Senofonte ricorda l'eroismo degli ateniesi nelle due guerre persiane - versione greco Senofonte da E
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: EULOGHIA - versioni greco tradotte
- Visite: 5
SENOFONTE RICORDA L'EROISMO DEGLI ATENIESI NELLE DUE GUERRE PERSIANE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia
ἔπειτα δὲ ἀναμνήσω γὰρ ὑμᾶς καὶ τοὺς τῶν προγόνων τῶν ἡμετέρων κινδύνους, ἵνα εἰδῆτε ὡς ἀγαθοῖς τε ὑμῖν προσήκει εἶναι σῴζονταί τε σὺν τοῖς θεοῖς καὶ ἐκ πάνυ δεινῶν οἱ ἀγαθοί. ἐλθόντων μὲν γὰρ Περσῶν καὶ τῶν σὺν αὐτοῖς παμπληθεῖ στόλῳ ὡς ἀφανιούντων τὰς Ἀθήνας, ὑποστῆναι αὐτοὶ Ἀθηναῖοι τολμή- σαντες ἐνίκησαν αὐτούς. καὶ εὐξάμενοι τῇ Ἀρτέμιδι ὁπό- σους κατακάνοιεν τῶν πολεμίων τοσαύτας χιμαίρας καταθύσειν τῇ θεῷ, ἐπεὶ οὐκ εἶχον ἱκανὰς εὑρεῖν, ἔδοξεν αὐτοῖς κατ’ ἐνιαυτὸν πεντακοσίας θύειν, καὶ ἔτι νῦν ἀποθύουσιν. ἔπειτα ὅτε Ξέρξης ὕστερον ἀγείρας τὴν ἀναρίθμητον στρατιὰν ἦλθεν ἐπὶ τὴν Ἑλλάδα, καὶ τότε ἐνίκων οἱ ἡμέτεροι πρόγονοι τοὺς τούτων προγόνους καὶ κατὰ γῆν καὶ κατὰ θάλατταν. ὧν ἔστι μὲν τεκμήρια ὁρᾶν τὰ τρόπαια, μέγιστον δὲ μαρτύριον ἡ ἐλευθερία τῶν πόλεων ἐν αἷς ὑμεῖς ἐγένεσθε καὶ ἐτράφητε· οὐδένα γὰρ ἄνθρωπον δεσπότην ἀλλὰ τοὺς θεοὺς προσκυ-νεῖτε. τοιούτων μέν ἐστε προγόνων
TRADUZIONE
Intendo poi ricordarvi i pericoli affrontati dai nostri avi, perché sappiate che avete l'obbligo morale di essere forti, e con l'aiuto degli dèi i forti si salvano anche nelle situazioni più tremende. Quando i Persiani e i loro alleati - una schiera sterminata - marciarono contro Atene per cancellarla dalla faccia della terra, gli Ateniesi hanno osato affrontarli e li hanno vinti.
Avevano fatto voto ad Artemide di sacrificare tante capre quanti fossero i nemici uccisi, ma non poterono trovarne a sufficienza, per cui decisero di sacrificarne cinquecento all'anno, e il sacrificio si celebra ancora ai nostri giorni. E non basta: quando Serse, in séguito, radunò un esercito sterminato e mosse contro la Grecia, i nostri avi anche in quell'occasione hanno battuto, per terra e per mare, gli avi dei nostri avversari di oggi. Ne sono prova tangibile i trofei che avete visto, ma la testimonianza più alta è la libertà delle città dove siete nati e cresciuti. Nessun uomo è per voi un sovrano, solo di fronte agli dèi vi inchinate. Di gente così nobile voi siete la stirpe. Non voglio certo intendere che li disonoriate
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: EULOGHIA - versioni greco tradotte
- Visite: 5
L'APOLOGO DI PRODICO: IL DISCORSO DELLA VIRTù
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia
καὶ ἐν τούτῳ ἡ ἑτέρα γυνὴ προσελθοῦσα εἶπε: καὶ ἐγὼ ἥκω πρὸς σέ, ὦ Ἡράκλεις, εἰδυῖα τοὺς γεννήσαντάς σε καὶ τὴν φύσιν τὴν σὴν ἐν τῇ παιδείᾳ καταμαθοῦσα, ἐξ ὧν ἐλπίζω, εἰ τὴν πρὸς ἐμὲ ὁδὸν τράποιο, σφόδρ᾽ ἄν σε τῶν καλῶν καὶ σεμνῶν ἀγαθὸν ἐργάτην γενέσθαι καὶ ἐμὲ ἔτι πολὺ ἐντιμοτέραν καὶ ἐπ᾽ ἀγαθοῖς διαπρεπεστέραν φανῆναι. οὐκ ἐξαπατήσω δέ σε προοιμίοις ἡδονῆς, ἀλλ᾽ ᾗπερ οἱ θεοὶ διέθεσαν τὰ ὄντα διηγήσομαι μετ᾽ ἀληθείας τῶν γὰρ ὄντων ἀγαθῶν καὶ καλῶν οὐδὲν ἄνευ πόνου καὶ ἐπιμελείας θεοὶ διδόασιν ἀνθρώποις, ἀλλ’ εἴτε τοὺς θεοὺς ἵλεως εἶναί σοι βούλει, θεραπευτέον τοὺς θεούς, εἴτε ὑπὸ φίλων ἐθέλεις ἀγαπᾶσθαι, τοὺς φίλους εὐεργετητέον, εἴτε ὑπό τινος πόλεως ἐπιθυμεῖς τιμᾶσθαι, τὴν πόλιν ὠφελητέον, εἴτε ὑπὸ τῆς Ἑλλάδος πάσης ἀξιοῖς ἐπ’ ἀρετῇ θαυμάζεσθαι, τὴν Ἑλλάδα πειρατέον εὖ ποιεῖν, εἴτε γῆν βούλει σοι καρποὺς ἀφθόνους φέρειν, τὴν γῆν θεραπευτέον, εἴτε ἀπὸ βοσκημάτων οἴει δεῖν πλουτίζεσθαι, τῶν βοσκημάτων ἐπιμελητέον, εἴτε διὰ πολέμου ὁρμᾷς αὔξεσθαι καὶ βούλει δύνασθαι τούς τε φίλους ἐλευθεροῦν καὶ τοὺς ἐχθροὺς χειροῦσθαι, τὰς πολεμικὰς τέχνας αὐτάς τε παρὰ τῶν ἐπισταμένων μαθητέον καὶ ὅπως αὐταῖς δεῖ χρῆσθαι ἀσκητέον· εἰ δὲ καὶ τῷ σώματι βούλει δυνατὸς εἶναι, τῇ γνώμῃ ὑπηρετεῖν ἐθιστέον τὸ σῶμα καὶ γυμναστέον σὺν πόνοις καὶ ἱδρῶτι
