non hanno questo fastidio contro la mia voce e contro te". Il racconto è opportuno per l'uomo che ha fastidio dei difetti altrui e per chi sempre attribuisce colpe.
(By Geppetto)
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Οι Αθηναιοι και οι ιππεις Θηβαιοι προσεβαλον προς την ακροπολιν των Θηβων... λαβοντες απεσφαξαν. (da Senofonte)
I cavalieri dei tebani, andarono loro incontro uccidendone più di venti, rientrati poi in città si unirono agli ateniesi ormai arrivati dal confine e mossero all'attacco contro l'acropoli. Quei pochi che erano sull'acropoli quando capirono di essere numericamente inferiori e videro il coraggio degli assalitori – ai primi che fossero riusciti ad entrare venivano annunciate grandi ricompense – ebbero paura e dichiararono che avrebbero lasciato l'acropoli, se fosse stato loro concesso di partire incolumi e con le armi. Poichè fu garantito loro di buon grado ciò che chiedevano, si accompagnò la tregua con uno scambio di giuramenti e furono lasciati andare alle condizioni pattuite. Mentre uscivano dalla città i Tebani però aggredirono e uccisero tutti coloro che riconobbero come diretti avversari. Gli ateniesi riuscirono comunque a sottrarne alcuni alla folla e a metterli in salvo. La vendetta dei cittadini si scatenò persino sui figli degli uccisi, se uno ne aveva, poiché furono assassinati e trucidati.
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Έν τῇ όδῷ ές Όρχομενόν έστί τό καλοῦμενον Λάδα στάδιον, είς ὂ Λάδας έποιεῖτο μελέτην δρόμου, καί παρ' αὐτό ίερόν Αρτέμιδος. Έν δεξιᾷ τῆς όδοῦ χῶμα γῆς ὐψηλόν έστί· λέγουσιν τάφον δέ εἶναι Πηνελόπης, ἢ Όδυσσεῖ ἒτικτε Πτολιπόρθην παῖδα· οί δέ Μαντινεῖς λέγουσιν Όδυσσέα καταγιγνώοκειν Πηνελόπης άπιστίας ώς έπισπαστούς, καί άποπεμπομένην ύπ’ αυτοῦ, τό μέν παραυτίκα ές Λακεδαίμονα άπερχέσθαι, χρόνῳ δέ ύστερον έκ τῆς Σπάρτης ές Μαντίνειαν μετοικεῖν, καί αυτῇ τοῦ βίου τήν τελευτήν ένταῦθα συμβαίνειν. (da Pausania)
Nella strada verso Orcomeno si trova il cosiddetto stadio di Lada, nel quale Lada praticava la gara della corsa, e vicino a questo il tempio di Artemide. A destra della strada si trova un alto cumulo di terra; dicono sia la tomba di Penelope, la quale generava Ptoliporte figlio di Odisseo; i Mantinei dicono che Odisseo osservò l'incredulità di Penelope come i Proci e ripudiata da lui, sul momento se ne andò a Sparta, che dopo tempo da Sparta andò a stabilirsi a Mantinea, e che qui in seguito avvenne la fine della vita.
(By Stuurm)
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Ό Θησεύς, άκόντων τῶν πολιτῶν, ούδέν έτόλμα ποιεῖν οὒτως ὣστε καθίστη τόν δῆμον κύριον τῆς πολιτείας, οί δέ πολῖται αύτόν ἃρχειν ήξίουν, ήγούμενοι πιστοτέραν καί κοινοτέραν εἶναι τήν έκείνου μοναρχίαν τῆς αύτών δημοκρατίας. Ού γάρ ὣσπερ ἒτεροι τούς μέν πόνους προσέταττεν αλλοις, τῶν δ’ηδονῶν αύτός μόνος άπέλαυεν, άλλα τούς μέν κινδύνους ένόμιζεν ίδιους, τάς δ’ ώφελείας ἃπασιν άπεδίδου. Καί γάρ διετέλεσεν τόν βίον ούκ έχθαιρόμενος άλλ’ άγαπώμενος, ούδέ διαφυλάττων τήν άρχήν έπακτῷ δυνάμει, αλλά δορυφορούμενος τῇ τῶν πολιτῶν εύνοίᾳ· τῇ μέν έξουσίᾳ έτυράννευε, ταῖς δ’ εύεργεσίαις έδημαγώγει· οὒτω γάρ νομίμως και καλῶς διῳκει τήν πόλιν ὣστ’ ἒτι καί νῦν εἶναι ’ίχνος τῆς έκείνου πρᾳότητος έν τοῖς ήθεσιν ήμῶν.
Teseo, contro la volontà dei cittadini, non osò fare nulla tanto che pose il popolo padrone del governo, mentre i cittadini ritennero giusto che egli governasse, ritenendo che la sua monarchia fosse più sicura e più equilibrata della loro democrazia. Non come altri affidano fatiche ad altri, solo egli stesso usufruiva dei piaceri, ma considerava propri i pericoli, ma rendeva vantaggi a tutti. Ed infatti trascorreva la vita non facendosi odiare, ma facendosi amare, né mantenendo il comando con truppe mercenarie, ma essendo protetto dalla simpatia dei cittadini; regnava con autorità, governava con utili servigi; tanto infatti amministrava legalmente e bene la città che ancora oggi c'è traccia della sua affabilità nelle nostre abitudini.
(By Stuurm)
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Ο Βυζαντιος Λεων ηκε δη ποτε τοις Αθηναιοις στασιαζουσιν ινα διαλεγοι... (da Plutarco)
Leone Bizantino una volta si trovava con Ateniesi che litigano per discutere; poiché sembrava piccolo e sorrideva, disse: "Cosa potreste fare se vedeste mia moglie che giunge a stento al ginocchio?"; ci fu una risata più lunga; "Ma noi" disse "che siamo così piccoli la città di Bisanzio non ci da spazio, quando differiamo gli uni gli altri". Il retore Pitea, poiché obiettava alla venerazione di Alessandro, un tale parlando: "Come osi, tu che sei giovane, parlare di vicende così grandi?", "Eppure Alessandro", diceva, "è più giovane di me, lo considerate essere un dio".
(By Stuurm)