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La formica
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Euloghia
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Minosse e la pirateria VERSIONE DI GRECO di Tucidide dal libro Euloghia e dal libro esercizi greci
TRADUZIONE dal libro Euloghia
Si sa per fama che Minosse essendo vecchissimo si procurò una flotta e dominò allora sul mare greco il più possibile e regnò sulle isole Cicladi e divenne il primo della maggior parte dei fondatori di una colonia, dopo aver steso Caria e dopo aver collocato al comando i suoi figli; la pirateria dal mare, come sembra, annientava per quanto poteva, i tributi della quale meglio andassero a lui. Infatti anticamente i Greci e tra gli stranieri quelli che in terraferma erano vicini al mare, e quanti abitavano le isole, dal momento che cominciarono maggiormente tra di loro ad attraversare il mare con le navi, si volsero alla pirateria, comandando agli uomini più abili guadagno per ciascuno di loro e sostentamento per i poveri, e piombando su città non fortificate e su parti abitate presso i villaggi li saccheggiarono e passarono lì la maggior parte della loro vita, non avendo vergogna di questa impresa e portando qualcosa anche di più della gloria.
VERSIONE DAL LIBRO ESERCIZI GRECI
Minosse infatti fu il più antico di quanti conosciamo per tradizione ad avere una flotta e a dominare per la maggiore estensione il mare ora greco, a signoreggiare sulle isole Cicladi e a colonizzarne la maggior parte dopo aver scacciato da esse i Cari e avervi stabilito i suoi figli come signori. Ed eliminò per quanto pote' la pirateria del mare, come e' naturale, perche' meglio gli giungessero i tributi. Giacche' i Greci anticamente e, tra i barbari, quelli che sono costieri e abitano le isole, da quando avevano cominciato ad attraversare più frequentemente il mare per recarsi gli uni dagli altri, si erano dati alla pirateria sotto la guida dei più abili, in cerca di guadagno per se' e di nutrimento per i più deboli. E assalendo le citta' che erano senza mura e disperse in villaggi, le saccheggiavano e cosi' si procuravano la maggior parte dei loro mezzi di sussistenza, senza ancora vergognarsi di questo modo di agire, il quale anzi portava loro perfino una certa gloria. Anche ora lo dimostrano alcuni popoli della terraferma, per i quali e' un onore esercitare con successo la pirateria.
Chi non prende parte alla vita politica è un cittadino inutile- Versione greco di Tucidide da Eulogh
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Chi non prende parte alla vita politica è un cittadino inutile
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Euloghia
TRADUZIONE
Amiamo il bello con misura e amiamo il sapere senza debolezza: usiamo la ricchezza più per opportunità di azione che per vanto di parole, e l'essere povero non è umiliante ammetterlo ma è più umiliante il non cercare di liberarsene per mezzo dell'agire. C'è in noi contemporaneamente la cura degli affari privati e di quelli pubblici e pur educandoci ognuno ad una attività, è in noi il conoscere gli interessi pubblici non poco; noi soli infatti non consideriamo colui che non partecipa alla vita pubblica un uomo impegnato ma inutile; e noi stessi giudichiamo o discutiamo correttamente le questioni, considerando non già i discorsi un danno per l'agire, (ma un danno è) il non essere informati del discorso prima di arrivare con l'azione a ciò che si deve (fare). Anche in ciò differiamo: agiamo con audacia e sappiamo ragionare freddamente su ciò che stiamo per affrontare, mentre per gli altri l'ardimento nasce dall'ignoranza, e la riflessione porta titubanza. Giustamente dovrebbero essere considerati coloro che hanno la maggiore forza d'animo quelle persone che conoscono con estrema chiarezza ciò che è terribile e piacevole, e che ciò nonostante non si sottraggono ai pericoli.
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La vita non vale più dell'onore
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Euloghiapagina 420, n° 28
TRADUZIONE
Infatti qualora noi stabiliamo di morire in nome dei giusti, non solo ci faremo onore, ma ci sarà anche sicuramente concesso di vivere il tempo restante; se temeremo i pericoli, metteremo noi stessi verso molti turbamenti. Avendo esortato gli uni gli altri alziamo i trofei alla patria, e non permettiamo di insultare la Laconia e di disprezzarla, ma non faremo in modo che siano ingannati nella speranza che coloro che sono benevoli e non stimiamo di più evidentemente, riguardo l'applicazione, una vita di buon nome vicino molti uomini, avendo in mente che è più bello contro il corpo mortale l'eterne credenza di contrabbilanciare e scambiare rimanendo legati ad un tempo che è breve.
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Chi muore in battaglia ha diritto agli onori funebri
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Euloghia
TRADUZIONE
Quando Adrasto e Polinice condussero una spedizione militare contro Tebe ed essendo stati sconfitti in battaglia, poiché i tebani non permisero di sppellire i morti, gli ateniesi avendo ritenuto che quelli, sebbene avessero commesso delle ingiustizie, morendo hanno pagato la più grande pena, gli dei inferi non ricevevano ciò che li spettava, mentre gli dei del cielo erano oltraggiati, poiché i riti sacri erano stati profanati, inizialmente avendo inviato gli araldi chiedevano di seppellire i morti ritenendo che i nemici valorosi si vendicassero sui i vivi non sui corpi dei morti che è cosa indegna: non potendo ottenere ciò che volevano condussero un'altra spedizione militare contro Tebe.