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Των γὰρ παρ᾽ ἑαυτῷ μάλιστα φίλων ἐκέλευσεν ἄν τινα λαβεῖν τὰ τοῦ μὴ φοιτῶντος, φάσκοντα λαμβάνειν τὰ ἑαυτοῦ. Ἐπειδὴ οὖν τοῦτο γένοιτο, ἧκον ἂν εὐθὺς οἱ στερόμενοι ὡς ἠδικημένοι...
Ordinò infatti soprattutto che qualcuno degli amici presso di lui prendesse i beni di chi non si presentava, dicendo che prendeva i suoi. Quando quindi ciò accadeva, quelli che erano stati privati dei loro beni si presentavano subito come se fossero stati ingiuriati. Ciro per molto tempo non si curava di ascoltare simili persone; ma quando le ascoltava, rimandava a lungo il processo. Facendo ciò, riteneva di abituarli a corteggiarlo, meno come nemici che se li costringeva a presentarsi punendoli. Questo era uno dei modi in cui li istruiva a presentarsi; un altro era quello di ordinare ai presenti le cose più facili e più redditizie; un altro ancora era quello di non assegnare mai nulla agli assenti. Il modo più importante per costringerli, se non obbedivano a nessuno di questi ordini, era togliere loro quello che avevano e darlo a un altro che, secondo lui, poteva essere presente al momento opportuno; e così diventava un amico utile al posto di uno inutile.
(By Starinthesky)
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Πεινάριος φρουράρχος, Ἐνναίων ἀποστάντων τῆς Ῥωμαίων συμμαχίας καὶ τὰς κλεῖς τῶν πυλῶν ἀπαιτούντων, «Ἐὰν ὁ δῆμος ἅπας», ἔφη, «αὔριον εἰς ἐκκλησίαν συνελθὼν τοῦτο ψηφισθήσεται, ... (da Polieno)
Pinario, presidio della città, quando gli abitanti di Enna si ribellarono all'alleanza con i Romani e chiesero le chiavi delle porte, disse: "Se domani tutto il popolo si riunirà in assemblea e voterà per questo, obbedirò al decreto". Il giorno dopo si radunarono nel teatro, mentre lui durante la notte aveva disposto molti soldati in agguato sotto l'acropoli, alcuni sulla destra, altri a circondare il teatro e le strade, tenendo d'occhio cosa sarebbe accaduto. Gli abitanti di Enna si riunirono e votarono per la ribellione, ma al segnale del presidio i soldati, gli uni scagliando dardi dall'alto, gli altri assalendoli dalle strade e brandendo le spade, massacrarono il popolo, così che cadevano gli uni sugli altri a mucchi, tutti tranne pochi che si calarono dalle mura o riuscirono a fuggire di nascosto attraverso cunicoli sotterranei.
(By Starinthesky)
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Ὁ δὲ Ἰάσων σὺν τοῖς Ἀργοναύταις προσίσχει Λήμνῳ. Ἡ δὲ Λῆμνος ἀνδρῶν τότε ἦν ἔρημος, ἐβασιλεύετο δὲ ὑπὸ Υψιπύλης τῆς Θόαντος δι' αἰτίαν τήνδε. Αἱ Λήμνιαι τὴν Ἀφροδίτην οὐκ ἐτίμων· ἡ δὲ αὐταῖς ἐνέβαλλε δυσοσμίαν...(dalla Biblioteca dello Pseudo-Apollodoro)
Giasone e gli Argonauti approdano a Lemno. Lemno allora, era priva di uomini ed era governata da Ipsipile, figlia di Toante, per questo motivo. Le donne di Lemno non veneravano (τιμάω imperfetto) Afrodite; costei gettava addosso a loro un cattivo odore e perciò i loro mariti prendendo prigioniere della vicina Tracia giacevano (συνευνάζω) con loro. Le donne di Lemno oltraggiate uccidono i padri e i mariti. Solo Ipsipile salva il proprio padre Toante. Gli argonauti quindi sbarcando allora (προσίσχω part presente nom pl) a Lemno che era governata da donne (γῠναικοκρᾰτέομαι part mp) si uniscono (μίγνυμι) alle donne. Ipsipile si unisce a Giasone e genera (γεννάω) i figli Euneo e Nebrofono.