TRADUZIONE
E intanto l'altra donna avvicinatasi disse "Anch'io giungo a te o eracle conoscendo i tuoi genitori e avendo osservato il tuo carattere durante l'educazione cose dalle quali spero se ti metterai per la mia strada potrai realizzare con abilità opere belle ed elevate ed io apparirò ancor più nobile e magnifica per le belle imprese che tu avrai compiuto sotto la mia guida. Non ti inganerò con promesse allettanti ma ti spiegherò senza menzogne come gli dei hanno ordinato la realtà. Gli dèi non concedono agli uomini niente tra le cose belle e buone senza fatiche e attenzione; ma se vuoi che gli dèi ti siano favorevoli, bisogna onorare gli dèi; se vuoi essere amato dagli amici, bisogna beneficiare gli amici; se desieri essere amato da una certa città, bisogna giovare alla città; se desideri essere ammirato dll'intera Grecia, bisogna tentare di fare del bene alla Grecia; se vuoi che la terra produca per te abbondanti frutti, bisogna coltivare la terra; se pensi che ci sia bisogno di essere arrichhiti dalle greggi, bisogna prendersi cura delle greggi; se ti appresti ad essere esaltato dal nemico, si deve imparare l'arte della guerra; ma se vuoi essere forte nel corpo, bisogna esercitare il corpo ed esporlo alle fatiche e al sudore.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: EULOGHIA - versioni greco tradotte
- Visite: 5
PERCHE' L'AMICIZIA IN UN TRATTATO DI ETICA?
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Euloghia - pagina 491 numero 322
INIZIO: Μετα δε ταυτα περι φιλιας εποιτ'αν διελθειν
FINE: Συν τε δυ ' ερχομενω και γαρ νοησαι και πραξαις δυνατωτεροι
TRADUZIONE
Infatti, senza amici, nessuno sceglierebbe di vivere, anche se possedesse tutti gli altri beni; anzi si ritiene comunemente che siano proprio i ricchi e i detentori di cariche e di poteri ed avere il più grande bisogno di amici: infatti, quale utilità avrebbe una simile prosperità, se fosse tolta quella possibilità di beneficiare che si esercita soprattutto, e con molta ode, nei riguardi degli amici? Ovvero, come potrebbe essere salvaguardata e conservata senza amici? quanto più grande è, infatti, tanto più è esposta al rischio. E nella povertà e nelle altre disgrazie gli uomini pensano che l'unico rifugio siano gli amici. Essa poi aiuta i giovani a non commettere errori, i vecchi a trovare assistenza e ciò che alla loro capacità d'azione viene a mancare a causa della debolezza, ed infine, coloro che sono nel fiore dell'età a compiere le azioni moralmente belle: "due che marciano insieme, infatti, hanno una capacità maggiore sia di pensare sia di agire. E sembra che tale atteggiamento sia insito per natura nel genitore verso la prole e nella prole verso il genitore, non solo negli uomini, ma anche negli uccello e nella maggior parte degli animali, negli individui appartenenti alla stessa specie fra di loro, e soprattutto negli uomini, ragion per cui noi lodiamo coloro che amano gli altri esseri umani. E si può osservare anche nei viaggi come ogni uomo senta affinità ed amicizia per l'uomo. Sembra, poi, che sia l'amicizia a tenere insieme le città, ed i legislatori si preoccupano più di lei che della giustizia: infatti, la concordia sembra essere qualcosa di simile all'amicizia; ed è questa che essi hanno soprattutto di mira, ed è la discordia, in quanto è una specie di inimicizia, che essi cercano soprattutto di scacciare. Quando si è amici, non c'è alcun bisogno di giustizia, mentre, quando si è giusti, c'è ancora bisogno di amicizia ed il più alto livello della giustizia si ritiene che consista in un atteggimento di amicizia. E non solo è una cosa necessaria, ma è anche una cosa bella: infatti, noi lodiamo coloro che amano gli amici, anzi si ritiene che l'avere molti amici sia qualcosa di bello; ed inoltre, si pensa che sono gli stessi uomini che sono buoni ed amici.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: EULOGHIA - versioni greco tradotte
