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LA FRUGALITà DI AGESILAO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia
ἦν δέ τις Ἀπολλοφάνης Κυζικηνός, ὃς καὶ Φαρναβάζῳ ἐτύγχανεν ἐκ παλαιοῦ ξένος ὢν καὶ Ἀγησιλάῳ κατ' ἐκεῖνον τὸν χρόνον ἐξενώθη. οὗτος οὖν εἶπε πρὸς τὸν Ἀγησίλαον ὡς οἴοιτο συναγαγεῖν αὐτῷ ἂν εἰς λόγους περὶ φιλίας Φαρνάβαζον. 30 ὡς δ' ἤκουσεν αὐτοῦ, σπονδὰς λαβὼν καὶ δεξιὰν παρῆν ἄγων τὸν Φαρνάβαζον εἰς συγκείμενον χωρίον, ἔνθα δὴ Ἀγησίλαος καὶ οἱ περὶ αὐτὸν τριάκοντα χαμαὶ ἐν πόᾳ τινὶ κατακείμενοι ἀνέμενον: ὁ δὲ Φαρνάβαζος ἧκεν ἔχων στολὴν πολλοῦ χρυσοῦ ἀξίαν. ὑποτιθέντων δὲ αὐτῷ τῶν θεραπόντων ῥαπτά, ἐφ' ὧν καθίζουσιν οἱ Πέρσαι μαλακῶς, ᾐσχύνθη ἐντρυφῆσαι, ὁρῶν τοῦ Ἀγησιλάου τὴν φαυλότητα: κατεκλίθη οὖν καὶ αὐτὸς ὥσπερ εἶχε χαμαί. 31 καὶ πρῶτα μὲν ἀλλήλους χαίρειν προσεῖπαν, ἔπειτα τὴν δεξιὰν προτείναντος τοῦ Φαρναβάζου ἀντιπρούτεινε καὶ ὁ Ἀγησίλαος. μετὰ δὲ τοῦτο ἤρξατο λόγου ὁ Φαρνάβαζος: καὶ γὰρ ἦν πρεσβύτερος: 32 Ὦ Ἀγησίλαε καὶ πάντες οἱ παρόντες Λακεδαιμόνιοι, ἐγὼ ὑμῖν, ὅτε τοῖς Ἀθηναίοις ἐπολεμεῖτε, φίλος καὶ σύμμαχος ἐγενόμην, καὶ τὸ μὲν ναυτικὸν τὸ ὑμέτερον χρήματα παρέχων ἰσχυρὸν ἐποίουν, ἐν δὲ τῇ γῇ αὐτὸς ἀπὸ τοῦ ἵππου μαχόμενος μεθ' ὑμῶν εἰς τὴν θάλατταν κατεδίωκον τοὺς πολεμίους. καὶ διπλοῦν ὥσπερ Τισσαφέρνους οὐδὲν πώποτέ μου οὔτε ποιήσαντος οὔτ' εἰπόντος πρὸς ὑμᾶς ἔχοιτ' ἂν κατηγορῆσαι.
TRADUZIONE
V'era un tale Apollofane di Cizico unito da tempo a farnabazo da vincoli di ospitalità che in quel periodo aveva stretto legami di amicizia anche con Agesilao. Gli disse quindi che riteneva possibile procurargli un colloquio con Farnabazo al fine di concludere un trattato d'amicizia. Accolta la proposta concordarono una trgua con una stretta di mano e Apollofane condusse farnabazo nel luogo convenuto dove agesilao e i trnta che erano con lui lo attendevano distesi sul prrato. Farnabazo vi arrivò sfoggiando abiti sfarzosi. Ma quando i servi gli stesero ai piedi i tappeti ricamati su cui i persiani usano mettersi comodamente a sedere si vergognò di tanto lusso vedendo la semplicità di Agesilao e prese anch'egli posto sull'erba così come era vicino a lui. Si scambiarono inanzitutto i saluti poi Farnabazo pose la mano destra e lo stesso fece agesilao. Il satrapo essendo il più anziano prese la parola per primo e disse "agesilao, spartani qui presenti quando eravate in guerra con atene io sono stato per voi amico e alleato: la vostra flotta e il mio denaro che l'ha resa postente e a terra di persona ho incalzato a cavallo il nemico fino in mare combattendo al vostro fianco. Ne potete accusarmi d'aver mai compiuto o detto qualcosa di infido nei vostri riguardi come Tissaferne.
