- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: EULOGHIA - versioni greco tradotte
- Visite: 5
Crizia e Alcibiade
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Euloghia
TRADUZIONE
Sia Crizia che Alcibiade finchè rimasero con Socrate, riuscirono a dominare sulle passioni negative con il sostegno di quello. Allontanatosi da lui, Crizia fuggito in Tessaglia lì stava con uomini che si servivano più dell'illegalità che della giustizia, a sua volta Alcibiade oggetto di attenzioni da parte di molte nobili donne per la sua bellezza, trascinato da molti e potenti uomini per la sua autorità nelle città e presso gli alleati, stimato dal popolo e primeggiando facilmente, come gli atleti delle gare ginniche che vincono facilmente trascurano l'esercizio, cosi anche lui lo tralasciò.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: EULOGHIA - versioni greco tradotte
- Visite: 0
Καὶ γάρ τοι καὶ φύντες καλῶς καὶ γνόντες ὅμοια, πολλὰ μὲν καλὰ καὶ θαυμαστὰ οἱ πρόγονοι τῶν ἐνθάδε κειμένων ἠργάσαντο, ἀείμνηστα δὲ καὶ μεγάλα καὶ πανταχοῦ οἱ ἐξ ἐκείνων γεγονότες τρόπαια διὰ τὴν αὑτῶν ἀρετὴνα κατέλιπον. Μόνοι γὰρ ὑπὲρ ἁπάσης τῆς Ἑλλάδος πρὸς πολλὰς μυριάδας τῶν βαρβάρων διεκινδύνευσανε. Ὁ γὰρ τῆς Ἀσίας βασιλεὺς οὐκ ἀγαπῶν τοῖς ὑπάρχουσιν ἀγαθοῖς, ἀλλ' ἐλπίζων καὶ τὴν Εὐρώπην δουλώσεσθαι, ἔστειλε πεντήκοντα μυριάδας στρατιάν. Οἱ δ' ἡμέτεροι πρόγονοι, νομίζοντες τὸν εὐκλεᾶ θάνατον ἀθάνατον περὶ τῶν ἀγαθῶν καταλείπειν λόγον, οὐκ ἐφοβήθησαν τὸ πλῆθος τῶν ἐναντίων, ἀλλὰ τῇ αὑτῶν ἀρετῇ μᾶλλον ἐπίστευσαν. Καὶ αἰσχυνόμενοι ὅτι ἦσαν οἱ βάρβαροι αὐτῶν ἐν τῇ χώρᾳ, οὐκ ἀνέμειναν πυθέσθαι οὐδὲ βοηθῆσαι τοὺς συμμάχους, οὐδ᾽ ᾠήθησαν δεῖν ἑτέροις τῆς σωτηρίας χάριν εἰδέναι, άλλὰ σφίσιν αὐτοῖς τοὺς ἄλλους Ἕλληνας.
E infatti veramente sia essendo nati nobilmente sia avendo pensato (γνόντες part aor di γιγνώσκω) in modo uguale, molte imprese belle e straordinarie fecero gli antenati di coloro che qui giacciono, e coloro che da loro nacquero lasciarono, per il loro coraggio, trofei indimenticati sia grandi sia dovunque. Soli infatti in difesa di tutta quanta la Grecia rischiarono contro una quantità innumerevole di barbari. Infatti, il re dell'Asia non essendo soddisfatto dei beni che aveva a disposizione, ma sperando di sottomettere anche l'Europa, inviò un'esercito di cinquecentomila uomini. I nostri antenati poiché ritenevano che una morte gloriosa è immortale tralasciarono il discorso relativo ai beni, non temettero la moltitudine dei nemici ma confidarono più nel loro coraggio. E vergognandosi che i Barbari erano nel loro territorio, non attesero che gli alleati lo venissero a sapere né che accorressero in loro aiuto e non credettero (ᾠήθησαν, aor di οἴομαι) che dovessero ringraziare gli altri della salvezza, ma che gli altri Greci (dovessero ringraziare) loro stessi.
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: EULOGHIA - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Socrate non accettava soldi dai suoi discepoli
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro n. p.
