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Dietetica e dietologia
VERSIONE DI GRECO di Ippocrate
TRADUZIONE dal libroKata Logon vs 441 pag. 520
Inizio: φεμι δε δειν τον μελλοντα ορθως ξυγγραφειν περι διαιτης ανθρωπινης πρωτον μεν παντος φυσιν ανθρωπου γνωναι και διαγνωναι.
fine: ην μη και πονεῃ.
TRADUZIONE
Dico che chi ha intenzione di scrivere correttamente riguardo la dieta umana in un primo tempo conosca e riconosca la natura di ogni uomo; che conosca da una parte da quali elementi è formata fin dall'origine, dall'altra che riconosca da quale parte del corpo è comandata; infatti se non si conoscesse la costituzione (del corpo) fin dal principio sarebbe impossibile conoscere gli effetti che derivano da essa; se non conoscerai ciò che prevale nel corpo, non sarà sufficiente per l'uomo assumere il profitto. Dunque da una parte è necessario che chi ha messo per iscritto conosca queste cose, e dopo queste (quelle) del cibo e del bere di ogni tipo, per le quali noi viviamo: conosca la proprietà che ciascuna ha sia per natura sia per necessità e abilità umane. Infatti bisogna sapere delle sostanze naturalmente forti, come è necessario coglierne la forza, a questi deboli come bisogna ricavarne la forza attraverso la tecnica. A coloro che conoscono le cose dette, poiché l'uomo mangiando non è capace di avere una buona salute se non fa anche esercizio fisico.
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Per i caduti alle Termopili
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Kata Logonpagina 86 numero 33
INIZIO: Ων τας αρετας τις ουκ αν θαυμασειεν; οιτινες μια γνωμη...
FINE: ...τας καλλιστας νικας απενηνεγμενων.
TRADUZIONE
Chi non avrebbe ammirato la virtù di quelli?? A quelli che considerarono una sola opinione, che non lasciarono il posto dato dalla Grecia, ma con zelo diedero la propria vita per la salvezza comune dei Greci e soprattutto scelsero una morte gloriosa ad una vita vergognosa. Chi degli stranieri averebbe compreso l'accaduto?? Chi si sarebbe aspettato che, essendo 500 il numero, avessero avuto il coraggio di correre contro 100 miriadi?
Quindi chi dei posteri non stimerebbe la virtù degli uomini, che sottoposti alla forza della situazione, furono abbattuti nei corpi, non furono sconfitti negli animi. proprio perciò, quelli sono gli unici di quelli rimasti nel ricordo.
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Edipo uccide il padre
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Kata Logon pag. 202 n°96
Inizio: Τελειωθείς δέ ό παις, ...
Fine: ...καί παρεγένετο εις Θήβας.
TRADUZIONE
Poichè il bambino era cresciuto ed era superiore a quelli della sua età per la forza, venne schernito per invidia come bastardo. Ma quello, chiedendo a Peribea non aveva possibilità di saperlo : allora giungendo a Delfi chiese riguardo ai propri genitori. E il dio (l'oracolo) gli disse di non andare in patria: infatti avrebbe ucciso al padre e si sarebbe congiunto con la madre. Dopo aver sentito ciò, ritenendo di essere nato da chi si diceva, lasciò Corinto, e trasportato su un carro attraverso la Focide lungo una via stretta, si imbattè in Laio, trasportato su un carro. E poiché Polifonte (egli era l'araldo di Laio) gli (a Edipo) ordinava di arretrare e poiché uccise uno dei cavalli per la disobbedienza e la dilazione di quello (sempre Edipo), Edipo, irritatosi, uccise sia Polifonte sia Laio e si diresse verso Tebe.