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Οἱ νομοθέται οὕτως λέγονται ὅτι τοὺς νόμους τιθέασι. Θεῖόν ἐστι τὸ εὖ νομοθετεῖν· οἱ γὰρ νόμοι, εἰ δικαίως καὶ μετρίως τίθενται, τὴν ἐπιθυμίαν τοῦ δικαίου καὶ τοῦ μετρίου ἐμποιοῦσι ταῖς ψυχαῖς τῶν πολιτῶν. ...
I legislatori sono così chiamati perché stabiliscono le leggi. È divino legiferare bene; infatti le leggi, se sono stabilite in modo giusto e nella giusta misura, suscitano nelle anime dei cittadini il desiderio della giustizia e della moderazione. Tra gli antichi legislatori, viene onorato soprattutto lo spartano Licurgo per la (sua) saggezza e la (sua) previdenza; le leggi di Licurgo instillano nelle anime dei Lacedemoni il desiderio della virtù e della gloria; infatti a Sparta i cittadini fin da giovani sono educati alla lotta e alla battaglia, e con la battaglia e con il prevalere cercano la gloria immortale. E' fama che raramente gli Spartani siano sconfitti in battaglia; se fuggono i nemici, pagano subito il fio della (loro) codardia, secondo le leggi di Licurgo.
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Τῷ ξένῳ Τηλεμάχῳ οὕτως ἔλεγε Λακεδαίμονος ἄναξ Μενέλαος· «Ἀλλ᾽ ἄγε νῦν μόνε ἐν μεγάροις ἐμοῖς· καὶ ὅτε σε πέμψω, διδόναι θέλω σοὶ λαμπρά δῶρα, τρεῖς ἵππους καὶ δίφρον εύξοον· καὶ ἔπειτα δώσω καλον ἔκπωμα·...
Così il signore di Sparta, Menelao, diceva al forestiero Telemaco: "Ma ora vieni da solo nei miei palazzi; e quando ti congederò, voglio darti splendidi doni: tre cavalli e un carro ben costruito; e poi ti darò una bella coppa, così potrai versare libagioni agli dei immortali in memoria eterna di me." E a lui diceva a sua volta il saggio Telemaco: "Atride, non trattenermi qui a lungo. Mi rallegro molto delle tue parole, ma i miei compagni ormai mi aspettano impazienti, e tu mi trattieni qui troppo a lungo. Il dono che tu mi vuoi dare per i meritevoli, sia un ricordo; ma non posso portare cavalli a Itaca, infatti a Itaca non ci sono né piste né praterie; è adatta solo al pascolo delle capre. Non è possibile trovare in mare un'isola percorribile con i cavalli e non produce frutti, soprattutto Itaca. Ma io la amo ugualmente anche così." Così disse, e Menelao sorrise.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi:
ἔλεγε: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di λέγω (diceva). (Compare due volte)
Paradigma: λέγω, ἐρῶ / λέξω, εἶπον / ἔλεξα, εἴρηκα, εἴρημαι / λέλεγμαι, ἐρρήθην / ἐλέχθην.
μόνε: Imperativo Presente Attivo, 2ª persona singolare di μένω (rimani).
Paradigma: μένω, μενῶ, ἔμεινα, μεμένηκα, -, -.
πέμψω: Indicativo Futuro Attivo, 1ª persona singolare di πέμπω (ti congederò).
Paradigma: πέμπω, πέμψω, ἔπεμψα, πέπομφα, πέπεμμαι, ἐπέμφθην.
