Οι Αθηναιοι και οι ιππεις Θηβαιοι προσεβαλον προς την ακροπολιν των Θηβων... λαβοντες απεσφαξαν. (da Senofonte)
I cavalieri dei tebani, andarono loro incontro uccidendone più di venti, rientrati poi in città si unirono agli ateniesi ormai arrivati dal confine e mossero all'attacco contro l'acropoli. Quei pochi che erano sull'acropoli quando capirono di essere numericamente inferiori e videro il coraggio degli assalitori – ai primi che fossero riusciti ad entrare venivano annunciate grandi ricompense – ebbero paura e dichiararono che avrebbero lasciato l'acropoli, se fosse stato loro concesso di partire incolumi e con le armi. Poichè fu garantito loro di buon grado ciò che chiedevano, si accompagnò la tregua con uno scambio di giuramenti e furono lasciati andare alle condizioni pattuite. Mentre uscivano dalla città i Tebani però aggredirono e uccisero tutti coloro che riconobbero come diretti avversari. Gli ateniesi riuscirono comunque a sottrarne alcuni alla folla e a metterli in salvo. La vendetta dei cittadini si scatenò persino sui figli degli uccisi, se uno ne aveva, poiché furono assassinati e trucidati.