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GLI EFORI ORDINANO AD AGESILAO
DI RIENTRARE IN PATRIA
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione
οι Λακεδαιμονοι, νομιζοντες οτι αι μεγισται της Ελλαδος πολεις επιτυμοιεν την δυναμιν αυτων ταπεινουν, εις Ασιαν αγγελον πενπουσι αγγελουντα τῳ Αγησιλαᾡ οτι οι εφοροι κελευοσιν αυτον τῃ πατριδι βοηθειν, Αγησιλαος, χαλεπῶς φερων τήνδε τήν επιστολήν, τοις εφοροις εγραφεν: "Υμῶν δε κελευοντων εις τήν πατριδα ἣκειν, ουκ οκνήσω πορευεσθαι; ου γαρ εμαυτῳ αρχειν υομιῶ, αλλα τῇ Σπαρτῃ, ὂμως δε εἱ ἠ τῶν βαρβαρων δυναμις ταπεινωθήσεται, ελευθερας ποιήσομεν τας εν τῃ Ιωνιᾳ πολεις και μειώσομεν τον βασιλεα αυτόν"
TRADUZIONE N. 1
I lacedemoni, giudicando che le più grandi città dell'Ellade desideravano diminuire la loro potenza, mandarono in Asia un messaggero per annunciare ad Agesilao che gli efori gli ordinano di soccorrere la patria. Agesilao, sopportando difficilmente scriveva agli efori questa lettera: "Ordinando voi di ritornare nella patria non esito a procedere; infatti giudicherò di non comandare per me stesso, ma per Sparta, ugualmente se sarà ridimensionata la forza dei barbari, renderemo libere le citta nella Ionia e sminuiremo lo stesso re".
TRADUZIONE N. 2
Gli spartani credendo che le città più grandi della Grecia desiderassero diminuire la loro potenza mandano verso l'Asia un messaggero che difficilmente annuncia ad Agesilao che gli efori gli ordinano di soccorrere la patria. Agesilao sopportando a malincuore questa decisione, scriveva agli efori: " Poichè voi ordinate di venire verso la patria non esiterò a recarmi. Non infatti crederò di comandare per me ma per Sparta, pure se renderemo libere le città nella Ionia e diminuiremo il potere dello stesso re. "
TRADUZIONE NUMERO 3
Gli Spartani, ritenendo che le più grandi città della Grecia desiderassero indebolire il loro potere, inviano un messaggero in Asia che annunci ad Agesilao che gli efori gli ordinano di aiutare la patria. Ma Agesilao sopportando con difficoltà scriveva questa lettera agli efori: "Non esiterò ad andare, poiché voi mi ordinate di tornare in patria; infatti non ritengo di comandare per me stesso, ma per Sparta, ma ugualmente se la forza dei barbari sarà indebolita, renderemo libere le città della Ionia e ridurremo il prestigio dello stesso re.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE DEI VERBI
νομίζοντες (participio presente attivo masch. nom. pl.)
Tempo/Aspetto: Presente
Voce: Attiva
Modo: Participio
Persona/Numero: Nominativo plurale
Verbo base:νομίζω
2. ἐπιθυμοῖεν
Tempo/Aspetto: Presente
Voce: Attiva
Modo: Congiuntivo
Persona/Numero: 3ª plurale
Verbo base:ἐπιθυμέω
3. πέμπουσιν
Tempo/Aspetto: Presente
Voce: Attiva
Modo: Indicativo
Persona/Numero: 3ª plurale
Verbo base:πέμπω
4. ἀγγελεῖ
Tempo/Aspetto: Futuro
Voce: Attiva
Modo: Indicativo
Persona/Numero: 3ª singolare
Verbo base:ἀγγέλλω
5. κελεύουσιν
Tempo/Aspetto: Presente
Voce: Attiva
Modo: Indicativo
Persona/Numero: 3ª plurale
Verbo base:κελεύω
6. βοηθεῖν
Tempo/Aspetto: Presente
Voce: Attiva
Modo: Infinito
Verbo base:βοηθέω (
7. φέρων
Tempo/Aspetto: Presente
Voce: Attiva
Modo: Participio
Persona/Numero: Nominativo singolare
Verbo base:φέρω
8. ἔγραφεν
Tempo/Aspetto: Imperfetto
Voce: Attiva
Modo: Indicativo
Persona/Numero: 3ª singolare
Verbo base:γράφω
9. ὀκνήσω
Tempo/Aspetto: Futuro
Voce: Attiva
Modo: Indicativo
Persona/Numero: 1ª singolare
Verbo base:ὀκνέω
10. πορεύεσθαι
Tempo/Aspetto: Presente
Voce: Medio
Modo: Infinito
Verbo base:πορεύομαι
11. κελευόντων
Tempo/Aspetto: Presente
Voce: Attiva
Modo: Participio
Persona/Numero: Genitivo plurale
Verbo base:κελεύω
12. ἥκειν
Tempo/Aspetto: Perfetto
Voce: Attiva
Modo: Infinito
Verbo base:ἥκω
13. νομιῶ
Tempo/Aspetto: Futuro
Voce: Attiva
Modo: Indicativo
Persona/Numero: 1ª singolare
Verbo base:νομίζω
14. ἄρχειν
Tempo/Aspetto: Presente
Voce: Attiva
Modo: Infinito
Verbo base:ἄρχω ("io comando")
15. ταπεινωθήσεται
Tempo/Aspetto: Futuro
Voce: Passiva
Modo: Indicativo
Persona/Numero: 3ª singolare
Verbo base:ταπεινόω
16. ποιήσομεν
Tempo/Aspetto: Futuro
Voce: Attiva
Modo: Indicativo
Persona/Numero: 1ª plurale
Verbo base:ποιέω
17. μειώσομεν
Tempo/Aspetto: Futuro
Voce: Attiva
Modo: Indicativo
Persona/Numero: 1ª plurale
Verbo base:μειόω
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Gli ateniesi costruiscono una flotta di cento triremi
Versione greco Plutarco traduzione libro greco nuova edizione
Inizio: Την Λαυρεωτικην προσοδον απο των ακργυρειων μεταλλων. . Fine: εκεινων εποιησαν οι Αθεναιοι αις και προς Ξερξην εναυμαχησαν.