διδόναι: Infinito Presente Attivo di δίδωμι (dare).
Paradigma: δίδωμι, δώσω, ἔδωκα, δέδωκα, δέδομαι, ἐδόθην.
θέλω: Indicativo Presente Attivo, 1ª persona singolare di θέλω (voglio).
Paradigma: θέλω, θελήσω, ἐθέλησα, τεθέληκα, -, -.
δώσω: Indicativo Futuro Attivo, 1ª persona singolare di δίδωμι (darò).
Paradigma: δίδωμι, δώσω, ἔδωκα, δέδωκα, δέδομαι, ἐδόθην.
σπένδειν: Infinito Presente Attivo di σπένδω (fare libagioni).
Paradigma: σπένδω, σπείσω, ἔσπεισα, ἔσπεικα, ἔσπεισμαι, ἐσπείσθην.
δύνασαι: Indicativo Presente Medio/Passivo, 2ª persona singolare di δύναμαι (puoi). (Compare due volte)
Paradigma: δύναμαι, δυνήσομαι, -, -, δεδύνημαι, ἐδυνήθην / ἠδυνήθην.
μακρόν: Questo è un aggettivo, non un verbo.
κώλυε: Imperativo Presente Attivo, 2ª persona singolare di κωλύω (impedisci).
Paradigma: κωλύω, κωλύσω, ἐκώλυσα, κεκώλυκα, κεκώλυμαι, ἐκωλύθην.
Αἰνῶς: Questo è un avverbio, non un verbo.
τέρπομαι: Indicativo Presente Medio/Passivo, 1ª persona singolare di τέρπομαι (mi diletto).
Paradigma: τέρπομαι, τέρψομαι, ἔτερψα, -, -, ἐτέρφθην.
περιμένουσιν: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale di περιμένω (attendono).
Paradigma: περιμένω, περιμενῶ, περιέμεινα, περιμεμένηκα, -, -.
κωλύεις: Indicativo Presente Attivo, 2ª persona singolare di κωλύω (impedisci).
Paradigma: κωλύω, κωλύσω, ἐκώλυσα, κεκώλυκα, κεκώλυμαι, ἐκωλύθην.
διδόναι: Infinito Presente Attivo di δίδωμι (dare).
Paradigma: δίδωμι, δώσω, ἔδωκα, δέδωκα, δέδομαι, ἐδόθην.
ἀξιοῖς: Indicativo Presente Attivo, 2ª persona singolare di ἀξιόω (ritieni degno, offri).
Paradigma: ἀξιόω, ἀξιώσω, ἠξίωσα, ἠξίωκα, ἠξίωμαι, ἠξιώθην.
ἔστω: Imperativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di εἰμί (sia).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
ἄγειν: Infinito Presente Attivo di ἄγω (condurre).
Paradigma: ἄγω, ἄξω, ἤγαγον / ἤξα, ἦχα, ἦγμαι, ἤχθην.
εἰσὶν: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale di εἰμί (ci sono).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
ἔστι: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di εἰμί (è).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
ἐστιν: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di εἰμί (è).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
εὑρίσκεσθαι: Infinito Presente Medio/Passivo di εὑρίσκω (trovarsi).
Paradigma: εὑρίσκω, εὑρήσω, ηὗρον / εὗρον, ηὕρηκα / εὕρηκα, ηὕρημαι / εὕρημαι, ηὑρέθην / εὑρέθην.
φιλῶ: Indicativo Presente Attivo, 1ª persona singolare di φιλέω (amo).
Paradigma: φιλέω, φιλήσω, ἐφίλησα, πεφίληκα, πεφίλημαι, ἐφιλήθην.
ἔφη: Imperfetto Indicativo Attivo, 3ª persona singolare di φημί (disse).
Paradigma: φημί, φήσω, ἔφησα, -, -, -.
ἐμειδίασε: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di μειδιάω (sorrise).