οὐ μὴν οὐδ' ἐρασιχρημάτους γε τοὺς συνόντας ἐποίει. τῶν μὲν γὰρ ἄλλων ἐπιθυμιῶν ἔπαυε, τοὺς δ' ἑαυτοῦ ἐπιθυμοῦντας οὐκ ἐπράττετο χρήματα. τούτου δ' ἀπεχόμενος ἐνόμιζεν ἐλευθερίας ἐπιμελεῖσθαι· τοὺς δὲ λαμβάνοντας τῆς ὁμιλίας μισθὸν ἀνδραποδιστὰς ἑαυτῶν ἀπεκάλει διὰ τὸ ἀναγκαῖον αὐτοῖς εἶναι διαλέγεσθαι παρ' ὧν λάβοιεν τὸν μισθόν. ἐθαύμαζε δ' εἴ τις ἀρετὴν ἐπαγγελλόμενος ἀργύριον πράττοιτο καὶ μὴ νομίζοι τὸ μέγιστον κέρδος ἕξειν φίλον ἀγαθὸν κτησάμενος, ἀλλὰ φοβοῖτο μὴ ὁ γενόμενος καλὸς κἀγαθὸς τῷ τὰ μέγιστα εὐεργετήσαντι μὴ τὴν μεγίστην χάριν ἕξοι. Σωκράτης δὲ ἐπηγγείλατο μὲν οὐδενὶ πώποτε τοιοῦτον οὐδέν, ἐπίστευε δὲ τῶν συνόντων ἑαυτῷ τοὺς ἀποδεξαμένους ἅπερ αὐτὸς ἐδοκίμαζεν εἰς τὸν πάντα βίον ἑαυτῷ τε καὶ ἀλλήλοις φίλους ἀγαθοὺς ἔσεσθαι. πῶς ἂν οὖν ὁ τοιοῦτος ἀνὴρ διαφθείροι τοὺς νέους
TRADUZIONE
E certo non rendeva in nessun modo desiderosi di ricchezza quello che lo frequentavano. Infatti li faceva desistere dagli altri desideri e non pretendeva denaro da coloro che avevano voglia di stare con lui. Rifiutando di farsi pagare riteneva 6 di coltivare la libertà. Quelli che ricavavano un salario dal fatto di intrattenersi con gli altri li definiva asservitori di sé stessi, perché erano obbligati a discorrere con coloro dai quali accettavano il salario. Si stupiva se qualcuno, professando di insegnare la virtù, esigeva perciò del denaro e in questo modo non teneva conto del fatto che acquistando un buon amico avrebbe tratto il guadagno più grande, ma temeva che una persona che fosse diventata un vero gentiluomo non avrebbe poi avuto la massima gratitudine verso chi gli aveva reso il più grande dei benefici. Socrate non professò mai niente del genere a nessuno; aveva invece fiducia che quelli, tra le persone che lo frequentavano, che avessero accolto i suoi valori, sarebbero stati per tutta la vita buoni amici con lui e fra loro. Allora come poteva un uomo di questo genere essere un corruttore della gioventù?
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: EULOGHIA - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Il giuramento degli Ateniesi
VERSIONE DI GRECO di Andocide
TRADUZIONE dal libro Euloghia
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: EULOGHIA - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Ξενοφῶν δὲ παρελαύνων ἐπὶ τοῦ ἵππου παρεκελεύετο· Ἄνδρες, νῦν ἐπὶ τὴν Ἑλλάδα νομίζετε ἁμιλλᾶσθαι, νῦν πρὸς τοὺς παῖδας καὶ τὰς γυναῖκας, νῦν ὀλίγον πονήσαντες ἀμαχεὶ τὴν λοιπὴν πορευσόμεθα. Σωτηρίδας δὲ ὁ Σικυώνιος εἶπεν· Οὐκ ἐξ ἴσου, ὦ Ξενοφῶν, ἐσμέν· σὺ μὲν γὰρ ἐφ' ἵππου ὀχῇ, ἐγὼ δὲ χαλεπῶς κάμνω τὴν ἀσπίδα φέρων. καὶ ὃς ἀκούσας ταῦτα καταπηδήσας ἀπὸ τοῦ ἵππου ὠθεῖται αὐτὸν ἐκ τῆς τάξεως καὶ τὴν ἀσπίδα ἀφελόμενος ὡς ἐδύνατο τάχιστα ἔχων ἐπορεύετο· ἐτύγχανε δὲ καὶ θώρακα ἔχων τὸν ἱππικόν· ὥστ' ἐπιέζετο. καὶ τοῖς μὲν ἔμπροσθεν ὑπάγειν παρεκελεύετο, τοῖς δὲ ὄπισθεν παριέναι μόλις ἑπόμενος. Oἱ δ' ἄλλοι στρατιῶται παίουσι καὶ βάλλουσι καὶ λοιδοροῦσι τὸν Σωτηρίδαν, ἔστε ἠνάγκασαν λαβόντα τὴν ἀσπίδα πορεύεσθαι. ὁ δὲ ἀναβάς, ἕως μὲν βάσιμα ἦν, ἐπὶ τοῦ ἵππου ἦγεν, ἐπεὶ δὲ ἄβατα ἦν, καταλιπὼν τὸν ἵππον ἔσπευδε πεζῇ. καὶ φθάνουσιν ἐπὶ τῷ ἄκρῳ γενόμενοι τοὺς πολεμίους.
Senofonte passando in rassegna a cavallo incoraggiava i soldati: "Considerate che ora combattete (ἁμιλλάομαι) sia per la Grecia, sia per i figli e sia per le mogli: soffrendo ancora per poco potete percorrere il cammino senza combattere (ἀμαχεί avverbio: senza combattere). Ma Soterida di Sicione disse: "Senofonte (voc) non siamo ancora in condizioni di parità (=ἐξ ἴσου), tu sei trasportato dal cavallo io sono sofferente poiché porto lo scudo (ἀσπίς -ίδος) con difficoltà. E senofonte udendo ciò scende giù ( καταπηδάω) dal cavallo, lo spinge (ὠθέω, ) fuori dalla fila togliendogli via lo scudo e procedeva (πορεύω) il più velocemente possibile (=ὡς τάχιστα); capitava che egli aveva anche la corrazza da cavaliere così che era oppresso(πῐέζω). E agli uni ordinava di procedere avanti, agli altri di seguir(lo) dietro. Ma gli altri soldati colpiscono, gettano a terra e insultano Soterida finchè (ἔστε) lo costringono a prendere lo scudo e a camminare. Senofonte risalì e avanzò a cavallo finché la strada lo consentì; quando il terreno divenne troppo accidentato, smontò e procedette velocemente a piedi. Arrivarono in vetta prima dei nemici. .