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Un vicino attaccabrighe
VERSIONE DI GRECO di Demostene - Contro Callicle
TRADUZIONE dal libro kata logon
testo greco per ricerca facilitata
εν μεν ουυ, ω ανδρες αθηναιοι, προς απαντας τους τουτων λογους υπαρχει μοι δικαιον. Το γαρ χωριον τουτο περιωκοδομησεν ο πατερ μικρου δειν πριν εμε γενεσθαι, ζωντος μεν ετι Καλλιππιδου του τουτων πατρος και γειτνιωντος, ος ακριβεστερον ηδει δηπου τουτων, οντος δη Καλλικλεους ανδρος, ηδη και επιδημουντος Αθενησιν. Εν δε τουτοις τοις ετεσιν απασιυ ουτ'εγκαλων ουδεις πωποτ'ηλθεν ουτε μεμφομενος (καιτοι δηλον οτι και τοθ'υδατα πολλακις εγενετο), ουδ'εκωλυσεν εξ αρχης, ειπερ ηδικει τινα περιοικοδομων ο πατηρ το ημετερον χωριον, αλλ'ουδ'απηγορευσεν ουδε διεμαρτυρατο, πλεον μεν η πεντεκαιδεκ'ετη του πατρος επιβιοντος, ουκ ελαττω δε του τουτων πατρος Καλλιππιδου.
Testo greco originale
ἓν μὲν οὖν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, πρὸς ἅπαντας τοὺς τούτων λόγους ὑπάρχει μοι δίκαιον. τὸ γὰρ χωρίον τοῦτο περιῳκοδόμησεν ὁ πατὴρ μικροῦ δεῖν πρὶν ἐμὲ γενέσθαι, ζῶντος μὲν ἔτι Καλλιππίδου τοῦ τούτων πατρὸς καὶ γειτνιῶντος, ὃς ἀκριβέστερον ᾔδει δήπου τούτων, ὄντος δὲ Καλλικλέους ἀνδρὸς ἤδη καὶ ἐπιδημοῦντος Ἀθήνησιν. ἐν δὲ τούτοις τοῖς ἔτεσιν ἅπασιν οὔτ’ ἐγκαλῶν οὐδεὶς πώποτ’ἦλθεν οὔτε μεμφόμενος (καίτοι δῆλον ὅτι καὶ τόθ’ὕδατα πολλάκις ἐγένετο), οὐδ’ ἐκώλυσεν ἐξ ἀρχῆς, εἴπερ ἠδίκει τινὰ περιοικοδομῶν ὁ πατὴρ τὸ ἡμέτερον χωρίον, ἀλλ’ οὐδ’ ἀπηγόρευσεν οὐδὲ διεμαρτύρατο, πλέον μὲν ἢ πεντεκαίδεκ’ ἔτη τοῦ πατρὸς ἐπιβιόντος, οὐκ ἐλάττω δὲ τοῦ τούτων πατρὸς Καλλιππίδου. καίτοι, ὦ Καλλίκλεις, ἐξῆν δήπου τόθ’ ὑμῖν, ὁρῶσιν ἀποικοδομουμένην τὴν χαράδραν, ἐλθοῦσιν εὐθὺς ἀγανακτεῖν καὶ λέγειν πρὸς τὸν πατέρα “Τεισία, τί ταῦτα ποιεῖς; ἀποικοδομεῖς τὴν χαράδραν; εἶτ’ ἐμπεσεῖται τὸ ὕδωρ εἰς τὸ χωρίον τὸ ἡμέτερον”, ἵν’ εἰ μὲν ἐβούλετο παύσασθαι, μηδὲν ἡμῖν ἦν δυσχερὲς πρὸς ἀλλήλους, εἰ δ’ ὠλιγώρησεν καὶ συνέβη τι τοιοῦτον, μάρτυσιν εἶχες τοῖς τότε παραγενομένοις χρῆσθαι. καὶ νὴ Δι’ ἐπιδεῖξαί γέ σ’ ἔδει πᾶσιν ἀνθρώποις χαράδραν οὖσαν, ἵνα μὴ λόγῳ μόνον, ὥσπερ νῦν, ἀλλ’ ἔργῳ τὸν πατέρ’ ἀδικοῦντ’ ἀπέφαινες. τούτων τοίνυν οὐδὲν πώποτ’ οὐδεὶς ποιεῖν ἠξίωσεν. οὐ γὰρ ἂν οὔτ’ ἐρήμην, ὥσπερ ἐμοῦ νῦν.