Paradigma: μειδιάω, μειδιάσω, ἐμειδίασα, -, -, -.
Nomi:
ξένῳ: Dativo maschile singolare. Nom: ξένος, Gen: ξένου (straniero, ospite).
Τηλεμάχῳ: Dativo maschile singolare. Nom: Τηλέμαχος, Gen: Τηλεμάχου (a Telemaco).
Λακεδαίμονος: Genitivo femminile singolare. Nom: Λακεδαίμων, Gen: Λακεδαίμονος (di Sparta/Lacedemone).
ἄναξ: Nominativo maschile singolare. Nom: ἄναξ, Gen: ἄνακτος (signore, re).
Μενέλαος: Nominativo maschile singolare (Menelao). (Compare due volte)
μεγάροις: Dativo neutro plurale. Nom: μέγαρον, Gen: μεγάρου (in casa, nei palazzi).
δῶρα: Accusativo neutro plurale. Nom: δῶρον, Gen: δώρου (doni).
ἵππους: Accusativo maschile plurale. Nom: ἵππος, Gen: ἵππου (cavalli). (Compare due volte)
δίφρον: Accusativo maschile singolare. Nom: δίφρος, Gen: δίφρου (carro).
ἔκπωμα: Accusativo neutro singolare. Nom: ἔκπωμα, Gen: ἐκπώματος (coppa).
θεοῖς: Dativo maschile plurale. Nom: θεός, Gen: θεοῦ (agli dei).
μνήμῃ: Dativo femminile singolare. Nom: μνήμη, Gen: μνήμης (nel ricordo).
Τηλέμαχος: Nominativo maschile singolare (Telemaco).
χρόνον: Accusativo maschile singolare. Nom: χρόνος, Gen: χρόνου (tempo). (Compare due volte)
μύθοις: Dativo maschile plurale. Nom: μῦθος, Gen: μύθου (ai discorsi).
ἀδημονίας: Genitivo femminile singolare. Nom: ἀδημονία, Gen: ἀδημονίας (dell'inquietudine).
ἑταῖροι: Nominativo maschile plurale. Nom: ἑταῖρος, Gen: ἑταίρου (compagni).
Δῶρον: Nominativo neutro singolare. Nom: δῶρον, Gen: δώρου (dono).
κειμήλιον: Nominativo neutro singolare. Nom: κειμήλιον, Gen: κειμηλίου (tesoro, cimelio).
Ἰθάκην: Accusativo femminile singolare. Nom: Ἰθάκη, Gen: Ἰθάκης (Itaca). (Compare due volte)
δρόμοι: Nominativo maschile plurale. Nom: δρόμος, Gen: δρόμου (corse, piste).
λειμών: Nominativo maschile singolare. Nom: λειμών, Gen: λειμῶνος (prato).
νομὴν: Accusativo femminile singolare. Nom: νομή, Gen: νομῆς (pascolo).
αἰγῶν: Genitivo femminile plurale. Nom: αἴξ, Gen: αἰγός (delle capre).
θαλάττῃ: Dativo femminile singolare. Nom: θάλαττα, Gen: θαλάττης (nel mare).
νῆσον: Accusativo femminile singolare. Nom: νῆσος, Gen: νήσου (isola).
Aggettivi:
μακρόν: Accusativo maschile singolare. Nom: μακρός, μακρά, μακρόν (lungo).
λαμπρά: Accusativo neutro plurale. Nom: λαμπρός, λαμπρά, λαμπρόν (splendidi).
τρεῖς: Accusativo maschile plurale. Nom: τρεῖς, τρία (tre).
εύξοον: Accusativo maschile singolare. Nom: εὔξοος, εὔξοον (ben levigato).
καλον: Accusativo neutro singolare. Nom: καλός, καλή, καλόν (bello).
ἀθανάτοις: Dativo maschile plurale. Nom: ἀθάνατος, ἀθάνατον (immortali).