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LA BATTAGLIA DI CNIDO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia
inizio: τη δ'υστεραια υπερβαλλων τα αχαικα
fine: αγησιλαου τω λογω ως λακεδαιμονιων νικωντων τη υαυμαχια
TRADUZIONE originale euloghia
il giorno dopo avendo superato le montagne achee di ftia tutto il resto del giorno per amicizia avanzava fino alle alture dei bloti. Essendo quello su una strettoia sembrò che il sole si annunciasse come la falce e fu annunciato che i lacedemoni erano stati sconfitti n una battaglia navale e il comandante lisandro era morto. si disse anche in che luogo era avvenuta la battaglia navale. Dunque agesilao venuto a sapere queste cose innanzitutto stette male, ma poi fu colto dal desiderio che la maggior parte dell'esercito fosse in grado di prender parte piacevolmente agli eventi positivi mentre se avesse visto qualcosa di negativo non sarebbe stato necessario condividerlo con loro.
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IL CONSIGLIO DI SOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia
TRADUZIONE
nell'esercito c'era un certo Socrate ateniese: non era né stratega né locago né soldato, seguiva la spedizione, ma Prosseno, suo vecchio ospite lo aveva mandato a chiamare dalla patria, gli promise, se lo avesse raggiunto, gli avrebbe assicurato l'amicizia di Ciro, che, dicono, poteva fare per lui più della sua patria. Senofonte dunque dopo aver letto la lettera di Prosseno, si consultò in merito al viaggio con Socrate l'ateniese. E socrate supponendo che divenire amico di Ciro da parte della città per lui fosse cosa impossibile, poiché sembrava che Ciro avesse guerreggiato con ardore con gli Spartani contro gli Ateniesi, suggerisce a Senofonte di andare a Delfi a di consultare il dio riguardo il viaggio. Andando Senofonte chiese ad Apollo a quale dio dovesse sacrificare e pregare per andare nel modo più sereno e fausto la via che progettava (di fare). Apollo rispose a qualidei si doveva sacrificare. Dal momento che andò un'altra volta disse il responso a Socrate. Ed egli avendolo ascoltato lo rimproverò per il fatto che prima di tutto non aveva domandato se era meglio per lui andare o rimanere ma credendo egli che sarebbe dovuto andare chiese ciò, cioè riguardo il modo migliore di compiere il viaggio: "Dal momento che hai chiesto queste cose -disse- bisogna fare tutte le cose che il dio ti ha ordinato.
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IL DIFFICILE MESTIERE DEI GENITORI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia pag 122 n 29
TRADUZIONE
E l'uomo ha cura di colei che genera figli insieme a lui e prepara per i figli che stanno per nascere molte cose, quante pensa gioveranno a loro per la vita, quante più possibili. E la donna invece avendo accolto questo peso, essendo appesantita e correndo pericolo per la vita, lo porta e dividendo il cibo, di cui anche lei si nutre, e avendolo portato con molto sacrificio e avendo partorito, lo nutre e lo cura, e non avendo ricevuto prima nessun bene, trae da chiunque beneficio il neonato, che non comprende e non ha bisogno di chi mostri il necessario, ma ella stessa sforzandosi cerca di compiere le cose utili e le cose che donano piacere.