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Disperazione e paura ad Atene
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro kata logon versione pag. 292 n°179
Ἐ ς δὲ τὰς Άθὴνας ἐπειδὴ ἠγγέλθη, ὲπὶ πολὺ μὲν ὴπίστουν καί τοῖς πάνυ τῶν στρατιωτῶν ἐξ αὐτοῦ τοῦ ἔργου διαπεφευγόσι · ἐπειδὴ δέ ἔγνωσαν, χαλεποὶ μὲν ἦσαν τοῖς ξυμπροθυμηθεῖς τῶν ῥητόρων τὸν ἔκπλουν, ὥσπερ οὐκ αὐτοὶ ψηφισάμενοι, ὠπγίζοντο δὲ καὶ τοῖς χρησμολόγοις τε καὶ μάντεσι καὶ ὁπόσοι τι τότε αὐτοὺς θειάσαντες ἐπήλπισαν ὡς λήψονται Σικελίαν. Ἅμα μέν γὰρ στερόμενοι καὶ ἰδίᾳ ἓκαστος καὶ ἡ πόλις ὁπλιτῶν τε πολλῶν καὶ ἱππέων καὶ ἡλικίας οἵαν οὐχ ἑτέραν ἑώρων ὑπάρχουσαν ἐβαρύνοντο · ἀνέλπιστοι ἦσαν ἐν τῷ παρόντι σωθήσεσθαι, τούς τε ἀπὸ τῆς Σικελίας πολεμίους εὐθὺς σφίσιν ἐνόμιζον τῷ ναυτικῷ ἐπὶ τὸν Πειραιᾶ πλευσεῖσθαι, ἄλλως τε καὶ τοσοῦτον κρατήσαντας, καὶ τοὺς αὐτόθεν πολεμίους τότε δὴ καὶ διπλασίως πάντα παρεσκευασμένους κατὰ κράτος ἤδη καὶ ἐκ γῆς καὶ ἐκ θαλάσσης ἐπικείσεσθαι, καὶ τοὺς ξυμμάχους σφῶν μετʹ αὑτῶν ἀποστάντας.
TRADUZIONE
Quando venne annunciata ad Atene la disfatta delle truppe ateniesi in Sicilia, a lungo (gli Ateniesi) non ci credettero, e non credettero nemmeno agli stessi soldati che erano scampati alla disfatta; quando poi però se ne resero conto, si inasprirono con coloro che tra i retori erano stati favorevoli alla spedizione, come se essi non lo avessero approvato, e si adirarono anche con gli interpreti di oracoli, con gli indovini, e con tutti coloro che, avendo ricevuto un vaticinio da un dio, speravano che i soldati avrebbero preso la Sicilia. Infatti tutti necessitavano, sia ciascuno di loro in privato che anche la stessa città, di molti opliti, di cavalieri, e poiché vedevano che non era disponibile un'altra così grande quantità di uomini in grado di portare le armi, erano scontenti; nel rimanere lì in attesa di essere salvati erano privi di ogni speranza, pensavano che i nemici avrebbero subito navigato con una flotta dalla Sicilia in direzione del Pireo, e pensavano anche che poi da lì, essendo di gran lunga più forti, dopo aver preparato tutto l'arsenale addirittura in maniera duplice, i nemici si sarebbero pericolosamente avvicinati, ed i loro alleati (alleati degli Ateniesi) si sarebbero ritirati con loro (gli Ateniesi).
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Abrocome e Anzia si ritrovano
Versione greco Senofonte Efesio
Traduzione libro Kata Logon numero 139 pagina 253
La popolazione di Rodi acclamò e gridò, invocando la grande dea Iside, “Nuovamente”, dicendo, “Vediamo felici Abrocome e Anzia. ” Essi (gli abitanti) avendo accolto loro stessi, avendoli incitati entrarono nel tempio di Iside, “Per te”, dicendo, “o grandissima dea, la benevolenza per la nostra salvezza; grazie a te, o onoratissima da noi tutti, abbiamo recuperato loro”; si prostravano davanti al santuario e si gettavano a terra davanti all’altare. E quindi loro li condussero verso Leucone in casa e Ippotoo fece trasportare i suoi beni presso Leucone, ed allora erano pronti per la navigazione verso Efeso; in quel giorno poiché festeggiarono con offerte sacrificali e convitarono da parte di tutti molti e complessi racconti, tutte quelle cose che ognuno patì e tutte quelle cose che (ognuno) fece, allungavano il banchetto per lungo tempo, come se riprendessero loro (si riprendessero) col passare del tempo.