- Visite: 5
L'ASTUZIA DI LISANDRO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia
Λύσανδρος δ’, ἐπεὶ ἦν ἡμέρα πέμπτη ἐπιπλέουσι τοῖς Ἀθηναίοις, εἶπε τοῖς παρ’ αὐτοῦ ἑπομένοις, ἐπὰν κατίδωσιν αὐτοὺς ἐκβεβηκότας καὶ ἐσκεδασμένους κατὰ τὴν Χερρόνησον, ὅπερ ἐποίουν πολὺ μᾶλλον καθ’ ἑκάστην ἡμέραν, τά τε σιτία πόρρωθεν ὠνούμενοι καὶ καταφρονοῦντες δὴ τοῦ Λυσάνδρου, ὅτι οὐκ ἀντανῆγεν, ἀποπλέοντας τοὔμ- παλιν παρ’ αὐτὸν ἆραι ἀσπίδα κατὰ μέσον τὸν πλοῦν. οἱ δὲ ταῦτα ἐποίησαν ὡς ἐκέλευσε. Λύσανδρος δ’ εὐθὺς ἐσήμηνε τὴν ταχίστην πλεῖν· συμπαρῄει δὲ καὶ Θώραξ τὸ πεζὸν ἔχων. Κόνων δὲ ἰδὼν τὸν ἐπίπλουν, ἐσήμηνεν εἰς τὰς ναῦς βοηθεῖν κατὰ κράτος. διεσκεδασμένων δὲ τῶν ἀνθρώπων, αἱ μὲν τῶν νεῶν δίκροτοι ἦσαν, αἱ δὲ μονόκροτοι, αἱ δὲ παντελῶς κεναί· ἡ δὲ Κόνωνος καὶ ἄλλαι περὶ αὐτὸν ἑπτὰ πλήρεις ἀνήχθησαν ἁθρόαι καὶ ἡ Πάραλος, τὰς δ’ ἄλλας πάσας Λύσανδρος ἔλαβε πρὸς τῇ γῇ.
TRADUZIONE
II quinto giorno da che gli Ateniesi avevano iniziato a farsi avanti, Lisandro disse alle vedette che li seguivano per suo ordine di tornare subito indietro da lui e di alzare uno scudo nel mezzo della navigazione appena li avessero visti sbarcare e disperdersi per il Chersoneso, cosa che facevano ogni giorno di più non solo perché andavano a comperare i viveri lontano, ma anche perché disprezzavano Lisandro, visto che non li attaccava. Ei suoi ordini furono eseguiti. Lisandro diede subito il segnale di prendere rapidamente il mare, e s'imbarcò anche Torace con la fanteria. Conone, accortosi dell'attacco, diede alle navi il segnale di accorrere con tutte le loro forze. Ma essendo gli uomini sparpagliati a terra, alcune navi rimasero con due soli ordini di rematori, altre con uno e altre ancora completamente vuote; quella di Conone e altre sette intorno a lui riuscirono a salpare in formazione compatta con gli equipaggi al completo, come anche la Paralo, mentre tutte le altre furono catturate da Lisandro vicino alla spiaggia.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: EULOGHIA - versioni greco tradotte
- Visite: 5
LA DONNA DEVE ESSERE LA REGINA DELLA CASA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia
TRADUZIONE
Le insegnavo che anche nelle città ben governate i cittadini non sembrano accontentarsi di fissare per iscritto belle leggi, ma vi associano anche dei custodi della legge i quali, a seguito di indagini, lodano chi si comporta secondo le leggi, mentre puniscono chi va contro di esse. Io invitavo mia moglie" fece "a considerare anche se stessa come custode della legge per i beni dell'abitazione, a passare in rassegna, quando le sembrasse opportuno, gli oggetti, come il frurarco passa in rassegna le sentinelle, a valutare se ciascuna cosa si trova in buono stato, come il consiglio valuta i cavalli e i cavalieri, a lodare e onorare come una regina, in base alle possibilità a sua disposizione, chi lo merita, a biasimare e punire chi ne ha bisogno. Inoltre le insegnavo" fece "che non avrebbe avuto ragione ad adirarsi se per i possessi le avessi imposto più mansioni che ai servi, mostrandole che i servi hanno a che vedere con gli averi dei padroni unicamente per trasportarli, curarli e custodirli, ma che a loro non è permesso servirsene a meno che non io conceda il padrone. È proprio del padrone invece servirsi di tutto ciò che vuole.