TRADUZIONE
Una cosa dunque, o Ateniesi, è giusta contro tutti i loro discorsi. Infatti che questo podere mancava poco prima che io nascessi il padre lo recintò, quando ancora era vivo Callippide loro padre ed era confinante, costui sapeva forse la cosa più precisa di loro, mentre c’era Callicle adulto e già viveva ad Atene. Durante tutti questi anni nessuno mai è venuto né ad accuare né a lamentarsi (anche se spesso dimostra che perciò era tempo disponibile), niente ha reclamato dall’inizio, anche se danneggiava qualcuno il padre recintando il nostro terreno, ma né vietava né faceva opposizione, sopravvivendo il padre più di quindici anni, non meno del loro padre Callippide. Tuttavia, o Collicle, perciò ci era possibile, vedono il torrente recintato, andranno subito ad indignarsi e a parlare conto il padre Tisia, come farai queste cose? recinterai il torrente? Poi l’acqua cadrà sul nostro podere, perché, se voleva smettere non era a loro difficile per entrambi, se furono negligenti e accadde una simile cosa, tu allora pretendevi di addurre testimoni a quelli che erano vicini. E per Zeus di dimostrare dunque era necessario che il torrente appartenesse a tutti gli uomini, affinché non solo a parole, come ora, ma con i fatti il padre fosse colpevole apertamente. Pertanto nessuno di loro ha chiesto di fare niente mai. Infatti non se così in assenza, come ora, di me.
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L'educazione dei bambini ad Atene
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro n. p.
ἐκ παίδων σμικρῶν ἀρξάμενοι, μέχρι οὗπερ ἂν ζῶσι, καὶ διδάσκουσι καὶ νουθετοῦσιν. ἐπειδὰν θᾶττον συνιῇ τις τὰ λεγόμενα, καὶ τροφὸς καὶ μήτηρ καὶ παιδαγωγὸς καὶ αὐτὸς ὁ πατὴρ περὶ τούτου διαμάχονται, ὅπως <ὡς> βέλτιστος ἔσται ὁ παῖς, παρ' ἕκαστον καὶ ἔργον καὶ λόγον διδάσκοντες καὶ ἐνδεικνύμενοι ὅτι τὸ μὲν δίκαιον, τὸ δὲ ἄδικον, καὶ τόδε μὲν καλόν, τόδε δὲ αἰσχρόν, καὶ τόδε μὲν ὅσιον, τόδε δὲ ἀνόσιον, καὶ τὰ μὲν ποίει, τὰ δὲ μὴ ποίει. καὶ ἐὰν μὲν ἑκὼν πείθηται: εἰ δὲ μή, ὥσπερ ξύλον διαστρεφόμενον καὶ καμπτόμενον εὐθύνουσιν ἀπειλαῖς καὶ πληγαῖς. μετὰ δὲ ταῦτα εἰς διδασκάλων πέμποντες πολὺ μᾶλλον ἐντέλλονται ἐπιμελεῖσθαι εὐκοσμίας τῶν παίδων ἢ γραμμάτων τε καὶ κιθαρίσεως:
TRADUZIONE
Cominciando fin dalla più tenera infanzia dei figli fino a che vivano, continuano a dar loro insegnamenti e ammonimenti. Non appena il bambino comprende le cose che gli si dicono, sia la nutrice che la madre, il padre e il pedagogo si impegnano per questo, perché il bambino sia il migliore possibile, insegnandogli e mostrandogli a proposito di ciascuna azione o discorso, che c'è una cosa giusta e una invece sbagliata, che questa è lodevole e quest'altra invece riprovevole, che quella è sacra e quell'altra invece empia, che una cosa è da fare e un'altra invece no . E se obbedisce volentieri, bene; altrimenti lo raddrizzano con minacce e percosse, come se fosse un bastone di legno ricurvo e contorto. Dopo queste cose, mandandolo a casa dei maestri, provvedono molto di più a curare l'educazione dei fanciulli rispetto alla cultura letteraria o musicale .
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Polibio kata logon
Inizio: Τὸ δὲ Καρχηδονίων πολίτευμα τὸ μὲν ἀνέκαθέν μοι δοκεῖ Fine: τὰ Ῥωμαίων διαβούλια περὶ τὰς κοινὰς πράξεις.
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Valore dei giochi olimpici
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Kata Logon e Askesis
Άλλων τε πολλών και καλών έργων ένεκα, ώ άνδρες, άξιον Ηρακλέους μεμνήσθαι, και ότι τόνδε τον αγώνα πρώτος συνήγειρε δι εύνοιαν της Ελλάδος. Εν μεν γαρ τω τέως χρόνω άλλοτρίως αί πόλεις προς άλλήλας δίέκειντο· επειδή δε εκείνος τους τυράννους έπαυσε και τους υβρίζοντας έκώλυσεν, αγώνα μεν σωμάτων έποίησε, φιλοτιμίαν πλούτου, γνώμης δ' έπίδειξιν εν τω καλλίστω της Ελλάδος, ίνα τούτων απάντων ένεκα εις το αυτό συνέλθωμεν, τα μεν όψόμενοι, τα δ7 άκουσόμενοι· ήγήσατο γαρ τον ένθάδε σύλλογον αρχήν γενήσεσθαι τοις Έλλησι της προς αλλήλους φιλίας.