Traduzione n. 2
E l'uomo nutre colei che si è unita a lui per procreare e prepara per i piccoli che nasceranno tutto quello che pensa potrà giovare a loro per la vita e nella quantà più grande possibile. E la donna raccolto questo fardello lo porta con se e caricata del peso col rischio della propria vita dividendo con lui il cibo di cui anch'essa si nutre sopportando fino alla fine con molto sacrificio, generatolo lo nutre e lo cura senza averne ricevuto prima nessun vantaggio senza che il piccolo riconosca la nutrice da cui riceve del bene, ne sappia indicare quello di cui ha bisogno: ma, prevedendo quello che gli può essere utile e quello che gli può far piacere ella cerca di accontentarlo e lo alleva per molto tempo sottoponendosi a fatiche di giorno e di notte senza sapere quale gratitudine riceverà da tutto questo. E non basta che li nutrano soltanto ma quando i bambini sembrano in grado di apprendere qualcosa, i genitori insegnano loro anche ciò che ritengono valido per la vita e le cose per cui pensano che un altro sia più capace di insegnarle, li inviano da costui con grandi spese e curano di fare tutto in modo che i figli diventino per loro i migliori possiile"
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VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia
ἦν δέ τις Ἀπολλοφάνης Κυζικηνός, ὃς καὶ Φαρναβάζῳ ἐτύγχανεν ἐκ παλαιοῦ ξένος ὢν καὶ Ἀγησιλάῳ κατ' ἐκεῖνον τὸν χρόνον ἐξενώθη. οὗτος οὖν εἶπε πρὸς τὸν Ἀγησίλαον ὡς οἴοιτο συναγαγεῖν αὐτῷ ἂν εἰς λόγους περὶ φιλίας Φαρνάβαζον. 30 ὡς δ' ἤκουσεν αὐτοῦ, σπονδὰς λαβὼν καὶ δεξιὰν παρῆν ἄγων τὸν Φαρνάβαζον εἰς συγκείμενον χωρίον, ἔνθα δὴ Ἀγησίλαος καὶ οἱ περὶ αὐτὸν τριάκοντα χαμαὶ ἐν πόᾳ τινὶ κατακείμενοι ἀνέμενον: ὁ δὲ Φαρνάβαζος ἧκεν ἔχων στολὴν πολλοῦ χρυσοῦ ἀξίαν. ὑποτιθέντων δὲ αὐτῷ τῶν θεραπόντων ῥαπτά, ἐφ' ὧν καθίζουσιν οἱ Πέρσαι μαλακῶς, ᾐσχύνθη ἐντρυφῆσαι, ὁρῶν τοῦ Ἀγησιλάου τὴν φαυλότητα: κατεκλίθη οὖν καὶ αὐτὸς ὥσπερ εἶχε χαμαί. 31 καὶ πρῶτα μὲν ἀλλήλους χαίρειν προσεῖπαν, ἔπειτα τὴν δεξιὰν προτείναντος τοῦ Φαρναβάζου ἀντιπρούτεινε καὶ ὁ Ἀγησίλαος. μετὰ δὲ τοῦτο ἤρξατο λόγου ὁ Φαρνάβαζος: καὶ γὰρ ἦν πρεσβύτερος: 32 Ὦ Ἀγησίλαε καὶ πάντες οἱ παρόντες Λακεδαιμόνιοι, ἐγὼ ὑμῖν, ὅτε τοῖς Ἀθηναίοις ἐπολεμεῖτε, φίλος καὶ σύμμαχος ἐγενόμην, καὶ τὸ μὲν ναυτικὸν τὸ ὑμέτερον χρήματα παρέχων ἰσχυρὸν ἐποίουν, ἐν δὲ τῇ γῇ αὐτὸς ἀπὸ τοῦ ἵππου μαχόμενος μεθ' ὑμῶν εἰς τὴν θάλατταν κατεδίωκον τοὺς πολεμίους. καὶ διπλοῦν ὥσπερ Τισσαφέρνους οὐδὲν πώποτέ μου οὔτε ποιήσαντος οὔτ' εἰπόντος πρὸς ὑμᾶς ἔχοιτ' ἂν κατηγορῆσαι.
TRADUZIONE
V'era un tale Apollofane di Cizico unito da tempo a farnabazo da vincoli di ospitalità che in quel periodo aveva stretto legami di amicizia anche con Agesilao. Gli disse quindi che riteneva possibile procurargli un colloquio con Farnabazo al fine di concludere un trattato d'amicizia. Accolta la proposta concordarono una trgua con una stretta di mano e Apollofane condusse farnabazo nel luogo convenuto dove agesilao e i trnta che erano con lui lo attendevano distesi sul prrato. Farnabazo vi arrivò sfoggiando abiti sfarzosi. Ma quando i servi gli stesero ai piedi i tappeti ricamati su cui i persiani usano mettersi comodamente a sedere si vergognò di tanto lusso vedendo la semplicità di Agesilao e prese anch'egli posto sull'erba così come era vicino a lui. Si scambiarono inanzitutto i saluti poi Farnabazo pose la mano destra e lo stesso fece agesilao. Il satrapo essendo il più anziano prese la parola per primo e disse "agesilao, spartani qui presenti quando eravate in guerra con atene io sono stato per voi amico e alleato: la vostra flotta e il mio denaro che l'ha resa postente e a terra di persona ho incalzato a cavallo il nemico fino in mare combattendo al vostro fianco. Ne potete accusarmi d'aver mai compiuto o detto qualcosa di infido nei vostri riguardi come Tissaferne.