Poiché gli ateniesi avevano l'abitudine di distribuirsi i guadagni delle miniere d'argento del Laurento, uno solo osò dire al popolo che era necessario che gli ateniesi, abbandonando la distribuzione di queste ricchezze, costruissero delle triremi per la guerra contro gli Egineti. infatti questa guerra in quel tempo era al culmine, soprattutto in Grecia e gli Egineti occupavano il mare con un gran numero di navi. per questo motivo Temistocle convinse ancor più facilmente i cittadini, non agitando la minaccia di Dario né dei persiani, ma traendo opportunamente vantaggio dall'ira verso gli Egineti e dall'amore per la vittoria dei cittadini per la costruzione. infatti per mezzo di queste ricchezze gli ateniesi costruirono centro triremi che usarono nel combattimento navale contro Serse.
traduzione n. 2
poiche gli Ateniesi avevano l'abitudine di distribuirsi i proventi del Laurento che provenivano dalle miniere d' argento, il solo (Temistocle) osò dire al popolo che bisognava abbandonando la spartizione di questi beni per allestire delle triremi per la guerra contro gli Egineti. Questa guerra allora soprattutto in Grecia, era al culmine e gli abitanti dell'Isola ( gli Egineti) con un gran numero di navi padroneggiavano il mare. Quindi ancora più facilmente Temistocle li convinse all'allestimento( delle Navi) incitandoli non contro dario né contro i Persiani, ma facendo appello opportumamente alla collera contro gli Egineti e al senso di competizione dei cittadini. gGli ateniesi costruirono infatti cento triremi con quel denaro, con le quali combattereno anche contro Serse.
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RISPOSTA ATENIESE A MARDONIO
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione
INIZIO: αλεξανδρος μεν τα απο του μαδρονιου ελεγεν
TRADUZIONE
Alessandro diceva le cose da parte di Mardonio, gli Ateniesi gli rispondevano queste cose: " E noi conosciamo questa cosa che il potere che è molte volte più grande per il Medo che per noi. Ma tuttavia desiderosi di libertà ci definiamo così per essere rafforzati; non ti convincere di persuaderci di essere d'accordo con il Barbaro né noi ci convinceremo. Ora riferisci a Mardonio quanto gli Ateniesi dicono, finchè il sole compie lo stesso cammino con il quale anche ora cammina, che non mai noi saremo d'accordo con Serse; ma difendendolo noi marceremo contro fiduciosi negli dei e negli alleati e negli eroi, dei quali ciascuno non avendo nessuna pietà bruciava le case e le statue.
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UNA MORTE GLORIOSA E' PREFERIBILE ALLE FAUCI DEL LUPO
versione di greco
TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione
Λυκος αρνιον εδιωκε· το δε εις ιερον κατεφευγε. Ο δε λυκος το ιερον εισερχεσθαι ουκ ετολμαε (ανοσιον γαρ ην)· ενταυθα δε προσεκαλεετο το αρνιον και ελεγε·" Εξερχου, ω ανοητον, επει ο ιεραρχης βουλεται αρνιον θυειν τω θεω·". Το αρνιον απεκρινετο ·"Αλλ' αιρεω θεου θυσια γιγνεσθαι μαλλον η υπο λυκου διαφθειρεσθαι·". Ο λογος δηλοει οτι προτιμητεος εστι ο μετα δοξης θανατος.
TRADUZIONE
Un lupo inseguiva un agnello; esso fuggiva verso il tempio. Il lupo non osava entrare nel tempio (infatti era empio); allora, chiamava l'agnello e diceva : "Esci, o sciocco, poiché il sacerdote vuole sacrificare al dio un agnello : ". L'agnello rispondeva : "Ma preferisco essere un sacrificio di un dio piuttosto che essere ucciso da un lupo: ". Il racconto dimostra che è da preferire la morte gloriosa.
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IL RITROVAMENTO DI DAFNI
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione
pagina 211 numero 100
TRADUZIONE
Un capraio, di nome Lamone, pascolando in questo campo, trovò un bambino allattato da una delle capre. C’era un bosco dove si diffondevano sia l’edera che i cespugli di rovi che l’erba morbida, tra la quale giaceva il bambino. Lì la capra correva di continuo e diventava spesso invisibile e abbandonato ilo capretto stava vicino all’infante. Lamone osservava i misteriosi movimenti trascurando il capretto, andò per il sentiero in pieno mezzogiorno e vide la capra andare intorno con cautela, temendo di fargli del male tagliò gli zoccoli, come se dal seno materno ci fosse una ferita dal flusso di latte. Stupito, come se fosse opportuno, si avvicina e trova il ragazzo, grande e bello e con una pubblicazione della buona sorte tra le fasce più grandi; e infatti c’era una mantellina color porpora, una spilla d’oro e un pugnale dall’impugnatura d’avorio.
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