TRADUZIONE dal libro Kata Logon e Askesis
O Ateniesi, per molte altre (e) belle azioni è giusto che ci si ricordi di Eracle, tra queste c'è il fatto che (e per il fatto che) per primo egli ha istituito questo raduno, mosso dall'amore della Grecia (per amore della Grecia). Nel tempo precedente le città erano mal disposte le une verso le altre, dopo avere posto fine alle tirannidi (ai tiranni) ed essersi opposte a quelli che agivano violentemente, istituì una gara ginnica, una competizione di ricchezza e una dimostrazione di intelligenza, nel luogo più bello della Grecia, perché per tutte queste prove, alcune per vederle, altre per ascoltarle (ora per vederle, ora per ascoltarle) ci riunissimo nello stesso luogo. Eracle pensò che la riunione qui (in questo luogo) sarebbe stata per i greci l'inizio della amicizia reciproca. Questo dunque egli pensava ed io sono venuto qui non
per parlare di sciocchezze ne' per gareggiare con le parole; ritengo infatti che
queste siano azioni che si addicono a sofisti veramente buoni a nulla o che hanno
assolutamente dei mezzi per vivere e che sia invece compito di un uomo onesto e
di un cittadino di molto valore esprimere parere sulle questioni di massima
importanza, vedendo che la Grecia si trova in una condizione così vergognosa e
che molti suoi territori sono soggetti al re dei persiani e che molte città sono state sovvertite da tiranni.
versione da altro libro
Uomini, per altre città e per opere belle è giusto che eracle venga ricodato, anche poiché per primo riunì gente per una festa pubblica per affetto verso la grecia. infatti le città in quel tempo erano ostili le une verso le altre; dopo che quello depose i tiranni(dalle città) e ostacolò gli insolenti, istituì una gara tra individui, un premio in denaro, una prova di intelligenza nel più bel luogo della grecia, affinché ci riunissimo in questi luoghi per vedere alcune cose e vederne delle altre; infatti ritenne che le riunioni in questo luogo sarebbero diventate per i greci un'amicizia reciproca.
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AMORE A PRIMA VISTA
VERSIONE DI GRECO di Caritone di Afrodisia
TRADUZIONE dal libro KATA LOGON
inizio: αφροδιτης εορτη δημοτελης και πασαι σχεδον αι γυναικες επηλθον
ine: δια την σιωπην αιδουμενη καταφωρος γενεσθαι
TRADUZIONE n. 1 letterale
La festa di Afrodite fu compiuta a spese pubbliche e quasi tutte le donne andarono verso il tempio. Intanto la madre portò Calliroe, che fino ad allora non era stata lasciata uscire. Nel frattempo Cherea camminava verso casa dopo gli esercizi ginnici, splendente come una stella: infatti il rossore della palestra fioriva sul chiaro del volto come oro sull'argento. Per sorte, ad una curva troppo stretta, scontrandosi, si imbatterono l'uno nell'altro, avendo un dio giudato quell'incontro affinché l'uno venisse visto dall'altro. Certamente si diedero subito l'amore, andando la bellezza insieme con la nobiltà d'animo. E Cherea a fatica tornava a casa con la disfatta, come il migliore colpito a morte in battaglia, vergognandosi di cadere, ma non potendo stare in piedi. E la fanciulla crollò ai piedi di Afrodite e avendoli baciati disse: "Tu, padrona, dammi come marito colui che mi hai mostrato". La notte giunse terribile su entrambi; infatti il fuoco ardeva. ma la fanciulla soffriva di più, in silenzio, avendo timore di essere scoperta.
traduzione n. 2 elegante
imgscramblerSi celebrava la festa pubblica di Afrodite, e quasi tutte le donne si recarono al suo tempio. . Calliroe, che non era fino ad allora uscita di casa, ve la conduceva la madre: era stato il padre che l'aveva esortata ad andare ad adorare la dea. In quel mentre Cherea se ne andava a casa di ritorno dagli esercizi ginnici, splendente come una stella: fioriva sulla chiarezza del volto il rossore della palestra come Foro sull'argento. Per caso a una curva troppo stretta si incontrarono urtandosi l'uno con l'altra: un dio aveva guidato quella congiunzione, affinché l'uno fosse visto dall'altra. Si scambiarono subito la passione d'amore, poiché la bellezza va insieme con la nobiltà di stirpe. Cherea dunque se ne tornava a casa con pena, come il guerriero più bravo colpito in battaglia da ferita mortale, e si vergognava di lasciarsi cadere, ma non poteva reggersi in piedi. 16 La ragazza si gettò ai piedi di Afrodite e, teneramente baciandoli: "Mia signora" disse "dammi come marito colui che mi hai mostrato" Soprggiunse la notte terribile per tutti e due il fuoco bruciava dentro di loro. Più forte soffriva la ragazza temendo di essere scoperta