ἀϊδίῳ: Dativo femminile singolare. Nom: ἀΐδιος, ἀΐδιον (eterno).
συνετὸς: Nominativo maschile singolare. Nom: συνετός, συνετή, συνετόν (saggio).
σοῖς: Dativo maschile plurale di σός, σή, σόν (tuoi).
ἐπιτηδεία: Nominativo femminile singolare. Nom: ἐπιτήδειος, ἐπιτηδεία, ἐπιτήδειον (adatta).
μόνον: Accusativo neutro singolare (o avverbio "solamente"). Nom: μόνος, μόνη, μόνον (solo).
ἱππήλατον: Accusativo femminile singolare. Nom: ἱππήλατος, ἱππήλατον (adatta ai cavalli).
καρποφόρον: Accusativo femminile singolare. Nom: καρποφόρος, καρποφόρον (fertile).
μάλιστα: Superlativo di μάλα (soprattutto, in sommo grado).
αὐτὴν: Accusativo femminile singolare di αὐτός, -ή, -ό (lei stessa).
Pronomi, Articoli e Congiunzioni:
Τῷ: Articolo determinativo, dativo maschile singolare.
οὕτως: Avverbio (così). (Compare due volte)
Ἀλλ᾿ ἄγε: Esortazione (ἀλλά ἄγε, "su, via!").
νῦν: Avverbio (ora).
ἐν: Preposizione con dativo (in).
ἐμοῖς: Pronome possessivo, dativo neutro plurale (miei).
καὶ: Congiunzione copulativa (e). (Compare sei volte)
ὅτε: Congiunzione temporale (quando).
σε: Pronome personale, accusativo singolare, 2ª persona (σύ, tu) (te).
σοὶ: Pronome personale, dativo singolare, 2ª persona (σύ, tu) (a te).
ἔπειτα: Avverbio (poi).
ἐμοῦ: Pronome personale, genitivo singolare, 1ª persona (ἐγώ, io) (di me).
Πρὸς δ᾽: Preposizione πρός accusativo (πρός qui indica "in risposta a") congiunzione δέ (poi).
αὐτὸν: Pronome personale, accusativo maschile singolare (lui).
αὖ: Avverbio (di nuovo, a sua volta).
Ἀτρεΐδη: Vocativo maschile singolare di Ἀτρεΐδης, Ἀτρεΐδου (O figlio di Atreo).
μή: Congiunzione/particella di divieto (non).
με: Pronome personale, accusativo singolare, 1ª persona (ἐγώ, io) (me). (Compare due volte)
τα: Particella (τά) qui è avverbiale (perciò, allora).
ἀλλὰ ἤδη: Congiunzione avversativa avverbio (ma ormai).
δέ: Congiunzione avversativa (ma). (Compare tre volte)
ἐνθάδε: Avverbio (qui).
Δῶρον δ': Nominativo neutro singolare congiunzione δέ (e il dono).
ὅτι: Congiunzione dichiarativa (che).
μοι: Pronome personale, dativo singolare, 1ª persona (ἐγώ, io) (a me).
δ᾽: Congiunzione δέ (ma, poi).
εἰς: Preposizione con accusativo (verso).
οὐκ: Avverbio di negazione (non).
ἐν γὰρ: Preposizione ἐν dativo congiunzione γὰρ (infatti in).
οὔτε ... οὔτε: Congiunzione correlativa (né... né...).
γάρ: Congiunzione esplicativa (infatti).
Οὐκ: Avverbio di negazione (non).
οὐδὲ: Congiunzione (né).
δὲ: Congiunzione avversativa (ma, poi).
ὅμως: Avverbio (tuttavia).
αὐτὴν: Pronome personale, accusativo femminile singolare (essa stessa).
μὲν ἔφη: Particella μέν verbo (da una parte disse).
ὁ δὲ: Articolo determinativo nominativo maschile singolare congiunzione δέ (l'altro poi, ma egli).